The Gaunt 6½ / 10 07/03/2026 10:54:45 » Rispondi Bisogna partire da un presupposto che We bury the dead non è il classico zombie movie, anzi non è neanche uno zombie movie innanzitutto per la sua impostazione più intimista, malgrado offra apparentemente un contesto di questo genere. Un esperimento finito male che genera un gigantesco impulso elettromagnetico che spegne il cervello di mezzo milione di persone, uccidendole. Tuttavia alcuni di essi ritornano in vita, ma non generano pandemie, non vogliono nutrirsi di carne umana e non sono veicoli di contagio. Diventano col tempo più aggressivi e violenti. In tutto questo una donna è alla ricerca del proprio marito e tutto il film si focalizza sulla sua protagonista. Attraverso il viaggio, con diversi flashback, si riesce a sapere la storia di un matrimonio che stava andando in pezzi. Il film quindi non è tanto un trauma collettivo, quanto più da un punto di vista individuale. Ci possono essere diverse chiavi di lettura e l'ipotesi è che tornano in vita le persone che hanno questioni in sospeso oppure sono a livello simbolico le colpe stesse dei vivi nei confronti dei morti. Il film non fornisce una spiegazione univoca. Tutto ciò è lasciato alla libera interpretazione dello spettatore. Indubbiamente non c'è molta azione, non ci sono situazioni adrenaliniche perché il film non genera una tensione alta ed i personaggi non vivono mai sensazioni di vero pericolo. Non è l'obiettivo del film. L'approccio sicuramente è piuttosto originale ed abbastanza inusuale, tuttavia non lo consiglierei ai puristi del genere.