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28 ANNI DOPO: IL TEMPIO DELLE OSSA regia di Nia DaCosta

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The Gaunt     7 / 10  17/03/2026 21:09:47 » Rispondi
Rispetto al capitolo precedente è ancora più smaccata la tendenza ad evidenziare il contesto disumanizzato di quei resti di persone chiamata umanità. Gli infetti in fondo non sono i veri mostri, ma esseri devastati da una malattia. La banda dei psicopatici Jimmy sono come una setta religiosa fai da tè che prende riferimenti precisi di un'epoca che fu, a cominciare dal nome. Il look dei Jimmy, specialmente del santone autoproclamatosi figlio di Jimmy, è chiaramente ispirato alla figura eccentrica e sinistra di Jimmy Saville. Da una parte il fanatismo che punta ad anestetizzare il dolore, infliggendolo fino all'indifferenza e forse al piacere di farlo. Dall'altra il dott. Kelson, la scienza e quella parvenza di umanità che sembra di scorgere nello stesso infetto Alfa. Lo scontro è inevitabile. L'apocalisse è lo specchio preciso di una deriva sociale, culturale e spirituale dell'umanità stessa. E' un film meno frenetico e più riflessivo del precedente di Boyle, ma ben focalizzato sui concetti da esprimere, anche se qualche buco nel racconto rimasto in sospeso sarà argomento del prossimo capitolo. In fondo Il tempio delle ossa sembra la chiusura di una parentesi aperta su molti sospesi del capitolo precedente.