the addiction regia di Abel Ferrara USA 1994
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the addiction (1994)

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locandina del film THE ADDICTION

Titolo Originale: THE ADDICTION

RegiaAbel Ferrara

InterpretiChristopher Walken, Paul Calderon, Lilli Taylor, Annabella Sciorra, Edie Falco, Kathryn Erbe, Michael Imperioli

Durata: h 1.26
NazionalitàUSA 1994
Generehorror
Al cinema nell'Agosto 1994

•  Altri film di Abel Ferrara

Trama del film The addiction

Studentessa alla vigilia della laurea in filosofia viene contagiata da una vampira di nome Casanova, traendone piacere, forze e vitalità. Sprofonda nell'abominio del sangue, contagiando uomini e donne con cui viene in contatto.

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Voto Visitatori:   7,14 / 10 (45 voti)7,14Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su The addiction, 45 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI elio91  @  25/02/2012 00:11:30
   7½ / 10
Pur girando a vuoto e noia (risultando di fatto pesante nella sua breve durata), Addiction rimane un'opera affascinante e piena di tematiche interessanti.
Un horror per modo di dire, un horror alla Abel Ferrara: il maledetto per eccellenza che non può non dirigere un film sulla maledizione di una Dipendenza assoluta che passa attraverso disquisizioni filosofiche, riflessioni, dolore della carne e dello spirito, cristianesimo. Ci sono tutte le tematiche care al regista a e al fido collaboratore St John che qui firma l'ultima collaborazione con Ferrara nella sceneggiatura.
Quindi al di là di quel difetto citato ad inizio commento davvero c'è poco altro da criticare e solo da lodare questo ennesimo bel lavoro del regista italoamericano più sottovalutato di sempre, che in America neanche conoscono.
Soltanto al di fuori del circuito hollywoodiano poteva essere girato un film del genere, vampiresco per modo di dire, violento in una maniera differente da quella che ci si potrebbe aspettare in una pellicola sui vampiri, lenta e girata in un bianco e nero quasi pulito. Mi ha ricordato forse a torto i lavori di Jim Jarmusch: se l'avesse girato lui non me ne sarei accorto.
E Addiction è la dimostrazione che Ferrara è uno di quegli artisti sregolati e affascinanti che si distinguono sempre e comunque, capace di girare anche fetecchie improponibili, film originali e unici (come questo) oppure capolavori giganteschi, con un'ottica radicale che si può solo imitare. Non credo sia un caso che Addiction contenga in sé come al solito i grandi difetti e i pregi del regista, ovvero una trama spesso piena di punti morti e sequenze di un impatto devastante.
è Ferrara, prendere o lasciare.

Aggiungo che Lilli Taylor qui è molto brava, il cameo di Walken simpatico (compresa la citazione a Burroughs e al Pasto nudo), il cast pieno di attori italoamericani che poi lavoreranno nei Soprano.

Beefheart  @  12/12/2011 14:52:57
   7½ / 10
Ennesima allucinazione perversa di Ferrara che prende Lilli Taylor e la mette a sbranare le persone in un tripudio di sangue stilizzato da un bianco e nero nitido e sincero. Ottimo cast ed ottima prova. Per essere un altro film sui vampiri, non è male.

Mothbat  @  13/11/2010 15:18:58
   9 / 10
Il capolavoro più intenso di Ferrara. Il vampirismo inteso come dipendenza del male nella società. Il tutto ambientato in una metropoli cupa e alienante stracolma di anime dannate che vagano senza meta. Il decadentismo moderno raccontato con un bianco e nero da favola.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  30/06/2010 12:01:32
   4½ / 10
Mi rincuora leggere commenti molto negativi su questo film perchè a furia di sentirlo elogiare mi sentivo un po'un alieno. A parte gli attori infami, la storia non sa proprio di niente secondo me. Sì, ci sarà questa idea del Male e dell'uomo corrotto nel profondo, ma a me è parso assai poco profonda questa "riflessione". E per chi vuole insistere sulla sua profondità filosofica, posso dire di averlo visto con la mia ragazza, ricercatrice universitaria di filosofia, che, come me, ha pensato "sto film non sa di niente". Ed è pure noioso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  30/06/2010 11:54:25
   8 / 10
Intenso e pessimista film sulla perdita della fede e sulla caduta agli inferi senza possibilità di ritorno. Un bianco e nero che rende ancora più crudo questo imperdibile film di Ferrara. Dipendenza, peccato e perdita di controllo, sono solo alcuni dei temi sviscerati da attori in perfetta forma.

pinhead88  @  26/05/2010 18:01:06
   9 / 10
Il vampirismo come allegoria della dipendenza immersa in una metropoli buia e degradata.una dipendenza non solo sulla droga,come può apparire chiaramente,ma sul male assoluto dell'umanità attuale e passata,descritta con un bianco e nero suggestivo e intenso,dove il pessimismo è veramente ai limiti.un film che non mi sarei mai aspettato da Abel Ferrara,lo accosterei quasi ad un Bresson moderno.magari il messaggio può apparire retorico,ma cinematograficamente parlando è un capolavoro,breve ma intensissimo.

5 risposte al commento
Ultima risposta 29/05/2010 08.12.48
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Libss  @  31/03/2010 10:19:49
   8½ / 10
Non un film sui vampiri, ma un film sulla colpa, il peccato, il ruolo del male, Dio, il determinismo, e la predestinazione, la metropoli, NY. Ferrara, però, è in grado di staccarsi sia del tessuto filosofico speculativo e che da quello meramente horrorifero adottando una fotografia noir di grande impatto. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  06/03/2010 13:27:18
   8½ / 10
Bellissimo "The Addiction" di Abel Ferrara, che qui rappresenta in B/N una flebite della nostra società dove il Male sembra ormai avere gli effetti di una droga, e che agisce come tale. Tutti ne soffrono, dal ghetto marcio dei quartieri fatiscenti agli intellettuali, inevitabilmente "costretti" a subirlo a causa del proprio sapere.

jannakis  @  24/12/2009 02:21:16
   6½ / 10
sarebbe un ottimo film se solo gli interpreti non fossero così autocompiaciuti e affettati, a dir poco meccanici nel formulare citazioni di pur indubbio spessore filosofico. Va bene il vampiro intellettuale ma snob no, proprio non scende, non ammalia in quanto rende palese il suo intento.
Dove il vecchio Abel poi voleva andare a parare ce lo conferma il discutibile finale. Il vecchio va preso com'è, lo conosciamo.
Tutto sommato offre buoni spunti di ricerca in libreria

marfsime  @  03/08/2009 18:50:56
   2½ / 10
Il voto probabilmente è anche frutto del fatto che m'aspettavo un film completamente diverso..non un quasi trattato filosofico pieno di citazioni..in effetti alla fine m'ha annoitato parecchio..proabilmente con una predisposizione diversa l'avrei valutato diversamente..magari non con un voto eccellente ma sicuramente superiore a questo.

bulldog  @  16/07/2009 11:46:50
   8 / 10
Impegnativo.

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Ultima risposta 25/12/2009 11.23.11
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alexp79  @  27/04/2009 19:58:41
   7½ / 10
bella la metafora della malvagità unana come droga (o tentazione).....
Si potrebbero rivedere i vizi della razza umana, messaggio fortemente pessimista...ci si ferma solo dopo aver fatto il pieno di peccato........

gasy  @  27/12/2008 22:26:25
   8 / 10
Il vampirismo come una droga con tanto di crisi d' astinenza. La sofferenza vera di un tossico. La sua difficoltà a vivere. Quel suo sentirsi diverso. Tutto raccontato sottovoce, quasi sussurrato da uno splendido bianco nero e dalla regia di Ferrara.

Guy Picciotto  @  14/11/2008 12:36:40
   9 / 10
Sotto le (finte) spoglie di un horror urbano questo film cela una riflessione sul Male e sulla dipendenza.
Qui si va oltre l'horror, anzi l'orrore come genere per seguire delle strade tortuose, filosofiche e "vampirizzate". Questo film maledetto dello stra-maledetto Ferrara è denso di contenuti: la follia della guerra,la critica sociale, la critica all'uomo: la malvagità è insita in esso, i problemi esistenziali, gli aforismi filosofici,il decadende che preme su tutto il film. Una fotografia malata, un b/n sporco,la colonna sonora "ghettissima": i Cypress Hill dei tempi d'oro.
Più si va avanti con la visione più ci rendiamo conto che quella che Ferrara racconta è niente di più che la Storia dell’umanità, delle sue nefandezze,dei suoi vizi,delle sue brutalità.
Ecco che allora il film allarga la sua prospettiva; la pellicola diventa infatti anche una sorta di strumento di autoredenzione, nella speranza (manifesta) di ottenere una catarsi. Catarsi che non è altro che il raggiungimento di una pace eterna,tappa finale di quella “via crucis” che è la vita.
“Addiction” non è un film facile. E’una pellicola complessa,tortuosa,con più piani di lettura che spesso si sovrappongono. E’un film di carne (tutto il film è infatti attraversato da un istinto quasi “animalesco e primitivo”) ma anche di mente (per la complessità dei temi trattati).
Un film che può non piacere a tutti, specie a quelli che cercano un film di zombi alla Fulci per intenderci, ma che indubbiamente non può lasciare indifferenti.
Il vampirismo visto come tossicodipendenza, dal sangue?, dalla droga? o da qualcosa di più profondo? tipo le patetiche ambizioncelle e desideri umani?
perchè il male inizia a manifestarsi quando in un essere umano nascono le ideologie, le dottrine, le farse cruente, la storia non è che una sfilata di falsi assoluti, una successione di templi innalzati a dei pretesti, l'uomo si affanna a creare simulacri di Dei, la sua capacità di adorazione è responsabile di tutti i suoi crimini, chi ama indebitamente un Dio costringe gli altri ad amarlo, pronto a sterminare gli altri che lo rifiutao. In ogni uomo sonnecchia un profeta, e quando si risveglia, c'è un po più di male nel mondo, ognuno attende il suo momento per proporre qualcosa, qualsiasi cosa, ha una voce e tanto basta. Paghiamo caro il fatto di non essere ne sordi ne ciechi. Quando parlo di Dei, intendo anche i filosofi,sopratutto alla luce del film. Guardatelo, magari la vostra vita non cambierà, ma di certo inizierete a vedere con occhi diversi cosa è stata la storia, la filosofia, ed a cosa porta in definitiva il pensiero dell'uomo ed il suo indottrinamento (pensiamo un po al folle "illuminato" Hegel, così rovinoso per l'umanità intera e la sua salute mentale).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/06/2008 23:50:22
   7½ / 10
The Addiction può essere considerato uno di quei film che si apprezzano e si odiano. Non è certamente un horror, ma usa la figura del vampiro come veicolo di contagio del Male che è insito nell'uomo, essere che è impossibilitato ad imparare dai propri errori (passando dai campi di stermineo nazisti ai massacri di Srebenica in Bosnia), in quanto la colpa dentro di lui è eterna e quindi condannato a perpetrarla per sempre. Girato in bianco e nero che accentua molto i contrasti nelle scene notturne è un film dal pessimismo quasi totale con una brava Lily Taylor come protagonista ed un cameo di Walken breve ma straordinario.

sweetyy  @  29/04/2008 11:02:01
   6 / 10
Sicuramente particolare e strano questo film di Ferrara, che tratta il tema della dipendenza il cui oggetto è il Male.
Non mi ha convinta comunque del tutto, forse per le troppe citazioni filosofiche.

lupin 3  @  20/04/2008 18:43:37
   7 / 10
Film diverso dal solito, ne vale la pena dargli un'occhiata.

G-nomo  @  30/03/2008 11:10:19
   7½ / 10
Gran bel film di Abel Ferrara che tratta il tema del vampirismo in un modo originalissimo. Grande come sempre Walken. Posso solo aggiungere che non è un film per tutti.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  12/03/2008 12:24:41
   9 / 10
Film essistenzialista, esplora il vampirismo da un punto di vista filosofico/religioso, cosa che raramente è mai avvenuto in un film del genere (e in un film di genere).

Più che un horror, un film filosofico, confezionato perfettamente (l'eleganza della fotografia, l'atipicità della sceneggiatura, l'espressività recitativa), con un grande Christopher Walken!

Non per tutti i gusti, qualcuno lo può trovare orribile o noioso (come se esistesso soltanto il cinema di intrattenimento - noioso non può essere sinonimo di film non riuscito, ha meno valore un film di un romanzo? Ci sono capolavori della letteratura che i più trovano "noiosi"), io lo trovo un piccolo gioiellino!

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  30/01/2008 10:55:45
   9 / 10
Interessantisimo e profondissimo lungometraggio nel quale Ferrara, attraverso speculazioni di carattere filosofico-esistenzialiste, indaga l'animo umano, rivelandone la natura malvagia e rabbiosa. Si tratta di u'opera estremamente nichilista e pessimista, che sembra non lasciare via di scampo -anche se il finale potrebbe essere letto come un tentativo disperato di redenzione nell' "abbandono" a Gesù Cristo: tutte le nefandezze perpetrate dall'uomo nelle epoche antecedenti, la storia, non ci insegnano niente perchè il passato non esiste, in quanto la tensione all'odio, alla violenza e alla cattiveria, essendo ontologicamente connaturate nell'uomo, seguiteranno inesorabilmente ad esistere. Di qui la metafora del vampirismo come inclinazione del soggetto al male, a cannibalizzare e rendere vittima l'altro (a questo proposito la scena della festa di laurea che sfocia nella mattanza è da antologia). Il male diventa una inveterata e insopprimibile esigenza di cui non possiamo fare a meno e da cui, come una droga, siamo dipendenti: ci beamo delle sofferenze altrui ma anche delle nostre, ci sguazziamo e ne siamo sopraffatti (Kerouac e Burroghs descrivono molto bene questo stato dell'essere). Probabilmente l'unico modo per eludere questa questa condizione indefettibile dell'uomo è la ragione. A tal proposito il personaggio chiave si rivela esere quello interpretato da Walken: un navigato vampiro che da anni ha rinunciato a "vampirizzare" gli altri attraverso l'imposizione della propria volontà: è con essa che, seppur violentando la nostra natura, possiamo evitare di arrecare dolore agli altri. I nostri cattivi sentimenti sono notevolmente più forti della nostra riprovazione, ma con uno sforzo spasmodico possiamo ricacciarli nei recessi della nostra anima dove lasciarli sopire, pur nella consapevolezza che possono inopinatamente scatenarsi e trasmutare in azioni orribili. Questa presa di coscienza si rivela però estremamente dolorosa, poichè con essa determiniamo inevitabilmente l'annichilimento del sè.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  06/01/2008 23:43:36
   8 / 10
film povero quanto stiloso, con inquadrature ricercate che rendono perfettamente l'ambiente torbido e moribondo che trasmette la minuta protagonista.
Ferrara mescola citazioni filosofiche al mondo dei vampiri da sempre considerato l'essere malvagio più seducente e ricercato

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  02/01/2008 14:05:46
   8 / 10
mi interessa parlare di una tematica filosofica ed esistenziale di cui si tratta nel film e che è stata commentata poco.
"Il tuo amico Feurbach ha detto che gli uomini che contano le stelle sono equiparabili a D.io...la mia indifferenza è di conseguenza giustificata, è il tuo stupore invece a dover essere studiato".
La riflessione del filosofo tedesco Feuerbach è decisamente antropologica e, passatemi il termine, anti-divina...in sostanza "Più c'è D.io, meno c'è l'Uomo"; condivisibile o no, resta una riflessione molto veritiera e interessante, poichè la costante divina dell'Uomo, posseduta intrinsecamente come bagaglio genetico (la ricerca di un D.io), è spesso simbolo di un vincolo contro cui il titanismo umano ha cercato sempre di combattere (vedi Nietsche). Come combattere quello che Marx definiva "l'oppio dei popoli", la religione (poichè di un D.io non si parla, ma di filosofia della religione), questo "oppio" che ci rende prigionieri, noi Uomini, esseri che possono esaltarsi tramite la Droga più potente di tutte, il Male? Il Male che rende gli Uomini potenti, ma che ottunde la coscienza di questo Male che li da vita.
Ma la domanda assillante è la Religione può redimere da questo gene che abita la terra, che abita noi, che Pascoli definiva "atomo opaco del Male"?
sembra di sì, almeno per Ferrara, però il finale non mi è ancora andato giù...questo annichilimento del sè collegato a Cristo è una visione troppo personale e francamente poco condivisibile.

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Ultima risposta 27/01/2012 17.01.07
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hyothehunter  @  24/12/2007 16:45:06
   9 / 10
il capolavoro in bianco e nero di abel ferrara. A mio avviso uno dei più bei film sui vampiri mai realizzati,ma ch, paradossalmente non c'entra quasi nulla con gli stessi. Infatti il tema viene trattato più come una tossicodipendenza, alcune citazioni e sfumature filosofiche sono veramente esaltanti.
imperdibile

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  06/05/2007 18:39:49
   8 / 10
Interessante metafora della dipendenza mascherata da horror, in cui il vampiro è visto come una creatura che assume sangue non per nutrirsi, ma perchè lo desidera ardentemente, con la stessa attrazione morbosa e maledetta con cui l'uomo è proteso verso il male o la droga, pur sapendo che tale morbosità loporterà all'autodistruzione: "Noi non siamo malvagi perchè facciamo del male; noi facciamo del male perchè siamo malvagi".
E tutto il film è chiuso in questa sorta di determinismo meccanicistico che inchioda la protagonista sin dall'inizio ("Dimmi di andarmene, dimmi di lasciarti in pace, ma fallo con convinzione").
Splendida la fotografia in uno sporco bianco e nero, purtroppo poco convincenti gli attori; talvolta troppo ridondanti ed autocompiaciuti i dialoghi; ciò non toglie che la pellicola sia assolutamente coinvolgente e disturbante, una piccola produzione da vedere e tenere bene a mente.

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Ultima risposta 19/09/2011 14.11.47
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Xavier666  @  08/04/2007 14:17:49
   7½ / 10
Film di quelli che si amano o si odiano. Non voglio fare differenziazioni odiose fra che capisce e non capisce, dico solo che per certe opere, certi film, certi libri, certi quadri ci vuole una sottile e non evidente sensibilità. Può dar fastidio chi non capendo una storia simile si sbilancia in commenti negativi che sminuiscono il significato di questa perla urbano-gotica, ma ciò non toglie che il valore soggettivo del film perda qualcosa.
Walken in formissima come sempre, ma poteva essere sfruttata meglio la sua aurea maledetta in questo che rimane comunque un ottimo film.

Sig. Chisciano  @  31/03/2007 05:18:48
   5½ / 10
Sono in difficoltà a commentare questo film e a dare un voto. Nonostante ci siano alcune sequenze molto belle e anche una certa atmosfera notturna resa molto bene il film annoia moltissimo, le molte citazioni filosofiche e letterarie sono sbattute con nomi e cognomi, non che mi dia fastidio ma trovo troppo facile esplicitarle così piuttosto che evocarle attraverso atmosfere e trovate registiche. Nonostante tutto il film un suo fascino lo ha e lo salva un po'!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  16/03/2007 23:45:24
   4½ / 10
film che ha un fascino particolare dovuto anche alla scelta del bianco e nero ma a me sinceramente ha annoiato moltissimo!

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Ultima risposta 30/01/2008 10.57.21
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Someone  @  15/07/2006 11:39:01
   5 / 10
Trovo facile e limitativo basare un film su una trama esile, a tratti banale, tentando di farla stare in piedi grazie a decine di citazioni di grandi filosofi e letterati. Un'opera forzata e pesante nel suo incedere lento e soffocante. Buona la scelta del bianco e nero, che comunque può essere letta come un pretesto per conferire all'opera un sapore "autoriale".
I clichè sono molti, troppi, e spesso si cade nella noia, nell'attesa che il film prenda una piega diversa.
Non orrendo, ma neanche sufficiente, a mio modesto parere!

Invia una mail all'autore del commento NNIICCKK  @  14/06/2006 15:25:36
   9 / 10
Bellissimo film d'autore.
Sconvolgente la metamorfosi interiore della protagonista ,molto ben recitata.
Mi è piaciuto l'uso del bianco e nero anche se a molti può non garbare, perchè lo considero adatto a questo film.Con i colori avrebbe perso qualcosa.

Sceneggiatura molto ricca di citazioni filosofiche ,un pò pallose ma adeguate alla situazione ,visto che la protagonista è laureanda in suddetta facoltà.
Non ho compreso molto "l'intrusione"di Christopher Walken (eccellente attore)con questa micro-parte .Sicuramente con una seconda visione riuscirò a chiudere il cerchio.
Ho apprezzato infine il non dilungarsi troppo della pellicola .

Titto  @  21/05/2006 22:49:36
   10 / 10
Eccezionale. Non mi aspetavo un film così intenso da Abel Ferrara.
Da vedere più volte per capirlo piu in profondità... se non si è laureati in filosofia.

D'accordissimo con i due commenti precedenti.
La fotografia, in vecchio stile noir e gangster mi sembra comunque ottima.
Regia superiore

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Ultima risposta 16/06/2006 00.08.22
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ulisseziu  @  06/05/2006 00:25:39
   8 / 10
Ottimo. L'idea di usare i vampiri come metafora per parlare di "vita morte e miracoli" è brillante. La trama che si dipana saltellando tra una citazione filosofica e l'altra mi è piaciuta perchè l'ho trovata ben costruita (anche se un po ripetitiva a tratti). Non mi ha entusiasmato la fotografia, a parer mio il bianco e nero è stato usato piu per favorire il mascheramento della poco adeguata illuminazione che per effettive motivazioni stilistiche.
E' lento, ma esaltante.

compeed  @  24/02/2006 11:28:31
   7 / 10
Bello l'idea di trattare la dipendenza (a tutto tondo)come vampirismo,mi e' piaciuto anche l'uso del bianco e nero.A mio parere nn si puo' paragonare al cattivo tenente semplicemente xke sono due film completamente diversi nella costruzione.L'attrice prot nn mi e' piaciuta molto.
Film filosofico anche per questo motivo andrebbe rivisto piu' volte.

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Ultima risposta 24/02/2006 23.26.36
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benzo24  @  07/02/2006 19:23:51
   3 / 10
Brutto film di Ferrara, che confezione un prodotto retorico e fine a se stesso. che ha il sapore di un opera incompiuta. Il film è breve ma non manca di annoiare, solo qualche sequenza è veramente riuscita, i personaggi praticamente inutili, compresa la protagonista che si cimenta in una insulsa recitazione (si salva solo Walken, ma non fatevi ingannare compare solo 5 minuti). Il tema è affrontato male e svolto nel peggiore dei modi, lo stesso Ferrara affrontando sempre le stesse tematiche (Il Male, la tossicodipendenza, la redenzione) aveva sfornato pellicole di ben altra caratura come Il Cattivo Tenente o il superbo King of N.Y..

jasnagora  @  01/02/2006 00:32:35
   4½ / 10
Ok senso escatologico, ok citazioni dotte, ok manicheismo bene/male, ok filosofeggiare, ma ricordiamoci che è un film. Deve avere un senso, una sceneggiatura valida. La snervante attesa di vedere accadere qualcosa viene resa ancor più insopportabile dalle citazioni il più delle volte incomprensibili (chi dice il contrario è ipocrita!). Il film si illumina quando compare l'enorme Walken, prende un senso: ma è solo un'illusione. Walken scompare e rimane un mirabile bianco e nero che racconta il nulla più assoluto. Un paletto di frassino finale avrebbe avuto molto più senso di tante parole insulse.

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Ultima risposta 24/09/2006 15.08.03
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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  28/12/2005 17:24:06
   4 / 10
Un insieme di citazioni filosofiche, niente di più. La mia idea è che fare un film non è scrivere un libro. Considerando che:
- il collegamento tra le "tematiche" di cui accenna il film è troppo forzato
- il film dura poco più di un'ora e dopo venti minuti ne hai già piene le palle
- la trama è molto esile e non originale visto che riprende il tema del vampiro
- gli ultimi venti minuti (tralasciando il finale vero e proprio) sono l'unica parte riuscita abbastanza bene
- considero la filosofia fine a se stessa (nel senso che insegna ben poco in ottica futura)
beh... tutti questi ingredienti sfornano un 4!

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Ultima risposta 25/09/2006 14.02.56
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  04/10/2005 11:17:01
   8 / 10
Ferrara non mi piace. A parte qualche film, trovo il più delle volte inutili i suoi film, e dai contenuti per me poco interessanti.
Ma ci vuole un po' di oggettività nel dare un giudizio, che per questo "The addiction" non può essere che positivo.
La fotografia è meravigliosa, il bianco e nero fa venire in mente non certo il cinema europeo alla Bergman (ma dai come si fa a roba del genere????) , ma invece quello torbido e ossessivo del noir americano degli anni '40. Ferrara si concentra molto sullo stile, sulle ombre e sui tagli di luce e a tratti riporta letteralmente in vita il nero americano con quelle sue atmosfere torbide e opprimenti.
Atmosfere che , per i contenuti del suo film, la droga, la morte, e più in generale, il male nella società, stanno letteralmente a pennello e conferiscono alla pellicola di Ferrara tutte le caratteristiche di un film delirante, radicale, e fuori da ogni possibile moda.

Gli si possono contestare forse troppe citazioni filosofiche e troppe metafore , che abbondano letteralmente nel film, ma la realizzazione stilistica non si può toccare. Ferrara ha fatto un Horror radicale, senza concedere niente di niente, servendosi dello stile, della fotografia e dell'illuminazione tipica del nero americano.
Cmq gli ho preferito "Fratelli", anche se gran parte degli altri lavori del regista a me non vanno.

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Ultima risposta 02/01/2008 13.42.09
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tylerdurden73  @  04/10/2005 09:59:09
   4 / 10
Conosco quasi tutte le opere di Ferrara (regista che stimo con qualche riserva)ma questo film non ero ancora riuscito a vederlo.La delusione è stata grande una volta raggiunto il mio intento,la pellicola ci sottopone una sorta di ragionamento prendendo spunto da una mite studentessa di filosofia che si trasforma in una vampira assetata di sangue,mettendo in luce i suoi tormenti dinnanzi al male che provoca,sino al raggiugimento dell'espiazione dei propri peccati e alla conseguente redenzione.
L'uomo è malvagio in quanto lo è la sua indole oppure sono gli eventi esterni che lo fanno diventare tale?La domanda di fondo è questa,volendo riassumere brevemente il senso del film...ebbene piu' che un horror mi è sembrato un trattato di filosofia,estremamente verboso ed in parte noioso.La mano di Ferrara è comunque quella del regista capace,gli ultimi 20 minuti infatti sono davvero molto belli,non bastano pero' ,a mio avviso,a salvare questo lavoro.Intelligente l'idea del bianco e nero,scelta soprattutto per evitare di incappare nella censura e di rendere il film troppo "splatter" viste le parecchie scene sanguinolente,brava la Taylor,attrice poco hollywoodiana(non è la tipica incarnazione della bellezza),ma sicuramente dotata di grandi capacita' interpretative.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  16/06/2005 03:11:49
   8½ / 10
Grandissima prova di Ferrara e del suo sceneggiatore Nick StJhon. In un bianco e nero pragmatico il vampiro viene visto come simbolo della dipendenza dell'uomo dal male. Il film si aggira tra riferimenti filosofici (a quasi tutto l'irrazionalismo tedesco) e letterari (da Sartre a Kerouack) verso una sua ricerca dell'eterna lotta tra bene e male, affrontata in modo filosofico col solito tocco religioso dell'accoppiata Ferrara-StJhon.
Imperdibile


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aubek  @  13/06/2005 01:44:49
   10 / 10
leggendo i vs commenti ho capito che vi è sfuggito il senso escatologico del racconto, il significato e la certezza della redenzione finale, nell'ultima parte del film un'orgia assatanata ha succhiato il sangue dell'agnello. Quello che l'uomo fa anteponendo la sua storia, il suo piacere al disegno che dio ha per la sua storia. Dio è misericordioso, e la ragazza è salva nellla vita eterna, è stato un attimo, una grazia, lil vero amore di quel'agnello ucciso e immolato che l'ha salvata. In un momento la studentessa si rende conto dell'abisso in cui si trova e cerca Cristo, ma non avete visto il crocifisso?' O siete ciechi. Il film io l'ho visto per caso, per purissimo caso, ho vissuto un'esperienza unica che le parole non riescono a descrivere. La droga che ti ditrugge e distrugge tutti quelli che ti sono vicini, la forza del male più contagiosa di un virus. Ecco perchè la ragazza, quasi consapevole del danno, della morte che arrecava, chiedeva alla vittima- Reagisci, dì qual cosa- Ecco diciamo no la male, resistiamo le tentazioni, si può fare. Nel film c'era tutta la storia dell'umanità, alla deriva, senza certezze, senza meta, idolatra. Come idolo era lo studio per tutte le studentesse del college... Potrei parlare per ore ed è la prima volta che scrivo qui, non vado mai o quasi ami al cinema, ma questo film rimarrà nel mio cuore per sempre, e con esso il messaggio che vuole darci, affidiamoci a cristo, resistiamo al male, e tantissime altre cose
ciaoooo da aubek

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Mpo1  @  07/06/2005 23:52:03
   6 / 10
La fotografia è veramente molto bella, il resto meno.
Ennesima variazione filosofica sul tema del vampiro, qui però in salsa cattolica. E così dobbiamo sorbirci le solite sciocchezze su peccato, colpa e redenzione. Ferrara ci vuole parlare del Male, tra citazioni di grandi filosofi e immagini di genocidi, ma l'elemento religioso, insopportabile e quasi ridicolo, rende tutto meno interessante. Il cattolico Ferrara distrugge un film potenzialmente affascinante e a tratti lo fa sembrare un sermone invece che un horror. Orrende le musiche.

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Invia una mail all'autore del commento Iovink  @  24/04/2005 19:12:45
   9 / 10
L' eterno contrasto fra bene e male, una riflessione su temi complessi e accattivanti quali l' esistenzialismo e il determinismo, una orgia di sangue narrata con stile, citazioni a iosa; "The addiction" è questo e altro.
Sensuale e "maledetta" la Taylor, sempre maestoso Walken. Purtroppo il doppiaggio italiano lascia un pò a desiderare (specialmente quello della protagonista, poco efficace nel restituirci le sue capacità interpretative).


Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  03/02/2005 17:54:47
   1 / 10
per tutto il film ho atteso invano qualcuno che se ne uscisse dicendo "sorridi, sei su candid camera". Purtrippo no, era tutto vero. ferrara, da sempre regista maledetto, produce stavolta un filmucolo che vorrebbe all'apparenza autoriale, ma in realtà è solo ciarpame. Il bianco e nero come cifra stilistica? Ok, ma la fotografia fa schifo. Non dico che tutti debbano assumere a modello il bianco e nero alla bergman, ma insomma; illuminare il set con più di una lampadina poteva farlo. Ci sono degli esseri umani che camminano nel film che da alcune parti vengono chiamati attori; sconcertante che ferrara non ne abbia trovato manco uno. Del resto, uno che fa recitare ******* e la argento tante pretese non le ha...
nessuno tra l'altro è in grado di esibirsi in un dialogo per lo meno normale, e ferrara, che non aveva voglia di scrivere una sceneggiatura, non ha fatto altro che strappare a caso le pagine dal bignami di filosofia del liceo tecnico.
Ed è incredibile come ferrara non zecchi un'inquadratura che sua una; pare che scelga gli angoli di ripresa con la tecnica del bim bum bam, epperò è pure s****to, perchè gli esce sempre l punto di vista più lercio. per fortuna dura poco (e ci mancherebbe altro).
C'è pure qualcuno che esorta ad andare in fondo.
In questa mer.da di film? ma per piacere.

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Ultima risposta 30/06/2010 12.18.42
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liu_mi  @  23/11/2004 13:01:59
   8 / 10
Horror delirante, a tratti eccessivo, infarcito di citazioni filosofiche (il balsamo di ogni avversità), riflessioni sul male nella società, sulla guerra e i campi di sterminio. Interessante per l’uso simbolico del vampirismo come droga che trasmette questo male al singolo e che di conseguenza prende coscienza della sua esistenza. Il film non è male, forse il migliore di Ferrara, ma in alcuni momenti è molto pesante, soprattutto quando mostra le foto dei campi di concentramento.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  30/08/2004 16:35:46
   7 / 10
Non male ma forse un pò eccessivo; troppo citazionista per una storia piccola piccola, comunque da vedere.

Blackout  @  30/08/2004 16:31:40
   9 / 10
Un altro gran film di Abel Ferrara....però non bisogna fermarsi alla storia di vampiri sotto molto altro....


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