the grandmother regia di David Lynch USA 1970
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the grandmother (1970)

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locandina del film THE GRANDMOTHER

Titolo Originale: THE GRANDMOTHER

RegiaDavid Lynch

InterpretiRichard White, Dorothy McGinnis, Virginia Maitland, Robert Chadwick

Durata: h 0.34
NazionalitàUSA 1970
Generecorto
Al cinema nel Marzo 1970

•  Altri film di David Lynch

Trama del film The grandmother

Un giovane pianta degli strani semi e da questi cresce una nonna…

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Voto Visitatori:   7,63 / 10 (26 voti)7,63Grafico
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Voti e commenti su The grandmother, 26 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

pinhead88  @  23/12/2009 22.05.09
   4½ / 10
molto belle le atmosfere e le musiche,ma il resto non l'ho proprio digerito.veramente troppo criptico,lungo e noioso,nonchè ripetitivo.i corti più riusciti di Lynch sono quelli di poca durata,come il meraviglioso Absurda.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  17/11/2009 17.20.20
   8½ / 10
Bellissimo corto partorito dal genio di David Lynch.
Tetro, onirico, allucinatorio sono solo alcuni aggettivi per cercare di definire questo eccellente corto.
Pellicola che combina animazione in stop motion e recitazione degli attori.
Piccola perla della filmografia lynchiana. Da vedere.

Satyr  @  25/10/2009 22.16.28
   8½ / 10
Tra i pochi corti di Lynch che ho visto, questo è di gran lunga il migliore. Nessuno regista sulla faccia della terra riuscirà mai ad inquietarmi a tali livelli.
Da non perdere assolutamente: è in tutto e per tutto il trampolino di lancio per Eraserhead. Magnifico.

elio91  @  20/09/2009 23.52.01
   8½ / 10
Mi sono accorto solamente adesso di non averlo commentato. Errore perché è il corto (ma sarebbe meglio parlare di mediometraggio) migliore di Lynch. L'estro visionario esplode letteralmente regalandoci scene indmenicabili come quando la nonna fischia per chiamare il nipote o quando lei,nel finale,non lo riconosce più. Rimane un opera che tratta dell'amore tra un nipote ed una nonna e anche le interpretazioni,pur essendo un opera di Lynch,non possono essere molto discordi riguardo il tema trattato. Bello per essere un opera realizzata con 3000 dollari appena.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  20/09/2009 21.41.47
   8 / 10
Sogno o son desto?

Il primo incubo lynchiano è magnifico, un cortometraggio in grado di suscitare disagio sin dai primi minuti avvolto da un'atmosfera a dir poco inquietante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bulldog  @  20/07/2009 0.46.59
   9 / 10
Uno dei primi capolavori di David

StranzCronenber  @  07/07/2009 16.47.04
   8 / 10
Evito di esprimere pareri su uno dei miei registi preferiti. Mi limito ad effettuare una segnalazione.
Ho scovato un video su youtube, in cui The grandmother è utilizzato come supporto visivo ad una canzone dei Dodheimsgard:
http://www.youtube.com/watch?v=haCXyXpv0U8
A me è piaciuto molto, anche perchè amo quel genere di musica (è una sorta di metal molto oscuro e oppressivo, quindi gli antimetallari ne stiano alla larga!).

Tuonato  @  06/07/2009 14.29.02
   8½ / 10
Lynch sta sbocciando, in questo corto si hanno già tutti gli elementi del suo cinema: atmosfere tetre musiche e deliri visionari.
Bello, come per Eraserhead sarà difficile dimenticarlo.

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  20/04/2009 19.46.26
   7½ / 10
Il corto è notevolmente disturbante non tanto per la tematiche affrontate, ma per l'atmosfera da incubo che Lynch è riuscito a creare: la dimensione quasi bestiale dei genitori, le scenografie scarne e una certa efficacia nell'affrontare la sessualità infantile, argomento abbastanza inusuale nel cinema. Sicuramente uno dei suoi corti più compiuti.

Gabe 182  @  12/04/2009 14.30.40
   7½ / 10
Bello, magari non il migliore di Lynch però ragazzi certamente e geniale, per il resto, questo corto e anche il più semplice secondo me da capire (per quelli che ho visto) di Lynch, alla fine si capisce benissimamente che tutto gira intorno alla famiglia, e che la nonna in molti casi confronto ad i genitori e migliore ed è come una piccola oasi felice, però la domanda che mi e venuta e questa: non e che Lynch nella sua vita abbia avuto un miglior rapporto con la propria nonna che con i propri genitori?
Infine, durante tutto il corto l'inquietudine e stata altissima, grazie ad un'atmosfera eccellente e delle musiche folgoranti, quindi la realizzazione ti colpisce alla grande. Ancora una volta complimenti a Lynch.

TheLegend  @  02/04/2009 19.53.57
   9½ / 10
probabilmente il più completo corto di david lynch e non solo per la sua durata.
la storia è facilmente decifrabile così come i messaggi che vuole mandare e le sensazioni che ci vuole provocare.
i suoni di sottofondo e le musiche seguono bene la storia e ne sottolineano gli avvenimenti.
a mio parere un piccolo capolavoro

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  13/12/2008 17.32.30
   6 / 10
L'inizio era molto noioso, poi quando subentra il personaggio della nonna il corto si fa più interessante. Probabilmente il regista vuole dimostrare che a volte le nonne sono molto più dolci dei genitori (con esagerazione però) ma che purtroppo hanno ancora poco da vivere.
Fotografia molto scura, un corto strano e sperimentale, magari per esercitarsi sui futuri film che ha immagazzinato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/04/2009 21.01.19
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paride_86  @  08/12/2008 2.11.20
   8 / 10
Splendido cortometraggio di David Lynch, in cui si mescola sapientemente animazione e film. La storia del bambino commuove e coinvolge, appassiona e spaventa. La fotografia è bellissima e l'ambientazione ricorda vagamente quella del successivo "Eraserhead".

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  22/10/2008 21.22.29
   8½ / 10
“Grandmother” è uno dei più bei cortometraggi concepiti da David Lynch. Realizzato nel 1970, descrive, con la tipica vena visionaria del regista americano, le vicissitudini familiari di un ragazzino di nome Matt, costretto a subire le angherie e le brutali sfuriate di genitori aguzzini, i cui atteggiamenti si avvicinano molto a quelli di animali rabbiosi. Essi, infatti, sono raffigurati all’inizio quasi come dei cani intenti ad accoppiarsi dapprima, ed a mostrare il loro stupore/disappunto di fronte alla nascita (inaspettata?) del figlio dopo, emettendo dei versi simili a latrati. La narrazione prosegue negli ambienti cupi della casa familiare, dove il ragazzino (il cui nome viene pronunciato più volte e con un’ira smodata) spaesato e atterrito è immerso nel degrado originato da genitori rozzi, insensibili e opprimenti, incapaci di ascoltarlo e di comprenderne il malessere, di cui è sintomo evidente il suo urinarsi a letto. Ma il problema di Matt sarà solo l’occasione per il padre-padrone di sfogare la sua rabbia e le sue frustrazioni su di lui. Terribile, poi, la sequenza che lo ritrae in preda alle turbe psichiche della madre, e che mostrando la sua disperata recalcitranza (“amplificata” da urla strazianti rese con un effetto sonoro inquietantissimo) sembra lasciare intendere che questi sia stato in precedenza vittima di abusi sessuali. L’unico conforto per Matt è la “grandmother”, che però non è legata a lui dai tradizionali vincoli di sangue (qui mostrati da Lynch nella loro natura più deteriore e nefanda), in quanto generata da una pianta da egli stesso coltivata nella sua cameretta (immagine che rimanda ad un rapporto costruito spontaneamentee volontariamente, e non imposto da una ingiusta legge della natura). Da lei Matt riceve finalmente le cure, i riguardi e i gesti affettuosi che fino a quel momento gli erano stati negati nell’alveo familiare: essa veglia su di lui mentre dorme (emettendo un suono/fischio che si pone come l’esatto contraltare alle urla feroci e stridule dei due genitori), lo vezzeggia, lo consola e gioca con lui. Ma l’idillio è destinato a durare poco: la “nonna”, agonizzante, defunge nell’indifferenza dei genitori di Matt, e quest’ultimo ripiomba nella solitudine opprimente della sua cameretta.
Un’opera disturbante, pervasa da quella atmosfera (a livello sia visivo che uditivo) truce e angosciante che troverà più ampio respiro nel primo lungometraggio di Lynch: Eraserhead.
Alla parte recitata si aggiungono inserti animati (realizzati con la tecnica dello “stop-motion”), che illustrano la nascita del nucleo familiare, il suo sviluppo, nonché le fantasie del piccolo protagonista.

1 risposta al commento
Ultima risposta 22/10/2008 21.27.19
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Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  07/10/2008 0.04.44
   9 / 10
Inquietante quanto Eraserhead,sono rimasto sconvolto a vedere questo cortometraggio.Meglio andare a dormire.Diabolico Linch.

Taguchi  @  14/05/2008 22.30.12
   9 / 10
Al suo terzo cortometraggio (35 min) Lynch firma un piccolo (?) gioiello da vedere e rivedere.
Preludio a Eraserhead, inquietante come pochi, fotografia morta e impressionante... Colori pallidi e decadenti con sprazzi di rosso come violenza allo spettatore.
Gioco di sguardi, lamentele di uomini (bestie) e una ricerca continua dell'affetto introvabile e introvato.
Suoni terrificanti e angoscianti come non mai... Riesco a capire come possa essere stato Shinya Tsukamoto influenzato almeno in parte da questo primo periodo Lynchiano e a sua volta Lynch influenzato dai cortometraggi di Svankmajer (almeno nell'uso della stop-motion)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  28/03/2008 19.05.47
   8 / 10
Inquietante, sconvolgente, delirante...in una sola parola D.Lynch. Il regista riesce in pieno nel suo intento: sconvolgere lo spettatore. I significati presenti all'interno del corto possono essere molteplici, anche se nessuno di essi, come il buon Lynch ci ha abituati, è facile da interpretare. Le bellissime scenografie in bianco e nero permettono di apprezzare ancora di più l'atmosfera che il regista vuole rievocare. Consigliatissimo.

chucknorris87  @  01/01/2008 18.08.23
   4 / 10
Oh dio che lungo questo corto!
Massimo rispetto per lynch, ma finchè i suoi primi esperienti si limitavano a pochi minuti era anche sopportabile, ma questo dura più di mezz'ora!
Raccapricciante, lento, ripetitivo, noioso.. le scene con il bambino e la nonna sono le peggiori, con quei sorrisi inquietanti! I due genitori violenti creano almeno un po' di azione! storia insensata.
Però bellissime le atmosfere e le musiche!

gei§t  @  01/12/2007 18.22.45
   7½ / 10
violenze familiari, genitori come bestie, una nonna come unico conforto che presto svanirà...
abbastanza chiaro il senso della storia che però ci viene mostrata in una confusione di immagini artistiche tipiche di lynch

dasauge  @  25/11/2007 15.28.59
   8 / 10
"The grandother" è un ennesimo manifesto di quanto stia stretto e sia vincolante, per Lynch, l 'esprimere un concetto così quotidiano quale il desiderio incorrisposto del calore familiare, seguendo dei canoni del tutto razionali e reali.
E' come se spaziare entro i confini della realtà non fosse sufficiente a fargli venir fuori ciò che ha dentro; ecco perchè, a parer mio, il regista è spesso ricorso ad ambientazioni oniriche o a visioni irrazionali generate da un eccessivo desiderio, vedi la nascita e la materializzazione della figura della nonna solo nell'immaginario del bambino.
Io giudico un lavoro anche in base a quanto mi riesce a comunicare ed a turbare...e il nostro David è sempre in grado di farti entrare nei personaggi e nelle loro problematiche. Grande lavoro

statididiso  @  17/11/2007 14.56.01
   9½ / 10
il corto racconta le terribili violenze perpetrate nei confronti di un bambino tra le mura domestiche, il quale, presumibilmente quando era in vita, ha instaurato un rapporto "morboso" con la nonna. la tecnica di narrazione (la sceneggiatura/regia surrealista ed ermetica, il ritmo "elettrico" e "cerebrale", il montaggio non sequenziale, le metafore, i simboli, la dilatazione dei tempi e dei dialoghi etc.) e le tematiche (il timore della "normalità" familiare e l'ossessione per le macchine, ad esempio) sono le stesse che ritroveremo, più avanti, in "Eraserhead": non a torto, può essere considerata l'anticamera di quest'ultimo, come "Rabbits" quella di "INLAND EMPIRE". piccolo (solo per il minutaggio) capolavoro!!! L

voto: 9,5

devis  @  30/04/2007 18.16.00
   8 / 10
Un corto allucinante ma che riesce ad esprimere tutta l'angoscia che prova un bambino per le violenze tra le mura domestiche. Solo la figura della nonna riesce in parte ad allievarla. Colonna sonora azzeccatissima.

1 risposta al commento
Ultima risposta 30/04/2007 18.48.50
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  06/04/2007 20.22.58
   7 / 10
Esperienza propedeutica alla realizzazione di Eraserhead, il cortometraggio si basa sull'orrore descritto da Lynch riguardo alla famiglia vista come nucleo oppressivo.
Qui il ragazzino vittima dei genitori violenti e paranoici cerca rifugio tra le braccia di una nonna affettuosa e materna fatta nascere da un seme piantato nel letto della sua stanzetta.
A conferma delle ossessioni che hanno accompagnato il regista fin da piccolo, il corto è girato interamente all'interno della sua casa.
L'opera si spinge anche verso temi delicati come l'incesto e comunque è estremamente allucinata ed inquietante.

benzo24  @  04/04/2007 18.45.57
   10 / 10
uno dei corti più belli della storia. profondo e significativo. poetico e allucinato. l'anticamera di eraserhead.

lupin 3  @  04/04/2007 17.54.01
   7 / 10
Strano ,strano, strano , difficile dare un voto!

Alex81  @  03/04/2007 14.56.08
   1 / 10
Non è un film. E' allucinante, criptico e assurdo.

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