ricky - una storia d'amore e liberta' regia di François Ozon Francia 2008
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ricky - una storia d'amore e liberta' (2008)

 Trailer Trailer RICKY - UNA STORIA D'AMORE E LIBERTA'

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locandina del film RICKY - UNA STORIA D'AMORE E LIBERTA'

Titolo Originale: RICKY

RegiaFrançois Ozon

InterpretiAlexandra Lamy, Sergi Lopez, André Wilms, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, Jean-Claude Bolle Redat, Julien Haurant, Eric Forterre, Hakim Romatif, John Arnold, Marilyne Even

Durata: h 1.30
NazionalitàFrancia 2008
Generecommedia
Al cinema nell'Ottobre 2009

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Trama del film Ricky - una storia d'amore e liberta'

Divisa tra la figlia Lisa e il lavoro in fabbrica, la vita di Katie cambia all’improvviso quando conosce Paco, un collega con cui inizia una relazione piena di passione. Il frutto del loro amore, Ricky, è un bambino con un dono inaspettato: due piccole ali, che crescono giorno dopo giorno. Dopo lo sconcerto iniziale, Katie prova a nascondere al mondo questo segreto, ma le cose si complicano quando la storia finisce in mano ai media: s’impone allora nei confronti del bambino meraviglioso la scelta tra possesso e amore.

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Voto Visitatori:   6,71 / 10 (7 voti)6,71Grafico
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Voti e commenti su Ricky - una storia d'amore e liberta', 7 opinioni inserite

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paride_86  @  04/02/2010 4.34.56
   7 / 10
"Ricky" comincia con una donna che racconta ad una psicologa di essere stata abbandonata da un compagno straniero di di voler dare in affido un figlio.
Poi, dopo questa scena, ci viene raccontata tutta un'altra storia. Come interpretare tutto ciò?

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Al di là delle interpretazioni possibili, "Ricky" è un film minimalista sia nella sceneggiatura che nelle scenografie e ricorda un po' il cinema dei fratelli Dardenne, anche per il contesto sociale in cui è ambientato.
Non è il mio genere, però è un film interessante da vedere.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  17/12/2009 10.10.48
   6½ / 10
Ozon si conferma un autore perlomeno originale con questo suo ultimo piccolo e curioso film.
Favola metropolitana.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  15/12/2009 16.16.52
   6½ / 10
Ammetto che François Ozon è un autore che apprezzo da sempre con alcune riserve,la sua versatilità ed il suo coraggio ne fanno un regista spesso fuori dal coro e per questo interessante,anche se mio avviso non ancora in grado di utilizzare le qualità di cui dispone in modo maturo.I suoi film mi affascinano ma poi,sporadici casi a parte,mi danno l’impressione di essere spesso inconcludenti o incompleti,come mancasse qualcosa di fondamentale alla quadratura del cerchio.
Non fa eccezione la sua nuova fatica,un film particolare, in grado di unire le influenze più disparate che vanno dal cinema più impegnato a quello di cassetta,sino a sconfinare addirittura in affinità (edulcorate) con l’operato del primo Cronenberg.
L’azzardo è notevole e la scommessa vinta solo in parte,anche perché la pellicola non è facilmente intelligibile ma si presta a numerose chiavi di lettura.La più scolastica è quella legata alla nascita,evento straordinario e variabile,capace di rompere sottili equilibri e al tempo stesso adatto a fortificare legami.Ozon colloca l’evento in un contesto difficile,in cui è più facile la disgregazione di alcune armonie.Il regista inizialmente intende la nascita come fatto problematico,per poi esaltarne l’importanza sino a farne l’epicentro della felicità,sposando per la messa in scena un criterio fantasy molto singolare,diviso tra il serio e il faceto.
C’è anche da aggiungere che il tutto potrebbe essere un excursus onirico,un viaggio a ritroso,con l’ultima immagine della pellicola da interpretarsi come scena introduttiva,da ricollegarsi al prologo che in effetti sembra completamente estraneo al resto della narrazione.In questo caso il contenuto assume sostanza ben diversa, diventa una rimozione del senso di colpa con annessa lettura non certo positiva quanto quella precedente.Allo stesso modo potrebbe anche essere una percezione della primogenita della protagonista,la quale, preoccupata per l’arrivo in casa del nuovo amore della madre,elabora un mondo tutto suo, in cui dopo varie sofferenze e fallimenti la pace regna sovrana.
Stranissimo,un lavoro che poteva essere un capolavoro ma anche un’incredibile fesseria,Ozon si piazza nel mezzo,come suo costume.

forzalube  @  29/10/2009 13.40.57
   7½ / 10
Allo stesso tempo semplice e sofisticato, realista e fiabesco. Un film non facile da interpretare (

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER), ma che sicuramente coinvolge ed appassiona lo spettatore.
Ottimi gli interpreti.
Insomma Ozon si conferma un regista decisamente interessante.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  21/10/2009 23.08.51
   7 / 10
Si affida alla bellissima voce di Cat Power un'epilogo francamente deludente (v. spoiler) di un film davvero grazioso che avrebbe potuto (ma forse non ha saputo) affrontare un tema come questo senza soffermarsi, come invece fa, sull'aspetto fiabesco e sul nodo poetico della vicenda.
Di solito il cinema di Ozon brilla proprio quando mette in risalto l'interiorità dei personaggi e non la sua bizzarra creatività (è il caso di Sotto la sabbia, del Tempo che resta, per es.), ed effettivamente tutta la prima parte ci parla di un'opera anche rigorosa nel suo impatto sociale, quasi raggelante nell'alludere drammaticamente a certi sviluppi che lo spettatore percepisce con una partecipazione emotiva quasi dannosa (i sospetti sul padre, sulla sorella, etc.).
Ma quando Ricky spicca il volo, l'impressione è che il regista francese si adagi sulla metafora morale e materna della vicenda, o sull'ennesimo tema della figura paterna assente ("Non si va via quando si vuole bene" dice la figlia maggiore della protagonista).
Insomma, dalla quotidiana drammaticità à la Cantet/Dardenne delle prime immagini, si passa alla leggerezza anche amara (ma vissuta come un fenomeno della natura da esplorare e di cui gioire) del "volo", e tutto questo mentre ci sono fin troppi elementi che possono condividere le giovani coppie con prole nei primi mesi di vita del neonato (es. i singhiozzi ossessivi di giorno e di notte che tengono svegli e desti i genitori, ma anche la gelosia della sorella, che si sente trascurata).

Forse il limite del film è di persuaderci di credere in quello che avrebbe potuto essere: invece i toni rassicuranti si vestono davvero di favola, rendendo inconciliabili il mondo di Ricky e della madre, però accidenti resta un graditissimo ritorno per un regista come Ozon: che nell'atto di prendersi sul serio perde di vista i suoi obiettivi, ma riesce a centrare pienamente un dolce ritratto di umanità genetica

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Gruppo COLLABORATORI paul  @  16/10/2009 12.50.47
   6 / 10
La penso esattamente come il commento sottostante: difficilissimo trovare significati precisi a questo film. Del resto non è il primo Ozon che vedo: un regista che definirei un "soft Zulawski", meno estremo ma non certo meno ermetico e pazzerello.

Violabianca  @  14/10/2009 17.18.53
   6½ / 10
Trovandomi all'estero ho visto il film assolutamente per caso su una cable TV russa. All'inizio mi sembrava un film alla fratelli Dardenne: donna sola con figlia che affronta una vita difficile e triste, poi quasi in un battibaleno e' accasata e alle prese con pupo piagnone che le rende la vita ugualmente difficile. Poi, colpo di scena! Spuntano le ali. (E non avendo mai sentito niente su questo film e' stata una vera sorpresa). E li' non sapevo piu' cosa stavo guardando: inizialmente ho temuto un horror, poi ho pensato ad un fantasy, poi ho temuto nuovamente che diventasse un lacrimoso film con sfondo religioso-new age. Impossibile da inquadrare. Ma la storia procede e non si puo' non essere curiosi di seguire la crescita del piccolo Ricky, che anche senza ali sarebbe bello come un angelo. Ho cercato di trovare un significato al film ma si possono vedere mille messaggi cosi' come solo una storia fantastica. Tuttavia l'ambientazione prosaica e lo straordinario affrontato con semplicita' (e forse fin troppo poco stupore) non disancorano mai totalmente lo spettatore da una sensazione di realismo. Fino ad un finale che conclude a mio parere nel modo piu' giusto possibile il film. Cosi' come e' difficile inquadrarlo, cosi' pure e' difficile dire a quale pubblico si rivolga. Io l'ho trovato curioso e affascinante. L'aggiunta italiana al titolo: una storia d'amore e liberta, mi pare un po' pomposa ma di fatto c'e' un po' dell'uno e dell'altra.

3 risposte al commento
Ultima risposta 21/10/2009 23.13.01
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