Mauro@Lanari 4½ / 10 10/03/2026 16:47:41 » Rispondi Nel '94 lo scrittore israeliano Meir Shalev pubblica "The Loves of Judith", muore l'11 aprile 2023 e in quell'anno Chiesa ne dirige la libera trasposizione cinematografica (nel romanzo il narratore è Zayde). Integrando il socialismo delle sue prime opere al neofemminismo delle successive, n'esce un sequel del racconto matriarcale di Maria di Nazareth in "Io sono con te" (2010) ambientato in un moshav, kibbutz novecentesco con fattorie di pari estensione ma di proprietà individual'e profitto privato. La storia molto contorta narra vessazioni e processo emancipativo della protagonist'anticormista, ribell'e ribalda ("per me questa sposa è il Messia"), le peggior tragedie sono d'origine naturale però l'ambientalismo ne vieta la condanna, premiato come miglior film italiano il 29 marzo 2025 al Bif&st. Se già il prodotto è puro melò televisivo misandrico fuori misura, una Murgia statunitense, askenazita e galilea, c'è d'aggiungere l'intempestività dell'uscita nelle sale dop'il pogrom del 7 ottobre. 22 voti su IMDb, tanto Procacci è ricco e si può permettere questo e ben altri fiaschi.
Mauro@Lanari 11/03/2026 00:32:22 » Rispondi Altro tentativo. Nel '94 lo scrittore israeliano Meir Shalev pubblica "The Loves of Judith", muore l'11 aprile 2023 e in quell'anno Chiesa ne dirige una libera trasposizione cinematografica (nel romanzo il narratore è Zayde). Integrando il socialismo delle sue prime opere al neofemminismo delle successiv'e tralasciando la più recente quota di commedie, n'esce un sequel del racconto matriarcale di Maria di Nazareth in "Io sono con te" (2010) ambientato in un moshav, kibbutz novecentesco con fattorie di pari estensione ma di proprietà individual'e profitto privato. La storia molto contorta narra vessazioni e percorso emancipativo della protagonist'anticonformista, ribell'e ribalda ("per me questa sposa è il Messia"), le peggior tragedie sono d'origine naturale però l'ambientalismo ne vieta la condanna. Premiato come miglior film italiano il 29 marzo 2025 al Bif&st, se già il prodotto è puro melò televisivo misandrico fuori misura, una Murgia statunitense, askenazita e galilea, c'è d'aggiungere l'intempestività dell'uscita nelle sale il 29 maggio 2025, 4 mesi e 8 giorni prima del pogrom del 7 ottobre. 22 voti su IMDb, 43,4 mila euro d'incasso, ma tanto Procacci è ricco e si può permettere questo e ben altri fiaschi.
Mauro@Lanari 10/03/2026 16:53:46 » Rispondi Sposto la punteggiatura. Nel '94 lo scrittore israeliano Meir Shalev pubblica "The Loves of Judith", muore l'11 aprile 2023 e in quell'anno Chiesa ne dirige la libera trasposizione cinematografica (nel romanzo il narratore è Zayde). Integrando il socialismo delle sue prime opere al neofemminismo delle successive, n'esce un sequel del racconto matriarcale di Maria di Nazareth in "Io sono con te" (2010) ambientato in un moshav, kibbutz novecentesco con fattorie di pari estensione ma di proprietà individual'e profitto privato. La storia molto contorta narra vessazioni e processo emancipativo della protagonist'anticormista, ribell'e ribalda ("per me questa sposa è il Messia"), le peggior tragedie sono d'origine naturale però l'ambientalismo ne vieta la condanna. Premiato come miglior film italiano il 29 marzo 2025 al Bif&st, se già il prodotto è puro melò televisivo misandrico fuori misura, una Murgia statunitense, askenazita e galilea, c'è d'aggiungere l'intempestività dell'uscita nelle sale dop'il pogrom del 7 ottobre. 22 voti su IMDb, tanto Procacci è ricco e si può permettere questo e ben altri fiaschi.
Mauro@Lanari 10/03/2026 17:50:23 » Rispondi [Edit] Nel '94 lo scrittore israeliano Meir Shalev pubblica "The Loves of Judith", muore l'11 aprile 2023 e in quell'anno Chiesa ne dirige una libera trasposizione cinematografica (nel romanzo il narratore è Zayde). Integrando il socialismo delle sue prime opere al neofemminismo delle successive, n'esce un sequel del racconto matriarcale di Maria di Nazareth in "Io sono con te" (2010) ambientato in un moshav, kibbutz novecentesco con fattorie di pari estensione ma di proprietà individual'e profitto privato. La storia molto contorta narra vessazioni e processo emancipativo della protagonist'anticormista, ribell'e ribalda ("per me questa sposa è il Messia"), le peggior tragedie sono d'origine naturale però l'ambientalismo ne vieta la condanna. Premiato come miglior film italiano il 29 marzo 2025 al Bif&st, se già il prodotto è puro melò televisivo misandrico fuori misura, una Murgia statunitense, askenazita e galilea, c'è d'aggiungere l'intempestività dell'uscita nelle sale il 29 maggio 2025, 4 mesi e 8 giorni prima del pogrom del 7 ottobre. 22 voti su IMDb, 43,4 mila euro d'incasso, tanto Procacci è ricco e si può permettere questo e ben altri fiaschi.