the fall regia di Tarsem Singh India, Gran Bretagna, USA 2006
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the fall (2006)

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locandina del film THE FALL

Titolo Originale: THE FALL

RegiaTarsem Singh

InterpretiLee Pace, Catinca Untaru, Justine Waddell

Durata: h 1.57
NazionalitàIndia, Gran Bretagna, USA 2006
Generefantasy
Al cinema nel Luglio 2006

•  Altri film di Tarsem Singh

Trama del film The fall

Los Angeles, anni '20. Una bambina, ricoverata in ospedale per una frattura al braccio, fa la conoscenza di uno stuntman infortunato che inizia a raccontarle una storia fantastica su cinque eroi mitici che in un certo senso riflette le sue emozioni. Grazie all'immaginazione della piccola, ben presto realtà e finzione cominciano a confondersi.

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Voto Visitatori:   7,28 / 10 (27 voti)7,28Grafico
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Voti e commenti su The fall, 27 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  25/06/2014 16:30:19
   8½ / 10
presenti spoiler

Io credo, con tutto il rispetto, che chi non ama questo film affronta il cinema in maniera troppo analitica e cerebrale. Non vuole o non riesce a farsi trasportare, non ha voglia di cercare, se c'è, un'anima in un film visivamente così impressionante, rimane abbagliato dalla confezione senza nemmeno volere aprire la scatola.
Ma quell'anima c'è.
Perchè questo film è un miracolo.
Recentemente si era parlato di Wes Anderson, dei suoi personaggi e dei suoi mondi, dei suoi colori pastello, della sua inventiva.
Beh, Tarsem Singh allora è un Wes Anderson ancora più estremo.
E riesce nell'impresa di essere ancora più estremo per estetica e caratterizzazione dei personaggi non tralasciando, come per esempio mi succede con Anderson, una forte componente emotiva, una grande capacità di metter cose sotto quei colori debordanti e quelle scene di devastante bellezza visiva.
Ma questo film è un miracolo sotto tanti aspetti.
Basterebbe il prologo con quell'impressionante bianco e nero dal nitore così perfetto che vorresti durasse ancora e ancora. Un prologo che sfida a duello i due di Trier (Antichrist e Melancholia) senza soccombere.
Poi quel bianco e nero diventa colore, un colore come raramente se ne vede al cinema.
E qui si nasconde una delle grandezze di questo film. Perchè quel colore, quei paesaggi mozzafiato, quasi tutta la magnificenza visiva che ci bombarda è puro e VERO cinema, un cinema fatto di luci, inquadrature, location impressionanti, mestiere, senso estetico. Vedi il film e tutto ti sembra talmente bello che quando poi scopri che è tutto vero, quel deserto che sembra un muro arancione intorno ad una distesa bianca, quell'isola che quasi non c'è, quelle scale della disperazione che richiamano Escher dalla quali lei si butta, quella città tutta blu, quell'impressionante anfiteatro di altre scale nel finale, quando scopri che tutti questi luoghi sono veri allora capisci che razza di miracolo è questo film, un film che crea l'effetto speciale con il vero, con la natura, con le costruzioni dell'uomo, un film che oltre ad una ricerca estetica infinita ha avuto occhi che hanno cercato e trovato queste meraviglie. Tarsem non vuole lavorare di effetti visivi perchè questo gioiello omaggia il cinema degli albori (anche direttamente nel finale) e il cinema degli albori è il vero cinema, o il cinema del vero.
Perchè creava finzione con la verità.
Ma su questa magnificenza visiva, credo, concorderà chiunque, anche chi questo film non l'ha fatto suo.
Perchè sequenze come la nuotata dell'elefante, la tela lorda di sangue, la morte dello schiavo steso sulle frecce, e il viso del prete che diventa deserto sono da pelle d'oca.
Poi c'è l'arte del racconto.
E anche qui c'è una piccola magia perchè è lui a raccontare ma lei a rendere in immagini il racconto, un gioco di coppia incredibile. E non solo, è un racconto in fieri, modificabile, un racconto che a volte rispecchia le emozioni della bimba, ed altre volte è modificato da lei stessa. Sono in due a raccontare, non soltanto lui, due a tenersi compagnia e in vita parlando di schiavi, pirati, banditi, donne perse e magia.
Ed è qui che va capita una cosa, che l'approssimazione del racconto, il suo procedere per sequenze quasi staccate e prese una ad una abbastanza banali, non è un difetto ma l'anima stessa del film. Qui non c'è un'incapacità di rendere grande la narrazione come forse avviene con Anderson, qui c'è semmai l'esaltazione, l'esaltazione dell'improvvisazione, del racconto che si fa man mano, del racconto che non esiste di per sè ma si crea in quel momento, del racconto che in qualsiasi momento può diventar altro, che sia una rete per le farfalle che appare al'improvviso, un personaggio che cambia voce, o un palazzo che diventa deserto. E gli stessi personaggi prendono le sembianze di quelli che sono nell'ospedale, perchè Alexandria usa la realtà che la circonda e la sbatte violentemente nell'immaginazione. Il film andrebbe visto due volte, io l'ho fatto,e di seguito, per vedere ogni piccolo gesto, ogni singola frase, ogni personaggio come si incastra nelle due realtà.
L'uomo dei raggi x che diventa archetipo dei soldati nemici, la dentiera del vecchio dalla quale "trae la sua forza" che diventa la dentiera del mistico che una volta persa non è più nessuno, gli uccelli che escono dalla bocca dove li aveva tenuti per preservarli, il ghiaccio, sono decine i rimandi.
Ma, ed è qui che il film costruisce le sue fondamenta sulle quali può permettersi di estetizzare, bisogna capire che questo film non è altro che la straziante ricerca di una figura paterna, il disperato tentativo di colmare quel vuoto, l'assoluta necessità di stare vicino lui e sentirlo raccontare, raccontare e raccontare.
Papà ad un certo punto lo chiamerà materializzandosi lei stessa nel racconto per non farlo finire, papà gli dirà. Ma non ce n'era bisogno, l'avevamo capito.
E poi alla fine il cinema entra nel cinema, capiamo la prima scena, quella del prologo, cos'era, la rivediamo montata, montata senza la tremenda caduta sostituita con una soffice e morbida che atterra in un cavallo.
La sua caduta, la caduta di lei dall'albero e dalla sedia, ma anche la caduta nella disperazione di lui sena avere lei.
The Fall.
E lui non era che la comparsa, lo stuntman, dell'attore principale, quello che le aveva rubato il cuore di lei. Il Governatore.
E poi ci sono Chaplin e Keaton.
Si può chiedere di più ad un finale?

Tuonato  @  02/12/2013 22:58:22
   8 / 10
Un carnevale, per colori e maschere.
Un sogno, per trama assurda e persone del quotidiano come protagonisti.

L'esplosione dell'industria cinematografica in un certo senso, il talento di saper raccontare le cose in immagini, la nascita di uno stuntman con doverosi omaggi finali a Chaplin e Keaton.
Questi sono i film che mi piacerebbe sempre scoprire, creativi visionari e suggestivi.
Splendide le location indiane, splendido il prologo b/n in slow motion inferiore solo a quello di 'Antichrist'.

kastaldi  @  16/06/2013 15:03:03
   7 / 10
Quando lo stuntman ha cominciato a raccontare la storia alla bambina, mi è sembrato di rivedere "Il labirinto del fauno" e mi fa piacere leggere che non sono stato il solo. Mi è piaciuto l'incrocio tra la narrazione di lui e l'immaginazione di lei che reinterpreta il racconto. Tuttavia, la storia prende una piega drammatica, facendo seguito agli eventi accaduti nella vita reale, una sorta di "La vita è bella" ma senza nazisti. La fotografia è molto bella e i costumi coloratissimi rimandano subito all'impronta indiana data dal regista. Peccato per il doppiaggio perchè la voce della bambina risulta molto fastidiosa a tratti, risultando veramente insopportabile nel finale.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  15/05/2013 18:09:40
   8 / 10
La summa del cinema di Singh, l'estetica grafica trova spazio anche in quest'opera molto meglio incanalata nella diegesi grazie a quel tocco di elegante coerenza narrativa che in 'The Cell' ancora non mi soddisfava.Trasonda lirismo e cultura citazionista, quest'ultima talmente onnisciente da non poter essere colta tutta con immediatezza, una 2°visione a distanza di tempo l'ho trovata opportuna per saturare tutti gli elementi storico/mitologici ma anche metacinematografici perchè lo spirito del film è sostanzialmente un omaggio alla silent era. La plurima dimensione stratificata tra realtà e onirismo è ben calibrata e anche i personaggi del sogno hanno un approccio di caratterizzazione che ti permette di empatizzare, adorabile la bambina e simpatico il conflitto che si viene a creare sull'ontologia della storia e sull'esito dello story-telling.

Oskarsson88  @  25/03/2013 13:25:53
   8 / 10
il film è sicuramente positivo, in particolare la qualità della fotografia e i luoghi sono magnifici.. e anche l'intreccio realtà/fantasia è ben gestito, e soprattutto ho apprezzato il fatto che non ci fosse un vero happy end, e che siano comparsi vari elementi drammatici nella seconda parte. strano sia poco conosciuto...

Ale-V-  @  20/02/2013 17:33:53
   6½ / 10
Un film che parte come una favola fantastica per bambini ma si trasforma ben presto in una metafora della vita dello sfortunato protagonista, fino ad arrivare ad un finale quasi "splatter". Ho trovato esagerata e fuori luogo la eccessiva drammaticità di alcuni passaggi.
Più che sufficiente.

Jumpy  @  10/08/2012 18:18:48
   7½ / 10
Un film insolito e spiazzante, ma che cattura ed affascina, emozioni e sentimenti si fondono tra fantasia e realtà in un modo che all'inizio confonde ma conferisce a questo film un sapore unico. Straordinaria fotografia e fortissimo l'impatto visivo delle scene epiche... visto su pellicola dev'esser una delizia per gli occhi ;)
Com'è stato accennato da altri, mi è sembrata un'evoluzione più profonda, didascalica e raffinata della "Storia infinita", ma, indubbiamente, una visione la merita.

BrundleFly  @  05/05/2012 15:59:55
   7 / 10
Film che sfrutta un'idea originale che però ha il difetto, dopo l'ottimo impatto iniziale, di non riuscire a convolgere fino alla fine.
Tecnicamente molto ben realizzato: regia, costumi, scenografie, fotografia.
Molto bello l'omaggio finale al cinema slapstick.

Rand  @  03/03/2012 21:50:22
   6½ / 10
Tarsem ha talento, ma in questo film personale e autoprodotto purtroppo non porta a compimento la genesi dei personaggi in modo completo e coinvolgente. L'inizio è veramente interessante, le immagini degli stunt in bianco e nero che girano una scena sulla musica della 5 sinfonia di Bethoven. Poi i personaggi vengono introdotti, sinceramente ho trovato il doppiaggio della bambina, che penso fosse russa abbastanza buono.Il racconto della storia con l'introduzione dei 5 personaggi che sono prigionieri su di un isola deserta innesca il processo di identificazione favolistica a cui in parte Tarsem si era già prodotto in The cell. Qui il surreale prende corpo in maniera molto più ampia, d'altronde abbiamo un Indiano(il capitano Nemo?) Luigi, esperto di esplosivi italiano, un ex schiavo di colore con un pittoresco copricapo munito di corna, il Bandito Blu, che porta una maschera e infine il più iconoclasta dei personaggi, Darwin!
Purtroppo la storia ad un certo punto comincia ad arrotolarsi su se stessa, perchè la ricerca del cattivo soffre di lungaggini che alla lunga stancano. Nonostante ciò una fotografia strepitosa e delle location mirabili, tra cui appare per un attimo Villa Adriana e Roma con la statua del Marco aurelio, danno un senso al tutto. Le ambientazioni in India sono le più belle, interessante anche il 6 personaggio, uno spirito della foresta la cui forza è nei denti.
Comunque il finale non è scontato, forse un pò troppo studiato e fine a se stesso, però lascia un piacere per le immagini che difficilmente si potrà riscontrare in qualche altra opera, tranne quelle dei registi più artisticamente sensibili.
Comunque Tarsem è un regista da tenere d'occhio, dopo l'ottimo Immortals potrebbe migliorare ancora!

Noodles_  @  22/06/2011 11:32:53
   6½ / 10
Sono sempre in difficoltà a ridurre ad un semplice voto la valutazione di film come questo. Se da un lato infatti ho apprezzato molto l'originalità del progetto, la fantasia degli autori, espressa soprattutto nella sceneggiatura e nelle ambientazioni, e la ricercatezza della regia, che fa della fotografia sicuramente il suo punto di forza (voto alto - anche se in alcuni momenti ho trovato questo aspetto un po' fine a se stesso), dall'altro lato non posso negare di aver trovato, soprattutto nella seconda parte, lo svolgimento abbastanza noioso e prolisso, al punto da aver fatto fatica ad arrivare alla fine (e questo non è bello).
Molto bello l'inizio, con la divagazione su Alessandro Magno che mi ha fatto davvero ben sperare, molto interessante e ben congegnata la connessione tra realtà e fantasia, e molto belle alcune trovate visive, su tutte il labirinto della disperazione; ma troppo diluita la seconda parte, troppo insistita (fastidiosa, anche a causa di un pessimo doppiaggio) la lagna della bambina nelle ultime sequenze, e troppo in calo l'interesse col procedere della storia.
Azzeccato a mio parere e molto originale l'omaggio al ruolo dello stuntman, un sottotema presente per tutto il film ed esplicitato magnificamente con le immagini di repertorio presentate nel finale.
Alla fine mi assesto su un voto medio, con la convinzione che per certi versi sarebbe un film da 9, e per altri da 5.

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/06/2011 23.52.09
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Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  02/05/2011 12:11:55
   7 / 10
Decisamente meglio dello scarso "The Cell", questo film ha una bellissima fotografia e una protagonista eccezionalmente spontanea. La storia non è il massimo dell'originalità ma a me non è dispiaciuta. Penso che meriti una visione.

halb  @  29/03/2011 20:55:19
   5½ / 10
Apprezzo molto la visionarietà del regista e della pellicola, ma il film è alquanto ingenuo e mediocre, mi dispiace dirlo perché le basi c’erano: le stupefacenti location, un’anomala fotografia e dei costumi veramente particolari. Ma la storia l’ho trovata forzata e con attori irritanti e poco convincenti. Ho faticato a vederlo tutto.

goophex  @  25/03/2011 18:40:27
   7½ / 10
Apprezzai questo regista per il particolare e suggestivo The Cell e quindi non mi sono lasciato sfuggire questa pellicola davvero unica . Come sempre l'estetica la fa da padrona e si rimane subito colpiti dalla fotografia e dalle ambientazioni. Devo dire che non è facile seguire un film del genere visto che siamo sempre più abituati a degli standard piuttosto banali . A tratti il film mi ha ricordato "il favoloso mondo di Amelie" registicamente parlando, nel mondo in cui venivano messi a fuoco alcuni dettagli e l'uso stesso della macchina da presa.
Una storia surreale ma interessante che nolente o dolente vi terrà sospesi fino alla fine.

Frankys  @  15/02/2011 09:59:33
   7½ / 10
Mi aspettavo qualcosina in più.
In se non è male, la storia è piacevole e anche la regia fa la sua parte, solo che personalmente lo ho trovato un po' neutro, cioè, nell'ora e cinquanta che dura non trasmette molte emozioni. In più, certi personaggi non mi sono piaciuti e potevano essere tolti.
Si salvano a pieno la fotografia surreale, le location mozzafiato e i meravigliosi costumi che rendono il film una gioia per gli occhi (mezzo punto in più).
Doppiaggio pessimo !
Nulla di imperdibile. Non è un capolavoro e nemmeno spazzatura, ma un buon prodotto.

Constantine  @  25/01/2011 17:00:10
   8½ / 10
Tarsem Singh ha investito di tasca sua e quattro anni del suo tempo, in diciotto reali location sparse per tutto il mondo per realizzare il suo "The Fall"; un atto d' amore e d'arte che lo ripaga direi con un risultato entusiasmante, fantastico e commovente, anche se paga dei piccoli limiti che non gli consentono di assurgere a capolavoro. Le cadute che si vengono ad associare nella pellicola sono quella della protagonista, del narratore e dei cinque personaggi di fantasia del quale possiamo seguire la storia, il tutto quindi si svolge affrontando una lenta e dura risalita che trova il suo apice nel toccante finale. La fotografia ( Colin Watkinson) e la regia sono magnifiche, i costumi (Eiko Ishioka), la colonna sonora (Krishna Levy), tutto contribuisce al viaggio visionario della piccola protagonista nelle terre magiche dominate da Odius; se il tutto si fosse amalgamato meglio con le scene della realtà ospedaliera ed il livello fosse stato maggiormente uniforme, allora come anticipavo staremmo parlando di una vera e propria pietra miliare. La controtendenza di Singh, sottolineata anche dal lungo omaggio agli stuntman di epoche lontane nel finale, va sicuramente premiata e riconosciuta; un film che incanta.

laconico  @  25/01/2011 11:57:43
   10 / 10
Il voto parla chiaro. A mio avviso questo film è un capolavoro per visionarietà, fantasia e intensità emotiva. All'inizio si può avere la sensazione di un puro esercizio estetico, suggestivo, onirico e surreale... ma strada facendo il film prende sempre più quota, facendo leva sull'emotività dello spettatore. Impossibile non rimanere coinvolti dal turbinio di immagini in cui la componente fiabesca e fantastica s'intreccia a una vena ironica e grottesca, snodando due vicende parallele (la realtà e la finzione), contaminandole a vicenda ma attraverso un linguaggio chiaro, un plot facilmente comprensibile, senza mai scivolare nella tentazione di consegnare a chi guarda l'onere di oscure ermeneutiche e difficili esercizi interpretativi. Un film, insomma, perfetto. Spiace constatare che pochi lo conoscono... ma chi ha l'opportunità di intercettarlo, in qualche modo, fa bene a goderselo fino in fondo!

wallace'89  @  21/01/2011 15:22:28
   7½ / 10
Sicuramente un bel film, diretto da un talento nuovo che fa ben sperare.
Nella prima parte in verità lo stavo trovando un po' stucchevole, certamente visionario e curato(con una splendida fotografia) ma anche sfocato e non troppo interessante nella sua mistura di messa in scena favolosa e racconto metanarrativo(fin qui già visto).
Per fortuna si evolve in maniera tutt'altro che banale ma profonda, e quando appaiono chiari i fili del discorso ci si appassiona molto a questa storia che porta in corto circuito i confini tra racconto e realtà(e come questa si plasmi a seconda di chi la racconta) e che non si risparmia elementi controversi che sono anche la fortuna artistica(più del solo,comunque ottimo comparto tecnico) del film.
Una specie del "Labirinto del fauno", più sperimentale e senza l'ausilio di un contesto storico così avvolgente,ma più intimo e ugualmente emozionante.
Il corto d'animazione e il montaggio di scene cinematografiche finali sono poi due momenti bellissimi.
Poteva essere migliore il doppiaggio in italiano.

phemt  @  11/01/2011 11:52:12
   6 / 10
Splendida occasione sprecata questo The Fall tanto bello e convincente da un punto di vista visivo tanto povero da quello narrativo per via di alcune scelte che mi hanno lasciato abbastanza interdetto…

Il regista paga il tentativo di fare un film a metà tra la fiaba per bambini e un prodotto di stampo più serio cadendo spesso in banalità e in situazioni prevedibili e poco convincenti…
Dove il film esalta è nelle scenografie grandiose (il labirinto della disperazione è una mezza genialata) dove invece crolla è in alcuni dialoghi smielati che irriterebbero addirittura Spielberg…
Da questo punto di vista assolutamente terrificante il piagnisteo del pre-finale e il “cambio” del protagonista mi è sembrato repentino e fondamentalmente poco motivato…

Molto meglio il finale vero e proprio esaltazione non solo del cinema di un tempo ma di una figura, quello dello stuntmen, spesso sottovalutata…

Può ammaliare il mondo surreale messo in piedi da Singh così come può innervosire lo sviluppo della trama, non me la sento di promuoverlo a pieni voti così come non me la sento di bocciarlo… Certo non è un film per tutti!

Dal buon successo di critica (premiato anche al Festival di Berlino) è un film praticamente sconosciuto al grande pubblico anche perchè ha dovuto aspettare un paio di anni prima di essere effettivamente distribuito...

RORIG  @  10/12/2010 20:00:42
   4½ / 10
A parte i primi minuti molto belli che contribuiscono a creare aspettative purtroppo deluse e le location assolutamente spettacolari, il film a mio parere non offre altro. La storia fantasy raccontata dallo stuntman alla bambina è di una stupidità assoluta, i personaggi macchiette colorate che non divertono ne' tanto meno emozionano. La storia nel suo complesso avrebbe una certa originalità ma scorre piatta e solo l'attesa di qualche paesaggio mozzafiato fa tenere gli occhi aperti fino alla fine.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/11/2010 10:34:36
   5 / 10
Purtroppo questo film è stato una vera delusione e quindi mi associo all'opinione sotto espressa da Tylerdurden.
The Fall è un film che visivamente colpisce molto, i colori, i costumi e la messa in scena non possono lasciare indifferenti; ma la trama ha momenti di noia incredibili e dialoghi zuccherosi e lacrimevoli. Anche gli interpreti non convincono totalmente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  25/11/2010 15:42:05
   5 / 10
Purtroppo deludente e lo affermo a malincuore, in quanto Tarsem Singh mi colpì non poco con "The Cell", suo primo lungometraggio che pur non potesse valutarsi come riuscito esprimeva un interessante istinto visionario da parte del regista indiano.Una genialità inventiva limitata al piano scenico a discapito della sostanza,tuttavia capace di impressionare per idee e scenografie dai colori sgargianti.
"The fall" comincia nel migliore dei modi,con una sequenza in elegantissimo bianco e nero di notevole efficacia,l'estetica è da subito sbalorditiva e lo resterà per tutta la durata della pellicola.Ambienti e colori lasciano di stucco, tanto quanto gli abiti ideati dalla costumista giapponese Eiko Ishioka, ma la storia stenta paurosamente,troppo didascalica e prevedibile fin dal proposito di unire i popoli in un'alleanza allegoricamente solidale contro il male, in questo caso rappresentato da un tiranno di nome Odious.
La caduta cui fa riferimento il titolo è da imputarsi sia agli incidenti che hanno costretto in ospedale una giovane raccoglitrice di arance e uno stuntman cinematografico,sia al cedimento fisico e psichico di quest'ultimo,affranto per una storia d'amore non corrisposta."The fall" interseca la realtà della degenza ospedaliera con una fiaba metaforica attraverso cui la bimba e l'uomo identificano le loro esistenze.
Il film non convince sotto molti aspetti,assenza di vigoria narrativa a parte,l'avventura dei banditi opposti al dittatore è infatti piuttosto noiosa e si trascina senza mai sorprendere,a deludere molto è la fragilissima alchimia tra gli interpreti impegnati in una serie di dialoghi stucchevoli e sciatti.Piuttosto sfibrante anche il lacrimevole finale,interminabile piagnisteo alternato ad uno scontro finale abborracciato alla meno peggio.Inoltre i personaggi sono deboli,caratterizzati in maniera monotona nel mondo reale e grezza in quello fantastico.
Tarsem Singh ancora una volta appaga la vista ma non il cuore.

Manu90  @  02/06/2010 08:18:23
   7 / 10
Un buon film, senza dubbio. Ottima fotografia. Secondo i miei gusti dura troppo, ma ovviamente questo è un mio pensiero. Chi ama il genere fantasy deve senza dubbio vederlo...anche se qui c'è una forte componente drammatica.

lapensocosì  @  29/04/2009 03:09:51
   7 / 10
Sicuramente un buon film, magico con attori molto bravi e con una fotografia stupenda...alcune scene sono di una drammaticità unica,...non si riesce a capire mai come si evolveranno le situazioni, ti aspetti che accada una cosa e invece puff ti sorprende...il finale è ottimo anche se forse troppo affrettato sembra quasi mancare di qualcosa...

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edo88  @  23/04/2009 13:51:22
   9½ / 10
Di film visionari se ne vedono pochi.
Di film visionari in grado di dare anche forti emozioni e basati su una storia interessante e ben sviluppata ancora meno. Siamo sull'ordine delle rarità. E The Fall è una di queste perle.

Sin dall'inizio della pellicola capisci che non sei davanti al solito prodotto commerciale che si vuole far notare. Tarsem propone scene in bianco e nero di grande eleganza capaci di catturare i tuoi occhi e la tua mente senza l'uso di mirabolanti espedienti registici. Lui sa che quello che deve fare è raccontare una storia che parli da sola nel corso del film e non che venga raccontata attraverso inquadrature ricercate.
Il lavoro del regista è semplicemente perfetto: elegante, appunto, deciso ma invisibile allo stesso tempo. Lo si nota nel corso di tutta la pellicola, soprattutto nei momenti di alternanza tra il reale e l'immaginato, gestiti magnificamente e veramente naturali.
La storia di fondo del film (ambientato all'inizio del XX secolo) è l'amicizia tra una bambina (Alexandria) e uno stuntman (Roy), entrambi in cura presso un ospedale dopo una caduta (da qui il titolo); da un lato abbiamo la piccola, esordiente Catinca Untaro, dall'altro il poco conosciuto ma assai efficace Lee Pace (e spero di vederli entrambi in futuro ancora come protagonisti). Tra i due personaggi è subito scintilla e anche lo spettatore non può rimanere indifferente davanti a un rapporto così schietto e vero, delicato e curioso ma che, come è impossibile non notare dagli occhi del protagonista, nasconde qualcosa di tragico. Il merito di tutto ciò va sì alla caratterizzazione dei personaggi, molto solida, ma soprattutto ai due attori, bravissimi e completamente in parte (e la cosa stupisce per una bambina di 5 anni circa), tanto che diresti che la loro conoscenza non si ferma alla pellicola ma va oltre. Il loro rapporto è infatti ciò che più mi ha commosso del film.
Tutto ciò bilancia il minore coinvolgimento emotivo che si ha per la storia fittizia, il racconto d'avventura inventato da Roy per intrattenere Alexandria, che vede come protagonisti personaggi decisamente stravaganti che è evidente (e voluto) che si fermino a quella rappresentazione e non escano dai confini della storia immaginata; ogni tanto infatti spunta il lato caricaturale di loro stessi (vedi Charles Darwin), ma momenti poetici e più drammatici non mancano. La loro storia è proprio l'elemento visionario del film e ci regala immagini sublimi e incantevoli, costruite anche grazie a paesaggi d'ogni genere (soprattutto indiani) sfruttati al meglio. I fantastici colori della fotografia rendono tutto molto suggestivo (vedi scena dell'elefante in acqua) e sempre volutamente patinato (trattandosi di una storia creata dai due personaggi reali, viene dunque mostrata come questi due se la immaginano).
Infine, la riflessione sul suicidio che si riscontra in entrambi i mondi - reale e immaginario - è ciò che dà anima al film.
Il finale è assolutamente perfetto e - mi sento di dire in completa ignoranza - Truffaultiano.

Imperdibile, incantevole, indimenticabile.

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dipa_89  @  16/04/2009 15:12:28
   9 / 10
Un film meraviglioso!
Forse la trama non troppo complessa, ma comunque interessante, può non appassionare tutti gli spettatori ma la fantastica, e sottolineo FANTASTICA, fotografia compensa pienamente.
Ennesimo film che purtroppo non è arrivato in Italia e quindi sconosciuto ai più.
Decisamente un film che deve essere visto.

3 risposte al commento
Ultima risposta 22/04/2009 22.30.36
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bry82  @  07/03/2009 14:37:51
   9 / 10
Segnalo che sono disponibili i sottotitoli italiani su www.subsfactory.it per chi avesse comprato il dvd all'estero, visto la mancata distribuzione del film in Italia.

mister_snifff  @  10/02/2009 05:45:04
   7½ / 10
questa sorta di fantasy dal punto di vista del plot di base può essere paragonato a The princess bride( la storia fantastica ) per il fatto che si parte dal racconto di una fiaba creata ad hoc per una bambina da uno dei protagonisti, però poi evolve in maniera differente, entrano in gioco degli elementi non fantasy cupi ed enigmatici (perchè la trama scorre su due piani, oltre al fantasy quella del mondo reale relativa all'ambientazione in ospedale), la fiaba stessa diventa un po' debole e meno appassionante. Comunque il film è notevole dal punto di vista visivo e in conseguenza di questo abbastanza piacevole da seguire

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/02/2009 05.52.42
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