AleWiseGuy 5½ / 10 31/01/2026 15:13:05 » Rispondi Signori ecco il nuovo eroe del sogno americano, questa volta in versione amorale e anti-empatica: Marty, supremo affabulatore egoico, campione del tennis-tavolo (guai a voi se provate a chiamarlo ping-pong!), pronto a tutto pur di raggiungere la vetta nel suo sport.
Per avere un suo ritratto esaustivo basta mettere insieme tutto quanto può risultare diseducativo e anti-etico per l'uomo comune...ma Marty non è cattivo lui lo fa per una buona causa: la sua.
Ovviamente il mondo riverbera prontamente le sue bravate e gliene capitano di tutti i colori: inseguito dalla polizia per aver rubato dei soldi allo zio (ma era il suo stipendio di commesso!), abbandona la vicina di casa dopo averla ingravidata (ma poi tornerà a vedere la prole, abbandonandosi alla commozione!), truffa i giocatori dei sobborghi newyorkesi insieme al fidato amico, lasciandolo poi al suo destino (ma era per la buona causa del torneo!), seduce un'attempata Paltrow per poi guadagnarsi le grazie del marito milionario.
Quest'ultimo però, essendo un vampiro brutto e cattivo come tutti i ricchi, lo umilia sculacciandolo in pubblico...proprio così: Marty per la buona causa del successo mette sul piatto proprio tutto, anche la sua dignità di essere umano. Ma va bene così sembrano dirci gli sceneggiatori, anzi fatelo anche voi se vi capita l'occasione!
La sceneggiatura infatti ce la mette tutta per giustificare la condotta sbandata e ipercinetica di Marty, ma la pseudo-operazione simpatia non produce risultati concreti, se non quello di dar vita a un film vagamente contraddittorio dove non si riesce a empatizzare nè per il protagonista nè per gli sgradevoli comprimari.
L'interpretazione di Chalamet è veramente ottima, lo straniamento prodotto dalle musiche anni 80 in un film che si svolge negli anni 50 funziona a dovere (e mi sembra un'ottima trovata). Il ritmo forsennato del montaggio sicuramente fa passare agevolmente un minutaggio forse troppo lungo.
Ma gli stilemi dell'eroe sportivo che viene dai bassifondi, una specie di Rocky Balboa fetente, denotano che non vi sia poi questa grande originalità nello script: la scena finale della partita a Tokyo col campione giapponese segue gli stessi identici stilemi di Rocky IV quando Balboa va in Russia a combattere con Drago.
Perchè agli americani non basta vincere la guerra fredda coi sovietici, vogliono anche far applaudire il loro Marty a quello stesso Giappone che qualche anno prima avevano raso al suolo con due bombe atomiche. Questi yankee non si acccontentano mai!