storie regia di Michael Haneke Francia 2000
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

storie (2000)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film STORIE

Titolo Originale: CODE INCONNU: RÉCIT INCOMPLET DE DIVERS VOYAGES

RegiaMichael Haneke

InterpretiJuliette Binoche, Thierry Neuvic, Josef Bierbichler, Luminita Gheorghiu

Durata: h 1.57
NazionalitàFrancia 2000
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2000

•  Altri film di Michael Haneke

Trama del film Storie

Juliette fa l'attrice, sente gridare una bambina nell'appartamento vicino al suo, non raccoglie l'invocazione d'aiuto e tempo dopo scopre che la piccola è morta, forse massacrata di botte dal padre. La vita continua. Jean è il fratello del compagno di Juliette; un giovane inquieto che vive solo con il padre silente. Un giorno scappa e scompare nel nulla. La vita continua. Jean aveva gettato con stizza della carta addosso a una donna rumena che chiedeva l'elemosina. Per una serie di circostanze, la mendicante è costretta a tornare in patria dalla polizia, che la tratta come tutti i "sans papiers". Di nuovo in mezzo alla miseria. La vita continua.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   7,30 / 10 (5 voti)7,30Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Storie, 5 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  14/04/2012 14:54:40
   7½ / 10
Haneke è coscientemente assillante, ragion per cui la sua presunzione, il suo apparente menefreghismo nei confronti dello spettatore, la sua sregolatezza più che infastidirmi mi divertono. "Storie" nasce dall'idea incosciente che un realtà in frantumi necessiti una rappresentazione in frantumi, e che se l'una è intrisa di ambiguità, tedio, bruttezza, l'altra debba adeguarsi. Ma un'arte così concepita non esiste. Il regista ne è consapevole e il personaggio della Binoche ribadisce proprio che il cinema è deformazione. Più che il reale ad Haneke interessa il sentimento del reale. Dunque, seppure la quotidianità non è un susseguirsi di frasi spezzate, atti di disprezzo, sguardi di diffidenza, slanci di euforia o di collera, la percezione che se ne ha è esattamente questa. Parigi si presta perfettamente a questa visione, essendo una città in cui convivono con sconcertante disinvoltura bellezza e degrado.
"So benissimo che tutte le grandi città sono selvagge e crudeli, ma, rispetto alla crudeltà e depravazione, indifferenza ed egoismo di Parigi, Londra sembra gentile."

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  26/01/2011 17:25:19
   7 / 10
Con Haneke ci si ritrova sempre davanti allo stesso dilemma. Un regista così radicale è difficile trovarlo al giorno d'oggi e la sua messinscena è talmente presuntuosa ed estrema che rimane impossibile farsi piacere un suo film. Non è accomodante per niente,e questo suo Code inconnu ricorda per certi versi,ma solo brevemente,l'altro suo lavoro intitolato "71 frammenti di una cronologia del caso"; anche qui abbiamo storie comunissime che vengono messe sotto una luce spietata,ma questo film non porta a nulla; perlomeno non è da intendere in senso negativo perché è proprio qui che il regista austriaco vuole farci arrivare,ad un non senso e una incomunicazione spietata.
A suo modo Code inconnu parla di immigrazione ma non si riduce a questo,e comunque quando ne parla non lo fa in maniera per nulla accattivante o convenzionale. Le storie si interrompono bruscamente in continuazione e pure sul finale succede; a cosa voglia portare questa volta Haneke non riesco proprio a capirlo o almeno lo intuisco in minima parte,so solamente che per quanto sia un film indigeribile e lontano dall'essere bello in sé (o comunque rispetto ad altro dell'austriaco sia in precedenza che successivamente) ancora una volta la forza del suo cinema sconvolge e scandalizza anche quando ci vengono spiattellate davanti esistenze normalissime e vuote. Anzi,si permette di prenderci pure in giro nella scena della piscina,peraltro bellissima come lo è pure quella sulla metropolitana: 7 anche per queste due. Per il resto,piaccia o no ad Haneke non interessa minimamente e questo si è capito. Meno della sufficienza ad un suo film,sia esso anche odioso od inguardabile,non lo metterò mai.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  27/05/2009 14:41:09
   8 / 10
Film complicato, molto complicato, e anche incompleto. Trascinati dallo stile di Haneke, quello stile freddo e distaccato che accompagna tutti i suoi film (ma non perché non ci tenga, anzi...), ci troviamo di fronte a tre storie intrecciate fra loro, ben prima dell'explois narrativo dell'Inarritu di "21 grammi" ("Amores Perros" a riguardo era molto più lineare) di cui più volte mi sono balzate alla mente certe immagini.
In bilico sempre fra finzione e realtà, Haneke gioca con i sentimenti dello spettatore dilettandosi in situazioni estreme che poi si riveleranno finte, o presentandoci situazioni ben meno disperate per poi arrivare ad un punto senza ritorno. L'arrivo è sempre terribile ed il regista austriaco riesce sempre a coinvolgerti a 360 gradi.

Come già detto tutto questo grazie ad uno stile unico (è uno dei pochi registi di cui saprei riconoscerne un film vedendolo per appena trenta secondi) e formalmente distaccato anche quando si tratta di difficilissimi espedienti tecnici come può essere un piano sequenza (a riguardo gli ultimi dieci minuti del film, girati tutti in piano sequenza, sono magnifici).

Se volete vedere un bellissimo, crudo e riflessivo spaccato della cultura multietnica francese questo è il film che fa per voi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  19/05/2007 21:09:59
   6½ / 10
Prima di parlare di film schematico e incompiuto, avrei dovuto leggermi il titolo originale. In ogni caso, questo film di Haneke non mi ha mai commosso, eppure per certi versi è emblematico e significativo per comprendere l'approccio stilistico non tradizionale dell'autore. Che non è poco, in questi anni.
Un cinema "estremo" nel senso puramente tecnico del termine: che altro si puo' dire di un film che lascia i destini incrociati bruscamente interrotti (c'è bisogno di usare lo spoiler per un film così?) e che, come fanno i più deliranti spot pubblicitari televisivi, ... interrompe i dialoghi?
Un po' Dogma di Von Trier e un pò Cassavetes, le "Storie" - dopo la "doccia scozzese" del magnifico e insostenibile "Funny Games" mettono in moto la dissonanza dell'antiretorica, l'odio alle regole preconfezionate, qualche compiacimento stilistico e la pretesa di raccontare cinema senza vero cinema, la vita senza una vera vita.
Sono belle e si perdono nelle vie del destino (come il finale di "niente da nascondere" per certi versi).
Tempi lunghi o troppo brevi, lunghi piani-sequenza, pochi dialoghi alternati a brevissimi e spiazzanti monologhi: nè lo spettatore comune nè quello tipo "so-già-cosa-mi-aspetta" possono addattarsi.
Stupenda la Binoche tra fantasmi in celluloide e ansie quotidiane e la dimensione mostruosa, deviante, minimalista della vita (che non c'è) come quell'atto dei soldi buttati con disprezzo nelle mani della mendicante ("l'osso bucato con affettuoso disprezzo gettato" cfr. De Andrè) o lo sputo in faccia alla Binoche da parte di un teppistello di origine araba.
Haneke unisce e separa: il linguaggio dei sordomuti e l'alfabeto Morse come censoria forma di sollievo verso l'Handicap, ovvero tutti i territori della comunicazione (anche non verbali si intende).
Alla fine questa giostra di incognite mentali, di Europa stoltamente e paradossalmente sempre più lontana da se stessa, mette l'amaro in bocca: usciamo dal cinema con la sensazione che l'autore abbia voluto farsi beffe di noi, creando a modo suo dei "frammenti", delle derive, senza riuscire a persuaderci completamente della loro presuntuosa affidabilità

PetaloScarlatto  @  08/05/2007 22:36:58
   7½ / 10
é un puzzle incompleto, volutamente disturbato. Sembra incollato con una colla fatta di melma e dolore, disperazione e incomprensione.


Mi è piaciuto, anche se non mi ha fatto impazzire come altri films del geniale regista austriaco!!!


La scena più emozionante è quando la binoch nuota in piscina nell'attico e vede il figlio in bilico sul balcone... da farsi venire un infarto...


Per il resto attori straordinari, storia un pò confusa, ma non della confusione che mi fa impazzire... Riuscito a metà

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


760501 commenti su 25668 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net