Filman 8 / 10 04/08/2026 13:23:30 » Rispondi In un periodo in cui i film americani nascevano, in larga parte, per soddisfare dei gusti pro-Academy, A SINGLE MAN di Tom Ford riuscì ad esprimere tutto il suo potenziale. Quindi abbiamo una storia di sensibilizzazione sociale sui temi dell'omosessualità puramente drammatica e con l'obbiettivo massimo di martoriare il suo protagonista per strappare le lacrime del pubblico, la quale, tuttavia, esplora questi temi in maniera psicologica. Il regista dirige focalizzandosi sui dettagli della vita quotidiana del personaggio di Colin Firth, nelle sue più classiche vesti da sir in giacca e cravatta, con lunghi silenzi, momenti meditativi e incontri "casuali" che riflettono sulla stranezza della vita (cinema anni 60?), tutto finalizzato all'elaborazione del lutto, che è poi il grande tema di quest'uomo che è impossibilitato a farlo perché vedovo di una relazione omosessuale. Oltre ad alcuni momenti totalmente politically incorrect (la scena del bambino o lui che risponde al telefono coi pantaloni abbassati), forse spinti dall'onestà e dalla disinvoltura del romanzo da cui è tratto, a far capire che ci troviamo di fronte ad un film raffinato sono i non detti. Ad esempio, da qualche sguardo e da qualche parola scambiata con la figlia si desume tutto il disagio emotivo dei vicini e l'omofobia del capo famiglia. Questo racconta un'intera società ed un'intera mentalità senza grandi proclami. Ottimo esordio.