williamdollace 7½ / 10 02/08/2026 14:43:35 » Rispondi La nomea di Charles Bronson presto raggiunge Michael Peterson, uomo muscolo dalla volontà di acciaio, definito (storia vera) il detenuto più violento del Regno Unito, che ha sempre voluto essere famoso per qualcosa anche se non era chiaro per cosa, ambizioso, trova la sua strada nell'arte e nella disciplina di disobbedire e picchiare, sempre e comunque. Ci sono già tutti gli stilemi e l'estetica del cinema di Refn, la musica ora maestosa ora elettronica, le scenografie grandiose e insieme minuscole, un attore - l'eccezionale Tom Hardy - su cui tutto il film è costruito, anarchico, ribelle, gentile, folle senza esserlo davvero mai e solo per chi scambia la performance per malattia. Un'icona d'arte umana che attraversa decenni di isolamento e prigionia, con una parentesi in manicomio criminale. Le manganellate sono sinfonie, i morsi una manifestazione di contatto umano, l'ironia e la brutalità il solo linguaggio d'espressione