how i met your mother - stagione 9 regia di Pamela Fryman, Michael J. Shea, Neil Patrick Harris USA 2013
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Serie TVhow i met your mother - stagione 9 (2013)

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locandina del film HOW I MET YOUR MOTHER - STAGIONE 9

Titolo Originale: HOW I MET YOUR MOTHER - SEASON 9

RegiaPamela Fryman, Michael J. Shea, Neil Patrick Harris

InterpretiJosh Radnor, Neil Patrick Harris, Jason Segel, Cobie Smulders, Alyson Hannigan

Durata: h 0.22
NazionalitàUSA 2013
Generecommedia
Stagioni: 8
Prima TV nel Settembre 2013

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Trama del film How i met your mother - stagione 9

Stagione finale di HIMYM, in cui finalmente si tireranno le fila della storia narrata dal ted del futuro ai propri figli, iniziata nella prima stagioneů

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Voto Visitatori:   8,10 / 10 (5 voti)8,10Grafico
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Voti e commenti su How i met your mother - stagione 9, 5 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

olikarin  @  29/10/2017 22:59:18
   10 / 10
"How I met your mother" è una sitcom efficace nel mescolare commedia e dramma. Spesso e volentieri ci si ritrova a ridere e piangere contemporaneamente perché ogni situazione delicata viene sdrammatizzata da una battuta o da un dettaglio colmo di ironia. Questa stagione si configura come il punto d'arrivo di una lunga storia raccontata da Ted ai suoi figli. Stiamo col fiato sospeso sino all'ultima stagione nel desiderio di conoscere la donna della sua vita.

Geniale la costruzione del suo personaggio, poiché avviene al contrario: se ci pensiamo bene, non ci viene mostrato il primo incontro tra lei e Ted e, di seguito, gli sviluppi successivi. La prima persona che conosce è Lily, in uno spassoso episodio in treno. Poi conosce Marshall, dando un passaggio a lui e Marvin in piena notte. Di seguito Barney, ed infine Robin. La sitcom mostra sullo schermo strategicamente le mille occasioni in cui lei e Ted hanno rischiato d'incontrarsi, mancando il centro sempre per un pelo. Ormai è impossibile vedere un ombrello giallo solo come un ombrello giallo: ci ricorderà sempre il loro magico incontro sotto la pioggia.

La struttura della sitcom è innovativa e divertente, gioca spesso sui flashback, sugli intrecci, su scene mostrate più e più volte anche all'interno dello stesso episodio, di volta in volta arricchite di nuovi dettagli che permettono allo spettatore di venire a conoscenza della vera versione dei fatti. Ci affezioniamo ai personaggi, è inevitabile. Davanti a più di duecento puntate ci si sente a casa, a proprio agio. Si arriva inesorabilmente al gran finale con grande dispiacere, quasi con la sensazione di aver perso cinque amici e troppe storie d'amore. Non si riesce a lasciarli andare. L'effetto non sarebbe così forte se non dipendesse da un certo tipo di costruzione narrativa. Per esempio, soltanto alla fine scopriamo che alla lezione di economia 305 (quando Ted, alla sua prima lezione universitaria, sbagliò aula) c'era la donna della sua vita, e vediamo il suo punto di vista, il suo colpo di fulmine nei confronti di Ted. Prima della nona stagione il tutto appare unicamente secondo il punto di vista di Ted sapendo però, grazie alla voce narrante, che lì, in quell'aula, c'era quella ragazza. Ma non ci è dato sapere nulla di più. Tutto è condito con un alto livello di suspense, così potremmo definirla, in quanto puntalmente ci vengono dati degli indizi e dei suggerimenti, chiariti soltanto alla fine.

Nella nona stagione, i primi momenti mostrati di Ted e Tracy, eh sì, questo è il nome della ragazza misteriosa, non sono in ordine cronologico. La prima volta, se non sbaglio, in cui li vediamo è la fatidica proposta di matrimonio di Ted sul faro. Oppure la prima gravidanza. Si parte dalla fine per poi arrivare alle origini e ai primi sviluppi. Fantastico quando la macchina da presa finalmente ce la fa vedere a casa di Cindy, la curiosità degli spettatori alla fine viene soddisfatta. Prima dell'ultima stagione ci eravamo trovati catapultati a casa di Cindy sapendo che la sua coinquilina era la famosa ragazza dall'ombrello giallo eppure, per un niente, il loro incontro veniva puntualmente mancato.

Interessante anche il fatto che non vengono mostrate solo le vicissitudini di Ted, Lily, Marshall, Robin e Barney di per sé. C'è una voce narrante, Ted adulto, Ted che vive nel presente, che racconta ai due figli adolescenti il modo in cui ha conosciuto sua moglie. Da lì, la narrazione si snoda attraverso un numero incredibile di flashback. E, nell'ultima stagione, anche flashforward, che rivelano i momenti più significativi della storia d'amore tra Ted e Tracy.

Il tema centrale è l'amore, vissuto da ciascun personaggio in maniera differente ma, a suo modo, coerente. Lily e Marshall sono la coppia perfetta, si amano sin dai tempi del college. Si rispettano reciprocamente e, nei momenti difficili, riescono a trovare un compromesso. La loro relazione è equilibrata, sincera, fedele, costruita sulla base di sacrifici e condivisione. Ted è alla ricerca costante dell'anima gemella, non si arrende mai riuscendo a essere un ottimo amico verso Barney, pur essendo sempre innamorato di Robin. Barney e Robin, beh, un mondo a parte. Barney vive una crescita incredibile nell'arco di nove stagioni, configurandosi prima come uno spudorato dongiovanni, capace delle azioni più subdole pur di portarsi a letto qualunque ragazza, riuscendo poi inaspettatamente a trasformarsi in un ragazzo innamorato di una sola ragazza e in grado di sorprenderla e amarla in maniera unica. Robin, d'altro canto, ci viene presentata inizialmente come contraria a qualsiasi relazione seria per poi invece imparare a lasciarsi andare e credere nei propri sentimenti e in quelli altrui.

Il finale è assolutamente perfetto, sebbene molto criticato. A mio avviso, è un finale che non si può apprezzare pienamente se si ha una mentalità che ragiona troppo per compartimenti stagni. Bisogna imparare a vedere i grigi e a confrontarsi con le mille sfaccettature di cui un rapporto è fatto. Non è tutto o bianco e nero, esistono diverse gradazioni nei colori tanto quanto nei sentimenti. Ted ama, ama davvero in pieno. Partiamo dall'inizio: la sitcom ha una struttura circolare: uno dei primi momenti vede Ted rubare un corno francese blu da un locale per Robin, una ragazza conosciuta al MacLaren's, di cui si innamora perdutamente, e si chiude con Ted adulto che si presenta sotto la finestra di Robin portandole quel corno francese blu, come la prima volta. Una finestra, un corno blu e i cani: stesso posto, stessa situazione, stesso amore. Lo sguardo è identico, pieno d'amore e speranza. Ted vive in maniera profonda, forse troppo, le proprie emozioni. L'amore per lui è tutto. Ma, tra quel primo incontro e l'ultimo, ne passa di tempo, e ne succedono di tutti i colori. Ted si è sposato con Tracy da cui ha avuto due splendidi figli. Non l'avrebbe mai lasciata o tradita per Robin. Sono fatti l'uno per l'altra. Eppure, dopo la sua dolorosa scomparsa, trascorsi ormai ben sei anni, Ted cerca di rimettersi in gioco e scopre che l'amore per Robin in realtà è sempre stato lì, nascosto, protetto. Ma probabilmente non ne era consapevole nemmeno lui. Se Tracy avesse avuto la vita a disposizione, ancora, Ted l'avrebbe vissuta con lei. Ma questi son gli scherzi del destino, quando meno si aspettano, le cose vengono da sé. Due grandi amori, unici e speciali, ma soprattutto onesti, vissuti in due momenti diversi e staccati tra loro.

Il motivo per cui Lily e Marshall son la coppia perfetta è che sono in grado di fare compromessi e rinunce. Lily rinuncia alla sua carriera a Roma perché ama Marshall più di qualunque altra cosa. Sa che quella perdita per lei sarà una conquista: una splendida famiglia e un marito degno di amarla davvero per tutta la vita. E questo è possibile soltanto perché Marshall merita quella scelta, non pretende niente da lei e valutano assieme come agire. Non subito, però succede. Robin e Barney, pur amandosi follemente e regalandoci emozioni a dir poco intense e pianti strozzati nel cuore della notte davanti allo schermo, sono limitati dall'incapacità di conciliarsi, di parlare, svelarsi, raccontarsi e trovare un accordo. Sono troppo orgogliosi e, evidentemente, non disposti a tutto. Se, per Lily e Marshall, l'amore è la priorità, per loro non lo è, al di là dei sentimenti. La loro rottura è giustificata non sicuramente dall'indole di dongiovanni di Barney (che è stato perfettamente in grado di superare) né dal carattere di Robin, ma semplicemente dal fatto che, per amarsi, bisogna essere disposti a mettere da parte una parte di se stessi per l'altra persona, e loro non ci sono riusciti. Non si sono impegnati abbastanza per farlo.

Una relazione vera richiede sacrificio ed impegno. Non c'è scusa che tenga, o particolari indoli o difficoltà. L'amore non basta, bisogna metterci l'anima nel coltivare un rapporto. Ed essere in grado di risalire sempre alle radici di tutto. In certi casi manca l'amore, e se non ci si innamora non c'è niente da fare. Ma il sentimento senza rinunce, sudore e fatica non può durare, prima o poi crolla. La paura è un'altra componente fondamentale: affinché due persone possano stare assieme è necessario mettersi a rischio, accettare di essere vulnerabili, essere consapevoli che la possibilità di soffrire è alta, nonché saper perdonare. Non è da tutti la volontà di impegnarsi per conquistare una persona da proteggere e custodire per tutta la vita.

Fantastica la 9x16, in cui unica protagonista è Tracy. Se la sitcom prende il nome di "How I met your mother" era anche giusto dedicare un intero episodio a questa ragazza, alla sua storia, alle sue vicissitudini, ai suoi sentimenti e a tutto ciò che l'ha portata a conoscere Ted. La sigla si focalizza su di lei e sulle sue amicizie. Tutto è narrato secondo il suo punto di vista. "How I met your mother" è non solo la storia di come Ted ha conosciuto sua moglie ma soprattutto il racconto del suo amore profondo per Robin. Non dimenticheremo mai il momento in cui i loro sguardi si sono incrociati per la prima volta al pub. O le innumerevoli feste assurde date da Ted per incontrarla. Ma questa sitcom è anche la storia di ciascuno di noi, un modo per farci riflettere attraverso l'identificazione con i personaggi. Se da un lato viviamo la loro vita e le loro relazioni, dall'altro riscopriamo le nostre: tra emozioni, risate e pianti ci divertiamo e soffriamo, crescendo inconsapevolmente.

E alla fine arriva - non ti muovere, così direbbe Barney - mamma, ah no! Alla fine arrivano insegnamenti, emozioni, nostalgia, mancanze e riflessioni. Ecco perché il dieci, per tutto ciò che ci hanno regalato queste stagioni. Chissà dove andremo a sbattere nella nostra vita e, soprattutto, chissà se l'amore vero sbatterà contro di noi..

david briar  @  18/10/2017 21:01:12
   10 / 10
"Perchè tutto resti così com'è è necessario che tutto cambi": forse i creatori della serie avevano in mente questa frase de "Il gattopardo", quando hanno scritto il finale. Ma andiamo per ordine.


"How i met your mother" per 9 anni è stato un fenomeno popolare e culturale, capace di creare un'epica interna fortissima e originale, colma di idee e tormentoni con cui intrattenere gli spettatori. La nona stagione non è la migliore, ma il finale contribuisce a renderla di livello molto più alto. Certo, alcune puntate sono palesemente allungate, ma il finale è perfetto così com'è. Magari si poteva mettere qualche flashback in più con la madre(anche se quello che c'è è bellissimo), invece che perdersi, soprattutto nella prima parte della stagione , in gag molto allungate e per questo non sempre efficaci. Il mio voto va visto come simbolico di tutta la serie, dovuto anche ad un certo slancio emotivo per una serie in cui vedo cose molto personali, che non mi fanno essere totalmente obbiettivo.
Ma a parte questo, fin dall'inizio è sempre stata molto più di una normale situation-comedy. Vediamo perchè:
-il tempo e il racconto. Palesemente con questa stagione c'era la voglia di sperimentare una narrazione diversa, e anche se non è totalmente riuscito, è lodevole vedere che alla nona stagione ancora si prendano dei risch in termini spazio-temporali(rischi soprattutto relativi al finale). Ma fin da subito, questa sit-com ha avuto la peculiarità di giocare con il tempo, sfruttando l'espediente del fatto che sia Ted a raccontare. Il tempo e il racconto, quindi, sono palesemente, da un punto di vista della costruzione narrativa, il segreto della serie, ciò che ne ha costituito la particolarità e anche il successo, ciò su cui la serie vuole riflettere da un punto di vista meta-narrativo, ovvero la narrazione stessa.
POSSIBILI SPOILER DA QUI IN POI
L'ultima puntata di sicuro va molto veloce. Certo, si poteva fare un po' più lunga, anche di un quarto d'ora: certe emozioni, come l'incontro di Barney con la figlia, avrebbero avuto la possibilità di essere magari più intense. Ma comunque la struttura doveva essere questa: bisogna ricordarci che essendo una serie sul tempo e sulla narrazione, è Ted a raccontare, e ciò che avviene nell'ultima puntata riguarda in prevalenza cose che probabilmente i figli sanno già, vista la tendenza del padre a raccontare storie lunghe. Per questo va tutto molto di fretta, molto riassunto. Ma il motivo non è solo questo: il motivo per cui va così è il motivo stesso per cui Ted racconta la sua storia: la sua è una storia che punta a uno scopo, è una storia che serve a provare una tesi, forse inconscia per Ted, ma è questo il fine della storia, il motivo per cui inizia 9 anni prima.
Carter Bays e Craig Thomas hanno costruito la sit-com più bella di sempre, capace di far riflettere, emozionare, intrattenere, divertire, farci crescere con i personaggi, darci teorie assurde ma sensate nel contesto della serie, tormentoni, costruzioni narrative intelligentissime nell' intrecciare commedia e dramma, e creare un vero e proprio dramedy travestito da sit-com.

Il finale, semplicemente, è perfetto. Il giusto coronamento per una sit-com basata su tormentoni ricorrenti e su un romanticismo speciale e mai smielato, ma anche capace di entrare nella storia, sia per le divisioni che ha creato nel pubblico sia per essere un finale assolutamente unico per qualunque sit-com, anche per il modo in cui ci si arriva. Perchè magari la persona ideale con cui concretamente condividere un desiderio in comune può essere una persona unica, ma si possono amare più persone in modi diversi e per ragioni diverse; perchè alla fine, possiamo evolverci , fare nuove esperienze, e crescere in continuazione, ma dobbiamo anche rispettare la nostra natura, anche invecchiando, come insegna Barney.
"How i met your mother" entra nella storia della televisione, e sono sicuro col tempo sarà una delle serie tv più studiate. Ma il punto non è solo l'importanza obbiettiva nella serie per il modo in cui orchestra il suo racconto: il punto è far emozionare con dei personaggi che diventano casa, rendendoci più doloroso il loro saluto. Ma doveva finire: almeno, siamo sicuri che quando vorremmo, potremo ritrovarli, seduti tutti li, al Maclaren's pub, ognuno con la sua natura, con il proprio finale, ognuno capace di farsi amare grazie a pregi e difetti perfettamente coerenti, ognuno capace di mostrare un proprio dramma interiore consumato dietro la simpatia intrinseca di ogni personaggio.
Eccolo lì: l'amore vero che inizia e avrà il suo finale, l'ironia che cattura dalla prima puntata e fra alti e bassi non ci lascia andare più. L'emozione per il trucco del racconto, per vedere diverse concezioni maschili dell'amore a confronto profilarsi lungo tutta la serie, esprimendo pienamente il proprio potenziale. La vita, e anche l'amore, direbbe Barney, è una performance, e ogni performance ha una sua fine; ma quello che insegna può insegnarci ad amare in maniera più consapevole ed onesta. Per Marshall e Lily, l'amore è sacrificio, supporto, condivisione, quotidianità , assenza di sorpresa. Per Ted, l'amore è un sogno realizzato, il punto da centrare: ma questo non vuol dire sia uno o che esista un solo tipo di amore. Tutti possono esistere contemporaneamente , o in momenti diversi, e non ha senso stabilire quale sia giusto e quale no: semplicemente , è amore, in qualunque momento della vita, e può sempre riniziare a far vibrare il cuore. Non è razionale, non sarà logico, come non sarà totalmente logico il finale della serie per molti, ma non deve esserlo, perchè è amore vero..

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/10/2017 19.10.49
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Oskarsson88  @  24/01/2016 19:51:30
   7 / 10
Finisce un po' sottotono come tutte le altre ultime stagioni, comunque resta una storica serie, molto piacevole, che alterna ironia a riflessione. Barney idolo assoluto.... challenge accepted!!!

alex94  @  01/01/2016 11:23:56
   5½ / 10
How i met your mother è una serie tv che nonostante non mi abbia mai fatto impazzire è riuscita quantomeno ad intrattenermi per circa sei-sette stagione.
L'ottava l'ho trovata veramente pesa e questa nona e ultima ancora di più,22 episodi ambientati ad un matrimonio sono un po troppi,non mancano un paio d'episodi esilaranti (quello dove Barney si sbronza e il successivo dove i suoi amici devono farlo riprendere) ma sono troppo pochi rispetto a quelli che non dicono assolutamente nulla e che io ho trovato anche parecchio noiosi o irritanti (quello dove Marshall parla in rima per far addormentare il figlio).
Anche il finale nonostante non fosse malaccio,mi ha lasciato un po l'amaro in bocca,mi è parso un po sbrigativo.........
Comunque a questo punto, personalmente, sono contento che la serie sia finita,almeno non potrà cadere più in basso.

marcogiannelli  @  23/11/2015 23:32:28
   8 / 10
oddio sono il primo a commentare questa stagione
diciamo una cosa: la scelta di svolgere tutta la stagione durante il matrimonio rende il tutto molto pesante, veramente tirata alla lunga
avrei voluto vedere più scene di Ted e moglie, ma nulla
e poi c'è il finale:

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