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7 DOLLARI SUL ROSSO regia di Alberto Cardone

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daniele64     5½ / 10  19/03/2026 12:13:34 » Rispondi
Un pistolero cerca per anni il figlio rapito da uno spietato bandito ma quando lo trova è ormai grande e ha seguito le orme del padre adottivo .... A metà degli Anni '60 sta esplodendo il fenomeno dei Western Spaghetti ed anche il regista genovese Alberto Cardone inizia a frequentare il genere con questa pellicola . Dopo il grande successo della leoniana bilogia del dollaro sembrava che tutti i film dovessero contenere nel titolo il nome della valuta americana e così pure questo si inventa un curioso escamotage , proprio nella scena iniziale , per inserircelo . Questa pellicola è davvero molto discontinua ed anche piuttosto ingenua . La trama compie un grande salto temporale non spiegato di circa venti anni , giustificato solo da qualche lieve brizzolatura nei capelli dei personaggi principali , che per altro mantengono addirittura gli stessi abiti ! In questo lasso di tempo il protagonista vaga per il West in cerca del figlio ( un po' alla " Sentieri selvaggi " ) e dedicandosi all' eliminazione fisica di qualsiasi bandito incontri . Ma nell' ultima mezz' oretta, quando lui sembra quasi rassegnato alla perdita ed intenzionato a mettere nuove radici , scoppia il patatrac ed i nodi vengono al pettine . Il gran finale , con la megastrage di banditi in stile " Mucchio selvaggio " , e con la doppia sfida dagli evidenti richiami edipici , riscatta almeno parzialmente il ritmo modesto ed i buchi nella trama della lunga parte precedente . Il cast è nella media del genere : Anthony Steffen è uno dei più sfruttati cloni di Clint Eastwood , ottima prestanza fisica ma poca espressività , mentre Fernando Sancho sembra nato per incarnare il bandito messicano sanguinario ed un po' cialtrone , ruolo svolto in decine di pellicole . Solita lunga lista di caratteristi noti tra i personaggi di contorno ( Roberto Miali , Franco Fantasia , Spartaco Conversi , Josè Manuel Martin ) ed un paio di belle presenze femminili ( Loredana Nusciak ed Elisa Montes ) ad addolcire un po' la vicenda . Le locations sono palesemente laziali , anche se ogni tanto si intravede qualche spezzoncino generico girato in Spagna . Efficace la colonna sonora di Francesco De Masi , in cui spadroneggia la riconoscibilissima tromba di Michele Lacerenza . Un film altalenante , a cui alla fine posso rifilare un 5,5 .