viaggio in italia regia di Roberto Rossellini Italia 1953
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viaggio in italia (1953)

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locandina del film VIAGGIO IN ITALIA

Titolo Originale: VIAGGIO IN ITALIA

RegiaRoberto Rossellini

InterpretiLeslie Daniels, Anna Proclemer, George Sanders, Ingrid Bergman

Durata: h 1.19
NazionalitàItalia 1953
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 1953

•  Altri film di Roberto Rossellini

Trama del film Viaggio in italia

Una coppia di inglesi in crisi coniugale arriva a Napoli. Estranei al mondo che li circonda, si riavvicinano progressivamente.

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Voto Visitatori:   9,00 / 10 (4 voti)9,00Grafico
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Voti e commenti su Viaggio in italia, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Guy Picciotto  @  24/05/2008 11:26:25
   9½ / 10
Viaggio in Italia non è solo uno splendido film, è anche un film fondamentale per il cinema italiano, impegnato nella difficile fuoriuscita dalle gabbie strutturali e critiche del Neorealismo. Rossellini, tra gli alfieri di quella stagione cinematografica, tenta una coraggiosa operazione di amalgama fra le parti documentaristiche e quelle più puramente di fiction. Ben prima dell'avvento di Antonioni - che sarà sicuramente influenzato da quest'opera - Rossellini coglie al balzo l'urgenza di staccarsi da un territorio, quello prettamente neorealista, imperniato su una recitazione improvvisata e dilettantesca. Qui i protagonisti son due mostri sacri di Hollywood (la Bergman e George Sanders), circondati da altri ottimi attori inglesi e americani. A loro viene imposta una recitazione anti-naturalistica, che crea un forte paradosso con il procedere degli eventi e con l'avvento dei luoghi geografici, permettendo dunque un ulteriore lavoro di amalgama fra elementi antitetici. Il discorso sull'alienazione fa del film un'opera in forte anticipo sui tempi - la disgregazione borghese oramai elemento estraneo alla società -, la messa in scena straniata e la regia imperniata sull'attesa mettono l'opera in rapporto con il teatro d'avanguardia del secondo novecento (ovviamente Beckett, anche se solo da un punto di vista "di senso")...
C'è da dire che scene come quella nell'antro della sibilla cumana, quella nelle catacombe e soprattutto quella del calco di gesso a pompei (che è quella che mi è piaciuta di più in assoluto) sono stupende.
Il bello del film più che la cartterizzazione dei personaggi secondo me sta in come rossellini esprime l'alienazione borghese, un incubo angoscioso ma patinato e gli attori che sembrano non vivere...ma lasciarsi vivere addosso da ciò che li circonda.

quaker  @  27/12/2007 16:51:26
   8 / 10
Devo dire che mi aspettavo un film diverso. E' sicuramente un'opera di grande valore perché, dietro un tono apparentemente dimesso, è di grande valore sperimentale: in effetti anticipa nel 1953 il cinema francese della nouvelle vague.
Però non sempre, secondo me, R. è qui felice nella combinazione fra vicenda, dialoghi, ambienti, narrazione cinematografica, ma soprattutto mi pare che non faccia centro nella pretesa di raccontare una storia così debole e fievole senza alcun pathos, senza alcuna vigoria... per il resto vedere spoiler.

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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  15/08/2007 09:29:06
   9 / 10
Cinema specchio dell'anima. Cinema latore di dimensioni nuove, metafisiche attraverso i paesaggi dell'Italia, paesaggi dell'Anima, Cinema che si trasforma.
le vicende di una coppia di coniugi INGLESI, quindi compassati, sarcastici, annoiati, ciechi, ma perdutamente innamorati trovano nell'Italia i loro scheletri (presenza frequente in questo film) nell'armadio (il poeta per lei, la donna per lui) e con sincerità inaspettata capiscono la situazione in cui sono caduti e dopo una scena da storia del cinema a Pompei ritrovano nella paura di perdersi il coraggio di amarsi. uno dei migliori film sul matrimonio, semplice, ma assoluto. Rossellini racconta ogni debolezza, ma anche ogni punto di fora di tale vincolo e ne crea un ritratto perfetto. ma tutto il film è permeato di un atmosfera ormai perduta nel cinema, come disse commentandolo lo stesso regista, che è quella dell'"Eternità", un sentimento di vita eterna che si perpetua ad ogni visione e che è una peculiarità dei napoletani come si vede per le preghiere ai morti di 4 secoli fa. insieme a Roma Città Aperta, il migliore di Roberto Rossellini.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/03/2007 14:33:00
   9½ / 10
Si parlava, all'epoca, di "contemplazione dell'animo umano" e questo film, amatissimo in Francia, è una di quelle opere che fanno rimpiangere il sottoscritto di non conoscere l'opera omnia di Rossellini, ma solo alcune opere (magari non poche, comunque meno della metà).
Quando certa critica dei cahiers affronta la capacità della telecamera di "lasciare allo spettatore di trarre le proprie sensazioni", allora il disagio per la coppia straniera in crisi o per la sola Katherine (che a volte sembra voler salvare soprattutto lei il suo matrimonio) è emblematico: come noterà chi avrà visto anche solo una volta questo film, i bellissimi luoghi campani descritti non sempre possono essere equiparati allo stereotipo locale, ma diventare anche vere e laceranti dimensioni di interiorità: la sequenza dei resti degli amanti abbracciati - credo - a Pompei (o Ercolano?) la cui visione sconvolge tanto Katherine (con un cognome importante come "Joyce") nella sua introspezione analitica del proprio sentimento fallito/tradito, è quanto di piu' devastante abbia mai prodotto il cinema italiano di ogni tempo.
Si direbbe quasi che il padre del neorealismo volesse soffocare se stesso, diventando così innovatore in uno schema introspettivo che stava per far piazza pulita degli stereotipi di quel cinema forse già premonitoriamente sorpassato.
E' un film che ho amato tantissimo, e che qualcuno vorrà pigramente rileggere come "foriero della crisi matrimoniale del regista", cosa del tutto inesatta.
Lo spettro della perdita di sè e del mondo circostante, una ricerca fisica, sentimentale e spirituale che vanta sfumature e contrasti ben piu' profondi di una semplice crisi coniugale autobiografica

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