Mauro@Lanari 6 / 10 05/03/2026 18:15:31 » Rispondi Corpo ipertrofico, mente fragile. Una psiche incapace di gestire la propria "smashing machine": il dolore fisico, il rapporto di coppia, il legame col miglior amico. In uno stile da cinéma vérité (Daria Pomponio), il film si concentra sulla fase di decadenza di Kerr dopo che, durante un'intervista, ammette di non sapere come reagirebbe a una sconfitta essendo un'eventualità per lui inimmaginabile. Impreparato alla propria vulnerabilità, ci viene raccontato il suo irrefrenabile declino. Non è solo un character study ma l'emblema del tramonto dell'imperialismo statunitense (dello stesso parere anche Cristina Piccino e Marco Iannini). Il docubiopic finisce serenamente: affrancatosi dalle dipendenze (smania di controllo e delirio d'onnipotenza, prestanza muscolare, ricchezza, trofei, gloria, fama, moglie), il protagonista sembr'aver trovato un equilibrio felice. Dwayne si cimenta in un ruolo drammatico, Emily nella pin-up di Playboy sposata da Kerr. Molto cerebrale, poco appassionante, prevedibile flop per l'A24.