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LA VITA VA COSI' regia di Riccardo Milani

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daniele64     6½ / 10  13/05/2026 15:16:48 » Rispondi
Una grossa impresa di costruzioni milanese ha in progetto un grande villaggio turistico su di un incontaminato tratto di costa sardo ... Stavolta Riccardo Milani rinuncia a lavorare con la moglie Paola Cortellesi e continua la collaborazione con Virginia Raffaele . Scrive e dirige una storia vera ( ma romanzata ) , quella dell' anziano pastore Ovidio Marras che con la sua cocciutaggine ha impedito la costruzione di un grande resort sulla splendida spiaggia di Capo Malfatano . Il film ripropone la contrapposizione tra nord e sud tipica di buona parte del nostro Cinema e di quello di Milani in particolare . In questo caso , tra la pressante ricerca del profitto e l' orgoglioso radicamento , con in mezzo la disperata necessità di un lavoro stabile in una zona economicamente depressa . Ed infatti il vero dilemma etico è proprio questo : è giusto o meno sacrificare l' incontaminata bellezza naturale per migliorare un po' l' economia della popolazione locale ? Non esistono alternative meno invasive ? Il film se la cava svicolando sul comico , affrontando la questione solo con le ripetute processioni di questuanti alla casa dell' ostinato pastore , ma il problema è certamente più complesso . La pellicola , pur non trattando male l' impresario , spinge ovviamente a simpatizzare per il testardo sardo , che alla fine con il supporto della Giustizia riuscirà a far valere le sue ragioni . Anche se pare che la lunghissima querelle non sia ancora definitivamente chiusa e nel frattempo il protagonista è passato a miglior vita . Incidentalmente devo anche dire che ho potuto apprezzare gli attuali risultati della battaglia avendo l' estate scorsa passato una bellissima giornata sulla magnifica spiaggia di Tuerredda , accessibile solo a numero chiuso e previo esborso di un ticket di due euro a testa . Il personaggio principale è affidato ad un autentico anziano pastore sardo , Giuseppe Loi , che non fa alcuna fatica ad immedesimarsi in lui . La premurosa figlia che lo assiste è Virginia Raffaele , che ci sorprende sfoggiando un credibile accento sardo . L' imprenditore , meno arrogante del previsto , è interpretato dal sempre più gigantesco Diego Abatantuono . Entrambi recitano in maniera molto misurata , a differenza di Aldo Baglio che carica un po' troppo il suo ruolo di scomodo intermediario tra le parti . Mozzafiato le locations naturali della costiera del Sulcis ed interessante la colonna sonora di Moses Concas . Il film sconta una durata eccessiva , vicina alle due ore ( con una seconda parte tirata per le lunghe ) ed un eccesso di retorica , ma la morale ed il messaggio sono per me condivisibili . Motivo per cui gli do 6,5 .