roma citta' aperta regia di Roberto Rossellini Italia 1945
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roma citta' aperta (1945)

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locandina del film ROMA CITTA' APERTA

Titolo Originale: ROMA CITTA' APERTA

RegiaRoberto Rossellini

InterpretiAldo Fabrizi, Anna Magnani, Marcello Pagliero, Vito Annichiarico, Nando Bruno

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 1945
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1945

•  Altri film di Roberto Rossellini

Trama del film Roma citta' aperta

Durante l'occupazione nazista di Roma, la polizia tedesca è sulle tracce di un ingegnere legato alla Resistenza, Giorgio Manfredi, che riesce a sfuggire alla perquisizione nel suo appartamento e si rifugia in casa di un amico. Un parroco, Don Pietro, impegnato nella lotta contro i nazisti, aiuta Giorgio nei contatti con la Resistenza...

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Voto Visitatori:   9,17 / 10 (53 voti)9,17Grafico
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Voti e commenti su Roma citta' aperta, 53 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  28/10/2011 16.54.53
   10 / 10
Grandissmo film.Bravissimi la Magnani e Fabrizi

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  28/09/2011 15.52.58
   9 / 10
Pina osserva disperata il marito mentre viene trascinato via dai nazisti. Si divincola, corre verso di lui urlando disperata.

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"Roma città aperta" potrebbe essere riassunto in questa scena: il trionfo di un'umanità disperata ma incapace di rassegnarsi.

isaber  @  24/08/2011 14.12.40
   9 / 10
L'immagine della Magnani che rincorre l'automobile è un'immagine che tutti hanno visto almeno una volta, nei poster, nei libri di cinema, e tutti, almeno una volta, dovrebbero vedere questo film che racconta, con straordinari interpreti, un pezzetto della nostra storia. Crudo, semplice e aghiacciante. é impossibile rimanerne indifferenti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  03/08/2011 13.25.30
   8 / 10
Penso di non poter dare più di otto a questo film di Rossellini, che in quanto a trama, mi è sembrato abbastanza povero. Positiva, invece, la rappresentazione "nuda e cruda" della realtà del periodo della Resistenza. Ottimi gli attori, su tutti Fabrizi e Magnani (quest'ultima vinse anche un Nastro d'Argento), e la regia.

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Per il resto nient'altro da dire, non so perchè ma questi film neorealisti sulle guerre del Novecento non riesco mai ad apprezzarli e a considerarli capolavori, li trovo spesso abbastanza lenti e un pò poveri. Mi viene in mente anche "La grande guerra". Però gli altri film neorealisti, quelli mi piacciono, basta pensare a "Umberto D.", "Ladri di biciclette" o a "La strada"...

dave89  @  30/07/2011 8.08.16
   8 / 10
Bel film....da vedere.

guidox  @  26/06/2011 18.32.45
   9 / 10
cinema di altissima scuola, meraviglioso nella sua semplicità, con due attori indimenticabili nei loro ruoli, quali Aldo Fabrizi, il prete del popolo che soffre e Anna Magnani, vedova, madre, ma soprattutto donna, entrambi incredibili nel tratteggiare i loro personaggi nel contesto della storia.
struggente.

censurableah  @  31/05/2011 17.55.48
   9 / 10
Colossali Fabrizi e la Magnani, unfilm che dovrebbe essere proiettato per le giovani generazioni

Lory_noir  @  12/05/2011 0.00.20
   8½ / 10
Emozionante e crudo. Magnani e Fabrizi splendidi. Da vedere assolutamente.

Paolo70  @  05/05/2011 19.24.54
   8½ / 10
Un grande film ambientato nel periodo della resistenza con i nazisti che cercano uno dei responsabili del movimento di liberazione che riesce a fuggire e a nascondersi da un amico. Un film drammatico con una grande interpretazione di Aldo Fabrizi nei panni di un prete. Consiglio a tutti di vederlo.

ValeGo  @  08/12/2010 22.06.34
   9 / 10
Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  25/11/2010 17.41.25
   9 / 10
Capofila di una rivoluzione estetica nel cinema, "Roma, città aperta" di Roberto Rossellini fu il primo prodotto importante del Neorealismo italiano. Il movimento che riuscì ad abbattere le convenzioni del "cinema dei telefoni bianchi" di moda nell'Italia fascista. Il film di Rossellini sulla Resistenza italiana fu scritto nei giorni della lotta clandestina contro i nazisti. La scarsità delle risorse finanziarie e tecniche si rivelò un pregio per questo film, che fu girato in stile documentaristico. Mostrando persone vere in luoghi reali, il film portò una ventata di aria fresca nel cinema occidentale. La libertà di movimento della macchina da presa e l'autenticità dei personaggi, insieme a una nuova narrativa, sono tra le qualità che fecero di "Roma, città aperta" la rivelazione del Festival di Cannes del 1946, dove fu premiato con la palma d'oro. Il Neorealismo italiano divenne presto un modello estetico per i registi interessati a una vivida descrizione della storia e della società. Una delle cose più interessanti di questo capolavoro è l'approccio di Rossellini ai personaggi del dramma. Alcuni degli eroi del film rimarranno per sempre nel cuore degli spettatori. Chi potrebbe dimenticare Pina che corre tra i proiettili, o il prete che riconosce nel partigiano torturato il supplizio di Cristo? Nonostante il tono melodrammatico, la storia è aspra e toccante oggi come allora. E non sorprende che, dopo questo ruolo, la Magnani sia diventata una delle più grandi stelle del cinema italiano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  11/11/2010 12.32.52
   8 / 10
Questo è un altro dei grandi film neorealisti, un film che mostra la cruda realtà di quell’epoca, senza falsa retorica, senza falsi colpi di scena. La telecamera è come un occhio nudo di un testimone. Fa piangere il cuore.
E Don Pietro, quello sì che è un Prete con la P maiuscola.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  31/03/2010 16.23.37
   9 / 10
E' il film manifesto del neorealismo. Convince sia sotto il profilo narrativo che risulta alquanto semplice ma ben equilibrato in funzione dei 3 personaggi principali... sia se lo si vuol guardare a mo di documentario storico. Rossellini dirige con sicurezza gli eccellenti Fabrizi, Pagliero e soprattuto Magnani in una della scene più toccanti e commoventi della storia del cinema. I loro 3 personaggi rappresentano l'anima di quell'Italia in ginocchio e che proprio dalle figure del partigiano, della persona comune ma passionale e del sacerdote dispensatore di conforto... ha saputo trovare la forza di rialzarsi.

phemt  @  07/01/2010 11.08.18
   8½ / 10
L’occupazione nazista vista dall’occhio neorealista di Rossellini che fotografa splendidamente un durissimo momento della storia italiana che con questo documento riesce a far ragionare molto più di un qualunque libro di storia… Commovente, duro ma con un filo di speranza finale… Capolavoro!

Monumentale la prova di Aldo Fabrizi, storica quella della Magnani la cui corsa disperata verso il suo amato Francesco rimane una delle scene più rappresentative del cinema italiano in generale!

topsecret  @  12/10/2009 18.40.47
   8 / 10
E' un film che cerca e riesce a fotografare l'immagine fedele ed umana di quel periodo così tragico e sofferto in cui speranza ed eroismo si contorcevano in una stretta spesso mortale.
La grandezza di superbi attori come Aldo Fabrizi ed Anna Magnani consiste anche e soprattutto nel fatto di riuscire a calzare ruoli così intensamente drammatici, mantenendo la stessa naturalezza con cui affrontano ruoli più leggeri e scanzonati.
Una pellicola patrimonio del cinema italiano.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  21/07/2009 20.26.41
   9 / 10
Nell’immediato dopoguerra, prima ancora che De Sica struggesse il cuore d’Italia coi suoi magnifici lavori, Rossellini aveva già scritto pagine di rara verità e durezza. E mentre in poesia, le testimonianze degli orrori e delle miserie che il conflitto aveva portato, andavano a coincidere con l’elaborazione d’uno stile oscuro e altamente simbolico (l’Ermetismo), nel cinema s’elaborò spontaneamente una poetica diametralmente opposta: quella del Neorealismo.
“Roma città aperta” ne divenne dunque il manifesto, segnando un netto punto di svolta. E poco conta se artisticamente appare oggi discutibile. Se spesso, nel corso del film, ci si accorge che la narrazione tende a scivolare nel romanzesco. “Roma città aperta” è un’intensa testimonianza. “Roma città aperta” è un atroce documento. Più efficace ancora delle liriche dei nostri grandi ermetici del tempo.
E alcune sue scene; la donna che cade colpita mentre va in contro al marito arrestato, l'ingegnere della resistenza torturato a morte, il prete fucilato a sangue freddo davanti ai suoi ragazzini; sono insolubili scaglie ghiacciate che sono penetrate dentro la nostra memoria.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  23/12/2008 17.52.28
   10 / 10
Roma città aperta ha un valore storico per il cinema italiano e internazionale fondamentale. Una cesura netta tra ciò che era prima e la nascita del periodo più fecondo del cinema italiano, il Neorealismo. Un cinema impantanto nei "telefoni bianchi", che, improvvisamente, descrive la realtà di un periodo storico molto doloroso per il nostro paese: la fame, i rastrellamenti nazi-fascisti, i bombardamenti. Grandioso Aldo Fabrizi, un'interpetazione che non può e non deve lasciare indifferenti.

faith81  @  12/09/2008 10.49.36
   9 / 10
Film capostipite del Neorealismo. Crudo, drammatico,straziante. Formidabile!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  17/07/2008 17.58.45
   10 / 10
Vittorio De Sica è stato l'emozione, Roberto Rossellini il pugno nello stomaco.
Drammaturgia molto più complessa e articolata rispetto "Paisà", ciò che salta più agli occhi sono questi bambini, costretti ad agire, pensare, vivere come i grandi. Ciò che salta più agli occhi è questa figura eroica nazionale, un prete che è simbolo di abnegazione, coraggio e speranza; ciò che salta più agli occhi è vedere rappresentato chirurgicamente quanto un'ideologia possa fare del male. A questo punto non so più scegliere tra De Sica e Rossellini.
Un immenso Aldo Fabrizi ed una grande Anna Magnani. Bravi tutti quanti.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/01/2010 21.32.39
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mrwoolf  @  27/06/2008 14.41.14
   10 / 10
capolavoro assoluto della filmografia mondiale; fotografia splendida della situazione italiana durante l'occupazione nazista, trasmessa sicuramente meglio di un arido libro di storia...
immensa interpretazione della Magnani e di Fabrizi

amoreblu  @  30/12/2007 17.46.15
   9½ / 10
uno dei più bei film italiani si dice, beh ... non c'è che dire lo è senza dubbio. Aldo Fabrizi è fenomenale.

Pekisch  @  22/11/2007 11.55.14
   9½ / 10
Ovviamente uno dei capolavori di Rossellini, capostipite del neorealismo anche se meno neorealista di Paisa'.
Particolare la scelta di Rossellini, che ha voluto sottolineare la differenza tra gli italiani e gli oppressori con diversita' di carattere sessuale: Bergmann (credo si chiami cosi') ha delle movenze effemminate (l'attore se non erro era un coreografo omosessuale, scelto apposta per questo), e la Lauretta lascia intravedere tendenze lesbiche.

Personalmente ho intravisto la presenza di Fellini soprattutto nei dialoghi, in particolare la scena della padellata e la formidabile battuta del forno:


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1 risposta al commento
Ultima risposta 17/07/2008 18.00.31
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sonhador  @  13/10/2007 17.40.00
   6½ / 10
A mio parere il più sopravvalutato del neorealismo italiano. E' comunque sufficiente nel complesso. Superbi indubbiamente gli attori.

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Ultima risposta 17/07/2008 18.02.02
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  30/09/2007 14.00.14
   9 / 10
CAPOLAVORO (PROBABILMENTE IL FILM MANIFESTO) DEL NEOREALISMO. LA REALTA' DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E, IN PARTICOLARE, DELL'OCCUPAZIONE NAZISTA DI ROMA RESA MAGISTRALMENTE.
PERFORMANCE ATTORIALI GRANDIOSE.

LA SCENA DELLA DISPERAZIONE DELLA MAGNANI CHE CADE E' QUASI UN MIRACOLO.

UN PEZZO DI STORIA (NON SOLO CINEMATOGRAFICA) DA GUARDARE ASSOLUTAMENTE.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  19/07/2007 10.04.46
   9 / 10
Il Cinema, l'Assoluto Cinema di Roberto Rossellini si presenta qui nella sua forma più elevata, sublime, elevata.
egli non si piange addosso, non c'è alcuna esagerazione nè nella teatralità della Magnani (suprema) nè nella drammaticità di Francesco e di Giorgio, nè nella santità di Padre Pietro, egli presenta la realtà, la vita e lo fa con una poesia che ancora oggi desta sentimento e passione. la scena della camionetta è la perfezione, è la summa della Grandezza di Rossellini e il suo cinema.
chiaramente ispirato (ma poi non è detto) allo scheletro della storia dei Promessi, ma enormememente differente, devo concludere che il personaggio che più mi ha colpito per il suo cinismo e realismo è l'amica di Loretta, la traditrice. questa ragazza rappresenta a mio parere il lato più oscuro dell'occupazione nazista, quello che in pochi sanno, ossia di ragazze drogate e costrette alla prostituzione e qualcos'altro...
è, nel film, il risultato di una gestazione durata guarda caso 9 mesi (come dice all'inizio), una gestazione violenta e distorta, mostruosa.
indubbiamente il migliore del Neorealismo, sebbene non vada pazzo per questo filone.

24 risposte al commento
Ultima risposta 19/07/2007 21.02.01
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Dick  @  17/07/2007 16.49.51
   9 / 10
Toccante e amaro film su una triste e controversa realtà attraverso diverse vicende che s' incrociano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  16/07/2007 20.40.53
   9 / 10
Pur con i suoi difetti legati a forzature e alla retorica cosidetta "populista" è un capolavoro, un documento storico di inestimabile valore che rievoca uno dei momenti peggiori della storia d'Italia e dell'umanità oserei dire. Il coraggio e la dignità con cui Pina (la Magnani, che attrice!) corre verso la camionetta, con cui Giorgio resiste alle torture naziste e con cui don Pietro muore fucilato sono di una potenza straordinaria, tuttora attuale. Ogni uomo, di ogni condizione sociale ed economica, può qualcosa per migliorare il corso tumultuoso della storia.
Il film di Rossellini ricorda Manzoni e il suo Fra Cristoforo la figura di don Pietro interpretato da un eccezionale Fabrizi e in generale tutto il film sembra rievocare il realismo e le vicende de I promessi sposi: se allora c'erano gli spagnoli (e gli austriaci) qui ci sono i tedeschi, un motivo in più per considerare il romanzo di due secoli fa' attualissimo.
La forza di ricominciare, incredibile a dirsi, nacque proprio dal dolore e la sofferenza: su, un po' di orgoglio nazionale, ragazzi.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  07/07/2007 23.20.44
   9½ / 10
Nel 1944 avendo stabilito che Roma rientrava tra le città che non avevano obiettivi militari, i tedeschi decisero di risparmiarla dai bombardamenti dichiarandola "Città aperta".
La storia, drammatica quanto tristemente reale, racconta l'occupazione nazista vista dalla parte del popolo, un popolo che collaborava con la resistenza anche a costo della propria vita.
Il desiderio di libertà che accomunava gli Italiani verso la fine della seconda guerra mondiale era tale ormai da non intimorirsi nemmeno davanti alle orribili torture dei nazisti al punto da sacrificare la propria vita.
E tale sarà la sorte di Manfredi davanti all'espressione incredula e addolorata magnificamente interpretata da Aldo Fabrizi, insieme ad Anna Magnani l'unico "attore" del film.
Penso che a pochi non è venuto un groppo alla gola vedendo la memorabile scena della morte di Pina mentre corre dietro il camion dei tedeschi nel quale c'è il fidanzato appena arrestato.
Uno spaccato di una delle pagine più tristi della nostra storia raccontato in maniera semplice ma stupendamente efficace.

iraclion  @  06/07/2007 0.42.59
   9 / 10
la storia del cinema italiano; e nn dimostra i suoi anni. godibilissimo ancora adesso e con un aldo fabrizi che è il manifesto del neorealismo

Dante V  @  01/06/2007 16.52.42
   9 / 10
Uno dei capolavori del cinema italiano.
Un noto critico francese lo ha definito 'un film di gangster'.
Rossellini tratta il tema dell'occupazione in modo assolutamente originale.

AKIRA KUROSAWA  @  01/06/2007 15.31.31
   9 / 10
uno dei film piu importanti della storia del cinema, questo film cambia il modo di fare i film, nasce il cosidetto neorealismo. bravissima la magnani.
per fare il film è bastato girare le strade devastate dalla guerra. unico

Dreamboss  @  19/05/2007 20.08.21
   10 / 10
Da vedere e rivedere....

Napoleone  @  25/04/2007 13.09.19
   8 / 10
Notevole, se si considera per di più la scarsità di mezzi e risorse con cui il regista ha dovuto cimentarsi. Soggetto, a mio parere, non troppo originale ma capace comunque di regalare emozioni e far riflettere su svariati temi: su tutti il sacrificio personale per il conseguimento della libertà in contrasto con l'egoismo dettato dalla paura della miseria.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  21/04/2007 12.20.09
   9 / 10
Il neorealismo nasce in un contesto storico straordinario per situazione politica, storica e condizioni sociali. Non occorreva quindi inventare nulla per emozionare gli spettatori che frequentavano i cinema per vedere e capire il tragico presente di allora. La trama era già scritta nella vita di ogni giorno. Bastava essere solo verosimili: a qualcosa che tutti avevano vissuto o continuavano a vivere tra le pieghe del quotidiano. In questi film le emozioni si potevano leggere negli angoli più impensabili degli sguardi dei personaggi, in quei volti sempre animati da una sorprendente spontaneità e da una chiarezza espressiva che rendeva trasparente ogni interiorità psichica.

Questo film rappresenta una pietra angolare del cinema, su cui poggia la struttura teorica e storica del neorealismo. Per Kezich il neorealismo nasce precisamente con la famosa scena della Magnani in cui si vede la donna rincorrere disperatamente il camion dei tedeschi che porta via il suo uomo e rimanere brutalmente uccisa.

Un film che riassume, con incredibile chiarezza e straordinaria bravura di tutto il cast, la situazione etica, sociale, ideologica, politica, umana della capitale dell'talia: nella fase finale della seconda guerra mondiale.

Cambiando le condizioni storiche il neorealismo sfumerà, verso la fine degli anni '50, nell'espressività dell'interiore psichico, usando tecniche più sofisticate come la rarefazione del discorso in lunghe pause che fanno pensare a qualcosa di emotivo e rappresentativo in via di formulazione o di difficile composizione razionale coinvolgendo nell'effetto artistico che ne deriva anche lo spettatore, vedi Antonioni e un certo Fellini. L'oggetto diventa la solitudine e la crisi esistenziale dell'uomo nella società fortemente industrializzata.

quaker  @  05/04/2007 15.33.16
   10 / 10
Girato con mezzi di fortuna da un ragazzone della borghesia romana, amico di Vittorio Mussolini, ed appassionato di cinema, Roma città aperta inaugura il neorealismo con una delle opere più crude del cinema italiano.
Rossellini, praticamente da solo, in un'Italia ancora devastata dalla guerra, può servirsi di macerie autentiche, di un attore (fino ad allora, e poi quasi sempre) comico come Fabrizi, che dà il meglio di sé in una parte altamente drammatica, di una Anna Magnani eccezionale, incarnazione della donna italiana. Racconta, sia pure romanzando (ma non troppo) fatti veri, come la fucilazione di don Pietro Pappagallo.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  15/03/2007 16.03.58
   9 / 10
film che metto davanti a tutti quelli del cosiddetto "neorealismo" forse perche uno dei primi (se non il primo in assoluto) o forse perche quello che mi ha dato piu' emozioni!
merito anche dei bravissimi protagonisti,in particolare Aldo Fabrizi che non avevo mai visto come attore e qui ci regala un personaggio straordinario in continuo combattimento tra il suo dovere di prete e quello di uomo debole...
la sua ultima espressione è un chiaro riferimento alla scena della crocefissione e sembra quasi dire:"padre,perche mi hai abbandonato?".
un film eccellente sotto tutti i punti di vista!

mikyross  @  28/02/2007 14.34.43
   9 / 10
Un mostro sacro del nostro cinema, per niente inflazionato da sessant'anni di manipolazione mistica e classicismo indotto. I PROMESSI SPOSI dello studente di Dams odierno, ma non annoia né risulta scontato all'occhio dello spettatore. Anna Magnani è il mio mito, e Pina è uno dei personaggi meglio riusciti della sua carriera. Il film è così coinvolgente che anche chi lo vede sembra proiettato nel ruolo di una comparsa delle vie di Roma bombardata, o di un amico partigiano che vuole aiutare Francesco. Bravo Aldo Fabrizi, da me non particolarmente amato ma ha fatto davvero una buona interpretazione.
Forte l'allusione all'omosessualità della spia tedesca Ingrid, forse per ricordare i tempi della Dietrich di MOROCCO...

Ch.Chaplin  @  14/02/2007 20.01.20
   10 / 10
sarebbe un disonore dare meno a questo film ke non solo è girato e interpretato (mamma mia!) magistralmente, ma crea benissimo l'atmosfera ke si viveva all'epoca in italia e a roma in particolar modo.anke x noi ke siamo nati molti anni dopo (e x coloro ke lo vedranno negli anni a venire) un'opera d'arte ke servirà a ricalcificare la memoria ogni volta ke quella parte di storia sarà in procinto d'esser cancellata.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  18/01/2007 14.08.45
   10 / 10
c'è chi racconta che fece molto di più questo film che i tentativi dei nostri diplomatici per far rientrare l'Italia nel consesso internazionale. Monumentale racconto della resistenza romana, narrato con stile talmente reale da sembrare un documentario. Magnani e Fabrizi da urlo e un Rossellini in stato di grazia per una pellicola che arrabbia e commuove come nessun'altra. Il punto più alto del neorealismo e forse del cinema italiano che mette d'accordo critica e pubblico. Quando il cinema ha una funzione sociale.

davil  @  15/01/2007 22.05.48
   10 / 10
impossibile per me dare meno di 10 a questo capolavoro, forse il miglior film del cinema italiano. Nella sua semplicità e crudezza racconta tutto con una visceralità ed immediatezza uniche. La scena della fucilazione dell'immenso aldo fabrizi è di un'intensità raramente riscontrabile in altre pellicole.
bellissimo ed indimenticabile, chi ama il cinema non può non averlo nella propria collezione

The Monia 84  @  16/12/2006 16.10.08
   9½ / 10
Tre scene che ti rivoltano lo stomaco come un calzino, mentre un grande maestro racconta di una Roma occupata dai nazifasciti, delle sue lotte, delle sue sofferenze e dei suoi sacrifici. Una popolana, un sacerdote e un ingegnere che hanno marchiato a fuoco la storia del cinema nazionale e non.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  22/10/2006 10.52.39
   9 / 10
Un capolavoro del cinema italiano neorealista.
Un film imponente ed importante, per la capacità di descrivere un pezzo della storia del nostro paese in maniera forte e drammatica, senza alcun moralismo o pregiudizio ..il racconto è coinvolgente, tale da far emergere tutta la intensità di un popolo che riscopre il senso civico, l’amore per la Patria, espressa proprio nella Resistenza.
Una pellicola che rappresenta un documento storico fondamentale, dove la coscienza civile si eleva ad eroismo, in cui ogni personaggio, pur rappresentato nella sua fragilità, nella sua umanità, sarà in grado di riscoprire il valore della dignità, alzando la testa dinnanzi ai soprusi, ribellandosi ad essi.
Memorabili alcune scene, come quella che vedono la protagonista rincorrere il camion che portava via suo marito, gridandone il nome (Francesco …Francesco), prima di essere cinicamente uccisa dinnanzi agli occhi del figlioletto ..ma anche la tortura (ripresa in tutta la sua crudeltà) consumata in una stanza, che paradossalmente risulta essere contigua ad altre, in cui invece ci si ubriacava ricercando un falsa ed anacronistica felicità ..e poi un finale davvero emozionante (l’esecuzione), pur nella sua drammaticità, ma anche intriso di speranza.
Un cast davvero eccezionale, dalla grande Anna Magnani (forse la più grande attrice che il nostro cinema ha mai avuto) al bravo Aldo Fabrizi (nei panni del prete) ..una regia elevata a perfezione stilistica, con inquadrature eccezionali, del grande maestro Roberto Rossellini.
Un film che ha fatto la storia del nostro cinema.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  15/10/2006 21.21.14
   10 / 10
Uno dei più grandi film della storia del cinema. Nonostante preferisca pellicole di altri autori italiani (su tutti Fellini e Bertolucci), "Roma città aperta" rimane una pietra miliare del cinema drammatico, nonché un grande esempio di realizzazione di un film pressoché perfetto con mezzi finanziari praticamente nulli. Dalle informazioni che mi sono pervenute, in effetti, Rossellini non sapeva neanche se aveva pellicola sufficiente per arrivare al giorno successivo.
Ad ogni modo devo sottolineare che "Roma città aperta" è rimasto insuperato per quanto concerne la rappresentazione del dramma (più specificatamente dell'occupazione): prendendo praticamente attori "di strada" (escludendo, ovviamente, Fabrizi e Magnani) Rossellini riesce veramente a trasmettere nello spettatore emozioni forti e palpabili.
Il film è di una violenza a tratti insostenibile. La scena in cui la Magnani corre verso suo marito o la tortura finale richiedono nervi ben saldi (non tanto per la crudezza visiva, quanto piuttosto per quella psicologica).
Nonostante io non sia un esperto di tecniche di ripresa (anzi direi che è il contrario), mi rendo perfettamente conto che l'abilità di Rossellini con la camera è a dir poco impressionante: credo infatti che la già citata sequenza della corsa della Magnani sia tra le migliore mai viste.
Straordinarie le interpretazioni di Fabrizi e della Magnani (entrambi nelle parti migliori della loro carriera), ma anche maledettamente intense quelle degli attori non protagonisti: seppure loro non siano professionisti riescono comunque a impregnare "Roma città aperta" di un'incredibile realismo, tanto da farmi pensare che questo sia il miglior film neorealista della storia del cinema italiano.
Proprio oggi, al Festival di Roma, hanno proiettato una nuova edizione, restaurata e rimasterizzata.

lorenz!£  @  07/05/2006 15.03.51
   10 / 10
il film secondo me si divide in due parti:prima della morte della magnani e dopo la morte. quest'attice ha la capacita di riempire lo schermo.. e veramente brava.. devo dire la verita .. ho pianto come un bambino ... un finale triste come tutta la storia . naturalmente il voto e 10 . come dice la didascalia UN CAPOLAVORO ANDATE A VEDERLO SUBITO !un 10 anche a tutto al cast;in primo luogo a anna magnani e aldo fabrizi

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  15/03/2006 13.17.26
   10 / 10
Toccante, emozionante, assoluto!

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  13/03/2006 0.20.57
   10 / 10
un capolavoro del cinema italiano.. attori impeccabili... da non perdere

tavullia86  @  24/12/2005 9.57.04
   8 / 10
Uno di quei film che bisogna vedere...ha segnato la storia del cinema......

Invia una mail all'autore del commento Strangelove'90  @  14/09/2005 19.55.31
   10 / 10
Il capitolo più nero della storia italiana, raccontato nel film più significativo del neorealismo italiano. Intenso, straziante, crudo, indimenticabile.

nextam  @  30/08/2005 20.57.38
   10 / 10
questi sono registi. che film capolavoro! Certo che Rossellini e V. De Sica ce li invidiava il mondo. Attualmente, dopo la scomparsa di Sergio Leone, cinematograficamente in italia facciamo piangere, anzi no, ridere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/10/2005 13.23.07
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  27/08/2005 11.40.10
   10 / 10
Un capolavoro senza tempo. Rossellini sullo script di Fellini gira uno dei maggiori film italiani di sempre. Commevente, duro, appassionato. Un capolavoro che non può non essere visto.
Semplice nella sua struttura registica, perfetto nell'esposizione della storia, Rossellini ci dimostra come si possa fare un film senza giungere agli eccessi visivi tanto di moda oggi. Semplice nei suoi campi lunghi e nei suoi piani medi, difficilmente arriva al PP, ma quando lo fa è sempre l'attimo giusto, il momento più intenso.
Indimenticabile la soggettiva dal camion con la Magnani che rincorre il marito arrestato.
Una grande lezione di cinema per tutti.

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Ultima risposta 03/10/2005 13.22.29
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polbot  @  08/07/2005 13.44.39
   9 / 10
Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/02/2005 1.45.01
   9 / 10
C'è anche una scena vagamente lesbica (la nazista saffica) quando Mariella Lotti - credo si chiami così - viene ubriacata Non ho voglia di parlare del film, dico soltanto che la vicenda è nel dna di ferite aperte e laceranti che gli italiani hanno purtroppo voluto dimenticare Altro che giornate della memoria per le vittime della resistenza

3 risposte al commento
Ultima risposta 19/07/2007 21.03.19
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dragonfly  @  24/09/2004 15.53.43
   10 / 10
Film-cult dell'Italia. Forse non il più bello (secondo me otto e mezzo di fellini), ma sicuramente quello che rappresenta di più il nostro paese. Dalla commozione alla celeberrima scena di Anna Magnani, questo film non poteva mancare a filmscoop.it
Da vedere diverse volte, anche per capire, tecnicamente, come si riesce a fare un film senza risorse economiche. Rossellini, non avendo soldi, ha fregato la corrente elettrica all'esercito americano per girare le scene (quando il comandante l'ha scoperto si è proposto per aiutarlo). In poche parole, Un Mito!

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