tre passi nel delirio regia di Federico Fellini, Louis Malle, Roger Vadim Italia, Francia 1967
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tre passi nel delirio (1967)

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locandina del film TRE PASSI NEL DELIRIO

Titolo Originale: TRE PASSI NEL DELIRIO

RegiaFederico Fellini, Louis Malle, Roger Vadim

InterpretiTerence Stamp, Brigitte Bardot, Alain Delon, Jane Fonda

Durata: h 2.01
NazionalitàItalia, Francia 1967
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1967

•  Altri film di Federico Fellini
•  Altri film di Louis Malle
•  Altri film di Roger Vadim

Trama del film Tre passi nel delirio

Metzengerstein: rifiutata dal cugino, una nobildonna provoca un incendio che sarà fatale a entrambi. William Wilson: un ufficiale disonesto sfida a duello un sosia che lo ossessiona. Toby Dammit: un attore ubriacone, appena sbarcato a Cinecittà, è perseguitato dalla fantasmatica figura di una bambina che gioca a palla.

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Voto Visitatori:   7,39 / 10 (14 voti)7,39Grafico
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Voti e commenti su Tre passi nel delirio, 14 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Kymmy  @  26/09/2011 22.40.33
   9½ / 10
Da morirci.. Fellini reduce dall'LSD è micidiale, terrificante trasposizione letteraria di tre racconti di Poe, per tre registi, dal peggiore al migliore (Vadim con Jane Fonda quagliano sempre, ma stavolta si sfiora il ridicolissimo.. pur essendo sfizioso lo svolgimento e bellissime le scenografie.. finale poco riuscito..fa storgere il naso.. si risolleva il morale con il secondo turno, Malle ci regala un duetto indimenticabile, Bardot-Delon..varrebbe fin qui..solo per questa sequenza folgorante..il prezzo del biglietto..ma attenzione.. l'ultimo, fanatasmagorico, eccezionale episodio è un capolavoro horror che atterrisce... Semplicemente meraviglioso, tocchiamo, assaggiamo una perfezione destabilizzante, anticonformista e d'autore... ma neanche la forza di applaudire.. troppa troppa paura..).. QUESTO era il cinema.. QUESTO era l'horror.. Pochi mezzi, un grande talento.. uno dei più rari effetti speciali, quest'ultimo, a tutt'oggi.

Da non mancare assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  17/04/2011 16.19.06
   7 / 10
Film a episodi tratti da racconti di Poe.
Il primo, il più scarso, è tratto da Metzengerstein con il cambiamento di protagonista, nel racconto di Poe è un maschio e quindi non c'è tutto l'erotismo che inserisce Vadim.
Malle invece fa un discreto lavoro proponendo William Wilson e il complesso tema del doppio, abbastanza aderente al testo di Poe ma niente di eccezionale.
Fellini invece traspone tutto nella Roma contemporanea e il risultato è notevolissimo. Indimenticabile Terence Stamp nei panni dell'attore alcolizzato Toby Dammit, ossessionato dal fantasma di una bambina.
Il solo episodio del regista riminese, vale da sé la visione.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  24/03/2011 0.17.04
   6 / 10
Non perche siamo Italiani ma a quanto vedo siamo tutti daccordo nel premiare l'episodio di Fellini come il migliore dei tre...
Il primo è inguardabile,lento,monotono e che non dice nulla!
Il secondo sul tema del doppio...a tratti interessante,come la partita a carte,ma piuttosto banale nei contenuti e nella soluzione finale.
Quello di Fellini è il piu' morboso,sicuramente il piu' "horror" dei tre che piu' si allinea allo scrittore da cui hanno tratto le storie...
Ma nel complesso il prodotto mi ha deluso...

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  11/12/2010 0.32.18
   5 / 10
Tre passi nella noia !!
L'episodio di Fellini è grazioso ma gli altri 2 sono noiosi da morire,specialmente il primo ...jane fonda è fighissima ma non basta x dare la sufficienza a tutta l'opera anche se senza di lei forse avrei dato anche di meno XD

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  17/10/2010 23.56.37
   7½ / 10
Metzengerstein (Vadim): voto 6,5
La cosa che accomuna tutti e 3 i film sono le atmosfere gotiche,quelle sì riuscite,ed è uno dei pochi punti di merito del segmento firmato Vadim. Pur interessando e coinvolgendo all'inizio diventa tutto di una monotonia implacabile dopo un quarto d'ora con uno sviluppo che mi è parso,francamente,abbastanza mediocre. Certo Poe pare un pretesto per mostrare un raffinato erotismo fatto di orge nel castello e di un rapporto con un cavallo che quantomeno rimanda a discorsi più imbarazzanti (ma non esplicitamente). Jane Fonda è bella ma il resto è fiacco.

William Wilson (Malle): voto 7,5
Invece qui si vede una storia certamente girata meglio,con più pathos e inquietudine e che,come con Vadim,non disdegna incursioni in un erotismo stavolta masochista e crudele. Il tema del doppio fa sorgere solo domande angoscianti,Alain Delon è glaciale e perfetto nei panni di un uomo (anzi due) senza cuore e crudele. La scena dell'anatomia sulla donna dimostra già la differenza con Metzengerstein,con William Wilson siamo veramente dalle parti di Poe. Molto bella anche quella del poker,lenta ma piena di una tensione costruita ad arte.

Toby Dammit (Fellini): voto 8,5
Ecco,l'episodio più acclamato e certamente il gioiello da ricordare. è strano vedere Fellini alle prese con l'horror e la delusione non c'è. La sua visione si adatta perfettamente ai toni gotici impressi alla storia con il protagonista più azzeccato e maledetto di quelli comparsi in questi 3 passi nel delirio,un vero e proprio attore maledetto come Poe fu scrittore maledetto in vita. Senza modificare di una virgola il suo stile onirico e festaiolo (ma qui siamo dalle parti di una festa di morte) Fellini introduce una Roma completamente diversa da quella che nel film dallo stesso titolo aveva mostrato,quasi come volesse farci vedere un altra faccia della città. O forse la sua è una critica al divismo e all'autodistruzione dell'artista maledetto,venuto a girare solo per il compenso di una Ferrari, causa che porterà alla sua fine. Di certo la cappa di morte circonda sin dalla prima inquadratura nuvolosa tutta la città,bellissima la parte in cui vengono elargiti i premi in una specie di palcoscenico funereo,quasi una catacomba. Se in Roma a illuminare i palazzi e tutta la città ci pensavano i fari dei motociclisti stavolta una Ferrari costretta a vagare senza meta lo fa al posto loro. La bambina col pallone (il diavolo,lo spettro che insegue l'artista)è preso pari pari dall'Operazione paura di Bava. Bisogna pur dire che qui risulta angosciante se non allo stesso modo forse ancor di più.
Il Fellini sanguinario del finale è inaspettato come inaspettato poteva essere un simile risultato di un regista di cui eravamo abituati a vedere toni ora allegri e festaioli,sempre sognanti e felici. Qui siamo dalle parti di un incubo. Adattondola ai giorni nostri,forse proprio Fellini è quello che più di Vadim e Malle si è avvicinato a Poe. Grazie Maestro!

uzzyubis  @  21/03/2010 10.58.51
   8 / 10
Se ci fosse solo l'episodio Felliniano darei un punto in più. Gli altri due episodi sono piatti senza mordente, non trasmettono niente.
Toby Dammit è un viaggio nel delirio di un attore inglese alcolizzato. Da tener presente che per detta dello stesso regista la pellicola descrive nei suoi silenzi l'esperienza avuta da Fellini con lsd due anni prima.

gaffe  @  12/12/2009 0.56.37
   7 / 10
Dei tre mini film tratti dai racconti di Edgar Allan Poe quello che mi è piaciuto di più è stato Toby Dammit.
Fellini qui è in piena vena gotica,l'attore alcolizzato(S Price),protagonista del film avrà un appuntamento con una bambina che gioca con la palla e che "provocherà" la sua morte.
Il film ambientato in una Roma notturna e malsana riesce a celare con poco tempo il mondo di Fellini(paparazzi,attori,preti,giro in Ferrari ai Castelli romani).
Degli altri 2 film si salva William Wilson,storia alla Dottor Jekyll e Mr Hyde.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  18/10/2009 12.42.31
   7 / 10
Primo episodio: distaccato, con un'ottima rappresentazione cinematografica ma intimamente vuoto e freddo.
Secondo episodio: schematico e poco emozionale, ma perfettamente costruito e glaciale nella propria rappresentazione. La cosa può essere un pregio o un difetto a seconda dell'angolazione da cui viene guardato.
Terzo episodio: magistrale, rappresentazione del delirio di un uomo che si muove in un delirio ancor maggiore. Proiezione stessa del proprio io, Dammit vive nel prossiomo suo come fosse se stesso. Nell'implacabile tentativo di proiettarsi fuori dal labirinto, la sua coscienza si scontra contro i fantasmi che lo assillano (la bambina/diavolo/io).

Un progetto in tre parti con tre rese diverse, che non coincidono mai. Solo la terza mi pare quella veramente riuscita. Nonostante ciò è da vedere.

Neu!  @  24/03/2009 20.50.38
   5½ / 10
bah. ho sempre dubitato di questo tipo di film, diretti da tre o più registi. si creano lavori disorganici. questo ne è l'esempio lampante. i primi due episodi sono davvero mal riusciti (soprattutto il primo), il terzo invece è fantastico. Fellini era il più grande di tutti, "Toby Dammit" è puro genio. però, mi dispiace, ma la sufficenza non ci può stare, quando in 2/3 di un filmc'è il nulla.

paride_86  @  06/10/2008 1.03.06
   9 / 10
Tre grandi firme per tre racconti di E. A. Poe.
I primi due episodi, quelli di Vadim e di Malle, sono riusciti e coniugano atmosfere inquietanti e scenografie grottesche; il vero delirio è l'episodio di Fellini che, pur amalgamandosi poco con i precedenti, ha un fascino unico e personalissimo. Quest'ultimo è assolutamente da vedere, soprattutto per i fan del Maestro.
Attori molto convincenti, soprattutto Stamp, tormentato e inquietante.

addicted  @  15/06/2008 23.20.27
   10 / 10
Il dieci è riservato esclusivamente a Fellini.
Vadim è ridicolo.
Malle è piatto.
Poi arriva il maestro... giù il cappello!!!
Capolavoro felliniano, il "Toby Dammit" rende macabra la magia di "8%" e anticipa le atmosfere di "Roma".
Chi non a visto questo gioiello felliniano non perda tempo!!!
Imprescindibile!!!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  18/04/2008 14.01.16
   7½ / 10
Tre episodi deliranti di tre registi diversi, e questo si sa.
Il primo è tutto sommato abbastanza ben ricostruito scenograficamente ma ha una ridondante narrazione della voce fuori campo.
Per il secondo non ho capito dove il regista volesse andare a parare precisamente, il tema del doppio o della identificazione sul prossimo in questo caso l'ho trovato del tutto schematico nella struttura.
Senz'altro il più riuscito dei tre è l'episodio diretto da Fellini, anzi sembra proprio la pellicola sia stata commissionata principalmente per lui, che non ha fatto alcuna fatica nella trasposizione del racconto tanto è vicina e affina al suo modo di fare cinema di fine anni '70.
Il delirio di un attore inglese che cercherà di fuggire, inutilmente (dalla realtà o dalla finzione del cinema?), in tutti i modi, una corsa in macchina, labirintica, piena di ostacoli, curve e strade a senso unico.
Non mi è piaciuto molto, nella maggioranza dei casi, il suo stile estremamente onirico del suo secondo itinerario artistico, ma questi 45 minuti sono davvero eccezzionali, credo rispecchi più di altri film del regista romagnolo, il cinema che Lynch poi ci ripresenterà prendendone spunto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/12/2006 0.12.04
   7 / 10
Dicono sempre che i film realizzati a piu' mani hanno dei limiti e anche questo film ne ha.
L'incontro tra Edgar Allan Poe e tre dei piu' celebri registi europei non ha completamente colto nel segno, evidenziando piu' che altro le retrive difese stilistiche dei suoi autori.
Complessivamente, "metzergenstein", dove i fratelli Fonda lavorano insieme per la prima volta in uno script assai equivoco, non fa altro che risaltare l'erotomania di Roger Vadim, e della sua Nouvelle Vague estetica e convenzionale (4).
L. Malle esplora a modo suo uno dei testi determinanti di Poe: effettivamente Delon è convincente e inquietante nel suo ruolo, ma il tema del "doppio" tanto acuto e profondo nel testo diventa un pretesto per un compiaciuto esercizio sado-maso (6).
Federico Fellini è la vera sorpresa dell'operazione: non era minimamente sospettabile una propensione "gotica" tanto avvincente, una dimensione "dark" così inquietante e visivamente magnifica (da antologia del cinema horror la sequenza finale).
E Stamp è tremendamente luciferino e disarmante.
Allora, altro che l'amenità del circo e delle sue comparse: davanti a Poe Fellini si trasforma trasformandosi in un (represso o inconscio?) Tourneaur di casa nostra (10)

Invia una mail all'autore del commento goat  @  04/11/2006 15.53.54
   7½ / 10
horror a episodi ispirato a tre storie del grande maestro poe.
il primo, metzengerstein, è quello diretto da vadim. atmosfera molto goticheggiante, il regista si intestardisce molto sulle location, forse per creare una densa immedesimazione nello spettatore. è un film buono, ma non molto originale negli spunti che offre. bello il clima morboso della sessualità.
il secondo episodio, di malle, è secondo me il migliore. forse per l'eccezionale accoppiata alain delon-brigitte bardot, la cui partita a carte è indimenticabile per chi l'abbia visto.
sul terzo episodio, di fellini, il discorso si fa più complesso.
è certamente il capitolo visivamente più affascinante, e probabilmente quello che ha dalla sua la migliore interpretazione, di uno stratosferico terence stamp.
però io ho trovato la prima parte un po' noiosa e fine a sè stessa. la seconda (la fuga in macchina) è decisamente più inquietante e magnetica.
rimane comunque una prova di regia e visionarietà fuori dal comune, che merita di brutto una visione.

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