floyd80 8 / 10 15/06/2026 16:44:43 » Rispondi Negli ultimi anni il cinema horror è probabilmente il genere che più di ogni altro sta riuscendo a portare una ventata d'aria fresca nelle sale. Una dopo l'altra arrivano pellicole che fanno dell'originalità il loro punto di forza, dimostrando come ci sia ancora molto da raccontare senza dover ricorrere ai soliti cliché.
Obsession, con una trama semplice e asciutta, ci trascina all'interno di una relazione tossica, una dinamica purtroppo fin troppo comune nel mondo reale. Solo che qui siamo in un horror e la storia d'amore tra i due protagonisti, nata sotto il più classico degli incantesimi, è destinata a prendere una piega decisamente più tragica.
Bravissimi gli attori. Johnston, storico collaboratore del regista fin dai tempi del loro canale YouTube, riesce a rendere il protagonista maschile profondamente odioso: egoista, meschino e incapace di assumersi le proprie responsabilità, almeno fino a un finale davvero ingegnoso. La sua controparte femminile, invece, è una vera furia psicopatica, capace di terrorizzare ogni volta che appare sullo schermo. Ha una presenza talmente inquietante da dare l'impressione che possa rompere la quarta parete da un momento all'altro e aggredire direttamente lo spettatore.
Una delle cose che ho apprezzato di più, e che cerco spesso di inserire anche nei miei racconti, è la totale normalizzazione dell'irreale.
Mi spiego meglio.
Il negozio in cui viene acquistato l'artefatto che darà il via agli eventi sembra un comunissimo negozio new age, uno di quelli che potresti trovare in qualsiasi città. Tra ciondoli legati ai cinque elementi, pietre portafortuna e oggetti spirituali, vengono venduti anche questi bastoncini dei desideri, corredati da istruzioni e persino da un'avvertenza: non sempre funzionano e, anzi, spesso i clienti tornano a lamentarsi. Questo modo di trattare il soprannaturale come qualcosa di ordinario e burocratico mi ha conquistato.
Obsession riesce in più di un'occasione a mettere sinceramente a disagio. Merito delle interpretazioni, delle situazioni sempre più disturbanti in cui si trovano i protagonisti, ma anche di una fotografia cupa, di una colonna sonora perfettamente calibrata e di una regia ispirata che non sbaglia praticamente nulla. Il risultato è un horror originale, inquietante e sorprendentemente maturo, uno di quei piccoli film che ricordano perché il genere stia vivendo un momento così felice.