requiem regia di Hans-Christian Schmid Germania 2005
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requiem (2005)

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locandina del film REQUIEM

Titolo Originale: REQUIEM

RegiaHans-Christian Schmid

InterpretiSandra Hüller, Burghart Klaußner, Imogen Kogge

Durata: h 1.33
NazionalitàGermania 2005
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2006

•  Altri film di Hans-Christian Schmid

•  Link al sito di REQUIEM

Trama del film Requiem

Michaela Klinger è una ragazza di campagna dalla incrollabile fede religiosa. Vorrebbe avere una vita come quella di tutte le altre ragazze ma non può perchè affetta da una forma di epilessia di cui i medici non capiscono le cause. Quando compie i 21 anni, nonostante l'opposizione della madre, inizia a frequentare l'università e tutto sembra andare per il meglio. Ma, all'improvviso, le crisi riprendono, crisi terribili che la spingono sull'orlo della pazzia...

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Voto Visitatori:   6,23 / 10 (13 voti)6,23Grafico
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Voti e commenti su Requiem, 13 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

carriebess  @  20/07/2009 14.12.58
   10 / 10
decisamente reale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bulldog  @  16/07/2009 1.21.51
   8 / 10
Davvero un gran film.

Stessa storia trattata ne 'the exorcism of emily rose'.
Solo che qui abbiamo un gran prodotto europeo,lì un americanata banale.

paolo80  @  01/11/2008 22.10.09
   2 / 10
Tratto da una storia vera, la medesima da cui é stato tratto "L'esorcimo di Emily Rose", a differenza di quest'ultimo, é incentrato sull'aspetto drammatico - doumentaristico piuttosto che su quello horror.

Indipendentemente dai premi vinti e da una recitazione comunque buona da parte di quasi tutti gli attori del cast, il film si dimostra molto lento nello svolgimento, del tutto privo di trasporto, e soprattutto si dimostra incredibilmente noioso.

In conclusione: se si é affascinati dalla storia alla base del film, si consiglia la visione de "L'esorcismo di Emily Rose", che é un'opera di gran lunga migliore di questa, e, di contro é preferibile lasciare "Requiem" al suo posto: in anonimi scaffali di sperdute videoteche.

Da evitare.

marfsime  @  28/05/2008 14.32.45
   6 / 10
Rivisitazione drammatica del film the exorcism of emily rose. E' un film molto diverso da quest'ultimo..molto più riflessivo e introspettivo..qui si analizza soprattutto la vita della ragazza..il suo vivere con una madre che la detesta e la sua escalation da ragazza normale a ragazza folle/posseduta. Non è il mio genere perciò non riesco a premiarlo più di tanto..troppo lento purtroppo..poca suspence ed emozioni..però non m'ha nemmeno annoiato più di tanto..sufficiente..nulla di più.

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  02/12/2007 15.57.24
   7 / 10
Il regista tedesco Hans-Christian Schmid, rielabora un fatto di cronaca accaduto in patria negli anni 70, recentemente raccontato al cinema in "The Exorcism of Emily Rose" rinunciando ad un'adattamento propriamente horror, preferendovi una narrazione più realistica dalle forte tinte drammatiche. La regia è ruvida e nervosa, talvolta eccessivamente frammentaria per il montaggio esasperato, ma nei momenti decisivi riesce sempre a cogliere impreparato lo spettatore trovando la giusta ambiguità tra l'interpretazione patologica e quella soprannaturale dei mali della protagonista. Ne escono comunque a pezzi la madre bigotta ed l'ipocrita clero locale. Molto buona l'interpretazione sofferta di Sandra Hüller, premiata con l'Orso d'Argento al Festival di Berlino 2006. Il mistero resta neccessariamente irrisolto, ma il film nel suo complesso è decisamente compiuto.

sestogrado  @  26/09/2007 10.28.13
   7 / 10
inquietudine e mistero si fondono in questo racconto (basato tra l'altro su fatti realmente accaduti) che non trova soluzione. interessante lo scontro tra la vita religiosa estremamente semplice (quasi da devoti maniacali) della famiglia di Michaela e degli abitanti del paesino di cui è originaria, con quella più normale e distesa della piccola cittadina di Tubinga. le atmosfere ricordano a volte il decalogo di Kieślowski e ci coinvolgono nel misterioso mondo delle malattie mentali seguendo un climax ascendente di dubbio e paure che porterà ad un già visto scontro finale tra fede e ragione. quale sarà la soluzione?

deus  @  29/08/2007 12.42.26
   5 / 10
insomma, cosi cosi, troppo tedesco da un momento all'altro mi aspettavo l'ispettore derrick che balzava fuori dalla amytville strascien!

Satyr  @  05/07/2007 12.45.27
   8 / 10
Requiem,ovvero la versione europea di"....Emily Rose".La vicenda nasce da un fatto di cronaca avvenuto negli anni 70 in Baviera,con protagonista una ragazza morta in seguito a oscure pratiche di esorcismo.
Il regista tedesco,rispetto alla verione hollywoodiana,rilegge il tutto in chiave drammatica:la storia gioca tutta sulla psicologia e la continua crescita dell'ossessione della protagonista,ed e'propio il senso di realismo a catturare dalla prima all'ultima inquadratura....questa volta pero'niente horror o mirabolanti effetti speciali,ma solo un'efficace lavoro su scenografie e costumi,con una straordinaria protagonista(Sandra Huller,premiata al festival di berlino 2006)nei panni della giovane malcapitata.
Un film da rivalutare assolutamente:rispetto alla pellicola di Derrickson e'dieci volte piu'inquietante.

Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  16/02/2007 21.59.42
   4½ / 10
terribilmente noioso e banale nel descrivere la malattia della protagonista argomento principale del film.decisamente non di mio gusto

Crystal  @  03/01/2007 9.23.49
   4½ / 10
Caspita, una noia mortale. Più avvincente the exorcisme of emily rose.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/01/2007 20.16.50
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Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  03/12/2006 19.09.01
   7 / 10
Il regista tedesco decide di portare sullo schermo la storia di Annaleise Michael, una ragazza affetta da un'incerta patologia psichica , difficile ai trattamenti della medicina classica e resistente ad ogni tentativo di interpretazione. La triste storia di questa adolescente ci era già nota ,grazie a "The exorcism of Emily Rose", che in chiave horror aveva alterato il drammatico evolvere della malattia.
Questa volta il soggetto è molto approfondito sul piano psicologico; la protagonista è molto studiata, e l'analisi dei contrasti nel suo ambiente familiare e sociale è molto interessante.
La storia diventa un pretesto per far luce su un complesso di fatti, ideologie e generi di vita che caratterizzano quel particolare periodo storico e ogni azione di Michaela è la spia di un contrasto culturale tipico della fine deli anni '70.
Tensione tra genitori e figli, tensione tra una visione bigotta-conservatrice e un' esperienza progressive colorata di luci, rock e indipendenza giovanile. Michaela vive continuamente in una situazione limite tra il cattolicesimo repressivo di una famiglia ottusa e la totale molteplicità di stimoli di una vita universitaria eccentrica e rischiosa. La sua isteria degenera e una soluzione estrema la porta al totale deperimento.
La critica del regista vale la visione del film, ma la scelta di una chiave documentaristica mi ha perplesso: il tentativo di fornire dati e notizie e l'attenzione di convincere sul piano logico mal si conciliano con esigenze artistiche. Una totale assenza di impatto emotivo caratterizza tutto il primo tempo del film; anche l'eccessivo realismo delle ambientazioni offende il gusto estetico di un pubblico sensibile.
Brava, ma non eccezionale la protagonista ,troppo legata alla sua impostazione teatrale, e non riesce a trasformare da sola un bel documentario in un 'opera d'arte.
Non rimane che ascoltare i Deep Purple e riflettere sui numerosi riferimenti culturali di questa operazione.

eagle69  @  02/12/2006 16.58.02
   4½ / 10
Forse, nelle intenzioni, voleva essere la risposta europea agli esorcismi all'americana (da ultimo, quello dell' "assatanata" Emily Rose, recente trasposizione cinematografica della medesima vicenda reale), magari contraddistinta da minori concessioni alla spettacolarizzazione fine a se stessa, ma più incline all'introspezione psicologica e all'analisi del contesto socio-familiare. Il risultato è davvero deludente, in quanto alla voluta assenza di tensione (e dei conseguenti ammiccamenti horror), si aggiunge il completo fallimento del tentativo di ripercorrere storie e soggetti già abusati in chiave inedita ed alternativa. Lento e noioso. La sensazione del "già visto tutto" che pervade lo spettatore dall'inizio alla fine del lungometraggio trova la sua befferda sublimazione nella scena della madre che fa il bagno alla figlia accovacciata nella vasca, letteralmente smontata e rimonantata da "L'Esorcista" di Friedkin. Bravissima la protagonista, ma stavolta, davvero, non basta. Film inutile.

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/12/2006 00.08.36
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giumig  @  29/11/2006 16.05.46
   7½ / 10
La storia di Michaela Kingler, di cui hanno "abusato" gli americani con The Exorcism of Emily Rose, è qui raccontata in modo minuzioso, realistico e senza alcun tipo di esagerazione nei momenti piu drammatici.

Una fotografia a toni grigi, una regia a tratti documentaristica e ottimamente calibrata, nonchè la magistrale prova di Sandra Huller rendono questo film tecnicamente ineccepibile.
Dal lato della storia invece abbiamo, come detto sopra, una resoconto minuzioso degli ultimi mesi di vita di Michaela, dal suo arrivo all'università fino agli esorcismi finali. Non c'è spazio per la fantasia, ne per alcun tipo di perplessità: la storia è quella ed è raccontata cosi com'è accaduta. A parte pochissimi momenti di stasi, tutta la pellicola si lascia seguire, anche se è necessaria una buona dose di attenzione e la consapevolezza assistere ad un film non facile, proprio per la sua vena documentaristica e realista.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/01/2007 12.05.10
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