rapina a mano armata regia di Stanley Kubrick USA 1956
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rapina a mano armata (1956)

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locandina del film RAPINA A MANO ARMATA

Titolo Originale: THE KILLING

RegiaStanley Kubrick

InterpretiSterling Hayden, Vince Edwards, Coleen Gray, Jay C. Flippen, Ted De Corsia

Durata: h 1.23
NazionalitàUSA 1956
Generenoir
Tratto dal libro "Rapina a mano armata" di Lionel White
Al cinema nel Settembre 1956

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•  SPECIALE RAPINA A MANO ARMATA

Trama del film Rapina a mano armata

Alcuni banditi organizzano un colpo in un ippodromo, ma quando si danno appuntamento per dividersi la refurtiva, interviene un altro gangster...

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Voto Visitatori:   8,49 / 10 (85 voti)8,49Grafico
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Voti e commenti su Rapina a mano armata, 85 opinioni inserite

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elmoro87  @  24/09/2011 10.25.31
   7½ / 10
Geniale Kubrick che nel lontanissimo 1956 salta continuamente avanti e indietro nel tempo per raccontare una rapina all'ippodromo vista sotto molti punti di vista... Il risultato è molto interessante, la trama avvincente e mai noiosa, la regia impeccabile... Un bel film denso di adrenalina e molto ben fatto, l'alba di quello che sarà l'eccentrico e visionario genio di Kubrick...

PignaSystem  @  21/09/2011 22.16.00
   8½ / 10
Il film, uno degli esempi più riusciti di quel particolare sottogenere del noir chiamato "caper film" (incentrato sulla preparazione di un colpo), è la storia del malvivente solitario Johnny Clay (Sterling Hayden), che mette a punto una rapina in un ippodromo, coinvolgendo nel suo piano persone comuni e bisognose di denaro, non esperti criminali. Il loro disegno è destinato ad un amaro fallimento, che lascia al protagonista solo un senso di vacuità e di spreco dell'esistenza.
Unico noir nella filmografia di Kubrick, il film conferma l'abilità di questo genio della settima arte di interpretare in modo personale ogni genere cinatografico.

phemt  @  31/07/2011 20.08.47
   8½ / 10
Terzo lungometraggio e prima vera prova matura dell'immenso Stanley Kubrick che, appena ventottenne, già dimostra qualità non comuni tanto da ricevere i "complimenti" persino da Orson Welles…

Girato con budget risicato in 24 giorni, Kubrick firma un noir in parte debitore del cinema di Huston o più in generale al noir hollywoodiano classico, che mostra però una struttura narrativa ad incastro, struttura narrativa frantumata in piani temporale tra loro intersecati ma paralleli… Cosa mai provata né filmata prima e che finirà per fare scuola negli anni a venire (ci sono registi che hanno basato l'intera carriera su un'idea del genere)…

La caratterizzazione dei personaggi è notevole: tutti perdente vessati, chi un modo chi nell'altro, dalla vita… Chi umiliato e sottomesso alla donna che ama, chi la donna che ama ce l'ha bloccata nel letto malata e bisognosa di cure, c'è anche un attrazione omosessuale sotto-traccia, che poi tanto sotto-traccia non è… Ma soprattutto c'è da parte di tutti la voglia di vendicarsi del destino, di riuscire a vincere per una volta, perché questa è la volta giusta, quella che ti farà diventare ricco!
L'abilità di Kubrick sta nel disegnare una serie di personaggi disprezzabili, vili e laidi che nello stesso tempo fanno pena e tenerezza…
Purtroppo per loro però il destino non si fa sconfiggere facilmente e il finale beffardo è un piccolo gioiello di rara crudeltà!

Migliore in campo Hayden, citazione obbligata Elisha Cook ma comunque tutto il cast è assolutamente adeguato al caso…

Kubrick era ancora giovane e un po' acerbo (la tensione non sempre è costante bisogna ammetterlo) ma non manca di seminare il film di idee personali che all'occhio attento evidenziano già quale regista geniale ed inventivo fosse… Impossibile poi non pensare ad Arancia Meccanica quando Hayden si maschera per fare la rapina!

Con gli anni è diventato praticamente un classico!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  22/07/2011 12.37.20
   8 / 10
Nuova prova di scomposizione temporale, dopo "Quarto potere", che introduce la contemporaneità degli eventi narrati, la sincronia, la ripetizione di una stessa sequenza da diverse prospettive, elementi narrativi che ancora oggi sono fonte d'ispirazione (vedi Tarantino e simili).
A questo proposito, frequenti sono i riferimenti numerici, o l'ora esatta è spesso specificata.

Ma "Rapina a mano armata" non è soltanto un orologio ben caricato e sincronizzato, non un vuoto quadrante a contare istanti o a indicare sequenze di numeri fermi, ma un cerchio di personaggi precisamente colti, inquadrati, fatti girare e che Kubrick segue con la fredda puntualità del Tempo, che scorre, nonostante gli intoppi e nonostante gli appuntamenti, là dove infine non può che suonare l'ora annunciata (dal genere stesso, il noir), dove tutte le lancette puntavano, si fermano - la simmetria e simultaneità dell'ultima scena che freddano quel tempo.

Black Eight  @  15/05/2011 0.44.49
   7½ / 10
L'elemento più importante, a mio avviso, di Rapina a mano armata è il fatto che per l'epoca a cui risale sia un film radicale per originalità e strutturazione. Il maestro Kubrick infatti costruisce un noir perfetto articolando la trama su diversi strati, facendo uso sapientissimo dei flashback (secondo la prospettiva diversa dei rapinatori), che infine riconducono alla fabula lineare e guidano lo spettatore alla ricostruzione mentale ordinata degli avvenimenti. Insomma, una tecnica narrativa assolutamente sorprendente per il tempo attraverso la quale il regista pone le basi per quella tipologia di thriller adottata successivamente da moltissimi autori blasonati che si relazioneranno proprio all'opera di Kubrick, addirittura omaggiandola (vedi il Tarantino di Le Iene e Pulp Fiction). Tuttavia penso che si possa tranquillamente dire che i veri capolavori kubrickiani saranno i film successivi, laddove si si inizia a sentire una maggiore influenza, soprattutto per le scelte di contenuti, da parte del regista. Rapina a mano armata è un film che sente il peso della sua età per quanto riguarda ovviamente gli aspetti tecnici: è un film grezzo e sporco, talvolta caotico, e visivamente improponibile per uno spettatore di oggi.Senza contare l'inaffidabilità generale del cast e un finale arronzato oltre che davvero poco plausibile

Angel Heart  @  01/03/2011 16.31.35
   7½ / 10
Grande tensione per una delle rapine più memorabili della storia del cinema (che sarà il modello ispiratore per un sacco di opere a venire, una fra tutte, "Le Iene" di Tarantino). Geniale per come viene narrato (flashback sincronico), spettacolare e sempre più angosciante man mano che la storia procede, scade purtroppo negli ultimi frettolosi dieci minuti


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e nell'epilogo decisamente ridicolo (sembra quasi che Kubrick non sapesse come chiudere il film), Un difetto che secondo me rovina di molto la perfetta riuscita dell'opera. Ciò però non toglie il fatto che rimane comunque un film teso, ben recitato, ottimamente girato, ed entrato giustamente nella storia.
In ogni caso, credo di fare un'affermazione sensata quando dico che (IL) regista Kubrick farà decisamente di meglio.

Oskarsson88  @  01/03/2011 0.22.37
   8½ / 10
ero timoroso prima della visione, in quanto non sono un amante del genere, ma mi son presto ricreduto nettamente, fino ad arrivare ad uno splendido finale. questo film di Kubrick è pressochè impeccabile. complimenti!!!

Noodles_  @  03/02/2011 10.52.47
   9 / 10
Si narra che l'allora giovane Kirk Douglas dopo aver visto questo film, chiamò Kubrick a dirigere Spartacus, sostituendo il regista che lo aveva iniziato, di cui non ricordo il nome. Ed è inutile dire che, visti i 2 caratterini molto accomodanti, sul set furono scintille per tutta la durata delle riprese: ma questa è un'altra storia...
Nel '55, a soli 28 anni, il PiùGrande firma un film destinato ad entrare di diritto nella storia del Cinema (e che in seguito lui stesso rinnegherà), grazie alla sperimentazione della pluricitata modalità narrativa, che verrà ripresa più volte in seguito per ispirare altri capolavori.
Per due terzi di film assistiamo alla verbosa preparazione della rapina, con l'introduzione dei vari personaggi: la mente, il finanziatore (forse il personaggio che mi è piaciuto di più), il fragile cassiere dell'ippodromo, il barista, il poliziotto corrotto - bellissimo il dialogo col suo creditore. Più due stupendamente caratterizzate pedine "esterne", assoldate per far funzionare il meccanismo (indimenticabile la scena della rissa, mostrata 2 volte, da 2 diversi punti di vista!). Quando finalmente si passa all'azione, è piacere puro.
Bellissima fotografia, soprattutto negli interni, e dialoghi già ai massimi livelli. Il finale amaro (anche se un po' forzato: assurdo rifiutare di pagare "quel" biglietto...) mi ha ricordato un'altra classica rapina su pellicola: Topkapi. Interessante notare infine che la sparatoria che dà il titolo al film non dura che pochissimi secondi, mostrando quasi nulla.
(Avevo iniziato questo commento con l'idea di dare 8 e mezzo, ma più lo rievoco mentalmente e più il voto si alza...)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  01/02/2011 12.27.23
   7½ / 10
Ecco cosa succede quando Kubrick rievoca Hitchcock. Un thriller ad alta tensione, dal ritmo serrato e mai noioso. Magari molto verbale nella prima mezz'ora, ma poi l'azione è assicurata. Buona sceneggiatura e buoni attori, scorre bene. Molti i momenti memorabili: la ripetizione delle scene con altri punti di vista, la rissa, il finale…

7219415  @  30/12/2010 13.55.52
   9½ / 10
Stupendo...Tarantino deve averlo visto prima di aver fatto "Le iene"..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  21/12/2010 14.19.18
   8½ / 10
"Esperimento" kubrickiano di gran classe. Finale incredibile dal sorriso amaro

The BluBus  @  11/11/2010 10.40.51
   8 / 10
Molti pro e qualche contro, Stanley ha poi fatto ben di meglio, ma vale cmq una visione.

Niko.g  @  24/10/2010 17.38.03
   10 / 10
Capolavoro assoluto di tecnica cinematografica, innovazione narrativa, fotografia. Due scene su tutte mostrano, secondo me, la maestria di questo fenomenale regista: la rissa al bar, dove la colonna sonora si interrompe lasciando solo i rumori di una lotta dal realismo inarrivabile e il finale, dove il sonoro crescente e le immagini diventano puro Cinema.
Si può obiettare su una sceneggiatura con qualche piccola falla (come l’imprudenza nell’abbandonare una valigia che costa metà di un biglietto aereo), ma esiste una certa Legge di Murphy: se qualcosa può andar male, lo farà. E questo sembra dirci Kubrick: questa è la legge di "Rapina a mano armata".

guidox  @  25/09/2010 13.58.24
   9 / 10
la scelta di raccontare la storia con i flashback sincronici, innovazione parecchio coraggiosa per l'epoca, è ovviamente il punto cardine del film.
l'ambientazione nell'ippodromo rende oltretutto benissimo, aggiungendo un fascino particolare (molto belle anche le riprese proprio sulla corsa dei cavalli).
la rapina e come essa venga studiata, i personaggi e la loro interazione, danno un ritmo piuttosto alto e il film si segue che è una meraviglia.
il finale non delude, solo se però proviamo a calarci nella realtà di spettatori di 50 anni fa.
infatti non sono molto d'accordo sul fatto che questo film non risenta affatto degli anni che passano, diciamo che li ammortizza bene e che in fondo la valutazione va data partendo da certi presupposti.

JOKER1926  @  17/09/2010 19.27.22
   7 / 10
Stanley Kubrick neppure trentenne nel mezzo degli anni cinquanta è l'autore di "Rapina a mano armata" film che nel Cinema ha un suo significato, una sua importanza per l'uso del flashback sincronico ovvero la tecnica di far rivivere la scena saliente in più modi, ritornando indietro sotto gli occhi di altri personaggi; in breve da queste dinamiche nasceranno film futuri, su tutti da ricordare alcuni lavori (eccellenti) di Tarantino.

"Rapina a mano armata" parte con un'efficace presentazione, introduzione in scena dei vari personaggi scandendone il carattere e pianificando le varie strategie del gruppetto che dovrà organizzare la rapina.
La prima parte affonda inesorabilmente in una commedia con lunghe chiacchierate e c'è in modo praticamente inevitabile qualche punto morto, ma poi quando si entra nel vivo, quando si passa dalla teoria alla pratica (la rapina) il ritmo non può non salire con scene di impatto, aumentano corposamente pathos.
La seconda parte dunque offre spunti drammatici e beffardi, splendido il finale.

In tutto complimenti alla regia per alcune tecniche (come quella della sparatoria) e per aver confezionato un film molto valido, da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  17/08/2010 0.20.43
   7½ / 10
Sicuramente un bel film (e Kubrick era ancora molto giovane), girato come un documentario e con l'idea innovativa del montaggio non lineare, che fece gridare al nuovo Wells da parte della critica. Sicuramente merito suo metterlo in pellicola, ma bisogna ricordare che è così che era scritto il romanzo (per cui, diciamo un mezzo genio, và). Non sono del tutto convinto però di un paio di attori e nemmeno del ritmo stesso del film. La tensione va alle stelle, poi si sgonfia, poi risale... Colpa/merito di questa struttura innovativa. Non sono però sicuro che abbia giovato al 100% alla pellicola (per inciso: dura 1 ora e 20 e mi è parso durarne 2).

ezequiel  @  15/08/2010 0.46.56
   4 / 10
molti commentatori elargiscono voti come fossero banconote volate dalla valigia del rapinatore. voti non a perdere.

ma sono poco interessanti. come poco interessante è il film. con un feedback mal riuscito, una sceneggiatura forzata fino alla fine con bibi, il cane, compreso. e non si capisce il motivo per cui uno, con tutti quei soldi e tanti pericoli attorno, non accetti un biglietto a metà all'areoporto. tutto in funzione di un copione pieno di falle, come i colpi sparati a vuoto, e che trovano corpi già stesi come bersagli.


confusionario e pretenzioso. e l'età, 28 anni non serva, come letto in giro, come sorpresa, se non in negativo. rimbaud non li vide neanche, quegli anni, e già aveva girato in europa a piedi e scritto delle cose che kubrick neanche avrebbe saputo leggere.

3 risposte al commento
Ultima risposta 04/01/2012 13.56.08
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Someone  @  04/05/2010 16.10.49
   8½ / 10
Quando si dice "avere cinquant'anni e non dimostrarli".

La tensione è alta, la tecnica ineccepibile. Una vera e propria lezione di stile. Sicuramente questa pellicola rappresenta una delle vette del noir cinematografico.
Un regista che a ventotto anni aveva già di che impartire lezioni al mondo intero (non a caso fu additato dalla critica come il novello Orson Welles).

Piccolo capolavoro di classe ed eleganza.

Constantine  @  07/04/2010 13.44.47
   9 / 10
Opera assolutamente imperdibile del maestro Kubrick, un pezzo di storia del cinema. Precursore a livello tecnico di innumerevoli registi contemporanei (si prenda ad esempio la composizione temporale del film), e già pregno di quelli che saranno i temi sviscerati nelle seguenti produzioni. Il simbolismo che si cela dietro ogni scena e nel rocambolesco finale è impagabile, prove maiuscole per i protagonisti e pregevole colonna sonora.
Ogni cinefilo che si rispetti deve vederlo.

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Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  23/12/2009 18.01.22
   9 / 10
Un gioiello di valore inestimabile: possiede tutto l'amore di Stanley Kubrick per il cinema, gli stilemi sono inconfondibili, l'abilità tecnica unica, anticipatore di futuri capolavori e non solo suoi, e tutto questo a soli 28 anni.

Bono Vox  @  07/12/2009 15.06.59
   7½ / 10
Se fosse stato girato ai tempi di oggi questo film sarebbe stato un pò sempliciotto, ma dato i tempi di in cui è stato prodotto vale molto. Con i mezzi di oggi sarebbe stato un capolavoro. Kubrick si è dimostrato un grande come sempre. Finale a sorpresa, impensabile.

dobel  @  23/10/2009 15.39.54
   9 / 10
Non sono un amante indiscriminato di Kubrik, ho già detto qualcosa di lui di sfuggita in un altro commento (non ricordo più quale). Penso che l'arte non abbia molto a che fare con la perfezione maniacale. Penso altresì che a volte questa assurga a rango di valore espressivo e allora è un altro paio di maniche...
Comunque questo film è uno dei miei preferiti non solo del grande regista, ma uno dei noir-poliziesco migliori di sempre. La struttura a flash-back è efficacissima. La tecnica di ripresa ricorda molto da vicino Orson Welles (penso soprattutto all'angolatura a tratti claustrofobia con cui sono riprese le stanze... i famosi soffitti).
Soprattutto è molto udibile l'eco di quell'altro grande noir di John Huston che è "Giungla d'asfalto".
Oltre la storia in sé, è proprio il messaggio stesso del film che è molto hustoniano: il caso che con uno sberleffo ironico domina l'esistenza di ciascuno.
Grande film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  23/10/2009 14.06.01
   8 / 10
Un poliziesco atmosferico dai risvolti fortemente Noir. Il regista Kubrick confeziona per il suo terzo film una pellicola tipica anni '50 prendendo spunto dal regista Raoul Walsh ma soprattutto da film come "Giungla d'asfalto".
Grande ritmo, momenti tesi e gran bel cast. Tutto da gustare.

BlackNight90  @  12/09/2009 17.31.12
   9 / 10
Mi chiedo perché non l'avevo commentato prima.
Noir geniale e innovativo per l'epoca, Kubrick utilizza la scomposizione temporale (per la verità già usata da Welles) e soprattutto il flashback sincronico per raccontare una rapina finita male, metafora dell'imperfezione connaturata nell'uomo, coerentemente col pessimismo che manifesterà nei suoi successivi capolavori.
Un film teso, incalzante, diretto dalla regia fluida ed esperta di Kubrick nonostante l'età, che non perde nulla del suo fascino nonostante il beffardo fatalismo del finale che può lasciare scettici, amareggiati, delusi, ma non indifferenti. Un film a cui tanti registi devono molto.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  03/09/2009 17.03.36
   8 / 10
Il terzo film di Kubrick e finalmente un grande film. Dopo un esordio non riuscito a detta anche dello stesso regista (Fear and desire) e un buon film anche se acerbo nei contenuti (Il bacio dell'assassino) ecco un film ottimo,senza difetti se non quello di venire ingiustamente accostato al periodo successivo di Kubrick ovvero quello dei film perfetti dal Dottor Stranamore in poi. Forse il film ha trovato dei successori che lo hanno superato (Le iene su tutti) ma l'importanza del film è enorme. Rapina a mano armata è un film innovativo e fondamentale nella storia del cinema, anche se in pochi se ne ricordano,per l'utilizzo del flashback sincronico che tanto ha fatto la fortuna a Tarantino nei suoi pimi due film (e anche i successivi a dire la verità). Gli attori se la cavano bene pur essendo quasi sconosciuti per la maggior parte grazie ad una recitazione corale grandiosa.I personaggi sono delineati benissimo e vediamo la storia attraverso i punti di vista di ognuno di loro. Il voto sarebbe per me da sette e mezzo ma di certo l'innovazione che ha introdotto vale mezzo voto in più.

Rand  @  08/07/2009 17.40.56
   10 / 10
La prima opera riuscita al 100% di Kubrik, opera corale, con attori in stato di grazia, dal caratterista al protagonista, simbolismi a go go nel film, lunghi piani sequenza laterali, marchio del "maestro", musiche d'orchestra perfette per sottolineare l'azione, tratto sempre da un romanzo, lo adatta perfettamente allo schermo, belli perfino i titoli di coda e di testa, con un finale grande e simbolico anch'esso, ottima regia e sceneggiature, buona fotografia in b/n, fu salutato come un capolavoro e in effetti lo è anche per l'età del regista che dimostrò di sapere cosa faceva perfino ad un "mostro sacro" come il direttore della fotografia, poi andatosene perchè non condivideva alcune scelte nell'uso degli obiettivi, obiettivi che il regista invece conosceva a menandito provendneo dalal fotografia, e qui dimostra ormai di saper padroneggiare anche "l'immagine in movimento"

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  16/05/2009 12.21.50
   8 / 10
Intenso noir diretto dall’allora giovane regista Stanley Kubrick.
Pellicola che ha in se la struttura di una perfetta descrizione dell’animo umano ..ogni personaggio narrato ha una buona ragione per tentare il colpo che gli cambierà la vita (amore, salute, necessità, cupidigia), così l’intelligenza del protagonista porta a ideare un piano sulla carte assolutamente perfetto, movimenti ed azioni vengono sincronizzate con cura per i dettagli, ogni pedina sullo scacchiere deve muoversi secondo schemi prestabiliti e tutto finirà per ruotare nel verso giusto ..ma qualcosa di imponderabile è dietro l’angolo, l’imperfezione (anche nella forma più semplice e banale) diventa l’ineluttabile destino a cui bisogna lasciar spazio ed infine arrendersi ..certo l’espediente scelto per la conclusione della storia non risulta immune da critiche e perplessità ma, a conti fatto, forse l’unico possibile per evidenziare l’essenza di un destino “beffardo”.
Tecnicamente di altissimo livello (introduzione del flash-back sincronico, evoluzione di quello presente in “Rashomon” di Kurosawa) per la qualità delle riprese, della fotografia e della colonna sonora, per una costruzione tale da acuire pathos e una sempre più tangibile tensione ..l’ingranaggio si rende perfetto sino al tagliente epilogo, una mannaia che scende veloce troncando sogni e speranze (THE END), forse già scritta sin dalle primissime battute ma per questo non meno dirompente.
L’assenza di grandi nome tra gli interpreti scelti viene magistralmente superata da una recitazione corale, pulita e dove l’abilita del “direttore d’orchestra” fa si che si evitino stonature garantendo un’ottima armonia ..direzione d’altissimo livello per il giovane Kubrick che, nella sua successiva filmografia, affinerà e darà ancor maggiore spessore a queste ed altre tematiche.

inferiore  @  07/03/2009 1.53.37
   9½ / 10
Che grande capolavoro.
''The Killing'' (orribilmente tradotto in italiano con ''Rapina a mano armatta'') è uno dei primi film di Kubrick e risulta essere uno stupendo noir che utilizza flashback, voce fuori campo e prospettive dei personaggi differenti per narrare la storia. La fotografia è sublime, l'ultima inquadratura sarebbe da applausi a scena aperta. La storia è solida e senza incongruenze, originale e mai scontata. Sfortunatamente la trama di Filmscoop (fra l'altro abbastanza imprecisa) rivela in parte l'epilogo della vicenda ma poco male quando si ha davanti un capolavoro simile.
Tarantino ha sicuramente preso spunto dalla storia per il suo ''Le Iene'' e rielaborò il già citato flashback sincronico in ''Pulp Fiction''.
Quindi ''The killing'' è una grandissima pellicola diretta da un giovanissimo Kubrick. Un film che fornì molteplici spunti per altri capolavori futuri.
Gli attori sono tutti molto bravi e in parte, alcuni primi piani esaltano veramente la loro capacità.
Credo che il finale sia una cosa semplicemente meraviglosa,

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La colonna sonora si sposa molto bene con l'andamento di narrazione e la storia stessa.
Da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  06/03/2009 11.41.29
   8½ / 10
Veramente eccezionale, spettacolare, e Kubrick mi convince sempre ma sempre di più, rapina a mano armata non solo e un capolavoro di assoluto valore, ma è certamente uno dei migliori film di Kubrick, e adesso capisco anche dove abbiano preso spunti alcuni film di oggi.
Insomma su questo film non c'è una sola parola per poterlo valutare, la trama e ben idealizzata, ma la realizzazione e di una spettacolarità indescrivile, e siamo di fronte anche alla nascità del flashback sincronico, facendo vivere all'aspettatore ogni istante della rapina senza perdere una traccia su fatti e avvenimenti, cosa che in alcuni film di Tarantino (infatti rapina a mano armata mi ha ricordato subito le iene) e stata utilizzata.
Poi personalmente amo questi genere di film, quindi già da li si parte con un punto un più, ma vi assicuro che film così in giro non ce ne sono molti.
Insomma per essere stato uno dei primi film, Kubrick fa subito capire quanto la sua arte e genialità nel mondo del cinema sia eccezionale, realizzando una pellicola che lascia l'aspettatore incredulo e catturato, facendo nascere anche una nuova parte di cinema.

Certamente uno dei migliori del maestro (a questo punto lo devo dire) Kubrick. Da vedere

Neu!  @  23/02/2009 21.46.26
   8½ / 10
se Orizzonti di Gloria è il primo capolavoro di Kubrick... questo è il suo primo grande film. Pulp Fiction deve la sua esistenza e questo film

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  31/01/2009 13.28.06
   8½ / 10
Un Kubrick appena ventottenne, ma già artisticamente e intellettualmente maturo, sforna un piccolo capolavoro cinematografico, nel quale enuclea superbamente una riflessione sul fatalismo, nonché sulla cupidigia quale motore che innesca le azioni umane, simbolicamente rappresentata dall’ippodromo.
Il film è narrativamente strutturato come un “puzzle” temporale, costituito da una serie di “flashback” cronologicamente sfasati (a cui si richiamerà successivamente il Tarantino de “Le Iene”), che danno proprio l’idea di tanti frammenti di un ideale mosaico che va progressivamente costituendosi. Ma proprio quel mosaico, frutto di un piano elaborato minuziosamente ed attuato con tanta fatica, sembra diventare l’oggetto del trastullo di un Fato beffardo e maligno, che si sollazza a scomporne le tessere legate fra loro da fragilissime connessioni. Tutti gli esecutori materiali della rapina si imbatteranno, di volta in volta, in imprevisti apparentemente tanto banali, ma allo stesso tempo determinanti ai fini del fallimento del colpo.
Nulla può essere predeterminato dall’uomo, e per questo il suo ardire nel voler progettare puntigliosamente e meticolosamente una macchinazione perfetta è destinato ad essere punito senza possibilità di scampo. Così come palesa l’ultima significativa scena, nella quale si vede il bandito Johnny che, rinunciando a un tentivo di fuga, si consegna ai poliziotti, arrendendosi e rendendosi a un Destino manovratore inevitabile e ineluttabile.
“The Killing” è un film superbo anche dal punto di vista tecnico: svariate le sequenze degne di nota, tra cui quella celeberrima che indugia sui corpi esanimi stramazzati al suolo, il cui movimento irregolare rende benissimo l’idea dello sguardo spaurito e incredulo di chi ha dato origine a una strage senza volerlo.

Max78  @  26/01/2009 17.55.27
   9 / 10
Una pre-Tarantinata bella e buona diretta da Kubrick ancor prima che il folle Quentin venne alla luce... °_°

2 risposte al commento
Ultima risposta 05/03/2009 15.36.37
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gasy  @  03/01/2009 18.00.59
   9 / 10
Primo capolavoro di Kubrick che deve aver influenzato molto lo stile di Tarantino. Infatti sembra proprio un hard boiled d'altri tempi. Geniale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  15/12/2008 13.16.32
   8½ / 10
Uno dei primi film di Kubrick uscito nel 1956. Il regista si fece subito notare girando questo gioiello non lineare, attraverso i geniali flashback e le varie prospettive dei protagonisti. Ritmo frenetico e storia decisamente intrigante. Ottimo Sterling Hayden. Finale incredibile.
Punto di riferimento per un certo tipo di cinema. Tarantino e moltissimi altri registi ringraziano.

paride_86  @  11/10/2008 1.39.21
   8 / 10
Bellissimo noir firmato Stanley Kubrick, una storia ricca di suspense e di personaggi credibili e ben costruiti. Sherry e Fifi' rispettivamente la moglie e il cane più odiosi della storia del cinema!

pinhead88  @  04/10/2008 16.37.51
   8 / 10
uno dei primi film di Kubrick...molto bella la fotografia,l'uso del b/n
e alcune scene..mi è piaciuta molto la scena del combattimento tra il russo e i poliziotti,comunque il maestro ha fatto di meglio

goldtw  @  25/08/2008 15.00.27
   8½ / 10
non me l'aspettavo,ma questo primo film del grande kubrick mi è piaciuto veramente tanto!con una trama semplice semplice che ti fa rimanere nella sua breve durata incollato costantemente sullo schermo,grazie ad una regia accattivante e perfetta!magari tutti i filmetti "minori"(come dicono alcuni)fossero di questo calibro.

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Ultima risposta 02/12/2008 23.38.20
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  05/07/2008 11.52.56
   8 / 10
Il primo Kubrick non si scorda mai. Rapina a mano armata è un ottimo noir, anche se lontano dagli standard dei successivi lavori del Maestro. Il giovane Kubrick iniziò a farsi le ossa e con una regia pulita e tradizionale, ma mai inefficace, è riuscito a rendere affascinante e coinvolgente questo suo lavoro, anche a più di 50 anni dalla sua uscita.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  29/06/2008 13.23.16
   8½ / 10
Si ritorna indietro nel tempo, si ritorna agli anni cinquanta con un Kubrick ventottenne alle prese con il suo terzo lungometraggio e si ha la definitiva conferma che era effettivamente un uomo fuori dal comune.
Il suo unico noir, tratto da un libro, è entrato nella storia come uno dei migliori, anche per l'innovazione del flashback sincronico che permette di osservare la storia da più punti di vista (dato che i protagonisti della rapina sono tanti).
Una storia meticolosamente curata che allo stesso tempo ha consacrato Kubrick e lo ha reso uno dei migliori autori di noir anche avendo fatto solo questo.
Incredibile !!!
Stupendo, con finale che provvidenzialmente risolve tutto per il meglio (per il peggio se ci si immedesima nel protagonista).
E che dire della strage che, in lingua originale, dà nome al film ? Bè magnifico.

france  @  06/06/2008 1.36.34
   8 / 10


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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  02/02/2008 23.49.40
   8½ / 10
Uno degli aspetti più interessanti di questo film riguarda un''invenzione narrativa di rilievo: il flashback sincronico, che è una delle diverse tecniche narrative presente nel libro: Clean Break. Essa è stata estrapolata e faticosamente rielaborata da Kubrick in una direzione più cinematografica; il regista la rende idonea a sostenere i valori visivi classici che doveva assumere nel linguaggio di immagini in movimento. Inoltre questa tecnica si discosta, in parte, da come viene presentata nel romanzo, non poteva essere trasposta nel film fedelmente a causa di una difficoltà intrinseca nella capacità semiologica del cinema a sostituire pensieri scritti con immagini. E'' infatti molto arduo tradurre tecniche, composte per sequenze letterarie, in meccanismi strutturati da immagini perché occorre trovare scene che scorrano allo stesso modo dello scritto (C. Metz, Semiologia del cinema).

drugo78  @  27/01/2008 0.59.15
   8½ / 10
l'ho guardato con una certa diffidenza dovuta al fatto che non è un film tra i più famosi di kubrick..ho pensato quindi a film abbastanza normale..invece sono stato smentito perchè è un ottimo film..la trama è bella,molto ben intrecciata e non scontata.il film è breve ma intenso..regia come al solito ..magistrale.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  16/12/2007 23.31.54
   8 / 10
La prima cosa di Rapina a mano armata che salta agli occhi è l’ottima fattura generale. La storia è ben congegnata: la voce narrante esterna con la sua stringata temporizzazione e il molteplice punto di vista, introduce una specie di crescendo. Si crea ad arte una grande tensione e attesa spasmodica nello spettatore, per poi sciogliersi nella beffa finale: un meccanismo ben studiato per far risaltare il significato della storia. Si nota la grande abilità di tratteggiare in profondità un personaggio con le battute giuste e con poche inquadrature esemplari; questo tramite anche una fotografia di primordine. L’ambientazione partecipa attivamente alla storia e si nota soprattutto un uso consapevole delle luci, le quali svelano, deformando o accentuando le espressioni, la natura o il significato etico di un personaggio o di una scena. Interessante poi il fatto che s’introduca a volte un contrasto stilistico (soprattutto nella scena del lottatore russo, francamente comica) che dà varietà e vivacità al film. L’unico difetto è la scena che ha scatenato il tracollo finale (l’intervento del cane), secondo me piuttosto forzata.
Il messaggio è abbastanza chiaro: le imprese umane soffrono di un’intrinseca debolezza, dovuta alla debole e irrazionale natura umana; pure l’imponderabile ci mette il proprio zampino. La perfezione non esiste nell’attività umana, la ragione non è in grado di controllare tutto. Questa tesi è svolta in maniera efficace tanto che il messaggio s’impone sui singoli personaggi, i quali appaiono come persone umane normali, con i loro piccoli/grandi problemi e non come eroi del cinematografo.

Sestri Potente  @  20/11/2007 13.59.17
   9 / 10
Davvero bellissimo! Un Kubrick in versione "gangster" in un idea compromettente. Notevole l'idea, sviluppata in maniera curiosa e importante. Gli aggettivi si sprecano, per concludere non posso fare altro che esortarvi a guardarlo! Di Kubrick mi mancano ancora 3/4 film da vedere, ma questo è uno di quelli che mi sono piaciuti di più.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  14/10/2007 22.34.10
   9 / 10
Quello che avrebbe rappresentato Stanley Kubrick per la cinematografia mondiale nell'arco dei 50 anni nei quali ha prestato la sua indiscussa opera, lo si era capito già da quando, pochi mesi prima si presentò con il suo secondo film " Il bacio dell'assassino" come autore della regia, della fotografia, della sceneggiatura e del montaggio, a soli 27 anni non è cosa da poco, ma se nel "Bacio dell'assassino" ancora si coglie qualcosa di acerbo, di non pieno, non afferrato, in "rapina a mano armata" il quadro prende forma in tutta la sua bellezza che in seguito è stata confermata [ e rafforzata ] da incredibili capolavori. Se l'atomo del film è rappresentato dalla preparazione e dall'esecuzione di una rapina, il nucleo si basa sull'ossessione che ha sempre accompagnato il grande regista : l'uomo è incapace di vivere senza il male. La violenza ( Arancia meccanica ) la follia omicida ( Shining ) l'abominio della guerra ( Orizzonti di gloria, Full metal jacket, Il dottor Stranamore ) l'arma come strumento di potere ( 2001 odissea nello spazio ) e via dicendo. Gli uomini che organizzano la rapina, chi più chi meno sono dei falliti, degli scarti della società che nell'utopia della ricchezza ripongono il senso di un'esistenza altrimenti di una mediocrità a loro insopportabile. Come in molte altre sue pellicole anche qui il regista non si avvale dello strumento che spesso fa elevare un film a capolavoro: la Star. Nell'arco di 50 anni di attori famosi ce ne sono stati, Kubrick ( e questo gli fa onore ) non li ha mai sfruttati, molti suoi capolavori li ha firmati senza "prime donne" : ( Arancia meccanica, Barry Lyndon, Full metal jacket, 2001 odissea nello spazio, Il bacio dell'assassino ).
Di grande impatto è l'aspetto psicologico della vicenda: tutto viene studiato a tavolino nei minimi dettagli, ogni azione è subordinata e sincronizzata con lo spazio temporale concatenando gli eventi che vengono proposti tramite diversi osservatori con dei flashback fantastici, ma non basta la perfezione organizzativa perchè un colpo del genere vada a buon fine, bisogna fare anche i conti con i sentimenti dell'animo umano, un fattore che Johnny non aveva calcolato. Una valigia ed un cane chiudono il sipario in modo grottesco e alquanto paradossale di un film stupendo magistralmente diretto.

Tom24  @  16/09/2007 0.00.48
   8 / 10
Kubrick confeziona uno dei suoi primi film ma sembra già aver vissuto decenni di carriera registica. Un intreccio mozzafiato si unisce ad una storia cruda e sull'impossibilità del successo umano, contornata da una regia da manuale e attori proprio niente male. Non è un capolavoto ma un ottimo poliziesco, che, considerata l'età, rimane ancora incredibilmente fresco.

wega  @  05/09/2007 17.05.13
   8½ / 10
Questo film se lo date a un vostro amico che si aspetta di vedere un film che può tenerlo attaccato alla sedia magari resterà deluso..ma rapina se collocato nel periodo di uscita..il 56..è un film veramente di non poco conto.costato 75000 dollari e venduto x 100 kubrick..dio..ha cominciato a farsi sentire..e cominciava a farsi sentire l'aurea di un nuovo welles..i film vanno sempre collocati nel periodo in cui sono stati girati e rapina era un'innovazione per la struttura narrativa..di flashback etc..buon cast..buona fotografia un 'altro buon noir

HATEBREEDER  @  27/08/2007 10.50.21
   9 / 10
Splendido gangster movie del giovine kubrick, il quale già alla seconda (terza?) pellicola mostra una maturità ed una tecnica registica incredibili. Anche lo stile narrativo si evolve in maniera significativa rispetto al bacio dell'assassino: una sorta di struttura 'ad incastro', che mostra la preparazione del colpo dal punto di vista di ognuno dei protagonisti, in modo da approfondirne le rispettive caratterizzazioni psicologiche. Beffardo oltre ogni limite il finale.

wallace'89  @  31/07/2007 16.21.01
   9 / 10
Bellissimo film di Kubrick, primo di tanti capolavori che da li a venire sarebbero giunti, e ne è già un massimo esempio del suo grande talento , in cui sono già ben riscontrabili alcuni segni distintivi del suo cinema come la padronanza tecnica del mezzo epressivo e in parte quella poetica (qui in formazione) tipicamente Kubrickiana che ha reso indimenticabili i suoi lavori.
Rapina a mano armata è un film di grande fascino e coinvolgimento in cui la suspance la fa da padrone fino alla fine, in cui c'è anche tempo per riflettere su come il caso sia purtroppo più influente e determinante degli sforzi e ambizioni degli uomini.
Degna di menzione l' atipica per il periodo strurrura narrativa, funzionale per il film ma anche di una certa importanza innovatrice(.... e Tarantino prenderà nota).
Memorabili le interpretazioni e il finale inaspettato.

mattiaonline  @  22/07/2007 21.52.33
   8 / 10
Bel film, molto appassionante, dinale a sorpresa!

Divino Stanley  @  29/06/2007 22.49.06
   8 / 10
Primo film veramente di spessore per Kubrick che, se non erro, aveva solo 27 anni! L' estro artistico e innovativo del grande regista si nota subito con la geniale idea di raccontare la vicenda non secondo una disposizione cronologica ma secondo un proprio intreccio che si risolve un finale travolgente e una battuta indimenticabile. Bravissimo anche a capire il pubblico del tempo avrebbe avuto difficoltà a seguire la storia ed ad inserire la voce di un narratore esterno. Buona anche la fotografia e la sceneggiatura, firmata (non a caso!) Stanley Kubrick.

AKIRA KUROSAWA  @  20/05/2007 3.34.24
   8 / 10
bel film di kubrick tuttavia preferisco altro
ottima la fotografia color metallo, bellissimi i colpi di scena come la mega lotta del russo contro i poliziotti.
bel film ma preferisco altro del maestro

Sig. Chisciano  @  19/04/2007 21.29.07
   9½ / 10
Bellisimo poliziesco di Kubrik, incalzante, innovativo e mai noioso.
Rapina a Mano Armata, come già detto da tutti, è fonte di ispirazione per Tarantino, infatti nella prima pagina della sceneggiatura originale delle Iene tra i ringraziamenti compare anche il nome dell'autore del romanzo da cui è tratto Rapina a Mano Armata. La sequenza finale delle Iene infatti è quasi un plagio, sequenza che poi è la stessa (con le dovute differenze) che c'è in True Romance..

Jumpy  @  12/03/2007 19.12.57
   9 / 10
L'ho trovato talmente moderno che trovo incredibile che sia stato girato nel '55, la scelta di narrare la storia attraverso il cronista fuori campo, l'uso di continui flash back per accentuare il susseguirsi o la contemporaneità degli eventi, danno un ritmo ed un crescendo di tensione sublimi ;)

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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/03/2007 14.27.47
   10 / 10
a me è piaciuto tantissimo.
adoro questo genere, ma Rapina a mano Armata è il Capolavoro.
Marlon si stupì di questo film al punto da voler assolutamente lavorare con Kubrick (poi tutti sappiamo come è andata a finire) e lo capisco: l'abilità con cui viene pianificata la rapina è sorprendente, il linguaggio visivo è a livelli altissimi per un quasi esordiente alla regia, non ci sono soluzioni narrative troppo discontinuo e che appesantiscono il ritmo, tutto è perfettamente e armoniosamente incastrato e incuneato nella speciale e magnifica divisione temporale della fabula originalissima per l'epoca e poi ripresa sempre fino all'odierno Tarantino in Jackie Brown e Pulp Fiction (ma non sono qui per sminuire la perfetta opera di Quentin per dare ipoteticamente prestigio a Kubrick che non ne ha bisogno, come molti hanno scritto nei commenti); nel dare 10 vedo scritto nei suggerimenti dello staff "Un Capolavoro..." ebbene lo è al duecento per cento, infatti l'apparente flemma e pacatezza con cui si sviluppa la prima parte del film è tesa solamente a ingigantire la tensione che è presente alla fine, poi la regia è straordinariamente brillante, sobria, ma eccedente nell'uso delle pianosequenze che unite alla voce fuori-campo rendono una visione distaccata quasi documentaristica dell'evento quasi a predire il fallimento della rapina (o la sua riuscita?). ho detto che lo stile è semplice ed essenziale, tuttavia Kubrick non tralascia di far emergere la sua vera natura registica, ovvero comunicare con le immagini: l'esempio lampante è quel ferro di cavallo piegato dalla macchina vicino al corpo morto di Andy, è questo che contraddistingue Stanley dagli altri e che porta a far pensare durante la visione "è perfetto, questa è l'immagine che ci voleva qui, questa sola immagine ha la capacità di dire ciò che mille parole non riuscirebbero a dire", è il Cinema che diventa Arte, che diventa Concetto. ciò che caratterizza in minor misura questa pellicola (e in maggiore ne "Il Bacio dell'Assassino") è il cinismo dilagante, la misantropia di Kubrick, il pessimismo atroce di un mondo sporco da entrambe le parti, criminale e legale, in cui quindi non si può più posizionare la vera Giustizia con assoluta certezza e quasi Kubrick con il finale si sbilancia verso il personaggio di Sterling Hayden per ripugnanza di una società dove il modello di vita è la persona ricca e contano solo i soldi e anche la logica apparentemente giusta del ragazzo di colore che uccide Andy alle corse ("L'importante è come si è trattati") tradisce una visione distorta ed egoista del mondo e della realtà riconducibile ai soldi come strumento univoco di essere significativi per gli altri che ci stanno attorno. un mondo che vede un miliardario come modello, ma Wilde insegna che nella società esistono molti modelli di miliardari, ma pochi miliardari modello.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/03/2007 20.09.58
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Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  18/02/2007 11.46.34
   9 / 10
Atmosfere noir intense per una pellicola carica di fascino, narrata "alla Tarantino" 40 anni prima di "Pulp fiction". I personaggi, squallidi perdenti, sono tratteggiati magistralmente con poche battute e lievi colpi di pennello; per tutti loro, quella che sembrava essere l'unica occasione di riscatto dalla mediocrità diventa un'amara beffa in linea con le loro esistenze.
Da antologia la scena finale del barboncino.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  24/01/2007 11.01.13
   8½ / 10
Una bomba a orologeria pronta ad esplodere con la massima precisione: ecco cos'è Rapina a mano armata, un film di una logica spietata ed ineluttabile.

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  22/01/2007 14.37.39
   9 / 10
Questo piccolo gioiello dai tratti hardboiled ci propone, in modo quanto mai secco, le vicende di un piccolo drappello di perdenti, disperati e sperduti. Un gruppo di infelici che vedono nella rapina una possibilità di riscatto dalla vita avara di gioie fino ad allora condotta.
Ogni personaggio è descritto con tratti asciutti e definiti, ogni aspettativa è dipinta per poterne afferrare la frustrazione. Splendidi rimandi metaforici punteggiano la narrazione.
Uno straordinario fatalismo ad incastro che si risolve in un incidente ricidolo e inverosimile, proprio a sottolineare la sorte beffarda.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  17/01/2007 9.07.46
   9½ / 10
Già un Kubrik all'ennesima potenza. Forse il miglior noir di tutti i tempi. C'è la banda, c'è la rapina, c'è la dark lady, c'è il tradimento, c'è che qualcosa va storto, c'è la resa dei conti, c'è il finale ineluttabile e inevitabile. Grande, grande, grande.

The Monia 84  @  29/12/2006 17.26.27
   9 / 10
Il film che sbalordì non uno qualunque ma Orson Welles in persona e che presentò al cinema uno dei più grandi geni che il genere umano abbia mai sfornato.

Ritmo incalzante, suspence infallibile, oltre a una narrazione splendida e ben diretta, in questo film c'è tutto: la costruzione del colpo, l'esecuzione, i tradimenti, le sfaccettature dei personaggi (avidi e feroci) e un finale magnifico.

ALBERTO89  @  27/11/2006 14.53.53
   10 / 10
Ennesimo capolvaoro di Kubrick, considerando anche l'anno in cui è stato realizzato (1955). Una maestria tecnica, un'abilità narrativa, un innato talento nella direzione degli autori... IL + GRANDE!!!! Quando lo vide, stupì persino Orson Welles, non il primo capitato....

Stewie  @  18/11/2006 5.19.56
   8 / 10
Bello e coinvolgente...scorre molto bene...il finale così "stupido" si contrappone all'ingegnosità della rapina.

gennaro  @  31/10/2006 16.02.18
   8½ / 10
un giovane kubrick sforna un noir tecnicamente superlativo!
molto bello

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  12/09/2006 18.28.44
   6½ / 10
Questo primo film di Kubrick dalla media stratosferica mi ha profondamente deluso. Molto bella la presentazione dei personaggi, i flashback da incastro, però il finale è decisamente troppo rapido e deludente...non mi aspettavo assolutamente quella fine! Per il periodo in cui è stato realizzato è stato certamente piuttosto innovativo ("Le iene" di Tarantino si è molto ispirato come trama a questo, e devo dire che non lo sapevo), ma sempre prendendo come riferimento il film di Tarantino, a cui ho dato 7, lo ho preferito a questo di Kubrick...da lì il 6,5. Con un finale più curato e diverso avrei potuto mettere qualcosa in più. Ultima considerazione: è naturale che chi lo ha visto ai tempi è più legato ad esso e tende a sopravvalutarlo, o comunque a valutarlo in base all'anno di uscita.

doppiak  @  19/08/2006 22.02.35
   9 / 10
bellissimo... a me ha divertito molto. kubrick usa la tenica usata da tarantino ne 'LE IENE'.. ovvero mostra con dei flash back i destini dei personaggi della vicenda... il film è sconvolgente... il film fila liscio,tranquillo... godibile. da vedere

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  29/07/2006 15.58.36
   9 / 10
La prima parte, quella relativa ai preparativi della rapina è sicuramete quella che preferisco, il noir si respira a pieni polmoni; la seconda, anch'essa coinvolgente, è caratterizzata dal particolare tecnico della ricostruzione temporale delle vicende dei singoli personaggi..personaggi fra loro estremamente diversi e tutti interessanti, dai partecipanti alla rapina, alla moglie di uno degli stessi fino all'amante di quest'ultima.
Finale intenso e in parte irriverente..


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ds1hm  @  04/07/2006 9.18.44
   7½ / 10
film inevitabilmente legato ai suoi periodi: legato al 1955, quando un film del genere poteva sembrare realmente indice di innovazione, sia in chiave di sceneggiatura che di montaggio; legato al primissimo periodo di Kubrick, con la rappresentazione in maniera perfetta della sua volontà di stupire senza però identificarsi in niente. il film è gradevole, trovo sconveniente il paragono con i suoi successivi film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  25/05/2006 22.59.19
   7 / 10
non lo voglio considerare un capolavoro solo per il nome del regista...a me sembra semplicemente un bel film a tratti travolgente...
il finale ad esempio mi ha un po deluso(forse troppo veloce)...
la rapina ma soprattutto la preparazione della rapina fa scuola ad altri film del genere...da vedere

Crimson  @  26/04/2006 0.08.23
   8½ / 10
'Rapina a mano armata' è un noir strepitoso, assai originale e da vedere assolutamente. La vicenda a incastro è perfetta e sono evidentissimi i debiti che molti film successivi hanno nei confronti della struttura cronologica e perfino di alcuni aspetti della sceneggiatura.
Epilogo eccezionale, anche se le mie scene preferite sono tutte quelle relative alla preparazione del colpo, e tra i personaggi la più interessante è la donna manipolatrice che sottomette il marito che non ama.

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Ultima risposta 28/04/2006 22.06.14
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giax-tommy  @  20/03/2006 13.30.24
   10 / 10
grande film.alla faccia di tarantino e di "le iene".è un film divertente alla maniera dei film di tarantino solo che ha 40 anni in più!grandioso kubrick

Rusty il Selvag  @  04/03/2006 22.54.36
   8 / 10
il film ti tiene incollato fino all'ultimo,

poi un finale che non ti aspetti

tra un rapinatore taccagno, una vecchia rin********ta e un cane rompiballe.

Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  01/01/2006 21.50.38
   9 / 10
Il primo vero film di Kubrick è un classico, non per essere soltanto la prima opera di uno dei più grandi maestri cinematografici della storia, ma perchè è davvero grande di suo!

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Ultima risposta 02/04/2006 15.51.17
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JackSpammatore  @  23/11/2005 18.08.36
   9 / 10
Un film di un pessimismo disarmante, come altri hanno detto. A me è piaciuto moltissimo.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  18/11/2005 12.21.35
   9 / 10
film in cui esce fuori tutto il genio di Kubrick... antenato di Pulp Fiction... film che a discapito degli anni non invecchia

la mia opinione  @  14/08/2005 19.04.33
   6 / 10
Ancora acerbo, mi semvba che sia il debut film di Kubrick, 6 perche come nella dicitura, potrebbe essere migliore, anche come trama.

polbot  @  23/07/2005 0.23.00
   8 / 10
kubrick è sempre incredibilmente........avanti...almeno di 30 anni.........

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  15/02/2005 11.11.37
   8 / 10
IL primo vero Kubrick, dopo gli sperimentali "Fear and desire" e "Killer's kiss" .
Per il resto rimando allo specialone di Cash.

Lord Arathom  @  10/02/2005 13.32.26
   9 / 10
Qualcuno mi spiega perchè non ha comprato il mezzo biglietto in più per imbarcare la valigia?? Ma dai...
Che sequenze...caruccio


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Ultima risposta 01/01/2006 14.00.30
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U.N.O.  @  31/01/2005 15.39.55
   10 / 10
grande film di kubrick

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/04/2005 13.52.03
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Aenima  @  29/11/2004 10.27.51
   10 / 10
"Perchè tutto quello che facciamo, obbligatoriamente, fallisce?"
Domanda da 1 milione di dollari a cui il protagonista del fim, Johnny Clay (interpretato da Sterling Hayden), non sembra in grado di dare una risposta (nella sequenza conclusiva lo sentiamo pronunciare la frase: "A che giova ormai?" quasi a rendere ancora più aspro il già tragico epilogo).
Una rapina finita male; la continua ricerca della felicità impossibile; la voglia di ricominciare; e l'inevitabile punto a capo....Tutti gli elementi dei più classici film noir da cui Kubrick attinge a piene mani.
In questo suo terzo capolavoro, il grande Stanley, dipinge la vita dei suoi personaggi come una continua scommessa che essi sono inevitabilmente destinati a perdere...
Il tema principale del film è infatti proprio il gioco d'azzardo, che ricorre in vari momenti dlla proiezione.
Inoltre una serie di coincidenze beffarde accompagna la morte di alcuni dei protagonisti:
-Nikki cade a terra nelle vicinanze del ferro di cavallo che gli era stato offerto dal parcheggiatore, e che gli ha impedito la fuga (se lo avesse accettato non avrebbe fatto in tempo a compiere la sua missione e non sarebbe deceduto).
-Il volto tumefatto di George viene accostato a un uccello in gabbia, sottolineando così il modo in cui quest'uomo ha trascorso la sua vita.
-I corpi degli altri membri della banda giacciono a terra esattamente come quei biglietti perdenti inquadrati all'inizio del film.
La morale è forse la più drammatica mai espressa in una pellicola di Kubrick (eccezion fatta per il "DOTTOR STRANAMORE"): "Il destino dell'uomo non può essere cambiato in quanto esso è obbligato a essere perdente..."


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