Kit Carson 6½ / 10 02/05/2026 12:32:00 » Rispondi Hitchcock era un genio, Davis un buon professionista
Rifare Alfred Hitchcock è un azzardo che raramente paga, e Andrew Davis probabilmente lo sapeva. Il suo A Perfect Murder sposta l'azione da Londra a Seattle, aggiorna il contesto e modifica persino il finale, ma conserva il nucleo narrativo: un marito (Michael Douglas) organizza l'omicidio della moglie adultera (Gwyneth Paltrow) servendosi di un ricattatore.
Davis dirige con mestiere: la tensione nelle scene d'interno funziona, i doppi giochi tengono viva la trama, e Douglas è un villain efficace, affascinante e nervoso, anche se lontano dalla glaciale perfidia di Ray Milland nell'originale.
Il vero limite è che Hitchcock trasformava lo spazio chiuso in puro cinema, con un controllo assoluto della messa in scena, dei tempi e del punto di vista. Qui invece si sceglie una strada più moderna e più convenzionale: macchina da presa più mobile, montaggio più rapido, maggiore apertura verso l'esterno. Non è un errore, ma cambia il senso del racconto.
Gwyneth Paltrow è corretta senza lasciare troppo il segno, mentre Viggo Mortensen e David Suchet fanno bene il loro lavoro. Il finale, in cui la moglie prende in mano la situazione, può piacere a chi trova l'originale più statico, ma perde qualcosa della sua ironia gelida.
In definitiva, è un remake onesto, ben costruito e godibile. Ma Hitchcock resta Hitchcock.