CyberWYX 7 / 10 23/05/2026 19:51:13 » Rispondi Mi sono avvicinato a Black Christmas soprattutto per la presenza di Margot Kidder, che conoscevo ovviamente da Superman, da Amityville Horror e da altri film. Ammetto però che non partivo con grandi aspettative: me lo immaginavo diverso, forse più vicino proprio ad Amityville Horror come narrazione, film che, nonostante la fama, mi aveva lasciato poco coinvolto, anche se posso comprenderne l'impatto considerando il legame con una presunta storia vera.
Black Christmas, invece, mi ha sorpreso. Parte subito in modo abbastanza efficace, con un tono crudo e interessante, e dopo poco l'interesse iniziale per la Kidder passa in secondo piano: a catturare è soprattutto lo svolgimento del film, che procede con curiosità, tensione e una certa capacità di tenere incollati allo schermo.
Le scene più dure risultano ancora piuttosto evidenti nella loro crudezza, ma ciò che mi ha colpito di più sono state soprattutto le telefonate del maniaco: disturbanti, malate, sgradevoli, quasi più inquietanti di molte immagini esplicite. Il film costruisce anche alcune sottotrame che, senza sembrare subito decisive, diventano poi importanti nella parte finale, che mi ha convinto e in parte anche stupito, pur lasciandomi la sensazione che avrei preferito una chiusura leggermente diversa.
Non è un film che esce dagli schemi, almeno visto oggi, ma resta un'opera solida, con una buona trama e una discreta atmosfera. Un horror che si lascia seguire con interesse e che, più che puntare solo sullo shock, lavora bene sull'inquietudine e sull'attesa.