salo' o le 120 giornate di sodoma regia di Pier Paolo Pasolini Italia, Francia 1975
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

salo' o le 120 giornate di sodoma (1975)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA

Titolo Originale: SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA

RegiaPier Paolo Pasolini

InterpretiPaolo Bonacelli, Giorgio Cataldi, Umberto Paolo Quintavalle, Aldo Valletti, Caterina Boratto, Hélène Surgère, Sonia Saviange

Durata: h 1.57
NazionalitàItalia, Francia 1975
Generedrammatico
Tratto dal libro "Le centoventi giornate di Sodoma" di Marchese Donatien Alphonse François De Sade
Al cinema nel Settembre 1975

•  Altri film di Pier Paolo Pasolini

Trama del film Salo' o le 120 giornate di sodoma

Ambientato nel 1944 nello stato fascista di Salò, il film narra le vicende di quattro Signori che si chiudono in una villa decadente con quattro Megere e una schiera di giovani ragazzi e ragazze, figli di partigiani. Le loro giornate, divise in una struttura da inferno dantesco si dividono in un Antinferno e tre gironi: Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue e sono una discesa senza ritorno nella perversione e nella crudeltà umana.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   7,94 / 10 (148 voti)7,94Grafico
Voto Recensore:   9,50 / 10  9,50
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Salo' o le 120 giornate di sodoma, 148 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 2   Commenti Successivi »»

Oskarsson88  @  22/12/2011 15.41.25
   5 / 10
E' un film faticoso da digerire. Due ore pressochè uguali, se non per il cambiamento delle perversioni e delle sevizie. E' un tipo di cinema difficile da giudicare, dato che avrà tutti i suoi messaggi dietro da interpretare... però visivamente non entusiasma, perciò il voto è negativo.

7219415  @  22/12/2011 14.16.49
   5 / 10
Non voglio dare di meno perchè mi dispiace abbassare troppo la media...

4 risposte al commento
Ultima risposta 22/12/2011 20.17.49
Visualizza / Rispondi al commento
Fratuck89  @  11/12/2011 23.13.21
   3 / 10
è un film pessimo, di cattivo gusto, che crea solo emozioni negative essendo un ritratto dello squallore, della perversione, della volgarità e del disgusto, non riesco a comprendere quale spettatore ami provare simili emozioni, gli attori sono uno peggio dell'altro, ma è comprensibile, deve essere stato difficile trovarne che si prestassero a recitare in un abominio simile.
è un film che colpisce, ma in negativo, e quindi negativo è il mio voto.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/12/2011 21.30.15
Visualizza / Rispondi al commento
PaulTemplar  @  11/11/2011 12.10.44
   8½ / 10
Se si guarda alla sceneggiatura con acriticità,e si leggono i vari passi, si nota immediatamente quello che in fondo è il discorso del regista, summa di tutte le sue opere precedenti.
Solo che questa volta non c'è più la gioiosa sessualità dei film precedenti a salvare il comune mortale.
Il sesso,l'unica cosa rimasta al povero, al servo, diventa l'arma con cui annichilirlo.
Attraverso la sodomia, gesto che per lo scrittore è "il più assoluto per quanto contiene di mortale per la specie umana, il più ambiguo, per questo accetta, allo scopo di trasgredirle, le norme sociali, è infine il più scandaloso, perché pur essendo il simulacro dell'atto generativo, ne è la totale derisione" l'uomo è degradato.
Il potere diviene un paradosso:" "Ma scusi, noi, non siamo forse la dimostrazione vivente di che è realmente il Potere? L'unica vera, grande, assoluta Anarchia, è quella del potere. Infatti noi, qualsiasi cosa ci venga in mente, la più folle ed inaudita, la più priva di senso, possiamo scriverla in questo quadernetto, ed essa diviene immediatamente legale; se poi saltasse in mente di cancellarla, essa diverrebbe immediatamente illegale. Le leggi del Potere, non fanno altro che sancire questo potere anarchico,… e ciò vale per qualsiasi potere".
C'è spazio anche per il suo ateismo e per Dio;" "Si tranquillizzi, Eccellenza, è vero che noi tendiamo a identificarci fatalmente in modo parossistico e un poco fasullo col presunto rappresentante dell'ordine, cioè con Dio, e ciò è seccante, ma dopo aver meditato a lungo sono giunto ad una conclusione liberatrice: basta sostituire la parola DIO con la parola POTERE, così tutto rientra perfettamente nel programma che ci siamo prefissi".
Nulla sembra salvarsi,e Pasolini,in un crescendo wagneriano,sembra chiudere la porta alla speranza.
Salò è un film scomodo, terribile, ma con un suo fascino sinistro.
La terribile morte che colse lo scrittore proprio durante la parte più importante per un film, il montaggio, impedì di valutare appieno il progetto nella sua globalità.
Certo è che se Pasolini avesse messo mani ad altri progetti, difficilmente avrebbe potuto superare lo scandalo e le polemiche che suscitò il film alla sua uscita.
Dall'accusa di copromania a quella di degenerato passando attraverso tutti gli insulti possibili e immaginabili, il suo nome venne letteralmente fatto a pezzi.
Il film venne processato più volte per oscenità, e a risponderne davanti ai giudici fù colui che aveva creduto nel progetto, il produttore Grimaldi.
Giudicare Pasolini attraverso questa sua ultima opera è un errore fatale.
Salò rappresenta un passaggio,uno dei tanti avvenuti nel corso della sua tormentata vita.
Non di certo il più importante,anzi.
Paradossalmente è il Pasolini meno fedele a se stesso,anche se è il più duro.
Ma la necessità di far discutere, di provocare per scuotere le coscienze, un atteggiamento che il poeta ebbe sempre nei confronti del suo pubblico e dei suoi critici lo portarono a questo film, che un risultato lo ttenne:scandalizzare.
E tutto sommato quello che Pier Paolo Pasolini fece per tutta la vita

Niko.g  @  04/10/2011 13.12.07
   3½ / 10
Qual è il significato di tutto ciò? L’identificazione del potere con l’orrore e la depravazione? Se fosse così, sarebbe una pretesa ideologica sconcertante, perché questo film, al limite, descrive un certo tipo di potere, anzi una sua degenerazione. A quanto pare, invece, nelle intenzioni di Pasolini, il messaggio vuole essere ben più ampio e rivolto alle principali categorie di potere (giudiziario, aristocratico, economico e religioso).
Ora, ponendoci in questa chiave di lettura, mi pare che l’associazione potere-violenza non sia per nulla scontata come il regista vorrebbe far credere. Pasolini, infatti, strumentalizza il potere a suo piacere, buttando nel calderone dell’orrore tutto ciò che egli odia e che identifica con ordine, istituzione, regola, mercato: tutte realtà perfettamente conciliabili con l’etica, la civiltà e il rispetto umano. Ecco allora che questa conclusione diventa oltremodo eccessiva, abnorme, a tal punto da implodere su se stessa. Insomma, non sta in piedi.
Di questa implosione non resta che la semplice sequenza delle aberranti giornate di alcuni criminali depravati, rappresentati da quattro fascisti (ma qui il fascismo non c’entra nulla, se non come pretesto). Uno spicchio di umanità deviata e perversa. E’ difficile andare oltre questo inutile e disgustoso quadretto, che avrebbe lo scopo di scuotere lo spettatore di fronte al potere che diventa "*****" da mangiare, il cui sapore sapevamo essere nauseante e vomitevole già prima della gustosa visione offertaci dal regista bolognese.
Un film svuotato di ogni contenuto, piatto anche nello squallore che vorrebbe trasmettere, tronfio di uno schifo ininterrotto e gratuito.
Si salva un certo pregio stilistico della scenografia e della fotografia, ma tutte le denunce al potere capitalistico che Pasolini avrebbe voluto lanciare con questo film metaforico, non si colgono assolutamente. Una metafora, che dire azzardata, è dire poco. Pasolini va letteralmente fuori strada, trascinando con sé tutti i significati anticapitalisti e anticonformisti che si era proposto e che finiscono per essere talmente pretestuosi, da svanire prima di essere colti.
Del resto, non è certo nel pensiero e nelle interviste di Pasolini, che va cercato il significato del film, quanto piuttosto nel film stesso, che deve poter parlare "da solo" e che invece si limita, con un’insistenza molto sospetta, direi patologica, a sguazzare nelle feci e nel sangue, senza raggiungere un senso compiuto, senza un’alternanza emotiva dei personaggi (necessaria per creare empatia e partecipazione nello spettatore), senza pulirsi di riscatto o di speranza, perché inchiodato da una critica sociale pretestuosa e debole quanto autocompiaciuta e masochista.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

33 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2012 18.32.56
Visualizza / Rispondi al commento
cort  @  17/09/2011 17.34.06
   8 / 10
premesso che ho visto il film a scatola chiusa senza una minima traccia da seguire per leggerlo, quello che mi ha colpito di più è l'eleganza e la spietatezza che hanno i personaggi corrotti mentre parlano ed eseguono le loro perversioni. tutto è enfatizzato e naturale come fossero normalita ed il fatto che i carnefici fossero di alto rango e colti mi fatto pensare ai potenti di adesso(ma anche del passato) che ricolmi di denaro e potere non trovano un perche della vita se non nella perversione.

Film coraggioso e molto avanti per quegli anni sia per scene di tortura che per perversioni. ottimi gli attori e le musiche.

DonzyLeeJones  @  21/08/2011 11.27.10
   3 / 10
Film disgustoso, non tanto per i contenuti (e alcuni sono realmente forti, come ad es. la ragazza che mangia per terra e nel cibo sono presenti chiodi) quanto per le situazioni e i dialoghi veramente senza senso.
Se l'idea era quella di far vivere allo spettatore il dramma dei soprusi che sono stati commessi a quelle donne e uomini, ci riesce nelle immagini, non certo nella narrazione, spesso troppo "complicata".
4 deviati mentali "giocano" con delle persone. Le abusano. E fino a qua film del genere ne abbiamo visti, ma che senso ha il rito del matrimonio per esempio?
E le vecchie meretrici che raccontano di esperienze passate?
Pessimo. Non sono riuscito a vederlo fino alla fine.

1 risposta al commento
Ultima risposta 04/10/2011 13.17.42
Visualizza / Rispondi al commento
ifry  @  14/08/2011 17.22.36
   4½ / 10
l'ho trovato banale ed a volte comico.
so quale fosse l'intento del regista e lo scopo del film, ed ho messo 4 1/2 in quanto pasolini non vi è riuscito.
Non vi è riuscito in quanto non ho provato nessun tipo di emozione nel vedere le immagini.
ho letto il libro (quasi tutta l'opera di de sade) e sapevo a cosa andavo incontro, ma il distacco dato dal regista verso lo spettatore è enorme. non mi ha dato nessuna emozione.
le perversione ci sono, mi hanno dato fastidio ma non più di tanto, in quanto non c'è stato nessun tipo di coinvolgimento. spessore psicologico dei protagonisti, o almeno il senso delle perversioni.
la perversione esiste se ha un senso. nel film, questo senso è assente.
de sade spiegava la perverzione con una prosa che raggiunge livelli altissimi di letteratura, dando anche un minimo di psicologia e storia ai protagonisti.
pasolini si limita ha mettere una accozzaglia di scene raccapriccanti, per carità, ma totalmente asettiche. nessuno sa nulla di nessuno.
anche la metafora dei nazisti la trovo inutile e fatta male. ci stava. magari poteva sfruttarla meglio.
mi aspettavo molto, ma molto di più.

1 risposta al commento
Ultima risposta 22/12/2011 14.40.34
Visualizza / Rispondi al commento
sonoalessio  @  08/08/2011 17.31.11
   4½ / 10
Film insulso ma di sicuro non banale. molte scene del film sono proprio raccapriccianti. fuori luogo inoltre addossare a dei gerarchi fascisti la colpa di queste angherie. E non perchè non siano stati capaci di nefandezze simili, ma solo perchè ho avuto l'impressione che il loro coinvolgimento sia del tutto gratuito. Chissa perchè i fascisti sono sempre il capo espiatorio usato da molti intelletuali o aspiranti tali dal dopoguerra ad oggi. Nel film rappresentano chi detiene il potere e ne abusa come vuole. In questo senso forse, Pasolini era più fascista di tanti altri. Infatti, sebbene non si abbia la certezza assoluta, è quasi sicuro che trovò la morte per mano di un ragazzo che si era rifiutato di sottostare alle sue sevizie sessuali. Quasi una rivincita nella vita reale, da parte di una delle giovani vittime del film. Al destino non manca il senso dell'ironia.

54 risposte al commento
Ultima risposta 19/10/2011 12.49.47
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  09/07/2011 17.05.11
   10 / 10
Lo scopo di Pasolini era quello di utilizzare lo sfrenato uso del potere, portato all'estremo della degradazione sessuale, come metafora del fascismo, visto come una filosofia che venera il potere in sè. Ma ci sono anche altri contenuti. In una scena particolarmente famosa una ragazza nuda viene forzata a mangiare escrementi, secondo Pasolini una metafora del consumismo capitalista e della sua produzione cibo-spazzatura. La fine del film é un'orgia crudele in cui alle vittime strangolate e scuoiate vengono tagliate le lingue e bruciati i capezzoli. Il tutto si svolge tra la musica dei CARMINA BURANA di Carl Orff, che Pasolini considerava musica fascista, e una lettura dei CANTOS di Ezra Pound, il poeta americano che sostenne Mussolini. Il film ha un innegabile potere scioccante, ma ciò che in assoluto risalta più inquietante é il fatto che da questo punto della sua carriera l'autore abbia assunto un atteggiamento ambiguo verso il corpo e la sessualità. Se l'obbiettivo della pornografia é eccitare il desiderio sessuale, SALÒ non rientra in questa definizione, perché il suo effetto, e presumibilmente il suo scopo, é di provocare il disgusto. Poco dopo che questo film intenso e sconvolgente venisse termimato, e prima della sua uscita, Pasolini fu assassinato.SALÒ fu censurato in molti Paesi e solo di recente é stato messo in commercio in UK e negli USA.

1 risposta al commento
Ultima risposta 11/11/2011 12.12.11
Visualizza / Rispondi al commento
tnx_hitman  @  06/07/2011 15.44.34
   10 / 10
"Il potere e' un qualcosa di indescrivibile.Fa praticamente cio'che vuole e cio' che il potere vuole e' completamente arbitrario,o dettatogli da sue necessita' di ogni tipo,ma necessita' che vanno fuori dalla logica comune."

Cosi' con un commento Pier Paolo Pasolini riesce a racchiudere un'intera pellicola.Ed e' vero..lui ci mostra il teatrino della violenza e del sesso controllato proprio come un gioco dettato da regole gerarchiche.Il piu' forte mangia il piu' debole.Chi possiede tutto puo' regnare su ogni cosa.Altra gente al di fuori dei potenti deve essere etichettata come personaggio da schiavizzare.

Il Nazi-fascismo e' andato in rovina.E Quattro Signori che appartenevano a quel mondo riescono non solo a salvarsi,ma anche a dettare una nuova politica,che si allaccia a quella capitalistica che mercifica ogni cosa.Costretti a mangiare Me.rda e ad essere sodomizzati(significato originale di tutto questo:vivere sotto il controllo dei potenti),i giovani partigiani,divisi in repubblichini di leva e in vittime vere e proprie,non possono aggrapparsi a nessuna tipologia di speranza,ne' arrivare a compromessi.

Potrebbe regnare l'uguaglianza in tutto questo.Ma e' un qualcosa di falso che ci e' stato detto.E' stata tramandata quella parola ma non e' mai stato applicato un qualcosa che poteva fare in modo di far brillare quel termine.

E ci riduciamo noi spettatori ad assistere,o come vittime,o come carnefici compiaciuti,questo ultimo film di Pasolini.Costretti ad assistere alla rivelazione del funzionamento della societa' dei nostri tempi,spacciandosi per opera cinematografica censurata e bastonata da critiche di qualunque genere.
E' certo:perche' Pasolini non solo mette in mostra contenuti che sono difficili da digerire,ma plasma una Forma Magmatica E Progressiva Della Realta',introduce previsioni legati al dietro le quinte dello sfacelo amministrativo,politico o sociale del nostro paese.Cosa c'e infatti dietro al nostro disfacimento?Il Modo DI Pensare In Termini Totalmente Sbagliati.

Il nostro mondo non e' formato da gente che ha potere e schiavi.Punto e fine.Col passare dei tempi non l'abbiamo ancora capito.

Quindi ci tengo a dire che questo film e' uno dei pochi che devono rimanere nella memoria di chi ha possibilita' di vederlo.

Al di la' dei film di intrattenimento,al di la' delle commedie o dei musical,al di la' della ricerca del miglior effetto speciale o della migliore composizione sonora.
Questa e' la dura e cruda realta' mascherata sottoforma di pellicola.
Con un Pasolini che c'e da dirlo poteva diventare il miglior regista vivente.

Ma per proiettare Salo',ha rischiato pure la sua vita...

Portato all'esame di Maturita',questo film mi sta a cuore.
Dovete guardarlo.

bucanto  @  06/07/2011 13.33.25
   10 / 10
Io sono una grandissima ammiratrice di Pier Paolo Pasolini in generale ma posso dire che questo è stato il suo più bel film,stupendi anche capolavori come Uccellacci e Uccellini o Accattone (e ovviamente tutti i suoi film).

Ma soffermiamoci su questo film.
Salò è qualcosa di straordinario perchè non è uno di quei film che vedi e poi puoi anche dimenticarlo....ma SALò NO!
Salò è un film che ti rimane impresso nella mente,nel cuore,nell'anima.
Pasolini vuole mostrare la natura animale dell'uomo,la sua malvagità,la crudeltà.
La scena dove i 2 ragazzi stanno per fare l'amore ma vengono uccisi indica che non c'è salvezza da quella galera e che neanche un sentimento forte come l'amore potrà mai salvarli.
è un film a tratti strazianti,ma credo che Pasolini voelsse fare proprio questo: far aprire gli occhi alla gente.
Il film non può essere definito scandaloso secondo me,perchè nel corso dei secoli l'uomo ha fatto le cose peggiori,l'uomo d'altronde è un animale e Pasolini ha semplicemente fatto notare allo spettatore di cosa si può essere capaci.
Lo scandalo sta nella censura di qeusto film per così tanti anni!
è assolutamente vergognoso che è un film dalla qualità elevatissima sia stato ritenuto addiriturra "pòrnografico" da molti critici.
è vergognoso.
Questo film fu girato nel 1975 ma la malvagità delle persone esiste anche nel 2011...come al solito un grandissimo PIER PAOLO PASOLINI che riesce a far trasparire eleganza e verità in un film "cattivo" e spietato quanto la realtà.
Purtroppo l'ultimo capolavoro del grandissimo maestro.

15 risposte al commento
Ultima risposta 13/08/2011 12.14.07
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  27/03/2011 12.36.49
   10 / 10
Non mi riprenderò mai del tutto dopo aver visto Salò. Quando un'opera ti sventra l'anima con tanta elegante ferocia, impossibile rimanerne indenni.
A meno che non si abbia una coscienza.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/03/2011 20.17.14
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Don Callisto  @  08/02/2011 17.59.57
   8 / 10
Un Pasolini stanco,nauseato dal mondo che lo circonda, si vendica con tanto di cinismo e sadismo nella sua ultima pellicola,mai nessuno fino ad ora(e son passati pure 35 anni) era riuscito a fare un film così scandaloso e forte!
Aldo Valletti?un attore malato! per non parlare delle sue barzellette...

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  25/01/2011 17.09.50
   6 / 10
Ultimo film di Pasolini ( non certo il suo migliore).Sicuramente sono molto più belli altri film del poeta
e regista friulano

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/01/2011 17.30.03
Visualizza / Rispondi al commento
Clint Eastwood  @  26/12/2010 17.10.17
   2 / 10
Guardo a sinistra guardo a destra e dico rispetto. Guardo avanti e dico solamente che l'ho visto. Mi giro indietro da ciò che ho visto - una schifezza senza scopo né fine, improponibile.

Considerato tra i maggiori film scandalo del secolo. Censurato per quasi quindici anni e ancora e ancora ... una storia alle spalle. Ho guardato il film in compagnia di qualche birra e un pugno di pistacchi ascoltando storielle di "dita nel ****"/"vagina bagnata"/"ingoiare la piscia"/ecc e assistendo a torture disumane a rimanerne inalterato per tutta la visione.
Certo, l'idea di un potere anarchico/manipolatore rende bene il concetto e mi trovo d'accordo. Le scene, i dialoghi sullo sfondo sessuale come metafore sulla mercificazione dei corpi/abuso senza una logica, è accettabile. Il peccato più grave è che te lo sbatte in faccia per 111 minuti e tu paziente, tranquillo a trovare l'unica consolazione nella bottiglia di birra sottomano che ti tiene ancora a gala per non troncare la visione di un non-sense.

Probabilmente Pasolini sfrutta (anche) il periodo di alcuni temi tabù e gira un "qualcosa" che dura quasi due ore per decorarne il proprio mito. Ma adesso, oggi che n'è rimasto ? Niente, un'idea che vacilla, che vola da una parte all'altra senza ottenere un suo posticino preciso nel contesto storico. Non mi sono mai piaciuti i film estremi, rare occasioni forse. Questo film, che ha dell'estremo, voleva/vuole risvegliare l'indifferenza di quella base piramidale che tiene l'intera struttura sulle proprie spalle dove solo quelli in cima sono propensi a ricevere la luce del sole e il suo calore. Non proprio. Inconsapevolmente il regista sbaglia totalmente la mira perché nell'acquisire un maggior pubblico, un maggior consenso e di conseguenza un risveglio sperato, il popolo non ha bisogno di pippe mentali e pseudo intellettualismo che solo 2% riesce a cogliere e ne fa tesoro, ma di vere presentazioni, fatti veri, quotidiani, umani e alla portata di tutti al costo della banalità e della retorica. Non del "più bel deretano" e via dicendo.

Manco fosse girato da Madre Teresa in persona non posso attribuire alcun merito poiché non fornisce un riflessione degna di essere sviluppata e in qualche modo applicata nel piccolo mondo di ognuno di noi, poi se a qualcuno piace vedere/ammirare ciò che mostra diventa un altro discorso.

Rimpiango Seagal e Norris che nella loro tamarraggine, banalità, assenza di un qualsiasi significato cinematografico (se non l'azione fine a se stessa) almeno sono sinceri in quello che fanno ed è ciò che andrebbe apprezzata, la sincerità. Non la presunzione di un incubo protratto negli anni senza una visione futura. Pienamente bocciato.

Il cinema che non fa per me, il film che ho sbagliato a vedere ma che ci tengo a dare il mio contributo come utente con un commento e un voto. Voto tra l'altro regalato nel rispetto di quelli che hanno fatto parte del film come attori. Non condanno ma sconsiglio.

14 risposte al commento
Ultima risposta 15/01/2011 16.08.06
Visualizza / Rispondi al commento
romrom  @  11/12/2010 13.32.24
   2 / 10
Mamma mia che schifezza di film...solo oscenità gratuite...da evitare assolutamente.

4 risposte al commento
Ultima risposta 10/05/2011 10.37.28
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  04/12/2010 15.28.37
   4 / 10
Film malatissimo. La prima mezz'ora la si riesce a digerire, poi degenera peggiorando sempre più. Bocciatissimo!

Stunter  @  04/12/2010 14.24.14
   4½ / 10
Cattivo e perverso al massimo , crudeltà assoluta , forse fin troppa ...
Non mi è piaciuto un gran chè ...

guidox  @  13/11/2010 20.05.41
   9½ / 10
gran film, sicuramente non per tutti e parecchio impegnativo.
la crudeltà allo stato puro, sfogata nei peggiori modi su vittime innocenti, che non sono più neanche considerate umane, ma alla stregua di oggetti di poco conto, funzionali solo alla perversione e al vero e proprio dominio di chi detiene il potere.
allucinante il contrasto fra una fotografia pulita, resa perfettamente nel senso estetico e realizzata con stile e la malvagità delle vicende che si susseguono, con protagonisti follemente violenti che soprattutto tramite il sesso, che hanno caro un unico tema: la sopraffazione del più debole e dell'indifeso.
bè, dire che questo film sia profetico è scontato, basti vedere l'attuale situazione politica italiana.
metafora tutt'oggi ahimè calzante.

Mothbat  @  13/11/2010 15.12.06
   10 / 10
Racconti orgastici del marchese De Sade e gironi infernali danteschi catapultati nella repubblica di Salò. Allegoria unica e indimenticabile.
Terrificante.

anthony  @  10/11/2010 17.26.48
   10 / 10
L'estrema, soferta, violenta e irripetibile dichiarazione di guerra da parte di P.P.Pasolini alle sciagure, ai crimini e ai sistemi criminali che l'Occidente non fatica di certo a fare propri: Consumismo, Capitalismo e (neo)Borghesia.
Il poeta inquadra questi tre sistemi, li studia, li mostra, li seziona, li scandaglia..e li fa digerire al pubblico attraverso la pellicola.

Nessun eccesso, nessuno scandalo, nessuna menzogna, nessuna dittatura sanguinaria..può eguagliare la sciagura e la pesitilenza portatrice dei tre sistemi di morte sopracitati.
Il film è un capolavoro, il canto del cigno di Pier Paolo.
..Il canto del cigno del più importante intellettuale italiano del'900.

4 risposte al commento
Ultima risposta 17/01/2011 15.42.49
Visualizza / Rispondi al commento
Dosto  @  19/08/2010 1.09.51
   4 / 10
A me Pasolini non piace(nè come regista, anche se questo è il suo unico film che ho visto, nè, soprattutto, come scrittore). Questo Salò, ispirato al romanzo di De Sade, ha dalla sua una recitazione pessima. Non mi è piaciuto quasi per niente(anche il libro è ripetitivo e sfiaccante fino allo sfinimento).

Doinel  @  14/08/2010 23.56.20
   10 / 10
il film più disperato e disturbante della storia del cinema. Una metafora estrema e tremenda del potere che mercifica i corpi e che a distanza di trent'anni ha acquistato una simbologia molto più concreta nella società moderna, basta guardare la televisione per renderse conto. Il film preannuncia, quasi come un presagio, la decadenza e l'annientamento dell'utopia marxista e cristiana che Pasolini già avvertì bene nella nuova generazione degli anni 70, basta ascoltare i suoi discorsi sul conformismo giovanile. Direi che Pasolini ha fatto c'entro, ha firmato l'opera infernale che più si addice alla società consumistica, incapace di una rivoluzione, di un'alternativa perchè schiava di essa. Tremenda la sequenza in cui le vittime urlano in vano "Dio perchè ci hai abbandonati?" quasi a dimostrare quanto anche la "nuova" religione cattolica sia vana perchè fa da spalla al potere come un oppio che mortifica le anime, rendendole prigioniere e masochiste.
Un incubo, da fare una sola volta però...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  05/08/2010 16.32.36
   6 / 10
Eh ma qui il “poeta” ha esagerato di brutto, mi dispiace ma l’ho trovato un film di cattivo gusto, offende e inorridisce il pubblico. Sarà pur vero che nasconde delle critiche forti e non banali, tra cui la chiara frecciata al fascismo, ma ho visto veramente poco al pari di questo film, oltraggioso come non mai (altro che film serbi o maladolescenze).
Mamma mia quanti uomini brutti, almeno fossero guardabili!
Sono più d’accordo con chi definisce Pasolini uno “sporcaccione”!
Mi sento combattuto tra definirlo un’opera d’arte senza eguali, o una porcheria colossale, per cui metto 6 e non ne parliamo più.

22 risposte al commento
Ultima risposta 13/01/2011 16.54.44
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento kampai  @  30/07/2010 9.38.05
   10 / 10
sade e pasolini, cosa si può volere di più?sade è stato un bravissimo scrittore che ha fatto vedere il ceto a cui apparteneva per quello che era:laido, corrotto, immorale, e pagò molto caro questo comportamento.pasolini non ha fatto altro che aggiornarlo nel tempo odierno .cosa c'è di più grande del potere di vita o morte su un'altra persona?niente.film spettacolare e meraviglioso.so che la visione non è per tutti, neanche per i vari amanti del gore,ma è un film che vale la pena vedere quindi lo consiglio.vi rimarrà dentro per sempre.ogni tanto mi piace rivederlo e ogni volta trovo qualcosa di nuovo...grande PPP!

TheLegend  @  27/07/2010 18.20.24
   7 / 10
Con il mio voto voglio premiare il coraggio di questo regista nello spingersi oltre gli schemi; sicuramente però non è un film che mi ha convinto moltissimo.
Non mi ha turbato più di tanto anche perchè ho una conoscenza già approfondita di ogni perversione umana e devo dire che c'è anche di peggio di quello che viene mostrato.
Devo anche dire che è il primo film di Pasolini che guardo.

Hokuto88  @  22/07/2010 17.17.38
   5 / 10
Inutile commentare ( 121 persone prima di me hanno già detto tutto ), dico solo che non lo riguarderei per una seconda volta. Gli dò 5 perché è un volto intermedio ( mi astengo dal dare un giudizio obbiettivo all' opera ), per me il film è inclassificabile...

Yosseph  @  20/06/2010 13.47.28
   9 / 10
Salò o le 120 giornate di Sodoma è un film particolare, che polarizza, estremamente metaforico e di difficile valutazione.
Non si può pretendere di capire il film se non si conosce il Pasolini pensiero, il Pasolini artista, il Pasolini intellettuale.
Ciò che più angoscia è che l'espressione della sua visione del potere nella società è oggi più che mai di desolante attualità, culmine dell'iniquità umana.
Se le idee pasoliniane sono già note, alcune espressioni colpiscono profondamente: "il potere mercifica i corpi" sintetizza al tempo stesso il suo film e il suo credo, con la scontata conclusione che ci troviamo di fronte ad un film altamente rappresentativo di chi lo ha pensato, scritto e infine girato con una cura ed un'attenzione che non aveva mai avuto prima.
Pasolini non fa mistero di essere deluso dalle nuove generazioni, i giovani hanno valori diversi, valori nuovi; sono "imbecilli con valori piccolo-borghesi alienanti e falsi, imposti dall'alto". L'evoluzione della società ha permesso libertà nuove che di fatto sono sfociate in un edonismo consumistico, imposto da un potere intento a celebrare se stesso, un'autocelebrazione del nulla, un potere anarchico.
Pasolini non è mai stato un pensatore comodo, questo film non aggiunge nulla alla sua figura nemmeno nelle esagerazioni, ma dice molto della sua poetica dietro la macchina da presa.

Ineccepibile dal punto di vista stilistico, il film vanta una fotografia sublime.

Drugo.91  @  09/05/2010 20.23.32
   10 / 10
errore bruttissimo da parte mia di guardarlo la vigilia di Natale...
chiaramente ho fatto fatica a toccare cibo
uno dei film piu estremi e allucinanti da me visionati fino ad ora
brutale, bizzarro, surreale e grottesco come pochi hanno osato...
capolavoro!

outsider  @  08/05/2010 19.30.31
   10 / 10
capolavoro disturbante. solo questo. avevo acquistato il dvd in una bella confezione e l'ho venduto dopo averlo guardato con attenzione per non poter cedere alla tentazione di rivederlo.

23 risposte al commento
Ultima risposta 28/06/2010 22.33.10
Visualizza / Rispondi al commento
tati83  @  24/04/2010 23.28.01
   10 / 10
senza parole, bellissimo questo film, appena ho finito di vedere e ancora sto tremando, pasolini fa vedere quello che può fare il potere! secondo me è unico non potteva fare nessuno un film del genere, non si pò ripetere, sto senza parolee!

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/05/2010 19.44.36
Visualizza / Rispondi al commento
LEMING  @  07/04/2010 8.22.14
   3 / 10
Io penso che questo film non sia altro che una rappresentazione delle fantasie sessuali fetish deviate del regista al suo canto del cigno (credo che questo sia stato il suo ultimo film), io non sono assolutamente un bachettone ne uno che si scandalizza facilmente, ma pretendo specialmente se sto vedendo un film che mi spacciano per capolavoro, di non vomitare nel salotto di casa mia, per favore!!
Certo mi si risponderà che questo film è una condanna per gli orrori dei poteri e delle sevizie che questi perpetuano costantemente in tutta l'umanità, ovviamente come potere il regista identifica una congrega di signorotti e prelati fascisti (guarda caso) corrotti e depravati in ogni forma possibile ed immaginabile, ma se io assisto ad un film impegnato, come vorrebbe essere questo, e non ad un fetish-porn, non accetto assolutamente certe immagini e certe situazioni.
Per tutti quelli che considerano questo film un capolavoro, propongo un soggiorno nel girone della mèrda (quelli che hanno visto il film, capiranno quello che intendo).....certo il ragazzo che viene trucidato con il pugno chiuso rivolto alla telecamera avrà di sicuro fatto "venire" molti compagni utenti.
Infine quale logica conseguenza, il regista non poteva finire la sua vita se non nel modo tragico in qui è avvenuto, ma non da un signorotto, ma da un ragazzo di borgata, un proletario, guarda te la vita alle volte.....

24 risposte al commento
Ultima risposta 17/04/2010 11.41.41
Visualizza / Rispondi al commento
Suskis  @  15/03/2010 22.53.55
   10 / 10
E'più facile dare un 10 a 2001 Odissea nello Spazio che a questo film, perchè servirebbe forse un'umiltà intellettuale che vorrei possedere. Eppure quel poco che ho conosciuto di Pasolini mi conferma che in questo suo involontario testamento c'è una volontà di ferro, un accusa lanciata con un coraggio a cui non posso che inchinarmi.
Facile dire "un capolavoro andate a vederlo subito!" eppure oggi come in qualsiasi altro momento della storia è davvero importante "andarlo a vedere subito!".
Mi ritengo fortunato per aver visto questo film così tanti anni dopo la sua realizzazione, in un'era in cui grazie a internet chi vuole può vedere davvero tutto (tubgirl adesso fa soltanto ridere). Forse tanti anni fa la violenza e il disgusto che questo film rovescia addosso allo spettatore mi avrebbero distratto (come ha distratto e allontanato tanti). Adesso quel che resta è invece la lucidità del male insito nel potere fine a sè stesso. E'davvero l'inferno quella villa, dove tutti entrando sono già morti. Si può provare a capire chi siamo noi in quella villa (e restare, comunque, morti).

3 risposte al commento
Ultima risposta 28/03/2010 09.57.56
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Max Ophuls  @  14/02/2010 14.37.26
   9½ / 10
Rivedendolo a distanza di tempo confermo il giudizio positivo sul film, sulla autenticità delle cose narrate pur essendo le cose espresse nella pellicola spesso simboli e metafore ricche di sfumature ambigue.

Forse se una osservazione particolare merita questo film è la constatazione in più punti di un certo compiacimento dell'autore nelle scene, leggibile tra le righe del linguaggio visivo, nei dettagli più scabrosi, come se il grandissimo Pasolini volesse avvisarci di diffidare anche di lui, comunicandoci il male che c'è anche dentro la sua psiche non solo nel mondo, con la differenza che lui con la poesia, l'arte e l'impegno intellettuale riesce a svolgerlo in una proficua e nobile attività cultura e chi invece si separa dalla sensibilità artistica militante finisce alla fine per farsene sopraffare diventando un topo di fogna...

Tony yogurteria  @  27/11/2009 18.58.57
   4½ / 10
...un eccesso pauroso del potere, supera ogni limite di umanità, appunto questo non è un film è un'eccesso. certe scene sono talmente ributtanti che non si pensa più a quanto schifo fa il potere, ma il pensiero è finalizzato al non vomitare sul divano, quindi distoglie completamente il pensiero di fondo. mi dispiace. lo condanno

Gruppo STAFF, Moderatore Lot  @  26/11/2009 15.54.04
   10 / 10
"Le cose atroci architettate o comunque volute dal Potere (quello reale e non fittiziamente democratico) sono comunissime nella storia, eppure alla comune coscienza paiono sempre eccezionali e incredibili."

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/12/2009 18.16.40
Visualizza / Rispondi al commento
andreapuma@hotm  @  26/11/2009 1.55.54
   3 / 10
Mi dispiace contraddire di nuovo le menti geniali delle che hanno dato un voto alto a questo film, ma io non riesco a vedere dove sia il capolavoro......la violenza esiste certo ma non a questi livelli, cioè i ragazzi e le ragazze erano di gran lunga superiori di numero alle guardie e degli otto signori, come mai non si sono ribellati????
Ora ditemi pure che non capisco niente di cinema e che non si può dare tre a un capolavoro ma questo è il mio voto punto e basta.

16 risposte al commento
Ultima risposta 12/12/2009 01.51.34
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  25/10/2009 12.00.12
   9½ / 10
Difficile contestualizzare l’estrema opera di Pasolini in questo o quell’altro argomento. Ma assilla. Assilla proprio perché estrema. Ed è estrema in primo luogo poiché profondamente colta. Cinema, poesia, politica, sesso, umanità - quale è il termine primo di questa atroce allegoria?
L’iperrealismo - non più neorealismo - simbolico è ciò che di più perturbante sia stato messo su schermo. La villa è l’inferno, i diavoli sono i fascisti, e i dannati giovani figli di partigiani.
Conosciamo bene la posizione politica di Pasolini, ma invero la simbologia dell’opera assurge ad un mero valore artistico: De Sade, Dante sono i vati che accompagnano il viaggio abissale di Pasolini. Il contesto storico è preso a modello d’una condizione universale, nata prima di Cristo (ho in mente “Il vangelo secondo Matteo”), ancora attuale e irredimibile. Non esiste il paradiso, esiste solo l’inferno. Che è la disparità sociale. Ove i potenti sodomizzano i deboli, impongono loro i propri ordinamenti perversi, godono delle stesse aberrazioni atte a punire gli indifesi.
Ed è il sesso, vissuto in maniera problematica dallo stesso autore, l’aspetto che maggiormente viene alterato. L’eros perde il suo valore positivo e acquista una profondissima negatività.

Accompagnato dai racconti di quattro vecchie meretrice, e commentato dalla fallace erudizione delle note del piano - ma la musica si darà al silenzio, tragicamente - in un crescendo di follia, disgusto, orrori e supplizi, il cammino attraverso il cerchio Dantesco trova il suo apice sadico nelle atrocità del finale; che scrutate attraverso un binocolo (un grande espediente che evoca una sfocata visione infernale), non trovano termine - se non nel ballo tra due ragazzi, che riaccendono la musica - e si protraggono in eterno.

Triglia  @  28/09/2009 23.03.12
   3 / 10
Film pessimo!!! Veramente orribile!! con tutto il rispetto per Pasolini, ma questo film mi ha fatto ribrezzo!!

9 risposte al commento
Ultima risposta 11/12/2011 23.17.43
Visualizza / Rispondi al commento
Dr.Orgasmatron  @  26/09/2009 12.57.35
   10 / 10
Un numero (4) che ricorrerà per tutto il film (4 borghesi riuniti con 4 meretrici, film diviso in 4 gironi danteschi) e dei giorni (120) nei quali i "Signori" potranno disporre a loro piacimento delle prestazioni di una schiera di poartigiani o figli di partigiani all'interno di una mega villa protetta dalle forze fasciste. Il film italiano più discusso è un capolavoro immenso adatto a stomaci forti. All'uscita fu immediatamente sequestrato e, dopo infinite peripezie legali, amputato di circa 20 minuti. Estremo e sadico, ma anche tanto intellettuale.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  07/09/2009 1.57.01
   8½ / 10
Da quel poco che so di questo autore plurimo, l'apoteosi di Pasolini, l'esasperazione di tutte le sue tematiche, il ribaltamento del sesso proposto nella trilogia della vita.
Il film, in un modo o nell'altro, dovrebbe colpire tutti. Voglio dire che, anche non essendo informato sul pensiero di Pasolini, sulle sue opere, sulle particolari condizioni che lo portarono a girare Salò e sulle vicende che seguirono, chiunque può apprezzarlo, magari nel modo sbagliato, trovandolo cioè semplicemente buffo o bizzarro o estremo. Non ho studiato Pasolini, non lo conosco neanche cinematograficamente, però il film mi è piaciuto, pur riconoscendo di non aver compreso ogni aspetto metaforico che lui voleva evidenziare e di non aver affrontato prima, sebbene mi fosse stato caldamente consigliato, la visione della trilogia della vita.
Almeno però posso dire di non essere tra quelli che lo hanno visto e gradito solo per i suoi nudi, le sue perversioni mascherate da intellettualismi e la sua dimensione inamovibile di film maledetto.
Detto questo, la narrazione oggettiva è terrificante; ne deduco che ciò a cui sottende (la dittatura, il capitalismo e chissà quant'altro) lo debba essere ancora di più.
Le facce appartengono ad attori sconosciuti o quasi (Paolo Bonacelli) e bastano da sole ad esprimere la sozzeria di quel mondo infimo, una succursale dell'inferno sulla Terra (si pensi ad esempio alla faccia di Quintavalle... terribile).
Altro elemento volutamente rimarcato è l'ossimoro che denota ciascuno dei quattro signori e delle quattro donne: sadici, sodomiti, sanguinari, coprofagi, masochisti ma colti e raffinati. Basti pensare ai racconti delle esperienze passate dalle donne, narrati con un linguaggio forbito e una voce morbida.
Le perversioni, ovattate in questo modo dal parlato, appaiono ancora più potenti.
In conclusione Salò mostra abbastanza scene scandalo da far parlare di sè per altri vent'anni, ma non bisogna prenderlo come l'unico elemento d'interesse, come spesso si fa.
Da visionare.

Invia una mail all'autore del commento Il Cartaio  @  09/08/2009 23.33.52
   9 / 10
Duro, crudo, perverso e angosciante come solo P.P.P. poteva fare. Film capolavoro che mostra gli orrori psicologici e fisici che l'uomo (se di essere umano si può parlare) è in grado di incutere ai suoi simili! Inperdibile ma non adatto a tutti! IL CARTAIO

marfsime  @  09/08/2009 18.32.49
   9 / 10
Opera straordinaria di Pasolini..un film malato e altamente disturbante che mostra il lato peggiore dell'animo umano tra perversioni di ogni tipo sessuali e non..non per tutti.

calso  @  06/08/2009 17.03.03
   7½ / 10
Film fatto veramente bene...molto impegnativo e con molta crudezza...angosciante

Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  23/07/2009 17.16.13
   9 / 10
Sadico, disturbante e maniaco. Gli ingredienti del miglior film di Pasolini sono questi, dove il regista mette a nudo (forse anche con esasperato eccesso portato volutamente fino alla follia) un intero regime. Censurato (si capisce bene il motivo) e mai proiettato sulle tv in chiaro. Peccato non aver potuto vedere l'opera seguente causa la prematura scomparsa di uno dei più grandi intellettuali nel Novecento.

carriebess  @  20/07/2009 15.56.43
   10 / 10
non ci sono parole. CAPOLAVORO.

bulldog  @  16/07/2009 11.18.58
   10 / 10
Il capolavoro di Pasolini,il rammarico per non aver potuto vedere i due sequel della trilogia sulla morte.

RedPill  @  09/06/2009 21.16.12
   8 / 10
Film tributo all'umiliazione, fisica e psicologica.Assolutamente sconsigliata una visione superficiale della pellicola, il tema trattato è molto delicato e necessita attenzione prima di tutto.Le immagini proposte, vanno ben oltre a quello che può essere semplice cattivo gusto o oscenità;questa vuole essere una chiara e lucida denuncia alla perversione umana alimentata dal potere e da ogni suo abuso.Per far questo, Pasolini prende due gruppi di persone diverse per età e classe sociale, li inserisce in un contesto storico già di per sè "spigoloso" e dà il via ad un vortice di violenze e sadismo veramente morboso.Il film si divide in quattro parti, la prima delle quali ha funzione introduttiva, mentre le altre tre sono la rappresentazione esplicita del fatto che non vi sono limiti alle perversioni dell'uomo.Da notare tra l'altro come le inquadrature si soffermino spesso sui volti, mettendo ben in risalto ciò che comunicano; se da una parte vi è gioia, soddisfazione e piacere, dall'altra vi è tristezza, disgusto e dolore.Oltretutto è sconcertante vedere come questi stati d'animo si alimentino a vicenda, vivendo in simbiosi l'uno con l'altro.
Film in grado di disturbare con sapiente intelligenza, come pochi sanno fare.

Enry!!!!  @  06/06/2009 15.35.32
   7 / 10
Esagerato senza dubbio.
Film duro...da vedere solo se per non deboli di stomaco...
Fa riflettere sul fascismo, sulla violenza...

#Lou  @  05/06/2009 16.05.05
   7½ / 10
Io ho guardato il film perplessa.
Quand'è finito ho guardato lo schermo nero perplessa.
Poi ho spento perplessa, ma pensavo "non ho mai visto tante schifezze e devianze tutte insieme".
Ho pensato anche che se questo film non fosse stato firmato Pasolini, sarebbe stato bocciato subito. Lo penso tutt'ora.
Però, oltre che a pensare questo, ho notato come la forma fosse priva di contenuto. Un elemento che salta subito all'occhio e si può vedere per esempio attraverso l'ambientazione (una villa elegante che fa da sfondo alle più grandi bassezze umane), attraverso il linguaggio (i seviziatori usano un vocabolario forbito e un modo loquace per esprimere e raccontarsi schifezze d'ogni tipo) oppure attraverso la cultura stessa (i carnefici son ben istruiti, s'intendono di musica, parlano di Kant, Nietzsche e conoscono persino la Bibbia, ma sono come parole prive di significato per persone che non conoscono morale. Una cultura che non nobilita l'uomo).
Partendo da questo presupposto sono arrivata a fare una serie di congetture: di come la malvagità sia insita delle bestie anche se d'aspetto umano, una malvagità grezza, ignorante che deve dimostrare, più che agli altri, a se stessa la propria forza. Da qui, sodomizzare, annichilire e umiliare la vittima sono le uniche azioni tangibili che la malvagità ha di sapersi superiore. Essa sa solo sottomettere fisicamente il corpo altrui che, come una merce, viene comprato, usato e poi gettato.
Un pò mi fa venire in mente la concezione arendtiana della banalità del male, dove gli aguzzini non sono che semplici squallidi e mediocri animali, vittime della loro stessa violenza.
Purtroppo non ne sono rimasta eccessivamente coinvolta, pur essendo talvolta rimasta schifata.

Ciaby  @  10/05/2009 19.16.56
   10 / 10
Una grottesca parata delle perversioni umane sotto il segno di un'eleganza stilistica e formale di grande bellezza.
Così come i discorsi della narratrice sono sì volgari, ma densi di vocaboli raffinati e altezzosi, il film è tutto un gioco di proporre l'unione tra sacro e profano, eleganza e volgarità, bellezza e pornografia.
Gli uomini (sia le vittime che i carnefici) non sono altro che bestie. Mangiatori di escrementi. Chi sopravvive lo fa sorridendo degli altri che soffrono, a cui viene strappata la carne, le membra, gli occhi...
Siamo tutti animali in fondo.

Un'estrema e succube rappresentazione di un potere fin troppo estremo e crudele.

Chi è fragile soffre. Si uccide. Persino chi sembrava forte.
Mentre gli altri si masturbano osservandolo.

In conclusione: un film estremo. Sconsigliato a chi non trova un senso nelle perversioni più disgustose.
Un film che lascia spiazzati tutti. CHiunque.
Anche a chi, come me, è parecchio avvezzo a molto cinema estremo.

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/11/2009 18.09.47
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento ciaco63  @  13/04/2009 8.55.52
   9 / 10
Voglio iniziare il mio commento partendo dall'aspetto della violenza (violenza del messaggio e violenza delle immagini) vista nel film: violenza gratuita o violenza necessaria? In questo film la violenza rappresenta gioco forza, ncessariamente, l'essenza martellante sia in termini di immagini che di messaggi insiti in esse. Il film andava fatto cosi' e non in altro modo se vuoi mostrare la crudeltà estrema dell'uomo atteggiato a mo' di Potere assoluto sul destino e le vite degli altri. Credo che in questa sua opera, discutibilissima e scioccante per certi versi, Pasolini abbia voluto dare il segno di cio' che puo' essere considerato come antitesi del bene e che potenzialmente l'Uomo è capace di mostrare nelle sue estreme esternazioni. Aggiungo infine che la nostra cultura letteraria, inebriata molto delle opere di Dante e in particolare del suo 'Inferno' aveva bisogno del messaggio di Pasolini il quale, io penso, abbia voluto scardinare le dinamiche dell'Inferno dantesco con la forza delle immagini e del messaggio che afferma con amara determinazione, laddove sia presente ogni forma di Potere, una forma di ineluttibilità della violenza (di tutti i tipi) drammaticamente senza speranze ..senza un Paradiso di salvezza! E' la storia del mondo che ce lo insegna!

Neu!  @  15/03/2009 15.45.42
   9 / 10
Pasolini. non avevo ancora commentato nessun suo film. "Salò o Le 120 Giornate di Sodoma" è uno dei suoi film migliori, ma anche uno dei più sottovalutati e incompresi. apparte qualche piccola imperfezione tecnica, è un capolavoro assoluto. Pasolini rappresenta la sua visione dell'inferno con una serie di perversioni e violenze al limite della follia umana. è il suo film più pessimistico e claustrofobico, specialmente nel finale (dove le torture superano il limite del concepibile).

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  15/03/2009 15.21.04
   10 / 10
Agghiacciante. Pasolini dipinge un inferno crudele e succubo del potere. Strarodinario in tutto, ma soprattutto nel finale in cui la violenza viene osserva a turno da ognuno dei tiranni.
Un esempio di cinema crudo e cupo come davvero pochi hanno avuto il coraggio e l'opportunità di fare.

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  27/01/2009 19.54.10
   4 / 10
Perverso....Fin troppo perverso per i miei gusti.
Mi dispiace abassare la media ma veramente ho trovato questo film inutile,irreale e ben oltre i limiti della decenza.Pasolini avrà pur voluto rappresentare l'inferno come da sua visione....ma se il risultato è questo poteva risparmiarci quasi 2 ore di Troi@te......

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

2 risposte al commento
Ultima risposta 26/11/2009 01.56.52
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  07/01/2009 15.59.07
   8½ / 10
Come disse De Sade autore dell'opera da cui è tratta questa pellicola: "Per l'uomo non c'è altro inferno che la stupidità o la malvagità dei suoi simili."
I ragazzi e ragazze protagonisti di questo film sono appunto rinchiusi in una villa che è in definitiva una sorta di inferno (con relativi gironi) proprio dai loro simili, quattro signori rappresentanti i poteri forti.
Film duro, crudo, perverso, allucinatorio. Davvero difficile da giudicare, non si può giudicare un genio come Pasolini.
Sconsigliata la visione ai bigotti, a chi è molto sensibile e a chi è molto stupido.
Un film che colpisce nel profondo, meritevole davvero.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  23/11/2008 14.01.47
   9 / 10
Forse uno dei film più estremi e controversi della storia del cinema, Salò riesce a sconvolgere lo spettatore mostrandogli tutto quello che è considerato tabù (oggi, figuriamo più di trent'anni fa) basando la sua struttura su una moltitudine di temi e simbolismi non facili da cogliere senza un'accurata analisi. Da non conoscitore del cinema di Pasolini appare comunque chiara la sua critica verso la borghesia e il totalitarismo -che ha avuto la sua massima espressione nel nazi/fascismo-.

Più interessante trovo il suo pensiero sulla condizione umana.
Nella discesa infernale sembra che Pasolini voglia riportare l'uomo ad una condizione primitiva, dove le regole sociali e il rispetto sono completamente cancellati e vige unicamente la legge di coloro di comandano, i quali possono dar sfogo a tutti i loro pensieri e perversioni.
Ma la malvagità e la perversione estrema è inisita nell'uomo o appartiene solo ai potenti?Il dolore inflitto dai signori è una manifestazione massima di potere, ma non potrebbe essere che gli stessi ragazzi si sarebbero comportati nello stesso modo se si fossero trovato in una condizione di comando?

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  24/10/2008 16.12.03
   8½ / 10
Ferocissimo atto di accusa contro il Potere, che si enuclea in una sorta di “viaggio” dantesco articolato in quattro (numero ricorrente nell’opera) momenti, nei quali si mettono in scena perversioni estreme quali metafora della degenerazione di chi governa la società. Tutto è concepito in un perturbante crescendo che, partendo dalle torture fisiche per poi proseguire con la violenza sessuale e la scatofagia, culmina in uno sfogo necrofilo seguito dalla agghiacciante immagine dei due ragazzi che ballano: segno di una indifferenza dovuta alla assuefazione alle nefandezze e alle crudeltà perpetrate dai Potenti di turno.
Il sadismo di cui è permeata questa scioccante (e imprescindibile) opera si pone come il paradigma della prevaricazione dei più forti sui più deboli, il cui perpetuarsi, dalla notte dei tempi, è destinato a non avere fine, ma soprattutto ad essere accettato passivamente quale inoppugnabile ed inevitabile stato delle cose, così come manifesta l’ultima raggelante sequenza.

3 risposte al commento
Ultima risposta 09/07/2009 18.38.51
Visualizza / Rispondi al commento
paride_86  @  13/10/2008 18.11.04
   9 / 10
L'ultimo film di Pasolini è un racconto perverso, disturbante, simbolico e volutamente disgustoso. Il regista si serve della violenza per farne metafora di potere (e del totalitarismo) che chiama altro potere, continuando un cerchio concentrico che sfocia necessariamente nel sangue, nel dolore e nella sessualità estrema, concepita come umiliazione e sopraffazione. Il film ha un impatto visivo formidabile e al tempo stesso violentissimo.

pinhead88  @  09/09/2008 17.47.50
   9 / 10
Senz'altro una curiosa pellicola del'75 di Pasolini..questo film è stato proibito per 21 anni in Italia perchè troppo "estremo",poi ultimamente è stato recuperato tra gli introvabili..Pasolini in questo film si ispira ad alcuni racconti orgiastici del marchese De Sade o anche all'inferno dantesco,per poi ricatapultarlo nella repubblica di Salò..
è un film perverso e crudo,sicuramente non è un film per tutti...o piace o non piace.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/03/2009 14.30.59
Visualizza / Rispondi al commento
JOKER1926  @  27/08/2008 15.54.47
   7 / 10
In una anomala classifica delle pellicole più orride, efferate, inumane, bestiali di tutti i tempi troviamo al vertice senza alcun dubbio "Salò o le 120 giornate di sodoma"...
Pier Paolo Pasolini si supera confezionando un Opera che ha fatto e farà per sempre scalpore…

Prima di penetrare nei remoti meandri del film è doveroso trattare (anche in modo superficiale) le "caratteristiche mentali" del regista…
Pasolini era sicuramente di sinistra, ma non doveva diffamare la destra, (il fascismo nel film non centra niente!) ma comunque viene clamorosamente infangato questo movimento…
Il "processo di diffamazione" continua… verso il finale perde la vita un ragazzo che era con la ragazza di colore (il pugno chiuso era davvero indispensabile!?!)…
Il regista introduce (per pure necessità si spera ) il fascismo come metafora del potere e poi la tralascia per riprenderla in modo fine e provocatorio verso il finale con la scena citata…
Su il tutto non sono assolutamente d' accordo, leggendo la trama (senza aver visto il film) si può attaccare gratuitamente il fascismo… Clamoroso Pasolini!

Quattro potenti fascisti (ripeto fascismo è solo metafora di potere, di supremazia…) imprigionano in una grandissima abitazione una serie di persone: vecchie putt.ane, giovani e giovane…
Lo scopo dei potenti è quello di "saziare" le proprie "voglie"…
In linea di massima lo spettatore potrebbe pensare ad un' orgia sensuale che inizia e si arresta al piacere di scopare…
Ma questa "ingenua " concezione è stroncata all'istante…
Dietro le mura della grande casa si genera l'impensabile…
I quattro "signori" circondati da giovani e giovane (alcune di esse molto piccole, quasi bambine), godranno in modo assai perverso…
Il sesso metaforicamente è il "punto di coesione" fra i potenti e i deboli…
Solo che i primi lo fanno con immenso piacere, la seconda classe è puramente costretta nell'agire in questo ambito (ovvero quello sessuale)…
Ma come detto il sesso è solo un "ritaglio" dell'intero catastrofico "mosaico" perverso…
I giovani devono mangiare addirittura i loro stessi escrementi, legati al guinzaglio leccano e mangiano cibo…
Questa pellicola è composta da scene al limite dell' immaginabile, la scena del chiodo "impastato" nella torta e poi dato alla ragazza è l' apice della violenza…(ma forse apice è esagerato! siamo solo all'inizio…)

Pasolini crea un film "Dantesco", in esso ci sono diversi richiami numerici (il numero 4), infatti su questo semplice numero si generano tutti i "tasselli" che compongono il Maestoso Ribrezzo…
Infatti sono quattro i "volti" della pellicola: il Potenti, I soldati, I servi e le vecchie "dame"…
Inoltre il regista "scompone" il film in quattro "porzioni": "Antinferno", "Prologo" , "Girone della mer.da", "Girone del sangue"…
Il film si "nutre" di violenza, mortificazioni e di meschinità allo stato Solenne…

Le vittime impotenti sono costrette a concedersi in ogni senso ai "Padroni"; la parte iniziale è molto interessante, c'è la "selezione" delle future vittime, dopo tutti sono trasferiti nel grandissimo luogo…
Ogni vittima è spaventata, incosciente di ciò che a breve si genererà dai corpi e dalle menti dei Padroni…

Pasolini esagera, i quattro potenti inglobano praticamente tutte le possibili ed immaginabili perversioni umane, sono pedofili, si eccitano nel vedere persone morire, sono omosessuali, e assurdamente malati…
Essi sono esseri ripugnanti, mangiano le feci delle loro vittime, si fanno scopare da giovani di 14/15 anni, ingeriscono urina di altri…
La cattiveria umana è illimitata, ma il regista supera questo "immaginario" limite e penetra incredibilmente nell'abisso dell'impossibile e della crudeltà assurda, impensabile , scioccante,traumatizzante …
Dopo la prima parte il film si "rassoda" e prosegue nella sua lunga "marcia" di disgusto…
"Il girone della me.rda" è una parte maledettamente crudele, le vittime ingeriscono (addirittura con cucchiai) le feci…
La tavolata "imbandita" dagli escrementi dei componenti della casa è disgustosa, a mangiare queste "delizie" sono in primis i quattro "signorotti"…
I giovani impotenti si lasciano andare fisicamente e psicologicamente, ormai sono costretti a morire (soprattutto sul piano mentale) e sottomessi non hanno assolutamente via di salvezza…
L'ultima parte della pellicola ("Il Girone del Sangue!) è la somma celebrazione della violenza allo stato Interstellare, i potenti si eccitano nel vedere ragazzi torturati; il fuoco sotto il pene, "cavate" di occhi , tagli da mattatori alle serve e torture inumane compongono l' enfasi di questa convulsa pellicola…
Le idee di Pasolini diventano pura e crudele realtà grazie agli egregi effetti speciali, fotografia buona e applausi al "maledetto" cast, gli attori praticamente inglobano l'essenza del male, della perversione…
Una mostruosa scena (durante il primo racconto della vecchia "dama") vede protagonista un Potente osannare allo spasimo la donna, l'uomo vuole tutti i dettagli sulla sua "avventura" sessuale…
"Salò" è un mosaico di scene crude e fuori da ogni logica, film destinato a poche persone (come Me), la pellicola è brutale è suggestiona a morte il pubblico…

All'epoca questa pellicola fu censurata e maledetta pressoché da tutti, numerosissimi tagli e varie animatissime discussioni…
I quattro maniaci nel film sono anche pedofili e diventano icone "mortali", estremamente pericolose per la massa (soprattutto quella giovanile)…

Pasolini dunque denuncia palesemente l'abuso di potere da parte dei potenti, il regista evidenzia in modo netto, limpido l'abisso sociale (fra ricchi e poveri)…
Come Lado anche Pasolini è spudoratamente contro la borghesia, molte le scene che lo fanno intendere…
I potenti sono persone apparentemente fini e istruite, abiti di classe nascondono i corpi malati di essi…
Ma ripeto il regista eccede generando un film mostruoso fuori da ogni canone di logica , lo spettatore sarà disgustato…

La scena finale è eloquente, Pasolini attacca nuovamente la borghesia, le giovani guardie ballano e pensano ad un roseo futuro con le rispettive ragazze…

"Salò o le 120 vittime di Sodoma" è un film che denuncia il potere (il regista comunque aveva delle idee estremiste di sinistra a Mio Avviso) dei potenti che si nascondono e si esaltano in un caldo ed elegante vestito nascondendo la loro insana voglia di perversioni e di uccisioni…
Oltre a questioni socio-politiche, Pasolini retrocede alle origini affermando con metafore e varie simbologie il male incurabile del mondo: La violenza…
Ma dietro questo grande e remoto problema ne nascono altri: la perversione, il senso di superiorità, la meschinità …
Viaggio nella massima esposizione della perversione che fa rima con Morte…
Il film quindi non si ferma all'effetto visivo (già sconvolgente) ma milita nel profondo e tratta argomenti pesanti e noti, anche se il tutto da Pasolini è amplificato in modo pazzesco, infatti il regista ha come obbiettivo soprattutto quello di denunciare le alti classi della società, potenti della politica rei di sfruttare i deboli,ma sbaglia celebrando la (presunta)c attiveria dell'alta classe in modo catastrofico, spropositato e illogico…

Comunque la pellicola bene o male impressiona lo spettatore e rimane impressa nelle menti della massa, il sangue, le violenze psico-fisiche, e le più indicibili perversioni si aggregano in questa bestiale pellicola degna di una totale e irrevocabile censura…

17 risposte al commento
Ultima risposta 09/09/2008 21.33.16
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/08/2008 14.15.28
   10 / 10
"Noi fascisti siamo gli unici veri anarchici"
Questa assimilazione antitetica di due concetti politici contrari fra loro è la grande trovata di Pasolini in questo suo ultimo capolavoro;
"Salò" non è solamente un film, è uno specchio, è un testamento, è un quadro maledetto, è un addio, è una fine. Consacra Pasolini uno dei cardini fondamentali del cinema italiano e della stessa storia italiana.
Salò è la morte di un'ideologia, morte già profetizzata in "Uccellacci e Uccellini", la morte di una reale analisi intellettuale sulla condizione socio-politica italiana, un tramonto predetto genialmente guardando all'Italia ora; un'Italia dove il berlusconismo e il leghismo sono al potere in mezzo alle più grandi contraddizioni (e mi rifaccio all'inizio). Pasolini lancia il suo ultimo grido in appello ai giovani seviziati dai quattro demoni, simboli delle generazioni future. Se nella Trilogia della Vita aveva guardato al passato e al presente, in questa (incompiuta) guarda al futuro..specialmente con l'ultima, geniale scena.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  05/08/2008 22.54.36
   10 / 10
un film indigesto

se avessi votato appena visti i titoli di coda non avrei esitato a propinare un 3, ma solo a distanza di tempo ho potuto capire (forse solo in parte) lo scopo delle atrocità e i simbolismi racchiusi in questa pellicola

T.r.Tancredi  @  10/07/2008 17.35.28
   8½ / 10
Premettendo, che un film del genere, non e'per gente particolarmente sensibile, o moralista, diciamo subito, che lacapicita' di Pasolini di far sprofondare i suoi personaggi nella piu' profonda depravazione umana, nella lascivita' piu' feticista, e' riuscita in pieno. Straordinaria la crudezza e il colore dato alle immagini , in cui le riprese sono accuratamente montate per dare unsenso di profonda veriticita' al contesto. Se il messaggio e' quello di legare il potere direttamente proporzionale alla perdita dell' etica e della compassione umana, beh...il regista ci e' riuscito in pieno. Percio' il voto per lamiaopinione, resta alto.

sweetyy  @  04/07/2008 16.47.40
   8½ / 10
Uno dei film più disturbanti e malati che io abbia mai visto.

lupin 3  @  25/06/2008 16.06.13
   7 / 10
Film nudo e crudo che almeno una volta nella vita va visto.
Rappresentazione libertina dove l'abuso di potere, l'umiliazione e la malvagità umana va oltre ogni immaginazione.

zoscolo  @  16/06/2008 12.51.33
   7½ / 10
premetto che è il primo film di Pasolini che vedo..avendo letto i commenti ho capito che non potevo vederlo prima di essermi un minimo documentato su Pasolini....tuttavia non riesco a dare un significato piu profondo alla pellicola non piu di quanto abbiate gia fatto voi, la violenza , la depravazione,l'indifferenza al dolore....ci sono tutte ma al di là di questo non cè piu nulla a parere mio.
Sarà che sono difficilmente impressionabile o forse perchè ho preteso troppo di capire un film del cui regista ignoro le caratteristiche...... comunque prometto che mi documenterò e guarderò altri suoi film per poter meglio capire questo....
cmq il voto non è assolutamente negativo perchè l'intento del regista l'ho colto pienamente..

3 risposte al commento
Ultima risposta 06/09/2009 09.03.17
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  26/03/2008 11.49.37
   9 / 10
Prendete quattro potenti, che nascondono la loro malvagità, pederasta, pedofili, senza valori; prendete tre borghesotte, nichiliste, maniache del sesso; prendete una decina di "soldati" complici delle nefandezze dei loro mentori, fate mangiare loro 10 pasticche di viagra ogni mattina appena svegli così da non frenare il loro istinto sessuale più perverso! Poi prendete una ventina di ragazzini e ragazzine, anche loro bestie ma non per loro volontà, e chiudete il tutto in una villa dall'aspetto ricco e raffinato ma che non fà altro che da maschera dell'inferno in cui queste persone sono catapultate! Ora fate fare a carnefici e vittime tutto ciò che non si può far vedere nel cinema ed ecco che avrete uno dei film più disturbanti della storia del cinema, seppur in confronto ai prodotti orientali sia soltanto una caramella al miele! Al giorno d'oggi infatti le scene che si vedono in questo capolavoro non sono così crude come si potrebbe pensare, ma fuse insieme riescono ad infondere la paura nello spettatore di ciò che avverrà dopo! Lo sfondo del film non è altro che una cornice intercambiabile, ben poco centrano fascisti e partigiani, qui si tratta di un viaggio all'interno della cattiveria che può raggiungere l'animo umano, cattiveria così esplicità e senza barlume di luce che resterà negli occhi dello spettatore per molti giorni come pochissimi altri film saprebbero fare! Difficile vederlo una seconda volta, perderebbe gran parte del suo fascino!

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  14/03/2008 18.03.18
   9½ / 10
Che questo film sia un grande film è indubbio. Che sia necessario avere una conoscenza di base di PAsolini artista, anche.

La pellicola è esagerata, grottesca, dura, difficilmente digeribile, perversa e malata (come malata è la società borghese, per Pasolini, in maniera irrimediabile). Questo film è però anche una parabola sul potere (il fascismo è solo una metafora, Pasolini non era così limitato), sul sesso come mezzo del potere e sugli effetti del potere stesso sui potenti. Ma ci sarebbe tanto da approfondire. Di certo non c'è banalità, ne compiacimento.

Si parla di capolavoro. Probabilmente lo è. Io l'ho digerito male, vederlo per me è stata una sofferenza, sicuramente non lo rivedrei una seconda volta (anche se gli effetti ne verrebbero stemperati, in questo caso). Ne sono rimasto estremamente colpito, anche in negativo. Pasolini è al di là delle tecniche cinematografiche.

Scenografia e Musica sono elementi importantissimi, la seconda soprattutto. Perfetta e innovativa la fotografia.

Non mi sento di consigliare questo film, non è per tutti. Limitandosi a vederlo senza rendersi conto di quello che c'è dietro e, soprattutto, prima, rischia di renderlo indigesto. Credo si debba avere una grande consapevolezza di quello che è il pensiero del regista, nonchè l'opera di De Sade, da cui è tratto.

Vedi recensione

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/06/2009 09.08.55
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento wega  @  06/03/2008 12.52.31
   10 / 10
Sono sconcertato più che dal film stesso, dalla superficialità con cui è stato interpretato da diversi utenti.
Il film "pecca" di estremismo, di perversione sessuale, ma il sesso di Pasolini è la sua estetica narrante a cui più è affino, ed in particolar modo in questa pellicola non è altro che la metafora della vita, e della sua dignità soffocata di conseguenza.
Questa grandiosa allegoria di caratteri storici è il testamento intelligente di una rappresentazione altrettanto intelligente dell'umano e il disumano, del naturale e l'innaturale, come l'uomo la donna, le feci ed il sesso, tutti elementi ambivalentemente interpretabili nell' uso e nel consumo.
Un viaggio allegorico nell' inferno, nell'abuso di quel potere che può condurre la brama ed una specifica ideologia, anche politica.
Se da comunista Pasolini fece riferimento in particolare al fascismo, o al regime Hitleriano, dove tutto può essere collegato metaforicamente ai lager nazisti e a quello che succedeva all'interno di essi, condanna in ogni modo qualsiasi forma di potere capitalista, il film quindi può essere contestualizzato in qualsiasi epoca e frangente politico/sociale.
Fotograficamente splendido, è un vero capolavoro da vedere e rivedere, altrochè solo per stomaci robusti.

4 risposte al commento
Ultima risposta 11/04/2008 17.27.13
Visualizza / Rispondi al commento
gei§t  @  25/02/2008 16.12.48
   6 / 10
Nauseante. I carnefici usano il loro potere per compiere qualunque bestialità sulle vittime e tali abusi sembrano tanto più inumani per il fatto che lo spettatore non riesce a coglierne alcun lato "attraente"... solo si percepisce la nausea.

4 risposte al commento
Ultima risposta 22/03/2008 15.48.34
Visualizza / Rispondi al commento
NandoMericoni  @  16/02/2008 16.41.17
   3 / 10
film penoso e malato, il peggiore di pasolini senza dubbio...

La ricotta  @  25/01/2008 12.30.53
   9½ / 10
il conato insanguinato di un Pasolini arrendevole dinanzi a questa società.

sonhador  @  19/01/2008 1.10.49
   4 / 10
un film orrendo e inutile.. Non c'era bisogno di riprodurre un tale orrore per mostrare fino a dove può arrivare la crudeltà di molti uomini. Da parte di Pasolini mi è sembrato un ignobile tentativo di infondere nello spettatore lo stesso odio che lui nutriva per l'umanità intera. E' la mia opinione, vi prego di rispettarla.

3 risposte al commento
Ultima risposta 06/03/2008 14.13.41
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  13/12/2007 23.47.54
   10 / 10
Pasolini , pensiero pulsante in cerca di “contatto”

Ascoltare la voce di Pasolini per sentire un pensiero pulsante pieno di vita,
spesso pieno di tristezza, ma mai di rassegnazione, il sognatore non può rinunciare al sogno,
alla possibilità di trasfigurarsi verso nuovi orizzonti, dove i pensieri prendono forma utopica,
nutrendosi di speranza, una speranza “cristiana”, un cristianesimo passionale, sensibile, corporeo, come il Gesù del “Vangelo secondo Matteo”, dove domina la “VITA”, il cuore, la passione,
la rabbia verso l’ingiustizia “terrena”.
Non basta essere grandi eruditi per essere poeti, il poeta vive il proprio tempo con profonda umanità, cammina tra la gente nutrendosi di vita. Il filosofo erudito spesso è un poeta fallito, esprime la propria frustrazione rifugiandosi in una “masturbazione” del pensiero, perdendo contatto con il corporeo “contatto vitale”, senza il sentire l’altro, il pensatore rischia di ingabbiarsi in una serie di cerchi concentrici, gironi infernali, dove ciò che domina è la “MORTE”, il pensiero diventa “fredda arroganza”,istituzione, potere, repressione, tortura,uccisione del giovane pulsante di vita e di eros, nel film Salò o le 120 giornate di Sodoma domina la MORTE, figlia mostruosa del delirio d’onnipotenza fisica ed intellettuale, dove “DEMONI” nutriti dal seno del nichilismo etico, torturano le giovani prede, nulla ha più valore, la vita può essere calpestata gratuitamente da demoni con volti deformati in espressioni mostruose ed in sorrisi malefici.
Pasolini mostra un “incubo reale” fatto di crudeltà e violenza, perversioni mostruose che forano la determinazione
storico-ideologica del fascismo, scorrendo come sangue sporco nella nostra società “Libera e Democratica” e nelle istituzioni , dove di libero e democratico resta ben poco.
Si! Il sistema è ancora crudele e violento, repressivo, nazifascista!
Il mascheramento della crudeltà, una maschera rossa che danza, mietitrice di sogni e signora della peste dell’omologazione che rende schiavi della “Metropolis”,esseri non umani, alienati e trasformati in robot, programmati alla ripetizione quotidiana della “giornata di produzione” e ridotti ad oggetti non pensanti in quanto ripetitori di “chiacchiere”.
Un bel film, sicuramente non un capolavoro assoluto, è
“Crash - contatto fisico” di Paul Haggis,
dove l’assenza di contatto viene ripetutamente sottolineata, siamo distanti, rinchiusi in scatolette di metallo ed in squallide stanze, per avere il contatto dobbiamo scontrarci,
distruggere le barriere della quotidianità opprimente, che ingabbiano la nostra esistenza,
superare la cultura del “sospetto totale” che porta solo odio, disprezzo e folle solitudine.



Mika

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  29/11/2007 21.47.30
   3 / 10
Visto ad oltre 30 anni dalla sua uscita nelle sale, l'ultimo film del Pasolini regista è faticosamente distinguibile da una qualunque moderna pellicola porno feticista di amatoriale livello. Le metaforiche allusioni ad una società contemporanea dedita alla completamenta mercificazione dell'individuo divengono facili pretesti per mostrare con occhio compiaciuto ogni sorta di perversione e violenza gratuita. Lo scontato pessimismo dell'autore, enfatizzato dai toni grotteschi della narrazione, da un deviante perseguimento del libero arbitrio e ad una deumanizzazione esasperata, non riesce a rapportare l'opera ad un contesto compiuto nè a ad affondare veri colpi bassi in maniera credibile ad una qualsivoglia entità sociale. L'attacco al potere e ad ogni forma di sopraffazione, debole e generalista, finisce con il somigliare molto più una ribellione maldestra alle regole dell'etica e alle convenzioni morali. Il film che ha una nutrita schiera di sostenitori, anche tra i critici, è divenuto un (s)cult soprattutto per via della sua ostentata volgarità e truculenza.

4 risposte al commento
Ultima risposta 08/03/2008 19.28.42
Visualizza / Rispondi al commento
benzo24  @  28/10/2007 19.45.23
   7 / 10
indubbiamente un film ripugnante, ma allo stesso tempo anche molto affascinante. è anche vero che è un film di un pervertito, ed è anche abbastanza cruento e schifoso ed esagerato, lontano dalla realtà, molto vicino invece alla perversione omosessuale. un film da vedere certo ma non è certo un capolavoro, anche perchè pasolini come regista non è certo il massimo.

9 risposte al commento
Ultima risposta 25/01/2011 15.58.33
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  18/10/2007 23.47.21
   9 / 10
Più che un film, "Salò o le 120 giornata di Sodoma" è un'opera d'arte o, ancora meglio, una poesia tradotta su pellicola. Una poesia dai connotati drammatici (v. Antiferno), perversi (il Girone delle Manie), grotteschi (il Girone della Merd.a) o di violenza pura (il Girone del Sangue).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  22/09/2007 11.16.52
   7 / 10
Per quanto lo spessore e la profondità di questa opera siano notevoli, non si può negare che Salò è davvero un film difficile.
L'analisi sociologica, politica e religiosa è intesa in modo esemplare, preciso, un film profondo, ricco di riflessioni, cruento e disturbante.
Per il tempo è stato un capolavoro, contestualizzato al periodo storico si comprendono anche certe scelte stilistiche a dir poco discutibili, vederlo oggi, senza un'adeguata preparazione culturale cinematografica, lo si può vedere eccessivo e a tratti di cattivo gusto.
Insomma un film che richiede una certa conoscenza per apprezzarlo......

Personalmente, nonostante su questo film e su Pasolini ne conosca abbastanza non riesco ad andare oltre un 7 per una serie di tematiche nella cinematografia pasoliniana che proprio non mi vanno giù.

Se Pasolini ci parla di LIBERTA' SESSUALE PERCHE' VIVE IL SESSO CON TANTO SENSO DI COLPA e ancora di più quello omosessuale?
Il suo sentirsi peccatore e nello stesso tempo la sua sessualità discutibile (Pasolini andava con gli adolescenti) sono presenti in tutti i suoi film, cossichè alla fine non riesci a capire quale sia il messaggio dei suoi film, sempre ambigui e a volte sopra le righe.
Un tormento interiore che è reso benissimo nei lavori ma che alla fine non trova mai soluzione, sebbene la società del tempo una soluzione l'aveva trovata si chiamava LAICITA'!
Qui siamo in piena apoteosi, forse il suo capolavoro, sicuramente il suo capolavoro dove emergono tutte le caratteristiche positive e NEGATIVE del suo cinema

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/11/2010 17.13.21
Visualizza / Rispondi al commento
  Pagina di 2   Commenti Successivi »»

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


743770 commenti su 24885 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net