kowalsky 8½ / 10 02/02/2026 00:17:27 » Rispondi Stavo quasi per lasciarmi sfiancare da una parte centrale veramente molto, troppo sopra le righe (spoiler) che secondo me non riesce a bilanciarsi adeguatamente tra dramma e grottesco, sconfinando nel paradosso visivo. Vero, ma la cifra stilistica di questo (quasi) Capolavoro è talmente alta e complessa che ogni minima sorta di riserva si supera ampiamente. Poco conta se ti domandi se siamo finiti in un film di Kusturika ambientato in Corea, specialmente se molti spunti stilistici quando sfiorano la metafora o la distopia sono una finezza espressiva che lascia letteralmente senza parole...il gioco dell'Uomo-elemento e Alimento lavorativo, soppiantato da una modernità agghiacciante e desolante - un Epilogo che sembra Tempi Moderni di Chaplin 90 anni dopo - è sconvolgente quanto la morale immorale del protagonista e la lotta alla Sopravvivenza. Film di una bellezza universale, perché i primi trenta minuti disegnano l'umanità che resta allo sbando e recidiva. Per la magnifica umanità dei comprimari i figli una bambina che ripete le stesse cose e suona magnificamente, una moglie devota e (in)fedele, una serie di congetture che delineano cosa può succedere quando crolla la nostra terra dove abbiamo piantato i semi di un futuro. Un plauso insomma a questo grande cineasta follemente anarchico e libero più che mai, oltretutto capace di coniugare certe Esperienze visive cfr. L'albero con efficacissimi momenti musicali