marimito 7 / 10 29/12/2025 07:09:14 » Rispondi L'ultima fatica di Jim Jarmusch è un'analisi spietata e malinconica sui legami familiari, dipinti come strutture fragili e spesso posticce. Il fulcro simbolico è il Rolex non originale (o presunto tale) che il regista ripropone ossessivamente in ogni episodio: un oggetto che brilla ma non ha valore, metafora perfetta di affetti di facciata, "finti" come un orologio contraffatto. Il film mette in scena una cronica incomunicabilità. Sebbene i protagonisti dichiarino affetto a parole, nei fatti nessuno è disposto a cedere un millimetro della propria individualità o del proprio tempo. Ogni episodio è permeato da un profondo imbarazzo: i silenzi, gli sguardi schivati e le conversazioni circolari rivelano che, nonostante il sangue comune, ognuno vive una vita isolata, incapace di una reale connessione con l'altro. A scandire il ritmo di questi incontri mancati sono l'acqua e il tè, elementi ricorrenti che Jarmusch usa per testimoniare la fluidità (e l'inconsistenza) dei rapporti. Come liquidi che prendono la forma del contenitore senza mai lasciare traccia, così i sentimenti dei protagonisti scorrono via senza mai solidificarsi in un impegno concreto o in un sacrificio personale.