the place regia di Paolo Genovese Italia 2017
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the place (2017)

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locandina del film THE PLACE

Titolo Originale: THE PLACE

RegiaPaolo Genovese

InterpretiValerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D'amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini

Durata: -
NazionalitàItalia 2017
Generecommedia
Al cinema nel Novembre 2017

•  Altri film di Paolo Genovese

Trama del film The place

Ispirato alla serie "The Booth at the End", il nuovo film di Paolo Genovese, The place, volge lo sguardo su un misterioso protagonista, ospite abituale a abitudinario di un ristorante, pronto a esaudire i più grandi desideri di otto visitatori in cambio di... alcuni "compiti" da svolgere. Quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro desideri? Chi di loro accetterà la sfida lanciata dall'enigmatico individuo seduto sempre allo stesso tavolo?

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Voto Visitatori:   6,48 / 10 (31 voti)6,48Grafico
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Voti e commenti su The place, 31 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Cinemaworld  @  13/01/2018 13:15:42
   6 / 10
Scopiazzato da una serie TV. Parata di attori nostrani, con un sempre bravo Mastandrea.Film cosí cosí!!......Dopo perfetti sconosciuti mi aspettavo di più.

kadhia  @  12/01/2018 16:58:59
   6½ / 10
Trovo Napoli Velata un film difficile da commentare. Girato nella mia adorata Napoli, vista da turista 5 volte, ho trovo che la città sia resa benissimo, la sua vita, i suoi colori, la sua bellezza. Della trama non riesco ad innamorarmi allo stesso modo, mi da la sensazione di un grosso calderone da cui il regista ogni tanto pescava qualcosa. La scena di sesso e' sicuramente di grande impatto e lascia poco all'immaginazione, ma il resto del film non mi è' piaciuto. Da vedere cmq per l'ambiantazione.

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3 risposte al commento
Ultima risposta 13/01/2018 14.12.40
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paolo__r  @  04/01/2018 23:17:53
   7½ / 10
Genovese, a mio avviso, non delude. Inferiore a "Perfetti Sonosciuti", ma indubbiamente migliore di certi suoi film. Comunque: strepitoso Mastrandrea, ottimi gli altri - tra cui spicca Giallini -, ho rivalutato un altrimenti scialbo Muccino. Qualche cambio di location sarebbe stato gradito, ma il motivo ricorrente del "Cosa sei disposto a fare per ottenere quello che vuoi" salva il tutto e rende il film più che discreto. Un po' pesante in alcuni passaggi, ma meritevole di esser visto. Fortemente teatrale nell'impianto.

farfy  @  20/12/2017 19:13:10
   7½ / 10
Ho difficoltà a dare un voto a questo film. Lo premio per la prova degli attori, per gli intrecci della trama, per la forza dei dialoghi. Il personaggio di Mastrandea ha sempre le parole giuste per ogni situazione. Alcuni personaggi sono surreali così come le situazioni che si evolvono. Bravvissimo Alessandro Borghi, forse nel personaggio più difficile. Sicuramente c'è di base una grande metafora, forse sui peccati capitali. Alla fine ogni soggetto soffre di un problema diverso. Mezzo voto in più per l'originalità. Mezzo meno per la lentezza.

Mattia100690  @  17/12/2017 12:49:53
   5½ / 10
Film abbastanza banalotto, salvato solo dalla bravura di ogni singolo attore.
Il finale - anche questo abbastanza prevedibile - è assolutamente inconcludente.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  29/11/2017 16:48:25
   7 / 10
Genovese torna al cinema con un film segnante, un cast segnante (in cui brilla un insospettabile Silvio Muccino, oltre alla divina Rohrwacher), una sceneggiatura segnante, tratta da una serie tv che a questo punto tocca vedere, viste le premesse. Come sempre Genovese rimane affascinato dall'ambientazione statica e quotidiana, omaggio a quel realismo di cui abbiamo bisogno per dimostrare le nostre piccole equazioni. È ovvio che però Genovese guarda all'America. Come per il suo grande successo precedente, è il surrealismo del racconto, come sempre, a fare da padrone. Un'altra cifra: la visualizzazione. Quando dicono che la letteratura è un medium in cui tutto sta in quanto visualizzi le immagini, la messinscena, non tengono conto di quanto si può ottenere con un medium visivo che rimanda costantemente a un altrove. Se The Place è un film sull'ovvia concettualizzazione della coscienza, il suo punto di forza sta nella capacità dello spettatore di immaginare e soprattutto visualizzare le scene che vengono raccontate al protagonista Mastandrea. Vediamo le scene, come le vediamo nella nostra mente quando ipotizziamo i pro e i contro di una scena in cui saremmo costretti a scegliere, "dando da mangiare ai mostri" che ci inquietano e rendono vivi. Nel mezzo, i dettagli. Sempre troppo flebili per caratterizzare un racconto e una vita, ma così necessari a renderne la complessità e l'appetibilità.
Unico neo: Rocco Papaleo. Al netto di qualche stereotipo di troppo, tutti gli altri personaggi e interpreti si salvano tranquillamente. Grande Paolo!

VincVega  @  26/11/2017 11:14:23
   6½ / 10
Non posso fare paragoni con la serie tv da cui è stato tratto "The Place", perchè non l'ho vista, ma posso ritenermi abbastanza soddisfatto della visione. Si, è un film furbo da una parte, ma dall'altra Genovese prova a portare una ventata di aria fresca nel nostro cinema e questo è sicuramente un pregio. Il fatto di ambientare la pellicola solo in un luogo poteva portare verso la zona noia, ma questo non è stato, grazie all'interesse, che rimane elevato durante tutto il film. Genovese riesce a dare un ritmo molto buono, pregio non da poco per questo tipo di film. Non mancano difetti, tipo inverosimiglianza e poca credibilità di alcune situazioni, incluso svariate forzature. Ottimo il cast, soprattutto un eccellente Mastandrea.

wuwazz  @  22/11/2017 09:54:26
   3 / 10
Questo film è la conferma che aspettavo.
Quando uscì perfetti sconosciuti fui uno dei pochi a storcere il naso e a dire "c'è qualcosa che non va".
Perfetti sconosciuti fu un grande successo al cinema, e fu identificato come segnale di ripresa di un cinema italiano ormai in fase terminale, un cinema italiano che non sapeva offrire altro che squallide commedie fatte male con i soliti 8 attori perfettamente intercambiabili (Bisio, Raul Bova, Argento, Leo, Cortellesi, ecc ecc). In realtà, dietro a perfetti sconosciuti io ci vidi una grandissima furbata di un regista assolutamente mediocre (e per niente umile) che - spinto dalla voglia di elevarsi al di sopra della melma/commediola italiana - ebbe una geniale intuizione. Non fraintendete, trovo che perfetti sconosciuti sia un buon film, ma Genovese è stato veramente astuto a mascherare la sua medietà come autore e come regista sfruttando bravi attori (su tutti Giallini e Mastandrea) e ispirandosi fortemente alla commedia francese, con la variante del gioco dei cellulari. Quello che però, fino a tre quarti di film era un film perfetto, un giusto mix di commedia e momenti amari, diventa sul finale una inverosimile morale in cui si susseguono squallidi colpi di scena del tipo: quello ha tradito quella, quell'altra ha tradito la sua amica ecc ecc, la tipica biada gossip italiana alla grande fratello/uomini e donne/isola delle coppie. Guarda caso, quando c'è stato da aggiungere "del proprio" e tirare le somme, allontanandosi dal "riprendo 6 attori bravi che parlano a tavola di argomenti random" (dialoghi che probabilmente sono addirittura stati improvvisati nella maggior parte dei casi), il film si è sgretolato. Mi stupì che la gran parte delle persone non colse questa stonatura, ma vabbè, rispetto al prodotto medio italiano effettivamente c'era solo da alzare le mani e dire "per ora va bene così: non è perfetto ma diciamo che è più questa la strada da seguire".

E invece no, ahimè, ci avevo visto giusto. Con The Place Genovese non solo conferma di essere un regista (SCENEGGIATORE??) senza un briciolo di talento creativo, ma una persona per niente umile, che ha semplicemente preso una serie molto sconosciuta e l'ha riproposta pari pari (e credetemi; se dico PARI PARI, intendo PARI PARI: esattamente gli stessi dialoghi, le stesse situazioni, - quasi - gli stessi risvolti): una cosa veramente agghiacciante. Ma a farmi gelare il sangue non è stato tanto l'aver preso qualcosa e aver fatto (l'ennesimo) remake (cosa che già di per sé ha una certa rilevanza, perchè un po' ti piace vincere facile su idee e soggetti di altri che sapevi avevano funzionato all'estero e quindi hai pensato bene che probabilmente avrebbero funzionato anche in italia), ma l'ASSOLUTA MANCANZA DI UMILTà CON CUI QUESTO PROGETTO è STATO VENDUTO. Arrivati alla fine, ai titoli di coda: un film di Paolo Genovese, diretto da Genovese, SOGGETTO (?) di Paolo Genovese, sceneggiatura (?) di Paolo Genovese e Pallina. Aspetto la fine dei titoli di coda. Ma.... scusa.... dove sta scritto: "The Place, tratto da (?) 'the booth at the end' da un'idea originale di Bla Bla"?
Sono inorridito/allibito dal tentativo orrorifico di quest'uomo di vendere l'idea come propria sua allo spettatore medio.
Per fortuna, il fatto che questo film fosse uno spudorato remake di una serie nemmeno troppo sconosciuta (perchè ci sono remake e remake, e questo è proprio una copia su carta carbone) era un elefante in una stanza troppo grosso per essere ignorato, e quindi Genovese ha sempre detto di essersi "ispirato" a tale serie. "Ispirato" è un elefante ancora più grande della stanza in cui dovrebbe stare, ma vabbè, concediamogli il lessico allegro. Ma nei credit. Nei credit ce lo devi scrivere, crist0. Ce lo devi scrivere, perchè altrimenti sembra che sia tutta farina del tuo sacco, e non lo è, come non lo era immaturi, come non lo era perfetti sconosciuti.
E invece no: ti sei accreditato "scritto diretto, soggetto sceneggiatura (?) " senza scrivere nient'altro, e questo la dice lunga, anzi lunghissima.

Sul film stendo un velo pietoso, dicendo che chi non ha visto la (cortissima) serie, potrà anche averlo trovato interessante, ma gli altri invece hanno notato quanto questo remake sia artificiale, e quanto Mastandrea (per quanto lo stimi) non dia assolutamente il taglio richiesto al personaggio principale della serie, interpretato egregiamente da Xander Berkeley nella serie originale.

PS: piccola nota a margine.
Quanto ODIO i film per cui vengono create apposite tracce inedite cantate dalla Emma Marrone di turno. Una poverata disumana

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  21/11/2017 11:06:32
   8 / 10
"Un film è fatto di tre elementi: sceneggiatura, sceneggiatura, sceneggiatura." - Billy Wilder. Fedele al motto, Genovese ci regala un altro film (da un soggetto non originale) curato assai nella scrittura, un po' come Perfetti Sconosciuti. Meno accattivante del precedente, meno ricco di battute e ammiccamenti allo spettatore, ma più duro, diretto, spietato. Ogni attore e attrice recita con essenzialità dentro lo spartito, quasi con timore di uscire dalle righe. Bene così. Erano decenni che non si vedeva un regista capace di scrivere i propri plot (con l'unica eccezione di Virzì, forse)

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Ultima risposta 24/11/2017 10.56.55
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Trixter  @  20/11/2017 10:43:02
   6½ / 10
Per realizzare sogni e desideri siamo davvero disposti a tutto? evidentemente sì, almeno secondo Genovese. The Place è un discreto film, molto narrato e poco vissuto dallo spettatore, caratterizzato da alcune eccellenti interpretazioni ed altre ahimè meno convincenti. Il finale aperto lascia troppo incompiuta un'opera che, a questo punto, perde di sostanza. Resta comunque un buon lavoro dal solido impianto teatrale, discretamente appassionante, dalla regia fluida e dalla fotografia gustosamente sbiadita.

pernice89  @  20/11/2017 08:59:20
   7½ / 10
Assolutamente interessante. Un film in cui la maggior parte delle vicende vengono raccontate e perciò soltanto immaginate dallo spettatore: cosa che non succede spesso nel cinema. Rimane continuamente un alone di mistero, il personaggio di Mastandrea non si sa perché è lì, da dove arriva, se è reale o meno, se è umano o meno. Oltre al magistrale Mastandrea, ottimi anche gli altri.
Certo non una pellicola leggera, forse a tratti leggermente noiosa e ripetitiva, ma secondo me un'esperienza da fare assolutamente.
Consigliato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/11/2017 22:39:55
   6 / 10
L'ampio spettro di umanità proposto da Genovese in The Place passa dal tragico, al sublime, al mostruoso. I desideri sono causati dall'egoismo di ogni personaggio, gli obiettivi a volte spregevoli, a volte meno. Il film di Genovese è concentrato nello spazio angusto di un tavolino da bar, non ha il respiro più ampio di Perfetti sconosciuti o Una famiglia perfetta, pur essendo anch'essi dotati di una struttura teatrale. Forse il pubblico, sulla spinta di perfetti sconosciuti, credeva di trovare una sorta di clone, ma così non è stato. I personaggi di Genovese non sono tanto dissimili dalle figure grottesche dei Mostri di Risi. Hanno tutti qualcosa di mostruoso dentro di loro e come dice l'Uomo, "non faccio altro che nutrirli", oltrepassare dei limiti che non credevano di varicare. Ho letto che è ispirato ad una serie televisiva, che non ho visto, e probabilmente la serie era il format ideale per un progetto del genere.
Per come è strutturato The Place, dove le azioni dei personaggi si svolgono esclusivamente fuori campo, i dialoghi e le storie sono gli elementi che fanno la differenza. Non tutte le storie ed i relativi dialoghi hanno un livello qualitativo omogeneo e alla pari dei vecchi film ad episodi degli anni sessanta, la differenza qualitativa all'interno di The Place si nota.
Inoltre il personaggio enigmatico dell'Uomo, interpretato da Mastrandrea, catalizza troppo l'interesse. Per quanto mi riguarda ero più interessato alla sua vera natura rispetto alle storie che gli venivano raccontate e ciò non è proprio un bene. C'è da dire comunque che Genovese ha diretto un film molto rischioso sulla carta, con poco appeal commerciale, specie dopo il successo di Perfetti sconosciuti. Tuttavia pur non essendo un film riuscito bisogna dare atto a Genovese che non si è cullato sugli allori e questo è un bene. Pazienza se non è venuto un buon film. Andrà meglio la prossima volta.

annab  @  19/11/2017 00:37:15
   7½ / 10
Che bel film! Struttura teatrale e recitazione impeccabile. Uno di quei film cui continui a pensare anche quando le luci in sala si riaccendono... le interpretazioni del finale si sprecano e credo che ognuno decida secondo propria coscienza.

Elmatty  @  18/11/2017 23:34:34
   7½ / 10
........................................
Si, per un attimo non so che cosa scrivere sulla nuova fatica di Genovese, di cui ho apprezzato molto Perfetti Sconosciuti ed il suo meccanismo di base.
In questo The Place lo stesso meccanismo viene riproposto: cast corale per un concatenarsi di eventi che porteranno a delle conseguenze in maniera quasi meccanica ad in alcuni casi imprevedibile.
Scrivo dopo aver finito la visione di questo film un'ora fà al cinema e devo ammettere che non tutto mi torna.
In special modo la figura misteriosa di Valerio Mastandrea che, secondo me, rappresenta una sorta di figura astratta:


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I desideri dei personaggi in campo vengono esplicitamente decantati ma non sono il vero protagonista della pellicola, loro sono il fine.
Quello che The Place si concentra è il mezzo per ottenere il risultato, ognuno dei protagonisti deve seguire (o meno) la sua strada per ottenere (o meno) quello desiderato.
La forza di questo film è la sua mancanza di giudizio, non giudica nessuno dei protagonisti e nemmeno le sue azioni, si limita solamente a mostrate...non mostrando.
La location del bar presente per tutta la pellicola rappresenta una forza enorme, ci consente di visionare i protagonisti ma rimanendo fuori dalla loro vita, proprio come il personaggio di Mastrandrea, è una sorta di abbattimento indiretto della quarta parete, anche per una gestione molto teatrale della vicenda.
Gli attori chiamati in causa se la cavano tutti egregiamente e nessuno di loro si sovrappone ad un'altro, hanno tutti una loro caratterizzazione ed il loro spazio nella vicenda.
Il personaggio della Ferilli è interessante:


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Tecnicamente non spicca ma è fatto bene.
Non è esente da difetti.
Ha un finale fin troppo buonista ed inconcludente, si perde tantissimo del climax della vicenda e sembra che non si vada al nocciolo che in tutto il film sembra voler arrivare a piccoli passi, inoltre alcune risoluzioni della vicenda sono troppo macchinose ed un paio inverosimili.
In conclusione un'opera che può racchiudere interpretazioni molto diverse da spettatore a spettatore, per me è un'opera molto buona ma non ai livelli del precedente Perfetti Sconosciuti, il meccanismo funziona meno.
Non è un film per tutti.
Consigliato.

fabiob  @  18/11/2017 00:59:27
   3 / 10
Primo tempo ho dormito - il secondo ho sonnecchiato. Tutto un film così noioso per far capire che ogni desiderio ha un prezzo! Ma fatemi il piacere! Dopo il successo ha voluto pro are a fare il capolavoro come Muccino che ancora lo insegue il capolavoro! Volate bassi gente

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  17/11/2017 18:23:09
   7 / 10
Prima di valutare il film è necessario valutare il contesto in cui nasce e chi lo fa: Paolo Genevose.
Genevese è forse uno dei pochi registi italiani che negli ultimi anni sta lavorando sulla scrittura dei film che fa. La ricerva vira su soggetti nuovi, trame più articolate e intelligenti.
In The Place pur non essendo al cospetto di un soggetto originale, esce un ibrido di sicuro interesse, che incuriosisce anche per la sua struttura tutt'altro che semplice.
In primis il film pur essendo teatrale nell'impostazione dell'ambiente unico, non annoia mai, anzi la cosa dopo quasi due ore a stento viene notata e questo non è decisamente poco!

Per il resto Genovese manca di coraggio con un finale troppo conciliatorio e buonista ma che fine ha fatto il cinema italiano di una volta?!!!

130300  @  17/11/2017 01:18:06
   10 / 10
Mammamia che spettacolo! Film di psicologia pura. Geniale, cinico, claustrofobico, irriverente, divertente, profondo e pure commovente. Attori fantastici e dialoghi studiati in maniera perfetta. Una perla da non perdere assolutamente.
Ovviamente non adatto a chi ama azione o film leggeri

4 risposte al commento
Ultima risposta 21/11/2017 16.43.55
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dagon  @  16/11/2017 22:51:24
   7 / 10
Bisogna dare atto a Genovese di non esser andato sul sicuro, dopo il successo di "perfetti sconosciuti", e di essersi cimentato con un film che non è sicuramente quello che la maggior parte del pubblico si sarebbe aspettato. Nello squallore del panorama italico non l'ho trovato malvagio

aleross  @  16/11/2017 12:01:37
   9 / 10
Mi stupiscono molto tutti questi votacci, a me il film è piaciuto tantissimo!
La sceneggiatura "teatrale" mi è sembrata molto originale e, sebbene ci siano delle sbavature e alcuni attori siano sicuramente meno sul pezzo di altri, nel complesso mi ha tenuto inchiodato alla sedia per tutta la durata, mi ha emozionato e fatto sorridere. Non posso che promuoverlo a pieni voti.

FABRIT  @  15/11/2017 15:49:57
   4 / 10
Brutto, statico e noioso fin dai primi minuti. Una presa in giro.
Film da evitare.

salicered  @  15/11/2017 13:32:06
   4 / 10
Idea davvero interessante, tratta da una serie molto apprezzata. Purtroppo non riesce in alcun modo ad incollare, come invece era accaduto con "Perfetti Sconosciuti". Dopo poco diventa noioso, con musiche che sottolineano e forse in parte determinano la noia. Gli attori, seppur bravi (Mastrandrea soprattutto), non riescono a sollevare questa narrazione che nella sceneggiatura e musica, necessariamente doveva avere un punto di forza. Sarebbe potuto essere un film davvero moderno.

Truman84  @  14/11/2017 11:54:59
   7½ / 10
The Place è un film coraggioso. Noi Italiani siamo abituati alle solite commedie e invece questo nuovo lavoro di Paolo Genovese è una vera sorpresa. Certo, non esente da difetti, ma sicuramente mette in scena una storia che senza dubbio riesce a stimolare il pensiero dello spettatore. Il cast è superlativo, su tutti svetta Valerio Mastandrea che ci regala una delle sue migliori prove.
Vi consiglio di andare al cinema, magari uscirete turbati e dubbiosi, ma sciuramente avrete visto un bel film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  14/11/2017 10:32:36
   6 / 10
In "The place" c'è un uomo col potere di realizzare i desideri più disparati, in cambio però chiede di portare a termine compiti il più delle volte tutt'altro che piacevoli. Ci si rivolge a lui per salvare la vita ad un figlio, per riacquistare la vista o per far scomparire l'Alzheimer che divora il consorte, altri ancora si accontentano di cose più futili, tipo migliorare il proprio aspetto fisico o andare a letto con la diva prediletta.
In cambio: omicidi, stupri e rapine. Il prezzo da pagare per la felicità mette a dura prova il buon senso di ogni personaggio, andando a richiedere un'esagerata corruzione della propria morale e dell'innato senso civico di cui è depositaria ogni persona sana.
Tutto si svolge all'interno di un' unica ambientazione, ovvero un anonimo bar, con la pellicola interamente giocata su dialoghi e dettagli dei quali lo spettatore è goloso quanto Valerio Mastandrea, nei panni del dolente e mefistofelico individuo in eterna attesa, mentre un'umanità disperata danza davanti al suo volto malinconico. Leo Genovese si affida ad una regia misurata ma indirizzata a smorzare l'inevitabile effetto staticità che purtroppo prende il sopravvento quando la matassa si annoda in qualche momento ripetitivo di troppo e la curiosità si stempera in un buonismo molto "italiano", destinato (quasi) sempre ad avere il sopravvento sulla parte più oscura della questione.
Piuttosto ottimistico nel fatto che sia l'amore, e non forme d'avidità e arrivismo, a giustificare sempre le motivazioni dei vari postulanti.
Il cast è fatto di recitazioni notevoli ed altre insufficienti o manierate, i duetti tra Mastandrea e Giallini vincono per distacco.

il ciakkatore  @  14/11/2017 00:17:56
   4½ / 10
Parola d'ordine...dimenticare perfetti sconosciuti,che ha trascinato me e molti altri alla visione di questo film. Praticamente la scena si svolge sempre nello stesso posto e tutta la vicenda viene solo parlata dai vari interpreti,cosa che annoia abbastanza,si poteva arricchire il film con sequenze visive di ciò che si parla,per far "prendere" meglio lo spettatore. Ma la cosa che trovo assolutamente negativa è il solito politicamente corretto in cui si va a finire,risultando del tutto banale e privo di carattere.

lucasssss  @  13/11/2017 23:45:04
   8 / 10
grande film, grande Genovese che rischia con un'unica scena, quella dentro un bar ma che ne esce alla grande
Si, tutto si svolge dentro un bar, non una scena in esterno (tranne quelle poche in cui i protagonisti entrano nel bar) tutto si consuma intorno ad un tavolino del bar dove il bravissimo Mastrandrea intrattiene i suoi 'clienti' che si alternano raccontando i loro problemi
Storie intrecciate che ti tengono incollato alla poltrona per sapere dove il film va a parare, grande curiosità quindi per l'intero film ma un finale, a mio avviso, debole, forse scontato, forse Genovese poteva osare di più ma va bene anche così

assolutamente da vedere
promosso a pieni voti





Lucasssss

NicolaDYD  @  13/11/2017 10:30:17
   9 / 10
Io ho trovato questo nuovo film di Genovese splendido, prosegue il suo discorso sull'animo umano iniziato con Perfetti Sconosciuti, con il quale condivide la scelta di un unico ambiente nel quale si svolge la vicenda.
Mastrandrea bravissimo nella parte di un uomo a cui si rivolgono alcune persone per esaudire i loro desideri. Ottimo l'intero cast, a conferma che Genovese sa far rendere gli attori con cui lavora.
Pur essendo basato sui dialoghi non annoia mai e il ritmo è serratissimo, frutto di un sceneggiatura ottima.

Specola  @  13/11/2017 05:50:22
   5 / 10
L'idea di partenza potrebbe essere anche buona, ma lo svolgimento?
I film girati interamente in un locale (in questo caso in un bar) sono di due tipi:
O hanno una sceneggiatura geniale e graffiante che compensa il senso di claustrofobia e ripetitività delle inquadrature, oppure sono concepiti in questo modo unicamente per risparmiare sul budget.
Purtroppo questo film è impietosamente del secondo genere, dove la storia si sarebbe ampliata e avrebbe coinvolto in presenza di scene che riprendevano i protagonisti mentre vivevano le loro storie all'esterno.
Le altre considerazioni sono spoilerose per cui le continuo qui sotto.

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Oibaf  @  12/11/2017 23:49:35
   7½ / 10
Visto stasera, interessante ma non grido al capolavoro. Originale nella sceneggiatura, bravissimi gli attori con uma menzione particolare a Mastrandrea e la Lazzarini. Nonostante la monoscenografia il film ti tiene incollato alla poltrona e non annoia mai. Da vedere

Cinecriticone  @  12/11/2017 23:28:31
   9 / 10
Grande Genovese. Dopo Perfetti sconosciuti un altro film geniale. Questo non è divertente ma introspettivo e nonostante la monoscena quasi teatrale ti prende nell'intrecviarsi del racconto e rifletti sulle miserie umane. Bravissimi gli attori e d'altra parte ci sono i più grandi attori italiani del momento. Da vedere assolutamente.

Wilding  @  12/11/2017 21:23:33
   3 / 10
I tre punticini sono solo per gli interpreti, bravi e affascinanti nel loro ruolo, con particolare riguardo a Mastrandrea davvero eccellente. Il resto è da cestinare: una sceneggiatura che qualunque autore potrebbe scrivere, senza nessun sussulto o sorpresa; regia ovviamente inesistente, bastava reggere una camera in mano. Peccato!! Davvero peccato se si pensa che Paolo Genovese veniva da quella perla cinematografica che è stato "Perfetti sconosciuti".

gringo80pt  @  10/11/2017 07:22:03
   5 / 10
Cast di un certo livello, ma che non riesce mai a spiccare il volo. A tratti, soprattutto a metà della visione, la sonnolenza può raggiungerti, anche se il groviglio della trama potrebbe iniziare ad entusiasmare...apparentemente!!!
Peccato perché poteva essere veramente migliore e così non è stato.

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