Galaxy999 10 / 10 02/02/2026 18:11:30 » Rispondi A volte recensire un film ad anni di distanza dalla sua uscita, dopo l'ennesima visione, ha quasi più senso di recensirlo di getto. Soprattutto quando si è di fronte a una pellicola in odore di capolavoro come quella di Scorsese. Non vorrei sembrare "professorale", ma quand'è che siamo davvero di fronte a un "capolavoro" (termine fin troppo abusato oggigiorno)? Per quanto mi riguarda, un capolavoro resiste al tempo che passa, restando un grande pezzo di arte al di là del periodo storico in cui è stato prodotto. Ho rivisto Quei Bravi Ragazzi almeno, non scherzo, una decina di volta, forse di più. Ma erano passati diversi anni dall'ultima volta in cui lo avevo visto. Qualche settimana fa passa in tv e io, volente o nolente, mi ritrovo di nuovo incollato allo schermo. Quei Bravi Ragazzi è un film avanti anni luce che ha ridefinito un genere, il modo di raccontarlo, e un modo di fare cinema, diventando un punto di riferimento culturale per più di trent'anni. Le inquadrature mai banali, i movimenti di macchina innovativi, la direzione di attori chirurgica, la fotografia e un montaggio avveniristico che si mangia a colazione gli ultimi vent'anni di cinema, per non parlare dell'uso della musica e il tutto con un ritmo che vi sfido a trovare in un film di oggi. E quindi, senza troppi giri di parole, quando un film che ha trentacinque anni continua a confermare tutto questo, come non si può non pensare di essere di fronte, a ragione e senza iperboli, a un vero e proprio capolavoro?