caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

ZAN regia di Shinya Tsukamoto

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
CyberWYX     8½ / 10  10/05/2026 21:07:07 » Rispondi
Il film si racconta in un breve momento di transizione: quello dei ronin, samurai senza padrone, in un Giappone che sta lentamente perdendo il senso stesso di quella figura. Nei primi minuti non sembra nemmeno un film del maestro Tsukamoto, pare quasi un classico film storico giapponese, molto più trattenuto e silenzioso rispetto all'immaginario febbrile e disturbante a cui il regista ci ha abituati.

La storia in sé è semplice, essenziale, e in realtà il film sembra raccontare poco sul piano degli eventi. Ma ciò che conta è il peso emotivo e mentale di ciò che accade. Tsukamoto qui lavora molto sulle atmosfere, sugli sguardi, sui silenzi e sulle immagini evocative, costruendo scene che restano addosso e fanno riflettere.

Tsukamoto qui è più controllato, più serio nel modo di raccontare, ma il suo stile viene comunque fuori soprattutto nelle scene più cruente, rese in maniera estremamente realistica e mai spettacolare.

A tratti può sembrare lento, ma è una lentezza necessaria, utile a metabolizzare quello che si sta osservando. Inoltre è un film breve, che paradossalmente dà la sensazione di raccontare molto più di quanto mostri realmente.

Un altro grande lavoro del regista, forse più contenuto del solito, ma non per questo meno intenso. Assolutamente da vedere.