uomini - il mio corpo ti appartiene regia di Fred Zinnemann USA 1950
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uomini - il mio corpo ti appartiene (1950)

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locandina del film UOMINI - IL MIO CORPO TI APPARTIENE

Titolo Originale: THE MEN

RegiaFred Zinnemann

InterpretiEverett Sloane, Teresa Wright, Marlon Brando, Jack Webb

Durata: h 1.25
NazionalitàUSA 1950
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1950

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Trama del film Uomini - il mio corpo ti appartiene

Durante la seconda guerra mondiale, un giovane ufficiale viene ferito alla spina dorsale e perde l'uso degli arti inferiori. Faticosamente, con l'aiuto della ragazza che lo ama, imparerà ad accettare la sua menomazione.

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Voto Visitatori:   8,00 / 10 (2 voti)8,00Grafico
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Voti e commenti su Uomini - il mio corpo ti appartiene, 2 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  11/07/2011 00:22:35
   8 / 10
Il tema dei giovani paraplegici di guerra era già stato trattato da Wyler qualche anno prima nel film "I migliori anni della nostra vita" (lì era un vero reduce ad interpretare il ruolo del menomato); in questo caso Zinnemann accentua il versante ossessivo di una frustrazione irreversibile (in questo senso è funzionalissima la musica frenetica di Dimitri Tiomkin), indugia sui timori e sulle angosce, scruta una quotidianità ospedaliera che si trasforma quasi in una protezione contro la vita ingrata. Neppure troppo velatamente si parla anche di impotenza, con un profondo senso del tragico se si pensa che il protagonista-vittima è un Marlon Brando esordiente, bello come un apollo ma condannato su una sedia a rotelle pur nel pieno del proprio vigore virile.
Un film toccante che è anche un saggio straordinario di recitazione avanti di almeno vent'anni: ancora oggi l'intensità sconvolgente del suo interprete lascia a bocca aperta.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  26/10/2006 18:56:56
   8 / 10
Bel film ispirato al neorealismo italiano. Il primo che affronta il tema dei soldati feriti gravemente divenuti disabili al ritorno dalla Seconda guerra mondiale, tema scottante e preso all'epoca poco in considerazione.
Zinnemann racconta la storia di questo poveretto con serietà, comprensione e amarezza disilludendosi che il protagonista possa avere un'ampia autonomia nonostante l'impegno che ci metta per ottenerla e ci mostra anche l'intima umiliazione in cui incappa poichè costretto ad essere sempre aiutato dagli altri e in particolare dalla sua fidanzata (e qui si avverte la sottile umiliazione, molto soggettiva, di un uomo soccorso da una donna a cui ci si abbandona).
Da vedere anche e soprattutto perchè è l'esordio cinematografico di Marlon.

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