the lady regia di Luc Besson Francia, Gran Bretagna 2011
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the lady (2011)

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locandina del film THE LADY

Titolo Originale: THE LADY

RegiaLuc Besson

InterpretiMichelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Martin John King, Susan Wooldridge

Durata: h 2.25
NazionalitàFrancia, Gran Bretagna 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2012

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Trama del film The lady

La storia vera di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991 e 'orchidea d'acciaio' del movimento per la democrazia in Myanmar. Dopo l'assassinio del padre, il generale Aung San, leader della lotta indipendentista birmana, Suu cresce in Inghilterra e sposa il professore universitario Michael Aris. Quando nel 1988 il suo popolo insorge contro la giunta militare, Suu torna nel paese natale e inizia il suo lungo scontro diretto contro il potere assoluto dei generali.

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Voto Visitatori:   5,92 / 10 (6 voti)5,92Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su The lady, 6 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

TheLegend  @  28/04/2012 20:14:48
   5 / 10
Una storia importante per molti aspetti raccontata in modo banale e superficiale.
Ultima parte che provoca autolesionismo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/04/2012 20:35:47
   4 / 10
Se cercate la passione dietro lo sguardo etereo di Michelle Yeoh, nei panni dell'ultima eroina da copertina del Time, girate al largo. Sarò franco, Besson non mi ha mai esaltato, pur riconoscendogli le doti tecniche di cui è ampiamente provvisto, eppure speravo che potesse Osare di piu' invece di spulciare tra best-sellers e rotocalchi interattivi. Tutt'altro: ne esce un "Santino" stereotipato, quasi un'omaggio a certi polpettoni americani di certi decenni fa, ma privo di sussulti e vere emozioni. Una grazia, signori, che non risparmia un solo luogo comune, dai continui abbracci ai figli perduti e ritrovati al marito occidentale (troppo?) devoto, dai soldati di regime sanguinari ma in fondo rassicuranti, agli omaggi floreali durante i comizi fino alla rappresentazione artificiosa di un'idealismo che serve solo ad esaltare il biopic di un cineasta stanco, ci vuole poco a raccontare il sacrificio dei sentimenti veri, la famiglia, l'amore coniugale e materno, per la difesa della cosiddetta libertà.
Ahimè è un film orribile, perchè consacra tutto questo riuscendo paradossalmente a rendere ambigua proprio la passione politica dell'attivista birmana, ad esempio (spoiler)
Senza contare effetti involontariamente comici, come la vicenda della cartomante consultata dal capo del governo...
alla fine questo biopic dove Besson sembra piu' vicino a Franco Zeffirelli nulla aggiunge al personaggio, beatificato allo scopo di renderlo popolare anche attraverso il mezzo cinematografico. Massimo rispetto, invero, per la Vera S. Suu Kyi, molto meno per un cinema patinato incapace di raccontare adeguatamente la realtà.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Rand  @  08/04/2012 21:25:09
   7½ / 10
Quando vuole Besson sà anche fare cinema impegnato, certo non è che si gridi al capolavoro ma d'altronde dal regista francese non mi aspettavo certo uun opera all'altezza di Gandhi, a cui il film strizza l'occhio più di una volta. Indubbiamente la scelta di Michelle Yeo come Suu è vincente sotto tutti i punti di vista ed eleva il film un gradino in più rispetto a ciò a cui Besson ci aveva abituati. Interessante l'uso dell inglese e del birmano sottotitolato per delineare certe scene. Certo a tratti il film scivola nel melenso, anche perchè rappresentare le vicende che hanno portato Suu alla ribalta internazionale presuppone una documentazione esauriente. A tratti il film si rivela superficiale, non si spiega alla fin fine come il carisma di Suu riesca a creare attorno alla sua figura il movimento per la pace e la democrazia, grossa pecca dovuta probabilmente al solito pressapochismo occidentale che semplifica troppo vicende moolto più complesse. In sostanza è comunque un film valido, che mostra la brutalità, la stupidità e l'arroganza di un regime militare che a mezzo secolo di distanza domina ancora il paese, ora con la vittoria di Suu alle elezioni per rinnovare una parte del parlamento si spera che ci sia una svolta radicale, e sarebbe ora...
Ottime le scenografie e i paesaggi naturali girati nella vicina Thailandia.

Kitiara31  @  27/03/2012 23:55:48
   7 / 10
Anche se un po' disordinato nel racconto degli eventi, tutto sommato non è un brutto film. Secondo me passa il messaggio delle azioni della protagonista (una discreta interpretazione di Michelle Yeoh, prodotta da Jean Todt, toh che combinazione...) . Besson che inquadra l'esterno della casa di Oxford sempre dalla stessa angolazione mi ricorda le inquadrature delle soap opera.

La Birmania è un paese meraviglioso... speriamo che al più presto possano essere liberi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  29/10/2011 02:25:14
   6 / 10
Sielberghiano. Agiografico. Divulgativo. Un mix commerciale di spettacolarità e intimismo. (Quasi fumettistico).
Un po' troppo superficiale sotto il profilo storico politico.
Sbilanciatissimo (ed è il maggior difetto) tra una prima parte in cui la vicenda è ricostruita senza ellissi, e una seconda in cui i salti temporali sono sempre più vertiginosi, sino a "mangiarsi" quasi completamente (e inspiegabilmente) la conclusione della vicenda pubblica.
Giusta invece l'attenzione riservata alla vicenda privata, che è quanto veramente interessava agli autori della sceneggiatura.
La figura di Aung San Suu Kyi è resa con una singolare potenza da Michelle Yeoh in un'interpretazione veramente straordinaria. Abbiamo apprezzato anche l'ironia e la misura di W. Hope nel ruolo very true english del marito.

Satyr  @  28/10/2011 14:27:40
   6 / 10
Biopic di Besson sulla vita di Aung San Suu Kyi, schiacciato da un taglio televisivo che lo fa assomigliare più a una fiction che a un film.
Il regista francese si sofferma sul decennio 88-99 analizzando il traumatico ritorno della donna in Birmania, la rivolta studentesca, l'opposizione al regime dittatoriale, gli anni passati agli arresti domiciliari, e, soprattutto, l'isolamento forzato lontano dalla famiglia. Una dimensione, quella familiare, che gioca ruolo determinante all'interno di una pellicola dove le prepotenze del regime funzionano solo da sfondo, con un contesto sociale malamente abbozzato e una cronologia storica a conti fatti debole e poco dettagliata. Rimane la forza quasi epica di una donna indistruttibile, dinanzi alla quale è quasi impossibile non commuoversi. Promosso a metà: forse una materia troppo difficile per un regista mediocre come Besson.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/10/2011 21.06.27
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