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UN ALTRO MONDO (2021) regia di Stéphane Brizé

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Kit Carson     8 / 10  02/05/2026 01:09:44 » Rispondi
Un capolavoro di pressione silenziosa: Lindon cambia colletto, ma non prigione. Con Un Altro Mondo, Stéphane Brizé chiude in bellezza quella che si può definire la sua trilogia sul lavoro. Dopo gli operai schiacciati dal capitale globale, il regista ha il genio di capovolgere il punto di vista: e se a soffrire fosse anche chi è dall'altra parte della scrivania? Vincent Lindon, immenso, scambia il colletto blu con quello bianco, ma la sua stanchezza fisica resta la stessa. È un direttore di stabilimento benestante, premuroso, eppure ridotto a ingranaggio spietato: deve licenziare il 10% di uno staff già esausto. Brizé mostra senza sconti l'assurdo di un sistema che divora tanto chi sta in basso quanto chi sta in mezzo. Lindon trattiene un mare di angoscia con un solo sguardo, e il suo corpo diventa cella di una prigione invisibile. Un film teso, lucido, devastante. Il dolore non cambia divisa: è solo più silenzioso. Da vedere, e da digerire a lungo.