Norgoth 4½ / 10 20/06/2026 10:12:40 » Rispondi Disclosure Day è, purtroppo, un film completamente sconclusionato, che merita un commento simile a parte del suo essere (eccessivamente prolisso). Partiamo dai personaggi: il loro sviluppo, in generale, è parziale ed incerto. Emily Blunt porta sulle sue spalle gran parte del film, dato che ha la parte più interessante ed è quella che recita meglio... purtroppo il minutaggio a lei dedicato è molto poco rispetto agli altri protagonisti, che non sono all'altezza del loro ruolo, dovuto ad una recitazione non particolarmente partecipata (anche a causa del sopracitato sviluppo dei personaggi). Nemmeno i comprimari aiutano in questo senso, ma partendo da una base povera a livello di scrittura fanno quello che possono... per non parlare degli antagonisti, che per la maggior parte vengono trattati da stupidi e fanno delle scelte che lasciano perlomeno perplessi, almeno considerando personaggi simili nei film del 2026 e ritratti in film simili (quindi non considerando i "cattivi" delle commedie per tutti o Disney... che pure sfigurano, a volte). E la trama? Farraginosa dall'inizio alla fine, con voragini narrative che parzialmente vengono riempite, situazioni improbabili e non spiegate... e in un film di fantascienza può anche starci... ma non che questo sia fatto solo per dare AMPIO spazio a spiegoni inutili, in quanto incomprensibilmente lunghi, che talvolta nulla aggiugono e nulla tolgono. Togliendo le parti inutili o inutilmente diluite - non solo dagli spiegoni - si potevano tranquillamente eliminare quarantacinque minuti e fare un film coi suoi difetti, ma sicuramente più "agile". A livello di scorrevolezza, la prima parte è agonizzante. Cerca di avanzare ma non ce la fa, a tratti cerca di dare un po' di sprint e poi si accascia miseramente in dialoghi inutilmente verbosi. La seconda parte è sicuramente migliore, in quanto aggiunge un po' di azione e continuità, ma, soprattutto quando si arriva verso il traguardo, ci si accorge che non è niente di più della suddetta "lucidità terminale"... Ora, io non mi aspetto che un ottantenne faccia un film con l'agilità mentale di essere al passo coi tempi: non c'è niente di male nel portare avanti i propri discorsi. Ma, talvolta il "si è sempre fatto così" invecchia male, e Disclosure Day ne è la dimostrazione cristallina: purtroppo, regista e sceneggiatori sono rimasti fermi stoicamente al 1996 (se non prima) e non si sono accorti che il mondo e il comportamento umano è profondamente cambiato, così come è cambiato il modo di fare cinema: tutto o quasi risulta fuori dal tempo, anacronistico e completamente fuori posto... arroccarsi nelle proprie posizioni ha senso fino ad un certo punto. L'aggiornarsi non necessariamente significa snaturarsi: se si sanno aggiornare i punti giusti, può essere soddisfacente anche per trasmettere meglio i propri messaggi (dato che in questo film il messaggio era anche forte...) e raggiungere positivamente quante più persone possibili. A titolo informativo, per chi ne ha curiosità, le uniche cose "moderne" presenti nel film sono: qualche inquadratura leggermente dinamica (niente da stracciarsi le vesti solo perché "è Spielberg", parliamo di cose relativamente nella norma se non fosse lui alla macchina da presa), la presenza dei cellulari ed una CGI indegna ed inammissibile per il 2026 e per un film ad alto budget. Un po' pochino. Ma la vera età di chi ha di fatto creato il film si palesa nella parte finale, ad alta ingenuità, che dimostra davvero di essersi fermati all'umanità di qualche decannio fa (e non sto parlando della battute -battuta- finale). Un film dimenticabile, e lo dico con tutta l'amarezza possibile, perché l'ho visto con le migliori intenzioni.