Dom Cobb 7 / 10 22/07/2026 16:09:57 » Rispondi Dopo aver finalmente scoperto la verità sulla chiave cruciforme, Ethan Hunt e il suo team IMF ingaggia una frenetica corsa contro il tempo per raggiungere il sottomarino Sebastopol e distruggere una volta per tutte l'Entità, prima che essa provochi un olocausto nucleare di proporzioni globali... Archiviato il mezzo passo falso di "Dead Reckoning", la saga di punta di Tom Cruise si avvia finalmente alla sua conclusione con un ultimo capitolo che tenta di far venire tutti i nodi al pettine, con una meticolosità che a tratti rasenta la disperazione. Questo epilogo eredita tutti i tratti caratteristici del predecessore, inclusi gran parte dei difetti: una durata spropositata, una certa pomposità narrativa per conferire alla vicenda uno strato di profondità lì dove non ce n'è, eccessiva verbosità e un insistere su sottotrame che non hanno motivo di esistere.
Il dilemma della presidente degli Stati Uniti, assillata da consiglieri che insistono a lanciare un attacco preventivo, poteva essere tagliato senza alcun problema o quanto meno accorciato senza spenderci sopra così tanto tempo, anche perché di questi tempi ha più che mai il retrogusto di una stoccata patriottica antipatica e del tutto fuori luogo.
Alcuni purtroppo sono inevitabili, derivati dalla presenza di Tom Cruise in cabina di produzione (il continuo insistere sull'eroicità e perfezione del personaggio di Ethan), o dalla scelta di rendere il cattivo della storia non un criminale, ma un'intelligenza artificiale, il che porta inesorabilmente tutto nel reame della fantascienza e del catastrofico;
La scena nella "macchina comunicatrice", in cui Ethan affronta l'Entità, così come le scene che mostrano i fanatici esaltati del "culto dell'Entità", sembrano uscite da altri film.
altri invece se ne aggiungono, su tutti un montaggio approssimativo e incasinato che a ogni riferimento ai film passati della saga non manca mai di inserire degli stacchi appositi, trattando il pubblico come una marmaglia di idioti incapaci di ricordare le informazioni più basilari. E questo senza menzionare particolari inutili ai fini della narrazione, inseriti soltanto per aggiungere altri collegamenti al resto della saga e dare un'impressione di unità che manca nonostante tutto.
La rivelazione che la famigerata "Zampa di Lepre" nel terzo film fosse l'algoritmo originario da cui è nata l'Entità sarebbe anche un'idea divertente; il fatto che l'agente che dà la caccia a Ethan sia segretamente il figlio di Jim Phelps, villain del primo film, intenzionato a vendicare il torto subito, non aggiunge niente.
Eppure, nonostante tutti i problemi di cui sopra, a conti fatti trovo questo "Final Reckoning" un miglioramento. A dispetto del montaggio, il ritmo spedito non fa pesare la durata, e per quanto l'azione nella prima ora sia rarefatta -ma non assente- il resto del film è strutturato intorno a due sequenze d'azione a dir poco incredibili per dimensioni, ambizione ed esecuzione e realizzate con una cura maggiore rispetto a tutto ciò che c'era nel precedente capitolo.
L'incursione a bordo del Sebastopol, in cui Ethan si fa strada nello scafo sommerso a metà cercando di non finire schiacciato o affogato, è un capolavoro di tensione silenziosa che rivaleggia con l'infiltrazione nella CIA del capostipite di De Palma. Allo stesso modo, l'inseguimento finale in aeroplano è un tour de force di acrobazie da urlo, effetti speciali e fotografia aerea nella migliore tradizione del cinema spettacolare in stile James Bond.
Inoltre, laddove "Dead Reckoning" era solo una prima parte monca, che invece di raccontare una storia completa s'interrompeva bruscamente, qui c'è un gradito senso di conclusione e di finalità; anziché una trama che si limita a girare a vuoto come in un infinito gioco dell'oca a caccia di una semplice chiave, qui c'è fin da subito un obiettivo, una posta in gioco, un evento catastrofico da evitare e uno scontro finale con il cattivo di turno con tanto di risoluzione. Se tutto questo poi è condito da qualche bella spruzzata di umorismo,
il godimento è assicurato. Il cast continua a fare il suo, pur con i limiti di età, a rimarcare il fatto che ormai questo insieme di personaggi, e forse questa iterazione della serie, ha fatto il suo tempo -una cosa che l'ultima scena sembra confermare. Insomma, pur con tutti i suoi difetti, "The Final Reckoning" si rivela un capitolo finale soddisfacente e quanto meno conclude il tutto su una nota migliore rispetto al suo immediato predecessore.