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ODISSEA (2026) regia di Christopher Nolan

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Invia una mail all'autore del commento williamdollace     9 / 10  18/07/2026 21:34:27 » Rispondi
La storia di un unico uomo è la storia dell'umanità intera trasformata, è una storia cantata da suono e materia, sono i demoni interiori che indicano il percorso ignorato, il motivo stesso dell'Odissea, un ritorno a casa come richiesta di perdono per tutti gli errori commessi fino a quando questa via non si mostra attraverso la perdita di controllo, l'abbandono di se stesso, perché per poter ritrovare se stesso deve perdere tutto se stesso per riconquistarsi e riconquistarci, l'opera più politica di Nolan insieme alla trilogia di Batman e Inception perché inietta in Ulisse l'idea che esiste una possibilità di interrompere il ciclo della violenza, attraverso le sue gesta eroiche lui viene ricordato attraverso le sue gesta eroiche lui si tortura, perché non c'è davvero pace perché ogni guerra sono dieci cento mille anni che si riversano su altri esseri umani, stupri saccheggi e assassinii, fuoco e fiamme anche se lo puoi guardare con un occhio solo il ritorno a Itaca non è solo un ritorno a casa ma il ritorno all'umanità alla consapevolezza di sé e del ruolo nel mondo dei vivi e nel mondo dei morti, accettando il proprio destino, perdendo il controllo, nella natura, tempio di vita e di morte in cui il suono diventa paesaggio sacrale, il cielo è degli dèi le isole le onde avverse l'orizzonte anelato il mostruoso il soprannaturale vibra in tutta la liturgia della materia del mondo che restituisce all'uomo la sua identità la sua posizione la sua umanità, cinema di rimbombi di suoni tribali di rintocchi dove più nulla è separato fra le creature dell'uomo e quelle degli dei qui e altrove onnipresenti e onniscienti, dove non si sa di combattere il destino fino a quando il destino non si riversa cosmico liquido e inevitabile su se stessi, manifesto e manifestato in tutta la sua immensità, fragore, pianto, canto.