senso regia di Luchino Visconti Italia 1954
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senso (1954)

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locandina del film SENSO

Titolo Originale: SENSO

RegiaLuchino Visconti

InterpretiAlida Valli, Farley Granger, Heinz Moog, Rina Morelli, Massimo Girotti

Durata: h 1.57
NazionalitàItalia 1954
Generedrammatico
Tratto dal libro "Senso" di Camillo Boito
Al cinema nel Settembre 1954

•  Altri film di Luchino Visconti

Trama del film Senso

Sullo sfondo della guerra italo-austriaca del 1866 una contessa veneta tradisce, per amore di un vile ufficiale austriaco, la causa della liberazione nazionale.

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Voto Visitatori:   8,50 / 10 (34 voti)8,50Grafico
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Voti e commenti su Senso, 34 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento marco986  @  29/12/2019 21:42:53
   8 / 10
Melodrammone storico firmato da Luchino Visconti nel 1954 su un racconto di Camillo Boito ambientato durante la terza guerra d'indipendenza italiana del 1866.

Vede come protagonista una stupenda Alida Valli nel ruolo della contessa Livia Serpieri affiancata dall'attore americano Farley Granger(doppiato da Enrico Maria Salerno) e in parti secondarie Massimo Girotti e Rina Morelli

Grande il reparto tecnico dai costumi di Piero Tosi alla sceneggiatura dello stesso Visconti con la sua collaboratrice storica Suso Cecchi D'Amico a Tennessee Williams e Giorgio Bassani.

Aiuti alla regia i futuri registi Francesco Rosi e Franco Zeffirelli.

Musiche tratte dal trovatore di Giuseppe Verdi

topsecret  @  27/08/2018 14:56:45
   6 / 10
Per quanto mi riguarda, da salvare c'è il comparto visivo e soprattutto la prova della Valli, sempre brava e precisa, ma la storia raccontata da Visconti non rientra nelle mie corde, non mi ha coinvolto nè appassionato più di tanto.
Ho trovato il ritmo degli eventi abbastanza lento e la verbosità che accompagna la storia per tutto il tempo non mi ha permesso una visione totalmente appagante, fatto salvo per gli ultimi 20 minuti, più vivaci e più intensi dell'intero film.
SENSO è una pellicola certamente da considerare ma forse non per tutti.

Romi  @  28/06/2018 16:54:45
   10 / 10
Con questa storia d'amore cosi' intensa, sofferta e intrinsecamente legata ad un contesto storico molto particolare che influira' pesantemente e inevitabilmente sulla stessa, Visconti vuole evidenziare come un amore improvviso (mal riposto), inutilmente respinto, possa essere tanto forte da trascinare in una decadenza tale da annullare qualsiasi difesa legata al pudore, alla razionalità o anche agli ideali che si credevano incrollabili, sacri (situazioni non cosi' rare purtroppo). Il film e' curatissimo soprattutto per quanto riguarda gli interni, gli esterni non sembrano il pezzo forte per regista. Bravissima, come sempre, Alida Valli (la migliore attrice italiana, secondo me), mai e' stata cosi' bella come in questo film. Ottimo anche Farley Granger. Film perfetto.

ZanoDenis  @  20/05/2015 17:12:38
   7 / 10
Senso è un prodotto abbastanza particolare nella filmografia di Visconti, di certo non uno dei suoi migliori. E' uno dei suoi primi kolossal storici e ha allo stesso tempo parecchi pregi ma anche parecchi difetti:
Sul lato tecnico-visivo non si può dire proprio nulla, scenografie, costumi, trucco, e anche fotografia e regia sono decisamente validi, certe sequenze sono di un fascino ipnotico, su tutte la bellissima Venezia notturna desolata, con qualche probabile riferimento pittorico, perché si, quelle location sembrano uscite da un quadro.
Sul versante narrativo invece si scricchiola molto, trattato tutto in tono ipermelodrammatico, Visconti mette troppa carne al fuoco, senza riuscire ad approfondire nulla a dovere: la tematica dell'amore, dell'adulterio e della guerra italo-austriaca possono appassionare parecchio, anche a me risultano abbastanza interessanti, ma lasciano quell'incompletezza che non fa apprezzare del tutto la pellicola.
Visconti dipinge la storia d'amore proprio correlata, anche troppo, alle vicende politiche del tempo, alla fine non si capisce quale sia il preciso messaggio che vuole far passare, forse una potenza dell'amore che va oltre i valori patriottici? In quel caso il finale smentirebbe tutto, ecco il finale, altro elemento di ambiguità, in perfetta opposizione a cio che accade nel resto del film ( anche se bisogna ammettere, che proprio quei minuti finali sul lato tecnico e recitativo, sono stupendi eh). Forse Visconti vuole far intendere che l'amore o in questo caso l'illusione, può annebbiare?
Non lo so, lascia molti dubbi, alla fine da quella certa impressione di scadere nel polpettone, qualche momento di troppo, un'esagerata enfatizzazione, qualche moralismo di troppo (ad esempio i dialoghi tra i due amanti sull'ingiustizia della guerra, sull'amore che andrebbe oltre queste frontiere e blablablabla).
Il 7 è più per il lato tecnico che per quello narrativo, non mi ha totalmente convinto e Visconti ha fatto certamente di meglio.

Goldust  @  18/08/2014 15:44:19
   7 / 10
Sullo sfondo della terza guerra d'Indipendenza tra Italia e Austria dramma e tragedia non potevano che andare a braccetto, ed il vortice passionale di una storia che sin da subito non prospetta vincitori è ben incarnato dalla coppia Valli/Granger, dove lei è splendida ed altera, lui furbo e meschino.
Sull'altare della loro contrastata storia d'amore viene sacrificato il ruolo del sovversivo Girotti, che resta pertanto defilato. Il problema però è un altro, e forse è solo mio: ho infatti sempre avuto l'idea che l'ambientazione risorgimentale riuscisse ad appesantire qualsiasi tipo di racconto ed anche questa volta ne ho avuta conferma, sebbene la parte iniziale a Venezia e la battaglia di Custoza siano passaggi di una bellezza fiammeggiante.
La voce fuori campo che racconta gli eventi poi non l'ho ancora digerita..

JOKER1926  @  23/04/2014 20:21:43
   6 / 10
I film che passano alla storia sono pochi, compatti e stretti in un cerchio; alle volte invece le produzioni vecchie, quasi a priori, si elevano, secondo ignoti processi, a gemme del genere. E l'analisi negativa appare come processo di una impossibile e insensata attuazione.
La patina e la retorica protegge da difetti e da critiche "Senso" , prodotto di un regista d'altri tempi, Luchino Visconti.
Appurato con unanimitÓ la grandezza della costruzione di scena, barocca e grassa, il film consiste nell'illustrazione di vicende belliche, ma esse, in effetti, sono solo l'anticamera di storie personali, impregnate nel cuore del sentimentalismo. Sentimentalismo inteso in senso vasto, tradimenti e ferite.

"Senso" ad oggi, tralasciando l'ipocrisia, Ŕ una moviola. Un elefante cinematografico.
Le due ore abbondanti di proiezione sono quasi insostenibili; manca tutto il resto poi, dal pathos alla narrazione; "Senso" Ŕ un film che vuole far spettacolo da seduto.
Il cast, le scenografie e tutto il resto (sfera tecnica) sono stati da sempre i migliori biglietti da visita di Visconti ma un film dovrebbe vivere anche in altre cose, come quelle inerenti ad uno snocciolamento di storia che in "Senso" viaggia in modo lento, percorso piatto che si arresta sugli stessi binari di partenza.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  12/04/2014 16:48:18
   6½ / 10
Il fascino della novella di Boito è perduto.

Oskarsson88  @  13/02/2014 11:42:09
   8 / 10
Gran bel film di Visconti, sullo sfondo della guerra, la storia di una donna che si fa sottomettere dall'inganno di un ufficiale austriaco. Attori ottimi, in particolare il protagonista maschile. Film di altri tempi.

pak7  @  03/01/2014 07:41:14
   8 / 10
A volte mi trovo in difficoltà a commentare quello che viene considerato da tutti un capolavoro, specialmente se io non lo considero tale. Potrei effettivamente dire che lo è, perchè non credo che nessuno avrebbe potuto far meglio di Visconti, però..... a tratti la pellicola è eccessiva, e sembra quasi di essere a teatro guardando le recitazioni degli attori (ah Alida Valli superlativa). In ogni caso "Senso" resta un grandissimo film, con un finale e parlo degli ultimi venti minuti, inaspettato ed estremamente cinico.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  31/08/2013 16:03:43
   8 / 10
Gran film di Visconti, punto di riferimento del Neorealismo italiano, un pò lungo ma decisamente efficace. Pieno di significati più o meno "nascosti", molto "enfatizzato" e teatrale, ma comunque un pezzo di storia del cinema. Sicuramente da vedere, anche se personalmente non adoro il genere.

2 risposte al commento
Ultima risposta 25/10/2013 17.54.23
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Lory_noir  @  25/06/2013 19:07:04
   8 / 10
Senso tratta dell'amore della contessa Livia Serpieri (Alida Valli) per il tenente austriaco Franz Malher (Farley Granger), durante la terza guerra d'indipendenza italiana.
La contessa, travolta da questo amore irrefrenabile, tradirà non solo se stessa, abbandonandosi alla mercé dei capricci e dell'indole incostante del soldato, ma anche i suoi valori nazionali, facendo prevalere solo gli interessi del suo amante. Questo si evince nella scena in cui Livia ritrova il cugino esiliato, pensando di stare per incontrare dopo lungo tempo l'amante: il sollievo del lieto evento è spazzato via dal volto della donna dalla delusione del fraintendimento, dopo che un attimo prima, aveva anche urlato in faccia al marito il suo amore clandestino, che lui interpreta, vedendo il cugino, come una copertura della donna per non farlo uscire allo scoperto.
Il film ha i toni della tragedia e Alida Valli è bravissima a trasmettere il pathos di cui ha bisogno il genere melodrammatico.
La seconda parte del film mi è piaciuta meno perché ci sono meno scene chiave, meno scene tra gli amanti, sostituite da scene di guerra che rischiano di essere troppo lunghe.
La scena finale però ripaga dell'attesa, e la tragedia si compie in tutta la sua imminenza. L'immagine di Livia che urla, lacerata dal dolore, per le strade in cui poche ore prima si combatteva la guerra, forse è la più emblematica del film: ogni guerra non fa che mietere le proprie vittime.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  12/04/2013 15:30:54
   8½ / 10
Con questo film Visconti recide definitivamente il legame col neorealismo, passa al colore e pone lo sguardo direttamente alla borghesia, una tragedia romantica che segue il canovaccio dei classici dell' '800 (molte le attinenze con l'introspezione femminile dell'Anna Karenina di Tolstoj ma anche lo stesso contesto bellico/romantico di Guerra e Pace) il suo linguaggio è una simbiosi tra lirismo drammatico e critica storica, adatta una musica coeva al tempo risorgimentale (Verdi e Bruckner), sfruttando i colori pennella delle tonalità più pallide e accese (ma anche qui non manca di citare il contemporaneo Fattori), recupera 2 attori appena arricchiti dalle collaborazioni con Hitchcock e li spreme da farli assurgere a vette dell'interpetazione quasi più rasentate (specialmente Granger).

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Ultima risposta 12/04/2013 15.45.21
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vieste84  @  31/08/2012 15:03:39
   9 / 10
Primo film di Visconti che vedo ed è subito capolavoro. Un cinema d'arte nel contesto storico della nascita d'italia, la storia d'amore è rappresentata da una grande estetica, il finale è quasi annunciato ma che si scatena in una potenza inaudita sui 2 protagonisti. Capolavoro del cinema italiano e mondiale, cose che oggi purtroppo ci possiamo solo sognare. Uno di quei film che ti fa rabbia perchè non si può non constatare quanto siamo caduti in basso.

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Fifý  @  13/03/2012 00:43:15
   8 / 10
Un film costruito in modo fileologico, dove ogni inquadratura, ogni oggetto, ogni costume e ogni battuta in ogni scena del film dev'essere perfetta ed in una posizione ben precisa. Un film con grandi ispirazioni pittoriche e riferimenti a grandi poeti, come per esempio: Hayez, Signorini, Goya e Fattori. Un film che va ben al di la della novella di Boito, dal quale è tratto, che invece descrive in modo spicciolo il contesto. Un film che ci esprime un grande estetismo e definisce in modo chiaro il melodramma, nonostante la storia in se non sia nulla di particolare.

StrangeLove  @  06/01/2012 02:38:16
   8½ / 10
In un perfetto quadro stilistico e con l'eleganza del miglior Visconti, Senso denuncia il fallimento dell'ideale risorgimentale di unire il popolo italiano come nazione oltre che come stato. L'inizio celebre in teatro è una icona dell'unità d'Italia ma, pian piano, la storia d'amore della contessa rivela come l'uomo del Guicciardini, che pensa sempre al proprio particolare piuttosto che al bene collettivo, si riveli nuovamente nella nostra società dimostrando come di lavoro ce ne sia molto da fare. E' stata fatta l'Italia, bisogna ancora fare gli italiani, o no?
Il trattamento eccessivamente crudele dell'austriaco verso la contessa io l'ho interpretato come il risveglio brusco di chi improvvisamente si rende conto del proprio gesto e della propria viltà. Calato il velo di menzogne l'orrore che si prova è l'orrore di chi si scopre colpevole.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/05/2011 19:01:56
   8½ / 10
Il solito esempio di stile di un perfezionista quale è Visconti!
Un film tecnicamente ineccepibile che racconta la drammatica storia d'amore tra un'Italiana e un Austriaco nel periodo storico in cui questi due pesi si davano battaglia!
Nel finale lo stravolgimento dei sentimenti è talmente forte da farci restare senza parole!
Per quanto non ami questo genere di film non posso non ammettere che mi ha appassionato come non mai nel finale...ci si innamora del cinema con questo genere di opere!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  16/03/2011 18:47:44
   9 / 10
Secondo il mio modestissimo parere Senso ha più d'un difetto. E' teatraleggiante, enfatico ed eccessivo. Ma ho iniziato ad apprezzarlo non appena è comparsa la parola "fine". E' uno di quei casi rari in cui l'epilogo segna in definitiva il sentimento dello spettatore, che sia esso d'amore o d'odio. Inutile sottolineare l'enorme empatia che si prova verso il personaggio di Alida Valli. Per quanto riguarda Granger, l'ho letteralmente adorato nel finale. Senso probabilmente va considerato come puro melodramma, almeno su scala internazionale. Ma da italiana ho provato un piacere quasi fisico nel vedere i volantini tricolore danzare per il teatro nella scena iniziale.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  22/11/2010 19:46:47
   8 / 10
Ecco dove Visconti comincio a non amarlo più.
Non si può dir nulla né contro l'eccelso valore pittografico di questo film (la battaglia come i dipinti di Fattori, ecc.), né contro il suo "altissimo" discorso etico, politico.
Dunque un capolavoro?
Sì ma - e non ne contesto la freddezza, ci mancherebbe - il compiacimento... La malcelata vanità scenica... L'assenza di pudore nella magniloquenza...
Una magniloquenza tutta "di esibizione" che dopo un po' stucca perché sproporzionata ai contenuti, anzi, oserei dire una magniloquenza che vive una vita propria, persa nel gigantesco ricamo - da arazzo - di una padronanza del mestiere quasi narcisistica.

Quanto alla freddezza, al distacco totale, che si tramuta in condanna, con cui son narrate le pene d'amore di questa disgraziata, sarebbe interessante intavolare una discussione su quanto sia cambiata dal 1954 a oggi la morale comune quanto al rapporto tra le ragioni dei sentimenti e le ragioni dell'impegno sociale.
Un film che è segno dei tempi - di oggi - è "Lussuria" di Ang Lee - che ricalca "Senso" andando in senso diametralmente opposto.

La freddezza, la spietatezza con cui è trattata la protagonista, è di nobile ascendenza letteraria ottocentesca, e possiede un sapore quasi dimenticato oggi al cinema.

Alida Valli superlativa.
Ma ci tengo a rilevare quel fantastico attore che era Massimo Girotti, qui in una parte secondaria (eccezionale in "Ossessione", sempre di Visconti).

lki0840  @  09/06/2010 23:06:27
   10 / 10
Senso, ovvero quando la perfezione diventa reale. Luchino Visconti riesce a superare se stesso e fornisce una pietra miliare del cinema. Straordinaria la scena della contessa che va a casa dell'ufficiale austriaco dopo avergli dato i soldi

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  01/06/2010 19:51:58
   7½ / 10
Devo andare contro a chi lo ritiene un capolavoro, nonostante dal punto di vista formale lo sia sicuramente (fotografia, regia, costumi).

Gli strepitii, l'eccesso di sentimentalismo, quella musica roboante e spesso fuori luogo, quella recitazione sin troppo enfatizzata e vicinissima ad un'opera teatrale ma distante dall'essenza propria del cinema; tutti elementi che mi hanno infastidito.
La messa in scena del tradimento delle classi nobili di fronte ai bisogni del popolo italiano è ben rappresentata dal rapporto fra i due amanti, ma poi tutto viene indebolito da una serie di decisioni e di ingenuità altamente tediose.

L'ultima mezz'ora è fantastica, ogni inquadratura sembra un'opera d'arte (una fotografia che non ha nulla da invidiare a "Barry Lyndon").

NeverSeenBefore  @  19/08/2009 18:03:18
   7½ / 10
Sto guardando tutta la filmografia di Luchino Visconti, e devo dire che questo film, pur essendo interessante e ben costruito da un punto di vista puramente stilistico, mi ha lasciato abbastanza insoddisfatto. La prima causa è la sceneggiatura, che pur essendo stata scritta dallo stesso Visconti con la bravissima Suso Cecchi D'Amico, è stata tagliata e quindi, in definitiva, non resa come inizialmente pensata. Infatti, stando a ciò che ho letto, inizialmente il progetto prevedeva un numero decisamente maggiore di scene di guerra, che di conseguenza sarebbero state più incisive agli occhi dello spettatore, ma soprattutto agli occhi della protagonista, così lontana da quegli ideali; in questo modo si sarebbe venuto a creare un contrasto maggiore tra la contessa e l'ambiente che la circondava, il che avrebbe contribuito alla sua "disperazione". La sceneggiatura fu accorciata a causa del budget e di conseguenza per "colpa" della casa produttrice. Tornando a parlare di "stile", possiamo dire che si tratti di un lavoro impeccabile, in quanto si tratta del primo lavoro a colori di Visconti: quest'ultimo è riuscito a sfruttare tutte le potenzialità del colore, grazie anche allo scenografo Ottavio Scotti e senz'ombra di dubbio grazie al costumista Pietro Tosi che ha collaborato più volte con il suddetto regista (per non parlare della fotografia di Aldo Graziati). L'interpretazione è a tratti eccessivamente teatrale, ma si tratta di un luogo comune degli anni '50 (e talvolta anche degli anni '60). Sicuramente con il lavoro successivo, "Le notti bianche", si nota un ulteriore maturazione di Visconti, non a caso, sempre per mio modesto parere (e probabilmente andando contro l'opinione dei più), quest'ultimo film merita come minimo mezzo voto in più, pur essendo tornato al bianco e nero.
In definitiva, si tratta di un bel film, a tratti un po' lento ma con una buona storia e un'ottima ed indubitabile realizzazione.

Mr.619  @  29/06/2009 17:29:28
   8 / 10
Se mi fosse chiesto di dare il mio parere a riguardo di tale opera artisticamente impeccabile, esso sarebbe sicuramente "pregiata come un abito serale e romanticamente ripugnante come un obbrobrio interminabile".Con ciò non voglio condannare la pellicola di sè e per sè, ma quantomeno ribadire come il significato a fondo della proiezione si identifichi pienamente sia col contenuto e la forma, sia, per la mggior parte, con la dicitura "senso".Difatti, la tormentata vicenda d'amore narrata con così tanta passione (cinica) è, nella sua dialettica psicologica, una sorta di "seisachteia" delle emozioni, giacchè la sensazione di avvicinamento e lontananza che si avverte durante la visione rasenta la contrapposizione, al genuino sentimento provato dall povera e solitaria Livia, l'inuile e crudele insensibilità del tenente austriaco Maller, insuperbito e imbaldanzito dalla carica politica ed indole naturale investitagli.Insomma, il delineamento a tinte chiaroscure di un "aduvatos eros" dagli esiti fatalmente lugubri ed indilazionabili.Ma, d'altronde, ben si sa come nel corso di una guerra, per tempo e/o per necessità, soltanto la fronda più forte resista alla corrente del vento.In definitiva, un film diretto degnamente, ma inevitabilmente dal sapore amaro.Infausto.

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Ultima risposta 19/08/2009 17.44.49
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The Monia 84  @  28/04/2008 14:04:59
   9 / 10
Pietra miliare del cinema mondiale, non solo italiano, di tutti i tempi:
Da storia d'amore, tra le migliori mai scritte, a documento storico. L'intero film è di una bellezza figurativa eccezionale. Il colore passa dai toni chiari e luminosi, cari ai macchiaioli (stupendi gli esterni di Aldeno o dei contadini al lavoro fra i soldati) ai toni bruni, e infine ai neri della notte di Verona e dell'abito di Livia.Tutto è poi sorretto dalla musica, contemporanea alla vicenda, quindi particolarmente appropriato per sottolineare la storia di un amore sordido, la decadenza di una società, la fine di un regno.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  28/02/2008 09:32:24
   9 / 10
"Senso" è un film che, alla stessa stregua di "Casablanca" o del "Dottor Zivago", riesce a descrivere il fenomeno della guerra in tutta la sua assurdità e in tutta la sua inutilità al cospetto delle tragedie umane particolari, che dal loro piccolo si ergono a drammi universali. Il sacrificio della ragion di Stato per le ragioni del cuore, che Livia commette per il suo inoppugnabile amore per Franz, costituisce il paradigma perfetto per la rappresentazione di quella follia collettiva, la quale viene svuotata di contenuto e di senso di fronte a ciò che più preme all'"uomo" e ai sentimenti più profondi che animano la sua vita.
Ma rispetto a "Casablanca" e al "Dottor Zivago", la passione della donna innamorata dovrà fare i conti non soltanto con tutte le avversità esterne che ostacolano il suo amore, ma anche con i sentimeni più bassi e spregevoli che nell'uomo coabitano con quelli più nobili: la "messa in scena" di Franz sembra rappresentare la parte ingannevole e beffarda della vita, che da sempre si perpetua prendendosi beffe degli uomini, i cui conflitti privati non sono che riflessi di quelli più grandi che coinvolgono intere popolazioni.

Film curatissimo nei minimi particolari: dai dialoghi (in cui Visconti si vale della preziosissima collaborazione di Tennesee Williams), alla scenografia (davvero stupefacente) alle musiche (Anton Bruckner, Giuseppe Verdi).

Invia una mail all'autore del commento wega  @  14/12/2007 13:56:55
   10 / 10
Siamo davanti ad un capolavoro dalla portata artistica secondo solo a Barry Lyndon, se era raffinato ed affascinante "Il gattopardo" quì Visconti ha toccato la perfezione, fotografia perfetta, anche in questo film molti esterni sembrano delle vere e proprie tele, chissà se Kubrick avrà voluto poi ottenere lo stesso risultato ispirandosi a questa pellicola.
Il film è realistico anche nel periodo storico che rappresenta, seconda metà dell'ottocento, accompagnato da una spledida colonna sonora è un dramma di lussuria e tradimento della patria, la caratterizzazione dei deu personaggi è estremamente dettagliata e profonda, il tutto splendidamente raccontato da un'incantevole voce fuori campo.
Un capolavoro perfetto, e pensare che doveva essere interpretato da Marlon Brando ed Ingrid Bergman.

addicted  @  05/10/2007 15:28:35
   10 / 10
Straordinario adattamento cinematografico di un racconto di Camillo Boito.
E' una sintesi irripetibile di eleganza aristocratica e lugubre decadentismo.
Rimane nella memoria come una delle più belle rappresentazioni del Risorgimento.
Esprime talmente bene lo spirito di un'epoca che sembra uscito direttamente dal XIX secolo.
E' uno dei vertici del cinema italiano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  29/08/2007 15:05:52
   9½ / 10
Il film universalmente più stimato di Visconti in cui il suo dissidio interiore aristocratico-socialista è più accentuato: si parte dalla poesia, dalla raffinatezza del teatro e di una storia d'amore "alta" ad un lento degrado in favore di una realtà popolare più rozza, ma sicuramente non ipocrita che combatte una guerra d'indipendenza che è anche e soprattutto una guerra di classe.
Il finale è una dolorosa rimozione del romanticismo, del sogno e dell'idillio.

AKIRA KUROSAWA  @  26/06/2007 01:20:39
   9 / 10
senso è un film che resenta la perfezione.
visconti si ispira al romanzo di camillo boito per mostrare al pubblico la crisi di una societa ( nobiliare) che agisce al fianco della storia senza pero potervi partecipare. ; la pellicola ha una carica espressiva di una bellezza molto rara . l inizio nel teatro è molto coinvolgente ed è una sequenza da incorniciare sopratutto per quello che accade in seguito.
l uso del colore è strepitoso .
alida valli è semplicemete strepitosa ed è sicuramente una delle migliori attrici di sempre.
per me uno dei migliori film di luchino visconti.
davvero bello, peccato pero che la parte iniziale del film sia di un incredibile lentezza

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  30/03/2007 09:20:05
   9 / 10
Tra i (pochi) film di Visconti che ho visto questo è quello che mi è piaciuto di più. Una struggente storia d'amore e di vendetta sullo sfondo delle guerre risorgimentali.
Magnifica la fotografia, magnifica l'ambientazione veneta, ma soprattutto magnifica Alida Valli, bellissima e bravissima nell'interpretare il suo tormento d'amore. Più che un film un melodramma, ma che melodramma!!

Gruppo REDAZIONE maremare  @  12/02/2007 09:56:33
   9 / 10
Opera fondamentale del cinema italiano, è pure un grande documento storico

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/02/2007 14:21:35
   9½ / 10
"Senso" ha le ambizioni di un grande affresco socialista, ed è un film che molti avranno amato pur guardandolo da due angolazioni diverse: chi per i referenti ideologici chi per la struggente storia d'amore.
La fotografia (credo sia di Storaro, ma non vorrei sbagliarmi) è talmente incredibile che ci scoraggia sapere che nel cinema italiano di oggi potremmo facilmente vedere altri film dello stesso pregio.
Se proprio bisogna trovare dei difetti, forse è nella forma, dove il soggetto storico viene rievocato con eccessiva enfasi.
Strepitose le interpretazioni da comprimari di Girotti e Rina Morelli.
Ma c'è soprattutto la Livia Serperi di Alida Valli, una delle piu' grandi attrici italiane di sempre, che recita una parte straordinaria, e che nelle ultime sequenze reca una flemma, un turbamento, un mix struggente di vendetta, tradimento e rimorso che non ha assolutamente eguali.
Un'opera fondamentale del cinema italiano di tutti i tempi, con gli splendidi esterni girati a Venezia e Verona e un'aria insieme fastosa e decadente, come nei migliori romanzi di Roth

frangipani79  @  01/02/2007 13:00:15
   10 / 10
Quel bacio, con quella fotografia perfetta, le pose, i costumi. Un sogno ad occhi aperti. La definizione stessa di amore.

Senso celebra un pezzo di storia italiana, dolorosa eppure eroica, dell'occupazione austriaca di Venezia. Un amore impossibile, tra ragione e sentimento. Alida Valli era di una bellezza sconcertante e giustamente il cinema le ha dato ragione anche sulla sua bravura. Splendida la ricostruzione di una Venezia decadente, di quel malessere generale serpeggiante fra calli e canali, quella frustrazione di chi è disposto a lasciare tutto per amore.

Leone d'oro mancato a Venezia 1954 - si preferì una co-produzione italo-britannica di Castellani su Romeo e Giulietta.

Epicuro  @  13/06/2006 14:57:38
   10 / 10
Quando si ha a che fare con gente come Visconti ogni voto resta sempre basso!

P.S.: perchè su questo sito non hanno messo la recensione di "La terra trema"?
È uno dei suoi migliori film!

regista  @  01/05/2006 11:39:44
   10 / 10
lo vedo e lo rivedo con tanta gioia è un film davvero stupendo alida valli è bravissima e non ne parliamo di luchino visconti

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