Thorondir 8½ / 10 15/01/2026 22:05:24 » Rispondi Mi risparmio di addentrarmi sui temi politici che il film tocca (e che sono, probabilmente, un qualcosa di abbastanza già visto nell'ultimo periodo). La cosa da sottolineare, quella che distingue il mestierante dal regista geniale è la capacità, anche quando si cambia registro filmico, di farlo senza abbandonarsi agli stilemi del registro stesso. "One Battle After Another" è innanzitutto e prima di tutto un film d'azione: lo è fin dalla prima scena, per il ritmo, la tensione crescente, il contrappunto sonoro. Fatta eccezione per qualche "pausa manniana" (vedi la scena in cui Lockjaw chiede di entrata nel gruppo massonico), il film di Anderson è un continuo su e giù (letteralmente). Eppure non lo è praticamente mai (o quasi mai) per come costruisce il film. Quando un classico action movie hollywoodiano vedrebbe il protagonista risolvere tutto e picchiare tutti, il Pat di Di Caprio non risolve letteralmente nulla e sta mezzo film dietro a cose che non ricorda. La gioventù politicizzata invece agisce e introietta subito che l'azione è l'unico modo per salvarsi (non vecchie formule rivoluzionarie superate ma prendere in mano il mitra e imparare a sparare). Dove un film hollywoodiano avrebbe costruito tutto se stesso per arrivare al classico confronto finale tra protagonista e antagonista, qui, quasi a richiamare la nouvelle vague, il procedere narrativo si spezza improvvisamente. Il protagonista vaga, l'antagonista vola via a causa di un altro personaggio secondario.