sogni regia di Akira Kurosawa Giappone, USA 1990
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sogni (1990)

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locandina del film SOGNI

Titolo Originale: YUME

RegiaAkira Kurosawa

InterpretiMartin Scorsese, Mitsuko Baisho, Akira Terao

Durata: h 2.00
NazionalitàGiappone, USA 1990
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1990

•  Altri film di Akira Kurosawa

Trama del film Sogni

Otto sogni del regista messi in immagini. Un bimbo curioso spia un corteo di volpi nel bosco. Sempre lo stesso bambino, più tardi, scopre che la grande festa delle bambole non potrà più avere luogo perché gli adulti hanno tagliato tutti gli alberi del pescheto. Quattro uomini faticano a ritrovare la strada durante una bufera. Un soldato in un tunnel ha la strada sbarrata da un cane. L'atomica ha trasformato gli ujomini in mutanti. Un pittore dilettante affascinato dai quadri di Van Gogh si immagina di intervistare l'artista. Infine, un vecchio in un villaggio introduce a un sereno funerale.

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Voto Visitatori:   8,41 / 10 (16 voti)8,41Grafico
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Voti e commenti su Sogni, 16 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Fratuck89  @  23/11/2011 11.19.15
   10 / 10
un film che mi è piaciuto particolarmente, che si discosta dagli altri film di Kurosawa, non c'è ne trama ne protagonista essendo la rappresentazione visiva di 8 sogni, ognuno di questi trasmette sensazioni diverse e lancia dei messaggi chiari, personalmente mi è piaciuta soprattuto la parte del discorso con il vecchio nel villaggio e del funerale festoso. Da vedere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  23/08/2011 21.02.24
   7 / 10
I sogni di Akira Kurosawa vanno dritti al cuore. Immagino che li aveva sognati veramente e decise di trasporli in questo film. Sono sogni molto belli, alcuni un po’ pesanti a dire il vero, comunque hanno delle scenografie che sono un paradiso per gli occhi, hanno uno stampo molto ambientalista e l’ultimo induce lo spettatore a vivere una vita serena. Molto moralista ma anche molto pacifista.
Ottima idea quella di omaggiare Van Gogh, mio pittore preferito.
Un buon film onirico, peccato per la “non-fine” del primo episodio.

incubodimorte  @  27/03/2011 19.44.15
   8 / 10
Esteticamente non c'è niente da dire. L'unico episodio che non mi ha proprio convinto è " La tempesta". I primi due un po' criptici, ma affascinanti. Da "Il tunnel" in poi il film si fa sempre più bello e significativo, fino al messaggio finale che dà un senso al tutto.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  09/07/2010 13.22.34
   8½ / 10
Più che di sogni si tratta di fantasie, visioni, storie fantastiche fatte rigorosamente ad occhi aperti, anzi ad occhi spalancati. Tutto lo splendore visivo che può esprimere il cinema è condensato in due ore di grande bellezza ed emozione. Non è però assolutamente un esercizio estetico fine a se stesso. E' semplicemente la dimostrazione di quanto è bella la natura, che meraviglia abbiamo davanti. Questo per rendere ancora più doloroso e cocente il messaggio molto impegnato del film. Sogni infatti è una delle più intense e chiare denuncie del disastro ecologico imminente che siano mai state portate su schermo. E' comunque anche il film più intensamente poetico che Kurosawa abbia mai girato, un piccolo capolavoro lirico (vedi l'episodio di Van Gogh).
Kurosawa non si è mai tirato indietro di fronte alle responsabilità di un impegno civile e umano. Da vecchio ottantenne che sta per andarsene da questo mondo, ha voluto in qualche maniera avvertire le generazioni future dell'estremo pericolo che stiamo correndo. Intanto l'abitudine culturale attuale di voler a tutti i costi svegliare e spiare gli istinti più nascosti e reconditi dell'animo umano, dedicarci curiosità anche morbosa, non può che portare alla perdita delle proprie conquiste civili e razionali e al pericolo dell'autodistruzione (questo è il significato del primo episodio del bambino che spia il matrimonio delle volpi). Deleterio è anche il fatto che l'uomo guardi alla natura come ad un semplice prodotto economico e non come ad un essere portatore di armonia e gioia di vivere (l'episodio del giardino dei peschi).
Segue poi uno delle più profonde e stupende rappresentazioni dei danni psicologici e umani che ha la guerra e dello strascico emotivo devastante (dolore, rimorso) che ha sui sopravvissuti. E' l'episodio meraviglioso del tunnel (quello che mi è rimasto più impresso).
Il film entra poi nel vivo della denuncia del rischio dell'autodistruzione. La possibilità c'è eccome: con la perdita di controllo sull'energia nucleare ad esempio (una prospettiva non tanto peregrina). Kurosawa qui ci regala uno dei pochi suoi omaggi al cinema catastrofico di tradizione giapponese, ma anche delle rappresentazioni brevi e sintetiche di straordinaria drammaticità e forza.
A questo punto arriva con l'episodio del "demone che piange" una delle rappresentazioni più puntute e critiche della cultura distruttiva, demoniaca che tanto fascino e diffusione aveva nei giovani dell'epoca (1990) e anche adesso. Il mondo dei demoni non è altro che un abisso di cannibalismo, solitudine, assenza di natura e colore, dolore dolore dolore intensissimo da sopportare senza sperare di lenirlo. Questa è la cultura umana del dopo "distruzione", cioè del presente.
La distruzione è quella del mondo vecchio, del vecchio modo di vivere pre-consumistico. Kurosawa è stato testimone. Ha visto come si viveva una volta e vede come si vive adesso (anni 80-90) e il giudizio è inappellabile. La vita in armonia completa con la natura, in umiltà e frugalità, era quella che confaceva di più all'uomo: un'esistenza semplice, modesta, armonica che fa il suo corso senza tante pretese. E' l'utopico episodio conclusivo dei Mulini.
Tra l'altro questo è l'episodio in cui Kurosawa mette in bocca ad un vecchio la sua testimonianza di persona che ha vissuto, un'indiretta risposta alla cultura della morte, della distruzione, del suicidio che tanta presa aveva ed ha anche adesso:
"Giovanotto, non dia retta a chi dice che la vita non vale la pena di essere vissuta. La vita è un'avventura meravigliosa, anzi eccitante".

Romi  @  28/05/2010 13.34.46
   9½ / 10
Film splendido, pura poesia. Il sogno finale, in particolare, è straordinario, lascia incantati per il suo significato profondo

jmarra  @  24/11/2009 10.01.06
   8 / 10
un film che qualunque regista vorrebbe fare.due ore di assoluta liberta nel raccontare cio che si vuole con un finanziamento americano....kurosawa non ha deluso e la sua poetica in questo esercizio ha raggiunto il massimo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  03/02/2009 1.40.39
   9 / 10
Colorato, fantastico, poetico, allucinante e metafisico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  02/02/2008 23.35.12
   8 / 10
Uno stile che brilla visivamente grazie all'associazione simultanea tra luce e colori. Questi ultimi appaiono legati a significanti e miti presenti nello stato di pensiero autobiografico dell'autore.
Il regista giapponese crea uno sfondo scenico d'insieme simile a un suggestivo mandala colorato, un disegno che ci trasporta subito negli emozionanti meandri della cultura orientale

addicted  @  14/09/2007 15.42.41
   10 / 10
Kurosawa è un monumento al cinema. Ha realizzato pellicole immortali.
Secondo me "Sogni" è il suo film più bello.
Poetico, visionario, fiabesco, terribile, minaccioso, filosofico. Un viaggio meraviglioso alla ricerca di un rapporto armonioso tra uomo e natura. Un incontro tra oriente e occidente. Film globale che ci chiama ad una assunzione di responsabilità. Caleidoscopio di colori, emozioni, paure e speranze.
Il vecchio maestro ammonisce e insegna, commuove e indica la via di una felicità possibile. Secondo me al Cinema e all'Arte non si può chiedere di più.
Questo film è nella mia top ten personale.
Voto: 100 e lode!!!!

cinemamania  @  16/08/2007 18.05.50
   8 / 10
Veramente un film molto particolare. Bellissimo film.

Beefheart  @  06/07/2007 11.11.57
   5 / 10
Che dire? Un fantasy in otto episodi, strutturato su simbolismo, leggenda e tradizione nipponica, attraverso le cui visioni oniriche, il regista esprime tutto il suo disappunto verso l'incontestabile idiozia umana. Presi singolarmente spiccano gli episodi 4, 6 e 7, vale a dire "Il tunnel", "Fujiama in rosso" ed "Il demone che piange", perchè più diretti, evocativi e consistenti; mentre i rimanenti rimangono un po noiosi, ripetitivi e pretenziosi. Leggermente fuori dal coro l'episodio 5, "I corvi", dove la guest-star Martin Scorsese interpreta un Vincent Van Gogh abbastanza credibile che, in un'impennata sperimentale del regista, si lascia avvicinare, da un ammiratore sconosciuto che, osservando le sue opere esposte in un museo, riesce metafisicamente ad entrarvi e prenderne parte sino ad incontrarlo e parlargli. Ferma restando la piena condivisibilità dei contenuti, è un film che nel complesso, può anche lasciare indifferenti tale e tanto è il manierismo deformante ed artificioso che ne inficia la bontà. Buona fotografia e chilometri di stoffe folkloristiche non bastano a giustificare un simile trip. Perdibile.

AKIRA KUROSAWA  @  08/05/2007 17.53.14
   8½ / 10
il film di kurosawa che mi ha affascinato di piu di tutti. anch io come il maestro mi sono sempre domandato che cosa voglio dire a me stesso con i sogni che faccio. le atmosfere sono stupende e sembra prorpio di essere in un sogno. bella anche la musica. grande martin scorsese nel ruolo di van gogh.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  20/02/2007 9.22.31
   7½ / 10
otto sogni del maestro, discontinui per intensità drammaturgica ma sempre un piacere per gli occhi, il cuore e la mente

Godzilla  @  05/01/2006 21.21.36
   10 / 10
Cinema con la C maiuscola!!! Solo l'imperatore poteva permettersi un film come questo... poesia delle immagini, mi dispiace che qualcuno non l'ha apprezzato a dovere

Crimson  @  12/12/2005 9.41.49
   7½ / 10
Film sperimentale di Kurosawa, ormai a fine carriera.
A livello figurativo, bellissimo. Ci sono immagini fantastiche, molto coinvolgenti.
Riguardo i contenuti, ho trovato un pò troppo folkloristici per i miei gusti i primi due sogni.
La parte centrale invece è la più riuscita: "il tunnel" è il mio sogno preferito: un comandante di battaglione alle prese coi propri sensi di colpa impersonati dai suoi soldati morti in battaglia che lui vede realmente all'interno di un tunnel da cui può uscire solo dopo aver dialogato con la propria coscienza.
"La tormenta" mi ha ricordato molto un episodio accaduto in "Dersu Uzala".
"I corvi" è un altro sogno bellissimo: i quadri di Van Gogh sono talmente belli che chi li vede può entrarvi dentro nel vero senso della parola.
"Fujiama in rosso" è il più corto ma di grande impatto, descrive una situazione ai limiti, e anche qui entra in ballo la coscienza, in questo caso di uno dei responsabili di una centrale nucleare.
"Il demone che piange" è quello che mi è piaciuto di meno.
L'ultimo "il villaggio dei mulini" è uno dei più belli: le parole del vecchio colpiscono in pieno.
In definitiva, un film da vedere specie se siete amanti di Kurosawa, anche se per chiunque c'è una certa atmosfera surreale e spesso un pò goliardica da affrontare e in cui specie all'inizio è difficile entrare.

1 risposta al commento
Ultima risposta 31/12/2005 10.34.42
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Antoniusblock  @  20/10/2005 11.07.38
   10 / 10
Essendo l'unico film del maestro Kurosawa che io abbia visto ad oggi, e non potendolo paragonare , ritengo che questa pellicola va assolutamente vista.
L' armonia del movimento ,i colori, tutto è splendido.
L'episodio dedicato a Van Gogh, poi , è un qualcosa di indesrcivibile, non si possono descrivere le emozioni che suscita con le sole parole.
Un inchino al maestro giapponese.

2 risposte al commento
Ultima risposta 06/01/2006 10.50.15
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