UzziKing 9 / 10 oggi alle 00:02:52 » Rispondi Un film bellissimo, lontano anni luce da qualunque tipo di demagogia o propaganda che talvolta ci potremmo aspettare da un film di guerra americano, tutto il contrario piuttosto.
La costruzione della tensione è ottima, e ci troviamo dopo pochi minuti ad immedesimarci col padre (tommy lee jones) di un soldato americano in missione in Iraq, che lotta - come Davide contro Golia per quanti sono gli ostacoli che incontra (da cui il nome del film) - per ricostruire i fatti che hanno portato alla morte del figlio.
Svolgimento dei fatti e finale, presentati in maniera cruda e realistica, non sono per niente scontati, e ricalcano per filo e per segno fatti realmente accaduti passati alla cronaca americana durante quella scoagurata guerra. Ma ciò che fa eccellere il film è che non ci so ferma ad una prima verità, con la scoperta dei colorvoli, ma si accoglie anche il loro punto di vista, a ricordarci la complessità del reale e di situazioni del genere.
Alla fine rimane solo sgomento per l'inutile violenza psicologica che gli stessi ragazzi americani hanno dovuto subire affrontando questa guerra inutile, tensione che si accumula e che poi, come ci insegna la psicologia, deve essere sfogata sotto altre forme, facendo da miccia per agiti e follie verso se stessi e gli altri che hanno conseguenze impensabili sia per i soldati che per i civili iraqeni.
A voler ben vedere tutto questo origina dalle aspettative familiari e pressione sociale esercitata sotto forma di onore alla bandiera e verso i veterani di guerra, aspetti che il film non manca di cogliere e sottolineare.
Notevoli e interessanti anche i paragoni con il mito di Davide e Golia, combattuto nella valle di Elah che dà il titolo al film. Un peccato che abbia incassato così poco nonostante le candidature agli oscar.