the iron lady regia di Phyllida Lloyd Gran Bretagna 2011
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the iron lady (2011)

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locandina del film THE IRON LADY

Titolo Originale: THE IRON LADY

RegiaPhyllida Lloyd

InterpretiAnthony Head, Meryl Streep, Jim Broadbent, Harry Lloyd, Richard E. Grant, Olivia Colman, Ronald Reagan, Roger Allam, Nicholas Farrell, Julian Wadham

Durata: h 1.45
NazionalitàGran Bretagna 2011
Generebiografico
Al cinema nel Gennaio 2012

•  Altri film di Phyllida Lloyd

Trama del film The iron lady

La vita di Margaret Thatcher, detta la Lady di ferro, Primo Ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990.

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Voto Visitatori:   6,88 / 10 (17 voti)6,88Grafico
Voto Recensore:   7,00 / 10  7,00
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Voti e commenti su The iron lady, 17 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  19/02/2012 12.21.13
   6½ / 10
Difficile valutare questo The Iron Lady, decisamente controverso sebbene non manchi di spunto interessanti.
Film debole e forte nello stesso tempo, una struttura narrativa che divide il racconto in due parti, una ambientata nel presente che delinea una donna ammalata preda delle sue allucinazioni e vittima del peso dei ricordi di una vita tanto intensa-
Una seconda parte del film che si integra e confonde con la prima, costruita sui ricordi, un viaggio nella storia degli anni 80 di questo secolo nonchè ,specchio dela politica del Regno Unito di allora.

Se nella prima partei l film funziona ed emoziona, merito, manco a dirlo, di una sempreverede Streep e di una regia che riesce a dare il tono giusto al racconto, la seconda cade nel più banale degli errori di un biopic cadendo nell'agiografia difetto doppiamente grave se parliamo della Thatcher che è da sempre una figura politica a dir poco controversa.

Oltrettutto ridurre la narrazione delle sue gesta in piccoli flashback che risultano essere un bignami di 30 di politica è una banalizzazione irritante di una serie di eventi storici che non risultano essere minimamente contestualizzati.
Si enfatizza l'encomiabile spirito decisionista senza però mai andare a fondo nel contenuto delle decisioni, nemmeno su quelle che hanno mandato a morire centinaia di persone per riconquistare degli scogli in mezzo all'Oceano Atlantico (Falkland) in una delle guerre più inutili della storia, vinta tralatro, grazie al determinante aiuto dei badanti americani ,nel fim sono appena mensionati.

Comprendo la difficoltà di dare un giudizio storico per un personaggio che ancora oggi è molto considerato nel Regno Unito, nello stesso tempo , pur non aspettandosi una critica caustica come ne "Il Divo" (anche perchè per fortuna degli inglesi la Thatcher non è stata Andreotti) non si giustifica nemmeno una completa rinuncia ad una vera analisi politica del tempo.
Si preferisce soffermandosi su un aspetto umano costruito sugli ultimi anni della Thatcher, anni che sono stati caratterizzati dal ritiro della scena pubblica e pertanto la narrazione si costruisce su congetture e deduzioni in molti casi assolutamente arbitrarie e non si sa fino a che punto veritiere.

In conclusione quello che delude di questo film è la rinuncia al racconto della vera Margaret Thatcher preferendo invece virare su una narrazione più distaccata che preferisce raccontare il generico declino di un politico tanto potente.
Per un film che si chiama The Iron Lady questa scelta è inaccettabile.

gaffe  @  15/02/2012 19.53.09
   7 / 10
Ritratto romanzato della lady di ferro tra ricordi arrembanti e presente da viale del tramonto(curioso che a inizio film MT si stupisca del prezzo del latte che aumenta sempre di più).

Tasto dolente: ho trovato il film un pò troppo da vecchiume, lei malata di alzheimer e costretta a convivere con l'onnipresente e fastidioso fantasma del marito, forse ci si poteva concentrare di più sui suoi anni governativi, comunque in generale buono per scoprire quel contesto storico.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  10/02/2012 20.49.13
   6½ / 10
"Li tengono liberi o li rinchiudono i matti?"
Damanda il marito della Thatcher: un marito divertente, pazzerello che compare ogni volta con un vestito diverso, un vestito molte volte estraneo all'ambiente in cui il personaggio è inserito, un marito però immaginario, che vede solo lei. Una battuta che suona molto ironica visto che viene detta dalla figura stessa illusoria proiettata dalla mente della (quasi) matta, una battuta che sottolinea il fatto che la protagonista è consapevole che il marito non c'è più ma non ha ancora accettato la sua morte.

Con i ricordi che trovano spazio nei flashback si conosce via via il passato della donna: chi era, la sua carriera, come è morto il marito. Ma il montaggio non è l'unica tecnica cinematografica ottima, abbiamo una fotografia reale tendente al color pastello, le diverse scenografie e oggetti di scena messi davanti allo sfondo di una ricostruzione storica che percorre diversi decenni, la colonna sonora con inserimento di musica classica e lirica che trova la sua massima espressione nel flashback dove la Thatcher abbandona la carica di primo ministro, e con l'uso del rallentamento delle immagini la vediamo scendere la scalinata, tra le lacrime dei suoi fedeli collaboratori, a testa alta, percorrendo un sentiero cosparso di petali di rosa rossa.
Dalle diverse immagini della messinscena e pezzi da documentario possiamo vedere il suo cammino, quanto a dovuto lottare per essere accettata, una donna forte che ha sempre combattuto oltre che per lei anche per il suo Paese, cercando sempre di far vivere i propri cittadini in un mondo migliore, e come quanto sia difficile trovare la giusta strada per avere questo mondo migliore, e sembra che tra le voci dei conservatori e dei repubblicani che si sovrappongono l'una all'altra in un frastuono totale tra le mura del parlamento inglese, riecheggi la voce machiavelliana "Il fine giustifica i mezzi".

Marylin Streep è semplicemente magnifica, uno dei migliori ruoli che abbia mai fatto: gesti, espressioni minime, movimenti, pause e balbettii rari danno una caratterizzazione reale, vera del personaggio e con qualche nota melodica in secondo piano sottolinea la vecchiaia, il diventare e l'essere vecchi, i ricordi del passato che riaffiorano, le cose che si sono perse nel tempo, quelle per cui si ha lottato nel passato, la malattie incombenti, la malinconia nell'aria, la solitudine e la tristezza dell'animo, l'accettazione che le cose cambiano, se ne vanno e non torneranno più, il "tutto scorre" della vita. Un'accettazione che fortunatamente avviene nel caso della protagonista alla fine del film dopo un viaggio intrapreso nei ricordi suscitati da foto, oggetti, video, episodi, frasi che le hanno portato la consapevolezza dei fatti in un'accettazione sofferta. A piedi nudi con una valigia in mano (simbolo allegorico dei ricordi e del viaggio), nel buio del corridoio illuminato con una luce dura proveniente da una finestra, suo marito se ne va, le allucinazioni svaniscono e ora è pronta a continuare a vivere perché lei è ed è sempre stata una donna forte, una iron lady!

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/02/2012 16.43.18
   6 / 10
"Non mi riconosco piu'... e noi con lei. In pratica un buon prodotto, ma di quella cifra stilistica degna di un'editoriale di Carlo Rossella, che infatti ha apprezzato molto il film. L'escamotage del biopic inglese dopo due film poco meno che stupendi come The queen di Frears e (soprattutto) Il discorso del Re, dovrebbe far riflettere. Giusto qualche sviolinata di troppo, autoindulgente nell'idea - sulla carta interessante - della Thatcher alle prese con i suoi antichi fantasmi, binari di un manierismo che maschera (dis)onori e glorie con un certo fiuto produttivo... alla fine il meccanismo si rompe poiche' incapace di svelare le motivazioni che hanno indotto il primo ministro in gonnella a realizzare tanti disastri, dai rapporti con il mondo sociale dei minatori alle Falklands. La logica che sta alla base del film, che il decisionismo deve per forza attuarsi contro la volonta' popolare, non e' certo condivisibile, altrimenti potremmo usare oggi parole di apprezzamento per il governo della Grecia del 2012 in pieno fallimento economico. Non c'e' il minimo cenno al Red Wedge, mancano inni anti-litteram come Come on Eileen dei Dexy's o la voce di Billy Bragg che avrebbero qualificato una colonna sonora meno tediosa e distratta. Il tutto invece e' arroccato nel monolitismo del british style tra operette e tailleur tra ricevimenti e revanscismi demode' e forzatamente epici.
Qualche frammento interessante non manca: la Thatcher a scuola di dizione (sembra una scena del pluripremiato Discorso del Re), il forte conflitto in una societa' maschilista incapace di accettare la prima donna in Parlamento - con la sequenza piu' bella, quella del primo giorno alla Camera di Lady T. - e il tatticismo cinico sulle Falklands davanti a un abisso di vanagloria, con gli inglesi pronti - per l'ultima volta forse - a sfidare il mondo con il loro fiero e suicida orgoglio nazionale.
Ovvio, la Streep salva il film, sfavillante al di la' delle sue pecche registiche e scelte di stile.
L'epilogo da sceneggiato tv della Bbc puo' invero far sorridere, se dopo tanta retorica la gloria scende tra le dimore di casa

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/02/2012 18.14.23
   5 / 10
Tanto di cappello alla Streep, alle sue capacità camaleontiche di attrice consumata, ma un film sulla Thatcher meritava un trattamento più approfondito, mentre vediamo in una successione di flashback l'ascesa di una donna in un mondo politico tutto al maschile, al suo carattere caparbio, alla sua figura quantomeno controversa (personalmente l'ho sempre detestata) tanto quanto le sue scelte di politica economica ed estera.
Una figura ormai vecchia e decadente a causa della malattia alle prese con i fantasmi di quelle scelte così impopolari e il ruolo della guerra delle Falkland, decisivo alla sua rieliezione. Tanti spunti, tante occasioni per approfondire, considerata la tante carne al fuoco, ma rimane in superficie come un biopic sui generis. Un film con un soggetto simile come Nixon di Stone aveva ben altro spessore.

Lopan88  @  05/02/2012 20.41.05
   8 / 10
Film riuscitissimo

piripippi  @  04/02/2012 0.26.07
   8 / 10
sarebbe da 9 per l'interpretazione della streep ma l'8 vale per il complesso del film.non è leggero come film ma è ben fatto.una biografia costruita su i ricordi e la malattia di un anziana donna, di una donna di carattere di genio e sregolatezza. a volte è un po lento e drammatico. la ricostruzione storica è perfetta.bravi anche gli altri attori

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  02/02/2012 17.59.51
   7 / 10
All'uscita dal cinema ho incontrato Bruno Vespa, che ha giudicato il film "molto interesciante".
Forse lui era più informato di me sui fatti 'storici' legati alla Tacher, spauracchio anticomunista che con Reagan creò un intesa di ferro che impoverì in ogni senso tutto un decennio ed oltre.
Troppo cauto come biopic, mai un un cenno di sospetto, avrei gradito più ciccia.
Tuttavia è un solido ed empatico prodotto d'intrattenimento, animato mirabilmente dalla migliore attrice esistente.
Luci ed ombre di superficie, troppo comodo.

Lory_noir  @  02/02/2012 0.57.45
   7½ / 10
Forte e controverso come la donna di cui è il ritratto. Una come sempre straordinaria Streep.

kako  @  31/01/2012 14.01.11
   5½ / 10
Meryl Streep è bravissima nella parte della Tatcher, anche Broadbent offre un'ottima interpretazione e il trucco è ben curato. Detto questo, il film è sprecato per gli attori, la storia si concentra troppo (e inutilmente) sul presente e passa in maniera esageratamente superficiale tutti gli eventi sociali e politici che hanno caratterizzato la storia della Tatcher. Le mie idee sono lontanissime dalle sue, ma un personaggio così importante della storia contemponea avrebbe meritato un approfondimento maggiore.

dagon  @  31/01/2012 0.37.07
   5½ / 10
Ottima interpretazione della Streep (ma l'ho di gran lunga preferita ne "il dubbio", per rimanere ad una sua performance recente), con grande aiuto dei truccatori, sprecata in un film modesto.

BlueBlaster  @  31/01/2012 0.03.29
   6½ / 10
La Streep è ancora da Oscar, ruolo stra-azzeccato e ottima prova anche dei truccatori.
La regia non mi è garbata molto e la sceneggiatura poteva essere migliore visto il bordello che fa nel descrivere il presente ed il passato intrecciati, assomiglia a J.Edgar ma quello di Eastwood è migliore.
Il film mi è piaciuto e da una panoramica sia politica che personale della Tacher ma è nel raccontare il personale che la storia si perde in una marea di allucinazioni e deliri che rendono il film un ritratto drammatico della senilità, mi aspettavo tutt'altro...comunque un discreto film.

fluke  @  30/01/2012 15.58.40
   9 / 10
Un biopic tra storia attuale, intimismo e femminismo. Efficace ed essenziale,
pregnante e struggente. La Streep è in stato di grazia. Un film da non perdere.

the Good  @  29/01/2012 15.05.05
   6½ / 10
Farei volentieri un copia e incolla con il commento che mi ha preceduto ha eccezzione del voto finale.

Ci tengo ad evidenziare che film biografici come questo non devono strutturarsi solamente sulla bravaura dell'interprete ( che a volte mira ad interpretare personaggi reali solamente per vincere la statuetta come Di Caprio) ma anche avere un'idea / originalità di base che li porti a differenziarsi come 'il discorso del Re'; se nò il rischio è quello di ritrovarsi allo stesso livello di mediocrità come l'ultimo film di Eastwood e non lasciare nulla allo spettatore se non una grande prova di recitazione da parte del l'unico attore di livello presente nel film.

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/02/2012 14.13.01
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simonssj  @  29/01/2012 10.41.47
   7 / 10
2 candidature all'oscar concentrate su Meryl Streep mascherano un film che parte con buone ambizioni ma rimane superficiale, ripercorrendo la carriera politica dell'Iron Lady per episodi mandando a far benedire la continuità della storia (in generale ho apprezzato di più la struttura della sceneggiatura di J. Edgar che in effetti ha una durata decisamente superiore). Un pò meglio il ritmo del presente, che pur senza strafare ci accompagna nei confusi pensieri della protagonista che tenta di rimanere aggrappata alla sua lucidità con quella forza brutale che l'ha sempre accompagnata.
E' un film cucito addosso alla signora degli Oscar che probabilmente si porterà a casa la sua terza statuetta personale, ma il contorno è troppo spezzettato per poterlo apprezzare fino in fondo come storia di vita

kadhia  @  28/01/2012 19.15.52
   8 / 10
Bel film, bella l'analisi introspettiva del personaggio anche se non so quanto reale, assolutamente da vedere per una Meryl streep da oscar.

kerkyra  @  28/01/2012 12.48.18
   7½ / 10
l'ho visto ieri in lingua originale con sottotitoli e vi assicuro che la Streep è impressionantemente brava.... il film non è niente di che ma lei vale il prezzo del biglietto.....

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