floyd80 7 / 10 24/04/2026 14:43:09 » Rispondi La giovane figlia di un giornalista scompare misteriosamente nel deserto egiziano. La famiglia, distrutta dal dolore, prova a ricostruire la propria vita, ma otto anni dopo la ragazza riappare improvvisamente. Quello che dovrebbe essere un ricongiungimento felice si trasforma presto in un incubo: la bambina non è più la stessa e sembra portare con sé un'antica e oscura maledizione legata a una mummia e a forze sovrannaturali.
Dimenticatevi i film avventurosi di qualche anno fa: La Mummia di Lee Cronin è un horror a tutti gli effetti.
Il regista firma una pellicola fortemente autoriale che segue il filo rosso già intrapreso con La Casa - Il Risveglio, e nel finale, a tratti, sembra davvero di essere tornati dentro una pellicola della saga di La Casa, pescando a piene mani dall'immaginario folle e dissacrante di Sam Raimi.
La Mummia, per un genitore, è un vero colpo allo stomaco: una figlia scomparsa che riappare in quelle condizioni otto anni dopo è un'immagine difficile da sostenere emotivamente. Spesso è più l'angoscia della paura a dominare la scena, una sensazione che probabilmente colpirà in modo particolare chi si accinge alla visione con una sensibilità genitoriale.
La pellicola, pur seguendo una struttura piuttosto classica - con tanto di inevitabile spiegone del professore universitario che traduce in pochi secondi una misteriosa pergamena in pelle umana - trova nella regia e nel comparto sonoro i suoi veri punti di forza. La telecamera non rimane mai ferma ed entra ed esce continuamente dalle stanze della casa, ricordando soluzioni già viste in Presence. Le inquadrature sono studiate nei minimi dettagli per trasmettere allo spettatore un costante senso di disagio, amplificato da un sonoro fatto di scricchiolii e sospiri raggelanti.
La Mummia è anche un film dichiaratamente splatter: erano anni che l'horror non affrontava questo registro con una tale intensità, e in alcune sequenze lo spettatore potrebbe trovarsi davvero disgustato da ciò che vede sullo schermo.
Insomma, è un film perfetto? No, non lo è. Gli attori, per buona parte della durata, si limitano a sfoggiare espressioni incredule e terrorizzate senza mai prendere decisioni davvero sensate. Va bene la sospensione dell'incredulità - elemento fondamentale nel genere horror - ma qui si raggiungono livelli piuttosto estremi: la polizia sembra non esistere, il sistema sanitario sparisce e accadono eventi terribili che, dopo pochi minuti, vengono archiviati con troppa facilità.
La Mummia resta comunque un buon film horror, capace di regalare emozioni forti e momenti di autentica tensione. Non sarà un capolavoro, ma in un panorama spesso povero di idee, ben vengano film così. www.castaldofelice.it