un posto al sole regia di George Stevens USA 1951
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un posto al sole (1951)

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locandina del film UN POSTO AL SOLE

Titolo Originale: A PLACE IN THE SUN

RegiaGeorge Stevens

InterpretiShelley Winters, Elizabeth Taylor, Montgomery Clift

Durata: h 2.02
NazionalitàUSA 1951
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 1951

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Trama del film Un posto al sole

George Eastman, un giovane privo di mezzi ma con uno zio industriale, cerca di farsi strada nella vita. Se non avesse tra i piedi una ex fidanzata, operaia e per di più incinta, convolerebbe subito a ricche nozze con una bella ereditiera. Allora progetta di liberarsi di lei durante una gita in barca, ma se ne pente. La ragazza scivola però in acqua e muore. Al processo George viene riconosciuto colpevole.

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Voto Visitatori:   8,42 / 10 (6 voti)8,42Grafico
Miglior registaMiglior sceneggiaturaMiglior fotografiaMiglior montaggioMigliori costumiMiglior colonna sonora
VINCITORE DI 6 PREMI OSCAR:
Miglior regista, Miglior sceneggiatura, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Migliori costumi, Miglior colonna sonora
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Voti e commenti su Un posto al sole, 6 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  29/07/2011 0.32.55
   8 / 10
Splendido dramma-sentimentale diretto da Stevens...uno dei pochi,a mio avviso,a trovare il giusto ruolo per quella statua di gesso di Clift!
Non basta essere umili per riuscire a resistere alla sete di potere,se ne accorgera' il protagonista della storia che fara' di tutto per eliminare gli ostacoli che lo possono portare al successo!
L'ultima parte del film è da antologia della tensione...dalla gita in barca al verdetto della corte!

76eric  @  14/12/2010 21.11.36
   9½ / 10
Semplicemente straordinario. Uno dei primi film, tratto dal libro "An American tragedy", che racconta il disagio giovanile del Dopoguerra, con un immenso Montgomery Clift, la brava Shelley Winters e che avviò in maniera definitiva la carriera dell' allora ventenne Liz Taylor.
Molto drama, con un pizzico di "giallo" fino al finale "giudiziario" ( l' avvocato accusatore è nientepopodimenoche Raymond Burr, tra le altre futuro Parry Mason).
Faccio molta fatica a capire il motivo del mancato Premio Oscar all' attore protagonista, bello, intraprendente e con un sicuro avvenire nella fabbrica dello zio, e quando finalmente inconta il vero amore si ritrova con un grosso fardello alle spalle. La premeditazione unita però alla casualità lo porteranno alla condanna. Certo siamo agli albori degli anni '50 forse l' apice del "bigottismo", però va anche detto che oltre ad una futura moglie qui c'è di mezzo un bambino....., ed il George di Clift con la sua doppia folle, ma fredda, personalità è proprio una figura che rompe gli schemi.
La sequenza della gita in barca, nella quale lo vediamo ( il protagonista) assalito da mille pensieri che gli offuscano la testa, mentre Alice (la Winters) parla di progetti futuri insieme, è veramente straordinaria, è Cinema.
Ampiamente meritevole dei riconoscimenti attribuitigli, peccato però per Clift, è un Capolavoro che deve essere visto. Che cast iperstellare.....

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  18/10/2010 1.00.12
   8½ / 10
Ah, maledetta ambizione...!
Forse il melodramma torbido per eccellenza, tratto da "Una tragedia americana" di Dreiser e dalla piéce teatrale successiva, nonché remake della versione (irrintracciabile) del '31 di Sternberg.
Il film è una perfetta parabola della condizione umana divorata dall'ascesa sociale, tutto rivisto seconda i mirabolanti canoni estetici del cinema hollywoodiano dell'epoca.
Difficile trovare davvero qualcosa che non funzioni, forse solo l'eccessiva stoccata moralistica finale. Ma è un gran film, che indaga a fondo i suoi personaggi senza esaltarli mai più del dovuto, con la regia di Stevens qui ai vertici del suo barocchismo e tre interpreti assolutamente splendidi in ogni senso.
Molto più intenso e attuale di quanto non possa sembrare: non è forse vero che "abbiamo impiegato i nostri momenti più belli a dirci addio"?

2 risposte al commento
Ultima risposta 18/10/2010 12.45.58
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Gruppo COLLABORATORI julian  @  24/12/2007 17.41.55
   9 / 10
Il fascino dei film americani anni '50 spicca anche qui in tutto il suo splendore.
Una sola pellicola che racchiude vari generi: sentimentale, noir e, infine, legal.
Il rapporto tra un uomo dalla complessa personalità, la sua fidanzata e la sua amante è al centro della storia da cui prende vita un altro degli innumerevoli capolavori di questo periodo.

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Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  24/07/2007 15.33.38
   8 / 10
Una storia tenera e commovente che racconta le ambizioni di un giovane che insegue un sogno: quello di far parte dell’alta società approfittando dell’opportunità offerta dallo zio.
George, il giovane protagonista, vive tra due mondi opposti: da una parte c’è l’ambiente ricco, raffinato e affascinante di Angela e dall’altra quello umile e povero di Alice.
Un finale tragico e inaspettato, questo film sicuramente colpisce il cuore dello spettatore anche quando racconta temi quali le relazioni umane, il cinismo, i sentimenti, la passione e l’amore.
Ottima prova degli attori con un bellissimo e bravissimo Montgomery Clift e una giovane e brava Liz Taylor.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/10/2006 22.50.00
   7½ / 10
Credo sia la seconda versione del romanzo "una tragedia americana", dopo la versione del 1931 con, fra l'altro, l'attrice Silvia Sydney.
"A place in the sun" è un superbo melodramma con eccellenti interpreti dove splende, nei suoi 19 anni, un'incantevole Elizabeth Taylor.
La fragilità e il cinismo con cui Clift anima il suo personaggio, frutto di arrivismo e sfrenata ambizione ad ogni costo, rende ancora piu' prezioso questo film, che forse oggi è leggermente invecchiato.
Postilla curiosa: nello sceneggiato tv italiano (credo di Maiano) il ruolo della Taylor era affidato a Virna Lisi.

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