daniele64 7½ / 10 12/03/2026 17:27:18 » Rispondi Uscito in libertà vigilata , un piccolo criminale trova difficoltà di reinserimento e ricomincia a delinquere ... Tratto da un romanzo di Edward Bunker ( che si ritaglia pure un cameo ) , uno che se ne intendeva essendo un ex criminale , questo film ha avuto una gestazione travagliata . Dustin Hoffmann infatti , oltre al ruolo di protagonista , voleva pure quello di regista ma dopo pochi giorni , vista la sua inesperienza , la produzione lo sostituì con il più affidabile Ulu Grosbard . A posteriori è facile affermare che hanno fatto bene , visto che il regista di origine belga è riuscito ad imbastire un ritratto duro , teso ed avvincente del mondo della piccola criminalità americana . L' iniziale buona volontà del protagonista dura poco e , quando l' agente di sorveglianza lo prende di mira , la sua inclinazione naturale prende il sopravvento . Il richiamo dell' azione violenta , dell' adrenalina e dei soldi facili supera anche la voglia di sistemarsi con una brava ragazza , come dimostrano anche le esperienze dei suoi vecchi amici . Ottima prova da protagonista , perdente rassegnato , per Dustin Hoffmann , nel periodo in cui non sbagliava un film ( come cantava Luca Carboni ) . Gli amici hanno i ceffi da galera di Harry Dean Stanton e di Gary Busey , mentre M. Emmet Walsh è il detestabile sorvegliante . La dolcezza femminile , destinata a soccombere a fronte degli istinti autolesionistici maschili , ce la mettono la naturalmente bella Theresa Russell e la quasi esordiente Kathy Bates . Tra gli ingredienti importanti del film non posso dimenticare l' azzeccata colonna sonora di David Shire e le locations losangeline , fatte di suburbi squallidi ed anonimi invece che delle solite strade eleganti e ville signorili . Una pellicola amara , malinconica e senza speranza di redenzione , al limite del nichilismo , che per me vale 7,5 .