quinto potere regia di Sidney Lumet USA 1975
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta
love

quinto potere (1975)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film QUINTO POTERE

Titolo Originale: NETWORK

RegiaSidney Lumet

InterpretiFaye Dunaway, William Holden, Peter Finch, Robert Duvall, Wesley Addy

Durata: h 2.01
NazionalitàUSA 1975
Generedrammatico
Tratto dal libro "Network" di Paddy Chayefsky
Al cinema nel Gennaio 1975

•  Altri film di Sidney Lumet

Trama del film Quinto potere

Il commentatore televisivo di una grossa rete nazionale di Los Angeles, Howard Beale, stanco e sfiduciato, viene condannato all'eliminazione poichè l'indice di gradimento è sceso di troppo. Tuttavia, prima di congedarsi, senza preavviso ai colleghi e ai superiori, Beale annuncia il proprio suicidio davanti alla telecamera.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,32 / 10 (39 voti)8,32Grafico
Miglior attore (Peter Finch)Miglior attrice (Faye Dunaway)Miglior attrice non protagonista (Beatrice Straight)Miglior sceneggiatura
VINCITORE DI 4 PREMI OSCAR:
Miglior attore (Peter Finch), Miglior attrice (Faye Dunaway), Miglior attrice non protagonista (Beatrice Straight), Miglior sceneggiatura
Miglior attrice straniera (Faye Dunaway)
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior attrice straniera (Faye Dunaway)
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Quinto potere, 39 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Febby  @  18/02/2010 21.21.20
   9½ / 10
Bellissimo film sul "potere" della televisione, capace addirittura di uccidere pur di avere un alto successo di ascolti...
Interpreti tutti straordinari, dalla dunaway a finch, tutti da oscar!
Questo, è un film molto agitato, ogni dialogo è molto nervoso e alla fine non sai se sei tu il pazzo a guardare la televisione o se sono loro i pazzi a trasmettere i vari canali e programmi!
Non mi è piaciuta molto, solo una cosa:


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo REDAZIONE maremare  @  16/02/2010 12.12.25
   8 / 10
Film antesignano sul potere della televisione con uno straordinario Peter Finch. Indimenticabile la scena finale.
Cult

chry2403  @  16/02/2010 11.24.59
   3 / 10
Film molto furbo che cerca cinicamente di sfruttare la morte della giornalista americana Christine Chubbuck suicidatasi in diretta televisiva solo un anno prima dell'uscita del film. Il regista Lumet critica un sistema televisivo che in quei tempi non aveva ancora il potere di adesso con il clamoroso annuncio della morte dell’achorman, gesto che viene subito accantonato ma utile come specchietto delle allodole per attirare il pubblico.

La visione è molto incostante, si passa da una tranquillità apatica ad un turbinio di parole da parte dell’anchorman e della responsabile dei programmi, irritanti in entrambi i casi per il modo in cui vengono espresse, anche se spesso corrispondono alla realtà dei fatti di tutti i giorni. Totalmente fuori dalla realtà invece l’accordo con i terroristi: le forse dell’ordine non dicono nulla? Nessuna indagine? Nessun provvedimento?

Ho trovato lodevole l’idea che la televisione potesse essere pericolosa influenzatrice delle masse, ma è stato mostrato in modo troppo pesante ed estremamente chiassoso ottenendo il risultato di far calare l’attenzione dello spettatore invece d’incrementarlo come suppongo fosse l’obiettivo del regista. Trovo molto azzeccato il titolo italiano, decisamente migliore dell’originale che non dice proprio nulla.

Il finale è incomprensibile, le motivazioni del suo svolgimento possono anche essere chiare, seppur ciniche, ma il modo è fuori da ogni logica: Lumet ha preferito chiudere il film col botto confondendo ancor di più la visione.

Indubbiamente Finch non è stato affatto malvagio nell’interpretazione dell’anchorman pazzoide ed anche la Dunaway ha mostrato una buona grinta: due Oscar meritati. Gli altri si sono adagiati troppo nei loro ruoli più tranquilli e nessuno ha dato sfoggio di qualche lampo di classe tranne un Duvall in buona forma. Incomprensibile l’Oscar alla moglie tradita.

Film molto pesante, mi sento di sconsigliarlo a meno che non si abbia voglia d'avere una serata molto irrequieta.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  10/02/2010 17.15.52
   7½ / 10
Buon film, non un capolavoro. Ha il pregio di essere ancora attuale ma forse, più che un merito del regista è un demerito collettivo.
Come disse Tullio Kezich: "È un film rude, impietoso, a tratti sensazionalistico come le trasmissioni che condanna. "
Una visione è giusto concedergliela.

9 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2010 21.00.20
Visualizza / Rispondi al commento
TopoXL  @  01/10/2009 12.46.11
   7 / 10
bel film.
l'ho visto a 30 anni dopo averne sentito parlare per tanto tempo!
sinceramente pensavo meglio....

Orwell1989  @  27/07/2009 15.02.04
   8 / 10
Questo film ha il grande pregio di essere pieno di battute e frasi sconvolgenti e terribilmente realistici e attuali. La storia in sè sorprende e suscita riflessioni sul rapporto sistema-antisistema: il sistema che ingoia l'antisistema e ci guadagna sopra, dando però all'antisistema la possibilità di esprimersi e, magari, di sconfiggerlo, ben sapendo che non lo potrà mai fare in quanto da quel momento l'antisistema avrà bisogno del sistema per poter svolgere le sue funzioni. Per non parlare delle acute riflessioni sulla società, mutilata e plasmata sui format televisivi, sempre più osceni e ridicoli, che a loro volta sono succubi delle logiche di profitto e di mero guadagno e speculazione finanziaria, che annullano e svuotano di significato nazione, democrazia e ideologia. Il film in sè in alcuni punti può risultare noioso, ma il senso, le battute ed il significato sono tra i più profondi ed attuali per quel che riguarda la società contemporanea.

Invia una mail all'autore del commento RadicalGrinder  @  27/07/2009 2.04.16
   9 / 10
Salve. Sono Diana Christensen, un lacché razzista delle sfere dominanti imperialistiche.
Sono Lory Nobbs, una sporca comunista negra.
Mi sembra la base per una forte amicizia.

crimal9436  @  13/07/2009 9.29.23
   8½ / 10
Tema trattato magnificamente

The Legend  @  11/07/2009 22.54.44
   4 / 10
E' un film che sente molto, sulle spalle, il peso degli anni che porta.

Nel 1975, nello svelare i meccanismi perversi di un mezzo in fondo ancora molto giovane e a cui nessuno pensava come 'mostro', Quinto Potere poteva sembrare un pellicola geniale, visionaria, persino credibile nella sua lucida follia.

Oggi quel che rimane è un film lento, didascalico, e (difetto grave) totalmente privo di senso dello spettacolo. L'ho seguito davvero a fatica, lo ammetto. Colpa anche di attori di scarsissimo appeal (a parte la Dunaway).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  18/05/2009 23.19.18
   8 / 10
"Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere."

Film di un'attualità sconcertante. Un film moderno nonostante i suoi 34 anni suonati. La potenza dei media e la loro capacità di plasmare le masse. Il fastidio e il disappunto che dona allo show-business, e al magma politico che opera subtraccia, un soggetto che cerca di dire la verità su un canale televisivo. Ricorda a tratti le vicende nostrane di un famoso comico/satiro.
Tutto è fatto in funzione dell'ascolto: da qui la spazzatura televisiva.
Film che anticipa i temi che oggi affiorano in modo devastante.
Grandi attori, veramente grandi soprattutto Peter Finch (oscar e che colpevolmente non conoscevo) e ottima regia con sequenze veramente splendide. Grande sceneggiatura, veramente interessante e profonda.
Opera magnifica, peccato per il titolo italiano infimo e orribile. Una delle pellicole migliori di Lumet peccato che è misconosciuto.

"Non esiste l'America, non esiste la democrazia"

clayman  @  05/03/2009 14.11.19
   9½ / 10
FIlm dall'attualità sconvolgente .... lascia basiti per quante verità dica !!!
Sembra un estratto della nostra realtà quotidiana ... Lumet ha dimostrato una visionaria lungimiranza .....
E' proprio vero che la tv ha annientato e continua ad annientare la soggettività dell'uomo. Ormai viviamo seguendo pedissequamente quello che ci dice qualcun altro senza dar sfogo alla nostra unicità sia razionale che sentimentale e piano piano ci stiamo trasformando in robot senza personalità. La maggior parte degli uomini ormai vive solo in funzione di denaro, successo e potere ! Strepitosa e contemporaneamente spaventosa la scena del colloquio tra il sig. Jensen e Howard Beale, una tra le scene più memorabili del mondo del cinema

Grandissimo il cast che da ritmo al film senza mai banalizzarlo Duvall, odiosissimo ma grandissimo anche nel ruolo del "cattivo", Finch , un trascinatore i cui discorsi sono di una modernità imbarazzante , la Dunaway, spietata arrivista e perfetto esempio di una vita completamente in mano al mondo dell'etere ed infine Holden anche lui strepitoso !!!!
Da vedere assolutamente !!! Una pietra miliare del cinema !!!!

fabiov  @  03/03/2009 11.47.54
   10 / 10
Film bellissi, pur essendo un film degli anni 70 è di estrema attualità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/02/2009 13.13.01
   7½ / 10
Film curioso che ci parla del potere dei media attraverso dei personaggi grotteschi e con sete di potere...chi è il piu' ragionevole?Il pazzo che urla attraverso la televisione le verita' al pubblico o la regina dei palinsesti disposta a eliminare fisicamente la sua creatura perche cominciava ad abbassare l'audience?
Anche se tutto viene girato in interni l'ottima sceneggiatura e la bravura dei protagonisti impediscono allo spettatore di annoiarsi,ogni frase è calibrata alla perfezione e ci sono dei duetti fantastici che ci fanno sembrare i Media dei perfetti mostri!
Finale perfetto e indovinato..."spegnete la tv adesso"!

lordsynclair  @  11/01/2009 0.31.58
   10 / 10
"Lei ha osato interferire con le primordiali forze della Natura, signor Beale, E io non lo ammetto!"...WOW!!! che film spettacolare,attuale oltre i limiti è la terza volta che lo vedo dopo tanti anni,sono quei film visionari che la memoria non cancella.Una felice intuizione stilistica della regia di Lumet è quella di aver imprigionato i suoi personaggi in una messa in scena claustrofobica e soffocante, incentrata su interni stretti, scarsamente illuminati dalla luce artificiale o dal debole fluido luminescente del video, avvolti nella penombra, a significare il loro isolamento dal mondo esterno, il venir meno di vie di comunicazione con la realtà.Ma meglio di tutto è vederlo e rivederlo più volte,giustamente premiato con vari oscar non parliamo dell'interpretazione di Peter Finch ,sublime arte allo stato puro non dimenticherò mai le sue magiche parole ..

" Questa non è più una nazione di individui indipendenti, oramai. È una nazione composta da duecento e oltre milioni di esseri transistorizzati, deodorizzati, più bianchi del bianco, tutti profumati al limone: dei tutto inutili come esseri umani, e rimpiazzabili come pezzi di un'auto"



Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bellin1  @  06/01/2009 12.47.03
   6 / 10
Tema molto interessante e realistico che si contrappone ad una composizione tecnica troppo lenta. In piu' francamente non capisco tutti questi oscar agli attori.Addirittura tre...muah.
Comunque la trama e' interessante, suscita interesse ed e' profondamente attuale, purtroppo.
Simpatica la scena dello "strillo" colettivo..:)

Sufficiente pieno. 6+

Invia una mail all'autore del commento King Of Pop  @  27/09/2008 1.22.44
   7 / 10
La televisione è forse la peggiore "epidemia" che sia mai capitata all'uomo.Milioni di persone che si lasciano controllare mentalmente,si lasciano intrattenere da programmi spazzatura che li distraggono da quello che veramente accade nel mondo.Quinto potere,titolo italiano molto azzeccato che si ricollega a quarto potere,film che descriveva la potenza della stampa dell'epoca (e anche oggi),capace di influenzare le opinioni della gente,è una pellicola basata su temi molto progrediti per quegli anni
quell'epoca : forse perchè negli States la schiavitù (mentale) è arrivata molto prima o forse perchè è semplicemente una previsione di quello che sarebbe accaduto negli anni a venire.Peccato però che ha anche i suoi difetti : fa molta fatica a "decollare",infatti rischia di annoiare lo spettatore.Spettacolari i monologhi di Howard Beale (Peter Finch),che fungono da vere e proprie "calamite" per attirare la massa e risvegliarla.Verso la parte finale la pellicola si riesce a risollevare.Nel complesso film epocale,da non perdere assolutamente.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/09/2008 01.23.57
Visualizza / Rispondi al commento
hartigan85  @  22/07/2008 20.36.52
   9 / 10
"Esiste soltanto un unico, un solo sistema di sistemi. Uno, vasto e immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale dominio dei dollari"

Attenzione: ciò che avviene in Italia è un pericoloso tentativo d renderci inoffensivi davanti allo skifoche ormai ci circonda.
Il calcio,il grande fratello,amici,uomini e zozze,etc... sono tutti tentativi di distrarci...
Questo film era troppo avanti...forse perchè avanti erano già purtroppo gli states con questo strisciante e pericoloso "quinto potere"

Simmetria84  @  17/07/2008 15.11.40
   8½ / 10
Un gran bel film, non tanto tecnicamente (non che pecchi in questo ma reputo che non abbia bisogno di particolari fronzoli tecnici) quanto per l'ottima riflessione sul mondo televisivo e sui suoi meccanismi, in anticipo sui tempi.
Non voglio ripetere quanto scritto da altri che hanno commentato prima di me, credo solo che il film vada visto, il resto verrà da se..

Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  15/06/2008 21.12.56
   10 / 10
capolavoro assoluto e soprattutto incredibilmente attuale

Invia una mail all'autore del commento wega  @  03/06/2008 13.25.08
   7½ / 10
Allora, questo film è, in sè, bellissimo, Lumet riuscirebbe a render avvincente pure una storia di un cane nella sua cuccetta, ma santo cielo, ha sul serio "tutti i difetti che vorrebbe denunciare".
Attuale più che mai, in una tv che fagocita l'inverosimile, purtroppo in questo caso ha usato gli stessi mezzi -spesso improbabili- per strutturare la sceneggiatura stessa della pellicola: metamorfosi psicologica di Howard Bill principalmente, ma anche agganci giusti per recuperare rapine filmate amatorialmente (dubito fortemente sia possibile), e tutta una serie di ostentati isterismi.
Ho visto il film ahimè già con questa pulce nell'orecchio, non potrei scrivere altrimenti, essendo effettivamente daccordo.
Gran prova d'attori, Duvall e Finch su tutti, e gran senso dell'umorismo, la sequenza delle "*******" mi fa esilarare ogni volta come fosse la prima.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Terry Malloy  @  28/05/2008 21.26.17
   10 / 10
Nel ’74 la conduttrice di un talk-show americano, Christine Chubbock si suicidò in diretta con una .38 estratta dalla sua borsetta dicendo: “Ed ora, seguendo la politica di Channel 40 di offrirvi sempre le ultime notizie su fatti di sangue e massacri, con colori vivi, state per vedere un'altra esclusiva - un tentato suicidio”.
È lo spettacolo. Nulla di più, nulla di meno. Lumet analizza, con un’intelligenza e una sapienza cinematografica e tecnica degne del miglior Altman, le relazioni fra masse e tv (la quale è inscindibile dal concetto di spettacolo).
E come non si può pensare a una degenerazione del “grillismo” italiano? Nel personaggio di Howard Bills, vero e proprio ispirato e ispiratore, vero guru inascoltato dal potente (accecato dalla brama di potere = Faye Dunaway), ma ascoltato dal popolo, il popolo-pecora che ha bisogno però di risposte e le cerca in un pagliaccio (e continuo a parlare di “degenerazione” del fenomeno-Grillo) che sta semplicemente facendo il mestiere di giornalista con un pizzico in più di populismo. Tutti questi sono cardini fondamentali del problema legato alla tv-spettacolo-spazzatura; la cosa geniale è il movente dell’atto incredibile del finale (semispoiler: da legarsi all’episodio che ho riportato all’inizio), ossia non tanto nell’aver detto la Verità, bensì nell’aver “un basso indice di ascolti”…e viene avvalorata la tesi del boss che facendo quell’apocalittico (e fino a quanto vero??) discorso sulle logiche del mondo, annacqua col qualunquismo e la spettacolarizzazione del logos (ricordarsi della fotografia e della teatralità della scena nei gesti del dirigente e nel girato) il concetto di Informazione.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/05/2008 14.02.24
Visualizza / Rispondi al commento
denny86  @  13/05/2008 23.03.04
   8½ / 10
Veramente un buon film con una trama ben sviluppata che affronta una tematica di grande interesse anche per quei tempi. Da vedere.

serrano  @  08/05/2008 10.40.03
   10 / 10
visto ke nessun impavido ha dato 10....

è genialE e sconvolgente, comunque!
e soprattutto, di estrema attualità!
in particolar modo, ci dovrebbe far rendere conto della differenza tra un paese, che avrà si tutti i mali del mondo, ma ha anche un pò di democrazia (gli USA) ed uno, dove, oltre ad aver ancor più mali, non ha nemmeno uno straccio di quella (Italia).
Infatti, nella seconda metà del film, come i dirigenti del canale si accorgono che il protagonista, da miniera d'oro si stava convertendo in una bomba ad orologeria, si rendon conto che non potevano licenziarlo (tentanto quindi di censurarlo), perché se lo avessero fatto, qualsiasi altra televisione lo avrebbe subito contrattato e dunque, come si suol dire, "oltre al danno, anche la beffa".
Ecco...vedete com'è difficile censurare in un paese dove c'è un pò di democrazia e libera concorrenza ?!
Perché in Italia invece sembra una cosa così allucinante questa ?!
Perché se uno viene censurato in RAI non verrai mai contrattato da MEDIASET o altre tv minori o viceversa ?!
Forse xké il nostro paese è in mano ad un nanetto che, quando gli va di s**** controlla 4 televisioni e quando gli va bene invece (come ora) ne può controllare anche 6 o 7!
Pensateci bene....attualizzandolo alla nostra realtà....a chi può assomigliare il nostro protagonista "profeta incazzato" ?!?!?!?!!?

"Noi crediamo solo alla televisione, perché meno del 3 % di noi legge libri e meno del 15% di noi legge giornali..." (quest'ultima affermazione non è valida in Italia)
"Spegnete i televisori....voglio che li spegniate subito!"

RIVOLUZIONARIO !!!!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  14/04/2008 12.58.49
   8 / 10
Network è uno di quei film che difficilmente si dimenticano: una denuncia al potere della televisione, che è spietata nei confronti dei suoi protagonisti, che sovrappone l'audience alla vita umana, che aliena coloro che stanno dietro alle quinte fino a farli vivere solo per essa!
è un film con protagonisti eccezionali, da holden a finch, dalla dunaway a duvall! tutti perfetti per il proprio ruolo, diversi l'uno dall'altro ma simili nella capacità di bucare lo schermo e rimanere nell'immaginario dello spettatore affascinato!
il finale è veramente scalpitante, con una regia asciutta che sovrappone alla voce del narratore le immagini dell'ultimo spettacolo televisivo del premio oscar peter finch!

mainoz  @  31/03/2008 9.59.35
   9 / 10
Immenso capolavoro di Lumet. Qui c'è tutto. C'è una forte denuncia al potere persuasivo della televisione e al potere delle corporation, c'è una storia d'amore "impossibile", c'è una storia di ordinaria pazzia (Finch memorabile), c'è anche della comicità nella "disumanizzazione" (la Dunaway che parla solo di lavoro anche a letto!). Regia magistrale, attori mostruosi.

Io amo il cinema per questi film

DieHard  @  29/03/2008 13.43.53
   9 / 10
rivisto dopo molti ann.i mi ha colpito per la prova degli attori, 4 attori premi Oscar uno più bravo dell'altro.
film incredibile che ha precorso i tempi se si pensa che è del 1975.
Lumet si conferma uno dei registi più geniali e sopravvalutati

Marenco  @  24/03/2008 17.22.48
   9 / 10
Un film di sconvolgente attualità... I monologhi di Peter Finch e del capo del network sembrano usciti fuori da un'azienda, qualche giorno fa..
Sidney Lumet ha sempre anticipato le cose... Questo film è una delle più realistiche e verosimili illustrazioni della realtà televisiva. In trent'anni le cose ovviamente sono peggiorate.

Il telepredicatore Peter Finch non è poi molto lontano dal nostro Beppe Grillo, i discorsi se vogliamo sono quasi gli stessi. E' questo che spaventa sul serio...

ulisseziu  @  22/03/2008 12.02.49
   9 / 10
Capolavoro.
Ottima la miscela di sarcasmo e surrealismo che poi diviene realtà vera e propria: la televisione.
Bella e azzeccata anche la storia parallela dei due fori dalla schermo.

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  20/03/2008 23.01.51
   8 / 10
"Il primo uomo ucciso a cuasa dei suoi bassi indici di ascolto". La televisione si misura solo in questo, senza curarsi troppo di cosa trasmette e come lo trasmette: l'indici sono fondamentali. Il monologo finale di Holden mentre sta lasciando definitivamente la Dunaway racchiude l'essenza di tutto il film e ciò che è diventata ed è tuttora la televisione.

alex75  @  05/03/2008 12.01.07
   9 / 10
Magnifico esempio di cinema teorico degli anni Settanta.
Un network televisivo in cui dominano le spietate leggi dell'audience arriva a sfruttare la pazzia di un suo news announcer per aumentare gli indici di gradimento. Regia lucidissima, attori straordinari e sceneggiatura impeccabile in questo inquietante teorema sulla comunicazione di massa. Gli orrori televisivi di oggi presentati in anteprima, molto prima della berlusconiana decadenza televisiva che oggi ci affligge. Imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  02/01/2008 21.11.59
   7 / 10
Dopo Orson Welles che nel '41 analizzò i devastanti poteri della stampa, ci pensa Sidney Lumet a focalizzare sul nuovo mezzo di propaganda e condizionamento mondiale: la televisione.
Così nasce Quinto potere, in inglese Network, una storia di anchormen che si tinge di nero.
Non esaltante, ma modernissimo in quanto a tematiche: si pensi solo a quanti uomini di spettacolo si servono della televisione per predicare la loro filosofia o quanti ne vengono fatti fuori perchè non hanno un audience soddisfacente (almeno però non vengono uccisi).
Ed ora aspettiamoci Sesto potere, un film sulla gigantesca ragnatela mondiale: Internet.

castoro79  @  06/12/2007 0.35.21
   9½ / 10
Grande Film! Nel 1975 Lumet dà una delle più lucide previsioni di quello che sarebbe diventato il costume, la società della televisione. Per molti aspetti potrebbe sembrare esagerato ma il messaggio arriva forte e chiaro... e quello che oggi accade intorno a noi, dai ragazzini di 12 anni che passano la vita in casa invece di giocare a nascondino, a tuttti quelli che la sera si spengono davanti alla tv, è esattamente quello che passa nelle parole del "Profeta Pazzo"! Una delle frasi più belle del film è secondo me : "Tu sei la pazzia furiosa... Ma non io. Non finchè potrò provare piacere, sofferenza e amore!"
Grande film, grande la prova degli attori. Buona la fotografia essenziale. Eccezionale la sceneggiatura. Il film è un must! DA VEDERE!!

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  22/09/2007 22.43.13
   7½ / 10
FILM SULLA DEGENERAZIONE DEL MONDO DELLA TELEVISIONE. LUMET AVEVA CAPITO TUTTO.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/04/2007 22.29.21
   7½ / 10
E' Peter Finch a detonizzare l'attenzione dello spettatore in questo (comunque) coraggioso pamphlet sulla coercizione del potere medianico.
Memorabile soprattutto quando Howard Beale usa lo strumento del potere televisivo per invitare la gente ad alzarsi e urlare fuori dalle finestre "sono inc.... nero e tutto questo non lo sopporto piu'".
Altrettanto incisivo, e nondimeno inquietante, è il monopolio giornalistico che, dati auditel in mano, capisce che puo' sfruttare la provocazione del protagonista in un successo di ascolti.
Un film, francamente, troppo vibrante e necessario per essere davvero memorabile, ma quel che è certo è che ha lasciato qualcosa a tutti, ed è difficile restarne indifferenti

The Monia 84  @  13/03/2007 17.26.33
   9 / 10
Uno dei massimi esempi del grande cinema d’autore americano degli Anni ’70 e uno dei migliori sul potere oscuro della televisione.
Ironico, caustico, cinico, lucido, “Quinto potere” è un incredibile gioiello a metà strada fra il dramma satirico e la commedia nera, un ritratto feroce e spietato del mondo sociale in cui viviamo: tutto fumo e niente arrosto, solo apparenza e niente sostanza.
Memorabile la Dunaway, in un ruolo che le riserva, giustamente, le scene più esilaranti della pellicola.
Da conservare e rivedere ad ogni occasioni.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  28/12/2006 18.29.09
   9 / 10
Ottimo film sullo spietato mondo della televisione.
"Tutto il mondo è business" è uno dei messaggi di questa pellicola diretta perfettamente da S. Lumet.
Un cast eccellente, una Faye Dunaway acida, arrogante ed ambiziosa fino al midollo; un ottimo Peter Finch, un buon W. Holden e Robert Duvall minaccioso ed insopportabile come pochi.
Una critica sociale lucida e lineare.
Un film da vedere.

franx  @  26/05/2006 14.20.46
   9½ / 10
Sono daccordo con Crimson.
Questo film racconta per filo e per segno la realtà del mondo dell'informazione senza esagerazioni (salvo la scena finale, FORSE).
Un film come pochi.

quaker  @  04/05/2006 23.36.50
   9½ / 10
Profetico. Attori eccezionali. Tutti da Oscar. Da non perdere.

Crimson  @  10/03/2006 15.37.21
   9 / 10
Mi sembra un pò assurdo che questo film non sia stato ancora commentato.
Un film magistrale di Lumet sul mondo dei network. Pungente, a tratti molto ironico, riuscitissimo. Punta il dito dritto contro lo spietato mondo dei network, governato da princìpi assurdi. L'utile come unico obiettivo, la manipolazione e la svendita dell'etica come mezzi idispensabili per ottenere il massimo, che è perfettamente coincidente con il vuoto più assoluto. E per trasmettere meglio questo segnale cosa fà Lumet? ci mostra una storia nella storia, quella tra William Holden (pardon..il grandissimo William Holden) e Faye Dunaway. Quest'ultima è la personificazione di tutto il male, di tutto il vuoto e la regressione culturale rappresentata dal network per il quale lavora. Vende sentimenti come scatolette Simmenthal ("come lattine di birra" le dice Holden in una battuta del film) per alimentare la propria condotta arrivista. D'altronde è nata e cresciuta in un mondo finto fatto solo di televisione. Parla di indici d'ascolto persino mentre fà sesso (!!) e vive una relazione sentimentale come se fosse un copione da recitare.
Film-fotografia di una società statunitense degli anni '70 in cui i network già avevano monopolizzato le vite di moltissime persone. Purtroppo attualissimo, addirittura per noi italiani ha anticipato i tempi visto che è stato realizzato decisamente prima dell'era berlusconiana della tv-spazzatura.
Strepitoso Peter Finch, istrionico e vero mattatore. In certi punti fà letteralmente cappottare dalla sedia. Grandi tutti gli attori ma soprattutto grande, grandissimo Sidney Lumet.

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


606197 commenti su 19253 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale CHARLIE CHAPLINSpeciale CHARLIE CHAPLIN
A cura di amterme63



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net
Dove siamo? Scoprilo qui!