stalag 17 regia di Billy Wilder USA 1953
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stalag 17 (1953)

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locandina del film STALAG 17

Titolo Originale: STALAG 17

RegiaBilly Wilder

InterpretiRobert Strauss, Otto Preminger, Don Taylor, William Holden

Durata: h 2.00
NazionalitàUSA 1953
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1953

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Trama del film Stalag 17

Le vicende di un gruppo di americani rinchiusi in un campo di concentramento nazista. Oscar per William Holden e solo nomination per Billy Wilder, che utilizza il campo solo come sfondo per un ritratto terribile di americani cinici e immorali, molto controcorrente.

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Voto Visitatori:   8,63 / 10 (8 voti)8,63Grafico
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Voti e commenti su Stalag 17, 8 opinioni inserite

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DarkRareMirko  @  10/01/2010 20.11.19
   10 / 10
Tra i migliori film sui campi di concentramento e sul nazismo in generale mai realizzati; meritatissimo l'Oscar ad Holden, per davvero un grandissimo attore.

Salta all'occhio però una messa in scena, comunque superba, che però è veramente troppo all'acqua di rose; i nazisti qui son quasi bonari, tolleranti, chiachcieroni, non esiste proprio, dai; molti, forse troppi, anche i momenti ironici (come quello della vernice usata come pretesto per poter andare a spiare le donne).

Probabilmente in modo evidente Holden non poteva (ancora) permettersi una rappresentazione cinematografica crudele e spietata, nonchè realista, alla Spielberg o alla Polanski insomma.

Come affidabilità storica non conta tanto quindi, ma è per davvero un capolavoro registicamente parlando; narrativamente poi è davvero impareggiabile, con 120 minuti che non stancano e filano via veloci come non mai.

Nel cast, pure il regista Preminger (Exodus con Paul Newman).

Wilder si riconferma regista monumento per la storia del cinema, perfetto e definitivo in qualsiasi genere (comemdia, dramma, storico, ecc.) dove lui si permetta di metter mano.

Beefheart  @  07/12/2007 12.56.05
   7½ / 10
Un discreto prison-movie, ambientato in un campo di lavoro nazista durante la seconda guerra mondiale, che senza trascurare la drammaticità del contesto lascia largo spazio all'ironia. Quasi tutto si svolge all'interno dello stalag nel quale sono detenuti i prigionieri di guerra, interpretati da una serie di personaggi molto ben caratterizzati (eccezionali Shapiro e Stosh interpretati da Harvey Lembeck e Robert Strauss) che danno vita a svariati siparietti divertenti ed a più di una sequenza memorabile; come il Col. Von Scherbach che gironzola comodamente scalzo per il suo ufficio, se pure in divisa, e che indossa gli stivali solo momentaneamente per far sentire lo sbattere dei tacchi allorquando un superiore lo chiama al telefono; oppure il soldato americano credulone, prigioniero da molto tempo, che riceve la corrispondenza dalla moglie ed apprende con sorpresa di un evento miracoloso tale per cui, davanti all'uscio di casa, ella avrebbe trovato una neonata con i suoi, di lei, stessi connotati!
Contemporaneamente però, la trama comprende anche una buona dose di inganno, complotto, astuzie, compromessi e quant'altro possa scandire la vita nella baracca del campo. A livello di recitazione se la cava bene William Holden nei panni del personaggio principale Serg. Sefton e non sfigura Otto Preminger in quelli del comandante del campo Col. Von Scherbach. Sceneggiatura lineare e scorrevole, buona la fotografia.

Sestri Potente  @  14/11/2007 11.40.09
   10 / 10
Un capolavoro! Questo film sdrammatizza un avvenimento negativo come la guerra equiparandola addirittura ad una commedia, con generali tedeschi buffi ed impacciati. La spia viene scoperta in modo assolutamente geniale ed alla fine ha ciò che si merita, con la soddisfazione di tutti. Grande colonna sonora!

wega  @  30/09/2007 13.34.48
   7 / 10
si è un buon film ma tra quelli che ho visto di billy forse è il meno importante

Dick  @  03/09/2007 16.09.44
   8½ / 10
Ambientato in uno spazio ristretto un coinvolgente film che mescola a drammaticità e tensione momenti divertenti e ironici.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/08/2007 1.32.32
   8 / 10
E' per le stesse ragioni che conoscono molti (una visione troppo goliardica dei campi di prigionia) che forse non sono mai riuscito ad affrontare questo film alla stregua di altri capolavori di Wilder: è utilissimo rivederlo.
Se ne possono cogliere meglio le sfumature, i personaggi di contorno (strepitoso Peter Graves, futuro divo televisivo di "Furia") e il climax corrivo, di tradimento "annunciato" nelle sequenze di gruppo (forse un riferimento velato alla commissione di McCarthy e al Gruppo dei Dieci di Hollywood?).
Holden è straordinario, ma non è di meno l'eccezionale Otto Preminger (proprio il famoso regista) nei panni di un'ufficiale nazista

quaker  @  25/06/2007 0.22.57
   9 / 10
L'avevo visto in TV tantissimo tempo fa. Ignoravo che fosse di Billy Wilder; l'interpretazione di William Holden mi aveva colpito, e lo ricordavo perfettamente, fino ai dettagli. L'ho rivisto, per puro caso, stanotte. Ebbene è un grandissimo film, ingiustamente dimenticato. Wilder costruisce una storia perfetta nei minimi particolari (ed il fatto che uno spettatore medio come io sono ricordi tanti particolari dimostra come il film si faccia seguire perché magistralmente strutturato) e si avvale (dopo Viale del Tramonto) di un attore che gli è molto congeniale come Holden, che rimane uno dei più grandi interpreti americani di tutti i tempi, anche se ha fatto di tutto per non far riconoscere il suo straordinario talento, smettendo quasi di recitare per dedicarsi alla caccia in Africa.
La mescolanza di una storia fortemente drammatica con una serie di intermezzi comici, alcuni molto riusciti, e l'ambientazione in una baracca (potrebbe essere rappresentato a teatro) sono i punti forti del film e rivelano l'impronta tipica di Wilder, che racconta la vita in un campo di prigionia, con una serie di abili "inserimenti" nella vicenda drammatica centrale di scene vita quotidiana del campo.
Per l'epoca in cui venne girata, infine, è un' opera innovativa e coraggiosa: la guerra era finita da appena otto anni, e si voleva ancora solo celebrarne l'epopea (la voce narrante, all'inizio del film, spiega bene quale sia l'intento del regista), non certo parlare della sorte dei prigionieri (che sono personaggi scomodi, perché, pur soffrendo quanto i soldati, sono pur sempre degli sconfitti, e non contribuiscono alla battaglia ed alla vittoria).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  06/07/2005 11.57.59
   9 / 10
Un minore di Wilder (se così possiamo definirlo!).
"Stalag 17" è un film ambientato in un campo di prigionia, che però utilizza, dei toni piuttosto scanzonati, e non pesanti. Ma Wilder però è molto sarcastico e antieroico. Ai tempi fu criticato, ma ovviamente non fu capito. Rivisto oggi appare come un film molto all'avanguardia per il periodo, e al tempo stesso molto particolare, frutto del lavoro di un regista geniale, uno dei migliori in assoluto nel cinema.
Il capo del campo è l'autore fra gli altri di "Tempesta su Washington" e "Anatomia di un omicidio" , il regista Otto Preminger.

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