Bucefalo 8 / 10 21/07/2026 10:32:27 » Rispondi Film monumentale, eppure non ho gradito che i personaggi (a parte Penelope) siano stati così snaturati. Ulisse non è più l'uomo che col suo ingegno crede di poter raggirare anche gli dei e nel suo viaggio, alla fine capisce che alla volontà degli dei non si sfugge e solo quando lo accetta viene messo in condizione di poter tornare a casa; Ulisse di Nolan è un comandante freddo che prevede perdite e sacrifica i suoi uomini, li inganna, li usa, è un reduce con stress post traumatico che ha sensi di colpa per aver creato lo stratagemma che ha portato ad un eccidio (costruzione della scena identica a Oppenheimer che acquisisce la consapevolezza della bomba atomica), e sul finale uccide da solo 40-50 uomini (praticamente Ken il guerriero), quando poi sarebbe stata molto più credibile la versione originale in cui affronta i Proci con 4 servitori e Telemaco. "Elena dalle bianche braccia" diventa nera (ma va bene - ci doveva essere materiale da polemica per attirare gli allocchi). Telemaco, a differenza della versione originale, non subisce praticamente nessuna maturazione, debole e immaturo parte e debole e immaturo torna. Circe non è una seduttrice, ma una donna che applica la guerra preventiva contro gli uomini. Polifemo non è un gigante violento da ingannare, ma solo un animale da cui fuggire (con evidente tributo all'Uomo Pallido del labirinto del fauno). Insomma, una rilettura interessante, ma forse troppo radicale dell'opera e dei personaggi originali - senza più spazio per destino, inganni, intervento divino, maledizioni, sacralità del nome (niente inganno del "Nessuno" né reticenza di presentarsi a Nausicaa e Alcinoo) - ma tanto spazio per i sensi di colpa.