Mauro@Lanari 4½ / 10 15/07/2026 18:31:25 » Rispondi Sull'odierna industria culturale. Verso il 6° minuto: "Le storie di rottura non funzionano. E anche il titolo: 'Storia di una fine'..." "È una storia d'amore, la perdita d'un ideale." "Paul, le lèggi le notizie? Annunciano l'apocalisse ogni 10 minuti. La gente ha bisogno di energia, di speranza." La percezione comune (existential, pandemic, climate, war, information fatigue) più sembra ineludibile, più dev'esser'elusa. Anch'il reflusso nei microdrammi del privato e nell'immancabili storie d'un matrimonio disfunzionale non è più abbastanza ludico, survivalista, escapista, negazionista nel senso della Verwerfung freudiana. L'artista ha da recuperare l'anestetizzazione estetica come già la catarsi aristotelica. Detto fatto: si va sul sociale. E ha successo, ma solo per il protagonista 42enne, non per la regista 52enne né per il romanzo autobiografico dello scrittore 60enne. Almeno la finzione non prevale sulla realtà.