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MARTY SUPREME regia di Josh Safdie

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Light-Alex     7½ / 10  01/02/2026 10:03:21Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Nello sfondo dell'America degli anni '50, nel periodo post Seconda guerra mondiale, si sviluppano le vicende di Marty Mauser, che prova a emergere nello sport in cui è un talento cristallino: il tennistavolo, in un'epoca in cui questa disciplina non aveva ancora un vero risalto né un riscontro mediatico degno di nota, venendo invece relegata a passatempo quasi infantile.

Marty è un concentrato di elementi odiosi: all'esterno appare furbo, parassita, scorretto, narcisista, egoista e disonesto. È il protagonista, ma è un anti-eroe. Nonostante il personaggio sia fortemente deprecabile, c'è comunque qualcosa che porta a simpatizzare ed empatizzare con le sue vicende (forse la sua grinta e voglia di farcela, la sua ossessione, alcuni momenti in cui capiamo che in fondo è solo e che la sua famiglia non crede minimamente in lui). L'empatia è sicuramente aiutata anche da un'ottima recitazione di Timothée Chalamet.

Alla fine il film si segue bene e riesce a far passare l'idea che, in fondo, dietro tutte le sue scorrettezze, Marty sia un poveretto che cerca soltanto di trovare un suo posto nel mondo con una caparbietà enorme, verso la quale è difficile non provare empatia. Empatizzare sì, ma non abbastanza da volerlo vedere "vincere" totalmente: in questo senso il finale è giusto.

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