Mauro@Lanari 5½ / 10 11/01/2026 08:01:48 » Rispondi Forse conviene vederlo d'astemi, sennò ci si vede quel che non c'è: "I vitelloni", "Il sorpasso", Mazzacurati, Kaurismaki, Wenders, le bischerate monicelliane. Finalista Premio Solinas 2020 per il miglior soggetto (https://cinema.icrewplay.com/premio-solinas-2020-i-nove-finalisti/), Capovilla credibile come quando cita Žižek ogni 3x2, mesta ballata on the road from nowhere to nowhere in linea col debutto di Jarmusch "Stranger than Paradise" (1984), "Una Storia Vera" di Lynch (1999), "Nebraska" di Payne (2010). "Il meglio è un sonno briaco sulla spiaggia" ("Le meilleur, c'est un sommeil bien ivre, sur la grève": Rimbaud, "Mauvais Sang", 1873; https://books.google.it/?id=oljyOpjXJ4AC&&pg=PG204&dq=%22Le+meilleur,+c'est+un+sommeil+bien+ivre,+sur+la+gr%C3%A8ve%22). Ci siamo ridotti a "Groundhog Day", l'uomo-criceto di Bowman mentre fa jogging sulla Discovery One fra i colleghi crioibernati prima della disconnessione d'HAL 9000, l'eterno ritorno neozoroastriano di Nietzsche. M'almeno Kubrick offriv'a Dave una way out, non la resiliente manutenzione dell'esistenza ("Sono troppo vecchio per imparare a crescere": immane lezione di vita dei GenX ai GenZ). "Cities of the Plain" è il 3° famigerato romanzo della "Trilogia della frontiera", McCarthy '98: letteratura e cinema filosofici sull'accidia per il 3° millennio.