williamdollace 8 / 10 15/02/2026 18:47:15 » Rispondi In Crime 101 la macchina da presa di Bart Layton segue i corpi da vicino (il rimando è subito Blackhat di Michael Mann e le nuche di Chris Hemsworth / Nick Hathaway) come pure compare l'irrequietezza esistenzialista stradale di Collateral per come Layton ci presenta una Los Angeles cupa e notturna dall'unico serpente di auto senza vie di fuga e gli echi di inseguimenti dal Drive di Refn. Tra Michael Mann e David Ayer e la loro / sua ossessione del doppio sovrapposto (non esiste bene e male, solo due facce della stessa medaglia), Layton costruisce la sua fortezza della solitudine dispiegandola in più storie e personaggi, garage sotterranei, cucendo e rammendando un'opera comunque senz'altro personale. Tutti i protagonisti non stanno dove dovrebbero stare o ambiscono a essere in un'altra posizione, dalla libertà alla nemesi lavorativa, vivono in prestito (nessuno sa dove stare con la sua fragilità), la macchina da presa di Layton capovolge lo skyline di Los Angeles in modo funambolico e allo stesso tempo simbolico, tratteggia vite in perdita (caduta, pura e semplice gravità) che non posseggono altro che il dover agire per ambire alla libertà dell'altrove, le auto viaggiano a fil d'asfalto (Miami Vice), le pallottole sfiorano o non perdonano (Heat), gli sguardi sono sempre ultimi sguardi (insieme alle vetrate sull'oceano di Heat e Miami Vice, Chris lo ritroviamo in una scena notturna davanti all'oceano di Los Angeles, e soprattutto salvare ciò che abbiamo imparato ad amare: Maya – (Heat)). I codici dei criminali sono rigidi (Heat) perché ne determinano la sopravvivenza in questo noir metropolitano dove nessuno sembra poter sfuggire al destino che si è scelto, senza passato, senza futuro, nella goffa immediatezza del presente e del qui e ora e del potersi staccare da qualsiasi oggetto o casa terrena in più di cinque secondi netti (Heat, cit. De Niro). Anche chiudere i conti, non è mai semplice, ne sono tutti ossessionati, il rigore e la maniacalità per Mike, la ricerca del lupo solitario e della sua serialità per Lou (Mark Ruffalo, agente dell'antirapina), due agli antipodi come De Niro e Pacino in Heat. Per chi ha vissuto il caos l'ordine è la sola speranza di salvezza. Possa esso essere possibile al di là del bene e del male.